La domesticazione, concetto diverso da quello di addomesticamento è, in biologia, il processo attraverso cui una specie animale o vegetale viene resa "domestica" (dal latino domus, casa), cioè dipendente dalla convivenza con l'uomo e dal controllo da parte di quest'ultimoFrancesca Giusti, La nascita dell'agricoltura: aree, tipologie e modelli, Donzelli Editore, 1996 Cap. VIII - Il complesso di piante e animali domesticati nel vicino oriente e la loro diffusione in Europa.. La domesticazione riguarda un'intera specie che, attraverso una selezione indotta dall'uomo nel corso di molte generazioni, subisce modificazioni genetiche che la rendono adatta alle condizioni imposte dall'uomo. Ciò comporta notevoli modifiche del comportamento, del ciclo biologico e della stessa fisiologia. La domesticazione si estende dal Neolitico ai giorni nostri ed è fenomeno fondamentale della Rivoluzione neolitica; fa eccezione la domesticazione del cane, che risale al Paleolitico e dunque ha preceduto di diversi millenni l'allevamento di altre specie e l'adozione di stili di vita sedentari.

La domesticazione è diversa dall'addomesticamento, che non riguarda un'intera specie, ma un singolo individuo che attraverso delle procedure viene reso docile ed obbediente, ma rimane fondamentalmente selvatico e geneticamente uguale agli esemplari non addomesticati. Le caratteristiche che rendono una specie domesticabile sono tante e devono essere tutte contemporaneamente presenti; per questo motivo nel corso della storia dell'uomo, non più di venticinque - trenta specie animali sono state domesticate: alcune diffuse in tutto il pianeta e altre solo in zone geografiche specifiche

Alcuni autori, oltre alle specie animali e vegetali, considerano il termine applicabile anche ai fenomeni naturali, come nel caso della domesticazione del fuoco.

Storia

Dopo l'ultimo periodo glaciale l'uomo iniziò a domesticare stabilmente animali o piante, in almeno 14 siti indipendenti nel mondo. I motivi che portarono a queste attività sono soggetti a diverse ipotesi.

Il primo animale domestico conosciuto sembra essere il lupo-cane, domesticato circa nel 36000 a.C., presso le popolazioni di cacciatori-raccoglitori, in diverse località: Europa settentrionale e qualche migliaio di anni dopo in Asia nord-orientale.https://www.newscientist.com/article/2489648-your-pet-dogs-ancestor-was-a-fierce-wild-animal-how-was-it-tamed/

Vi è una precoce testimonianza del domesticazione delle api, in forma di pitture murali, datate attorno al 13000 a.C. I successivi tre - la capra, la pecora e il maiale - furono domesticati intorno al 10-8000 a.C., indipendentemente nel Levante e in Asia. 8000 anni fa venne domesticata la mucca, in India, Medio Oriente e Africa subsahariana. Recenti evidenze archeologiche a Cipro indicano la domesticazione di un tipo di gatto circa nel 7500 a.C. Il pollo è stato il primo uccello ad essere domesticato, si stima circa nel 6000 a.C., in India e nel sud-est asiatico. La prima prova di domesticazione del cavallo (probabilmente nella Russia settentrionale) si ha circa nel 4000 a.C. Pressappoco alla stessa epoca risalgono la domesticazione dell'asino, avvenuto probabilmente in Egitto, e del bufalo d'acqua in Cina. Il lama e l'alpaca sono gli unici animali di grossa taglia domesticati nelle Americhe, nel 3500 a.C. circa, sulle Ande. Specie locali equivalenti e specie più piccole furono domesticate dal 2500 a.C.; a questa epoca risalgono le ultime domesticazioni di mammiferi di grossa taglia, il cammello e il dromedario, il primo in Asia centrale e il secondo in Arabia.

I processi di domesticazione e la distribuzione delle specie domestiche furono entrambi radicalmente influenzati dallo stabilirsi di un contatto regolare tra gli Emisferi Orientale e Occidentale seguendo i viaggi di Cristoforo Colombo. Ciò portò improvvisamente all'aumento della trasmissione di organismi tra gli emisferi Orientale e Occidentale e se ne parla come scambio colombiano.

