Biografia Silvestre Cuffaro nacque il 5 gennaio 1905 dal cavaliere Pasquale Cuffaro (proprietario terriero e assessore ai lavori pubblici presso il Comune di Bagheria dal 1909 al 1914) e Girolama Bartolotta; la famiglia Cuffaro - riportata nella forma Coffaro fino agli inizi del XX secolo - era originaria di Cammarata.

Il 28 luglio 1937 a Palermo nella Chiesa del Corpus Domini, presso l'attuale Casa lavoro e preghiera Padre Messina, Silvestre Cuffaro sposò la pittrice Pina Calì; il viaggio di nozze, svoltosi tra Pompei, Capri e Napoli, ebbe un importante ruolo nella maturità artistica di entrambi. Dal matrimonio nacquero due figli, Pasquale Lucio (13 luglio 1939), laureato in filosofia, e Girolama (11 gennaio 1944-1 luglio 2026), laureata in lettere classiche e anch'essa pittrice. Il 16 luglio 1952 nella Chiesa del Santissimo Rosario di Avellino, dopo la morte della moglie Pina (1949), si sposò con Maria Mazzino (2 aprile 1911-12 gennaio 1999).

Si diplomò in scultura presso l'Istituto di Belle Arti di Palermo e all'Accademia di Belle Arti di Roma. Sempre a Roma conseguì il diploma alla Scuola dell'arte della medaglia.

Tra il 1952 e il 1956 fu sindaco di Bagheria, e ne istituì la Biblioteca Comunale. Nel 1957 fu direttore dell'Accademia di Belle Arti di Palermo.

La produzione artistica 1928: al Palazzo delle Esposizioni di Roma presenta il bassorilievo Il naufrago. 1929: vince il concorso nazionale indetto a Chieti con un busto bronzeo (Ritratto del pittore Francesco Paolo Michetti). 1930: a Roma partecipa alla «III Mostra coloniale delle Arti Applicate» con la scultura Capo Tribù. 1930-31 aiuta Mario Rutelli nella scelta dei soggetti equestri e probabilmente anche nella progettazione dei bassorilievi del Monumento ad Anita Garibaldi. 1932: a Catania vince il concorso nazionale col Monumento al cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet (progetto di Raffaele Leone). Nello stesso anno, a Palermo, gli viene conferita la medaglia d'argento per la «III Esposizione del Sindacato Regionale Belle Arti di Sicilia». 1933: Silvestre Cuffaro firma il Manifesto insieme a Renato Guttuso, Nino Franchina, Giovanni Barbera e Lia Pasqualino Noto contro l'esclusione degli artisti siciliani dalla Biennale di Venezia. 1934: a Roma vince il «Concorso nazionale di Sua Maestà la Regina» con il Ritratto di Racagni. Realizza a Bagheria il Monumento a Giuseppe Bagnera. 1935: a Roma ultima il Monumento al senatore Giuseppe Cirincione, presso il Cimitero del Verano. A Palermo gli viene conferita la medaglia d'oro per la «VI Mostra d'Arte del Sindacato interprovinciale Belle Arti di Sicilia», con il bassorilievo Il Racconto. 1936: a Palermo vince il concorso nazionale per l'ingresso monumentale di via Roma con la scultura La Rivolta. 1940: a Roma espone alla «Mostra d'Arte del Mezzogiorno» l'opera Il cane, il lupo e l'agnello. 1951: a Palermo realizza l'altorilievo Monumento alla scuola poetica siciliana di Federico II di Svevia, collocato sul prospetto del Palazzo dei Normanni. 1952: a Gela realizza la Fontana della dea Cerere con relativa statua in bronzo. 1953: a Bagheria realizza il Monumento a Ciro Scianna, a Palermo il Monumento a Vittorio Emanuele Orlando, e ad Augusta i rilievi del Palazzo delle Poste. 1954: partecipa alla «Mostra degli artisti siciliani all'estero» tenutasi a Colonia, Monaco di Baviera, Milano e Trieste. Nello stesso anno realizza a Gela la scultura Cerere collocata nella Piazza Umberto I, e a Bagheria viene collocato il suo Monumento ai Caduti della Guerra. 1955: a Palermo partecipa alla «I Mostra d'Arti figurative del Sindacato Regionale siciliano Belle Arti» con l'opera L'inverno. 1956: a Palermo realizza i bassorilievi nella nuova sede del Banco di Sicilia. 1958: a Palermo realizza alcuni bassorilievi per la sede della Società Servizi Telefonici. 1959: a Montevideo (Uruguay) partecipa all'«Esposizione d'Arte grafica contemporanea». 1965: a Firenze espone l'opera Donna al sole alla «XVI Mostra nazionale – Premio del Fiorino». 1968: a Palermo partecipa alla mostra «Grandi maestri siciliani».

