Il pastorale di Altobello Averoldi è un bastone pastorale in rame argentato attribuibile a un cesellatore bresciano, databile tra il 1512 e il 1531 e conservato nel tesoro della collegiata dei Santi Nazaro e Celso di Brescia. Il pastorale appartenne al prelato Altobello Averoldi, da cui il nome.
Storia Il pastorale appartenne a Altobello Averoldi, vescovo di Pola dal 1497 al 1531 e prelato molto importante e influente nella Repubblica di Venezia della prima metà del Cinquecento, prevosto della collegiata dei Santi Nazaro e Celso di Brescia tra il 1512 e la morte, avvenuta nel 1531Sambonet, p. 239.
Dato che il bastone appartenne a lui ed è legato alla storia della collegiata, alla quale poi appartenne definitivamente come parte del tesoro, la commissione è da collocare tra queste due date. Morto l'Averoldi, il bastone fu trasferito nel tesoro, come detto, ed è ancora qui custodito.
Descrizione Il bastone è impostato secondo la composizione tradizionale, con asta e puntale a riccio. È quest'ultima la parte artisticamente più elaborata, in rame, composta da più settori sovrapposti: un tempietto cesellato, un nodo con incastonati cristalli molati e il riccio vero e proprio, reso con un giro di fogliami.
L'asta è suddivisa in quattro segmenti a sezione pentagonale, intervallati da sfere dorate e cespi di fogliame. Lo stato di conservazione è discreto, in quanto le varie e sottili lamelle del fogliame sono piuttosto danneggiate dall'usura.
Stile Come già è possibile stabilire attraverso la datazione tradizionale, anche dal punto di vista stilistico il pastorale è collocabile alla prima metà del Cinquecento. Ciò è rilevabile da vari particolari concentrati nel puntale, quali il riccio ritorto in un'articolata voluta vegetale, elemento decorativo tipico del pieno Rinascimento, e il tempietto esagonale con archi a tutto sesto su lesene. La calotta dello stesso tempietto, inoltre, è lavorata a sbalzo con elementi vegetali che rimandano agli arabeschi di gusto venezianoPanteghini, p. 93.
Più complesso stabilire l'autore, probabilmente un cesellatore di cultura bresciana.
Si tratta del manufatto più antico e prezioso del tesoro della collegiata, da leggere all'interno della grande produzione orafa che contraddistinse l'arte bresciana tra la seconda metà del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento.
Note
Bibliografia Ivo Panteghini, Bacolo pastorale in AA.VV., Nel lume del Rinascimento, catalogo della mostra, Edizioni Museo diocesano di Brescia, Brescia 1997 Gianguido Sambonet, Oreficerie della collegiata in AA.VV., La collegiata insigne dei Santi Nazaro e Celso in Brescia, Editrice la Scuola, Brescia 1992
Categoria:Collegiata dei Santi Nazaro e Celso Categoria:Oggetti di oreficeria e toreutica a Brescia Categoria:Oggetti di oreficeria e toreutica rinascimentale