Date approssimate e località della prima domesticazione Specie Data LocalitàCane36.000 a.C. Varie localitàCapra10.000 a.C.Asia e Medio OrienteYak10.000 a.C.AsiaPecora8.000 a.C.Asia e Medio OrienteMaiale8.000 a.C.CinaVacca8.000 a.C.India, Medio Oriente, e Africa subsaharianaGatto7.500 a.C.Egitto o CiproPollo6.000 a.C.Asia meridionaleColombo4.500 a.C.MesopotamiaCavallo4.000 a.C.KazakistanAsino4.000 a.C.EgittoBufalo d'acqua4.000 a.C.CinaApe4.000 a.C.Sud-est asiaticoPavone4.000 a.C.IndiaLama3.500 a.C.PerùAlpaca3.500 a.C.?PerùBaco da seta3.000 a.C.CinaRenna 3.000 a.C. SiberiaCammello2.500 a.C.Asia centraleDromedario2.500 a.C.ArabiaFuretto2.000 a.C.EuropaElefante indiano1.000 a.C.IndiaGallina faraona600 a.C.Africa occidentaleStruzzo100 a.C.AfricaTacchino100MessicoPorcellino d'India900PerùConiglio1.500EuropaVolpe1.800EuropaVisone1.800EuropaCriceto1930Stati Uniti d'AmericaCervo1970Nuova Zelanda

Queste date non sono accurate causa mancanza di prove certe. Le stime più recenti indicano che gli animali cominciarono ad essere domesticati circa 10000 anni fa (8000 a.C.).

Le prime piante ad essere domesticate sono elencate di seguito.

Cereali Farro (Triticum dicoccum, derivato dal selvatico T. dicoccoides) Piccolo farro (Triticum monococcum, derivato dal selvatico T. boeoticum) Orzo (Hordeum vulgare/sativum, derivato dal selvatico H. spontaneum) Legumi Lenticchia (Lens culinaris) Pisello (Pisum sativum) Cece (Cicer arietinum) Vecciola (Vicia ervilia) Altre Lino (Linum usitatissimum)

Descrizione

La domesticazione è intesa come un processo che l'uomo mette in atto scientemente per perseguire scopi propri (esclude quindi, per esempio, casi di simbiosi o altre relazioni indesiderate per l'uomo, come quello con i parassiti o virus).

Gli scopi per i quali l'uomo domestica una specie possono essere estremamente vari. Alcuni animali sono stati storicamente domesticati per essere usati come mezzo di trasporto di persone o cose (cavallo, asino, dromedario, elefante); altri per essere usati come cibo (vedi allevamento); altri per ricavarne materiali pregiati (per esempio la lana dalle pecore o la seta dai bachi); altri semplicemente per intrattenimento o compagnia; ma questo elenco di motivazioni non è certamente esaustivo.

Nella maggior parte dei casi, la domesticazione di una specie persegue più di uno scopo; un esempio fra tutti è quello del cane, in origine aiutante nella caccia e nella protezione della casa, in seguito usato come animale da compagnia, ma anche con moltissimi scopi specifici (si pensi ai cani da tartufi, cani antidroga e ai cani guida per ciechi).

Concetto correlato alla domesticazione è l'addestramento, che pur implicando ancora un controllo da parte dell'uomo, ha il significato più specifico di addestrare un animale a fare qualcosa e non implica necessariamente l'abitudine alla convivenza dell'animale con l'uomo.

Ipotesi su modalità e processi coinvolti C'è un dibattito tra la comunità scientifica su come funzioni il processo di domesticazione. Alcuni ricercatori danno credito alla selezione naturale, dove mutazioni al di fuori del controllo umano rendono alcuni membri di una specie più compatibili con le coltivazioni umane o con la vita domestica. Altri hanno mostrato che una selezione artificiale controllata attentamente è responsabile di molti cambiamenti collettivi associati con la domesticazione. Queste categorie non sono mutuamente esclusive e sembra che la selezione naturale e quella artificiale abbiano entrambe giocato un ruolo nel processo di domesticazione nel corso della storia umana.