Galleria d'immagini

La critica 1928 Il Traguardo, Rivista quindicinale di economia, politica, arte, Roma.

«Più volte i giornali si sono occupati di questo giovane artista siciliano le cui opere abbiamo potuto ammirare in diverse esposizioni. [...] Fervido ammiratore di Donatello, Jacopo della Quercia e di Michelangelo, studioso profondo, nella sua scultura recente si mostra più semplice e più costruito, si vede benissimo che è in cerca della forma, che comincia a fare la vera scultura, armonia di linee, compostezza architettonica e vita. Le sue opere, vivono, palpitano, si muovono; sono certo che questo giovanissimo artista si saprà affermare ancora più nel cammino dell'arte e saprà dare tutto il suo animo.»

1932 Renato Guttuso in Bagheria d'oggi, numero unico, Bagheria.

«Lontano dal verismo obiettivo e fotografico caro al gustaccio del borghese e da ogni sentimentalismo falso e letterario estraneo alla scultura ed alle sue leggi, come ad ogni forma di astrattismo avanguardistico, ugualmente cerebrale e letterario ed anch'esso fuori della scultura, questo nostro giovane artista produce, su di un piano di sintesi verista, opere intimamente moderne. Con rudezza primitiva (che non è primitivismo) assomma masse e volumi e ritmi di volumi, sintetizzando e liberandosi, attraverso processi di eliminazioni graduali di tutte le forme accidentali e contingenti contenute in una produzione serrata e ridotte alla loro pura essenza, le sue sculture parlano, nella loro apparente serenità, un mistico linguaggio che rivela un'anima tormentata e uno spirito desideroso di conquista e di liberazione.»

1992 Vittorio Sgarbi in Scultura italiana del primo Novecento, Catalogo della Mostra, Bologna.

«Una potente e candida visione della natura, una vera egloga pastorale, nelle belle testimonianze non accademiche di Cuffaro, gli garantiscono, per l'evidente sincerità di accenti e la meditata, arcaica, ancora neoquattrocentesca scelta formale, un posto non marginale nella vicenda della scultura di questo secolo, a dispetto della maledizione dell'isola.»

Retrospettive Omaggio a Silvestre Cuffaro, Bagheria, 1977. Scultura italiana del Primo Novecento, Mesola, 1992. Scultura italiana del Primo Novecento, Roma, 1993. Antonio Ugo e gli scultori siciliani tra le due guerre, Petralia Soprana, 1995. Arte in Sicilia negli anni Trenta, Marsala, 1996. La questione siciliana, Catania, 1997. Senilità e giovinezza dello spirito, Palermo, 2002. Vigorose impronte, Bagheria, 2006. Artisti di Sicilia. Da Pirandello a Iudice, Favignana, 2014.

Note

Bibliografia L'Artiere, Roma, maggio 1929. La Tribuna, Roma, febbraio 1932. Presentazione del Catalogo III Esposizione del Sindacato Regionale Belle Arti di Sicilia, Palermo, febbraio 1932. Il Tevere, Roma, luglio 1934. Il Giornale d'Italia, Roma, maggio 1940. Catalogo della XVI Mostra Nazionale – Premio del Fiorino in Palazzo Strozzi, Firenze, 1965. Arte italiana contemporanea, volume V, 1972. La Stanza Letteraria, Roma, dicembre 1974. Scultura italiana del primo Novecento, Catalogo della Mostra, Bologna, 1992. Vigorose Impronte, Catalogo della Mostra, a cura di Paolo Ferruzzi e Vittorio Sgarbi, Bagheria 2006. Silvestre Ferruzzi, Sperlinga. Storia di un abitato della Sicilia occidentale, Palermo 2012.

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