La selezione del grano dà un esempio di come la selezione artificiale e le mutazioni naturali possano giocare un ruolo chiave nel processo. Il grano selvatico quando matura cade a terra per riseminarsi da solo, al contrario del grano domestico, che rimane sullo stelo anche a maturazione avvenuta. C'è prova che questo cambiamento critico avvenne come risultato di una mutazione casuale all'inizio della coltivazione del grano. Il grano che presentava questa mutazione fu selezionato dall'uomo e divenne molto più utile agli agricoltori, divenendo la base per le varietà coltivate di grano prodotte fin da allora. Con le tecniche di ingegneria genetica, le mutazioni possono essere introdotte dall'uomo in modo artificiale.

L'esempio del cane ha condotto alcuni a pensare che le mutazioni possano essere state la base per altri processi di domesticazione. Alcuni ritengono che sarebbe stata una mutazione a rendere i lupi meno guardinghi nei confronti degli uomini. Questo avrebbe loro permesso di cominciare a seguire gli uomini per ricercare il cibo nei loro rifiuti. Probabilmente si sviluppò una relazione di tipo simbiotico tra gli uomini e questa popolazione di lupi. I lupi beneficiarono dei resti di cibo degli uomini e gli uomini trovarono che i lupi potevano avvisarli di nemici che si avvicinavano, aiutarli nella caccia, fornire calore o aumentare la loro scorta di cibo. Evolvendosi la relazione, gli uomini cominciarono a crescere i lupi e generare i tipi di cane che oggi conosciamo.

Tuttavia, alcuni ricercatori sostengono l'idea che sia la selezione artificiale, meglio delle mutazioni o della selezione naturale, a spiegare meglio il funzionamento del processo di domesticazione. Alcuni degli esempi meglio conosciuti in favore della selezione artificiale vengono dagli esperimenti svolti dallo scienziato russo Dmitri Belyaev negli anni cinquanta. Il suo team spese molti anni a selezionare la volpe rossa, scegliendo solo gli individui che mostravano meno paura verso gli uomini. Alla fine, la squadra di Belyaev scelse solo quegli individui che mostravano il comportamento più positivo verso gli uomini. Ottenne, così, una popolazione di volpi il cui comportamento e aspetto erano cambiati in modo significativo. Queste volpi non mostravano più paura degli uomini e spesso scuotevano le loro code e leccavano i loro allevatori umani per mostrare loro affetto. Nonostante il successo di questo esperimento, è chiaro che una selezione artificiale non sempre porta a una domesticazione. Tentativi di domesticazione di vari tipi di animali selvatici sono sempre falliti. La zebra ne è un esempio. Il processo storico di domesticazione degli animali selvatici non può essere spiegato in pieno con un solo principio. La combinazione della selezione naturale e artificiale ha giocato un ruolo nella domesticazione delle varie specie venute a stretto contatto con l'uomo durante i millenni.

Domesticazione degli animali Secondo il fisiologo Jared Diamond, le specie animali devono possedere i seguenti requisiti per poter essere domesticate (principio di Anna Karenina):

Dieta flessibile — Creature che riescono a digerire una grande quantità di fonti di cibo e possono vivere con poco cibo sono meno dispendiose da tenere in cattività. La maggior parte dei carnivori mangia solo carne, che richiede di utilizzare molti erbivori per la sua alimentazione. Tasso di crescita ragionevolmente veloce — Il raggiungimento della maturità veloce se comparato con la vita umana permette interventi di selezione e rende gli animali utili con un accettabile durata di raggiungimento dell'età adulta. Grandi animali come gli elefanti richiedono molti anni prima di raggiungere una dimensione accettabile. Possibilità di essere allevati in cattività — Le creature che sono riluttanti a riprodursi in cattività non producono prole e la loro presenza è limitata alla cattura in natura. Creature come il panda e il ghepardo difficilmente si riproducono in cattività. Buon carattere — Le grandi creature che sono aggressive verso l'uomo sono pericolose da tenere in cattività. Il bufalo africano ha un comportamento imprevedibile ed è altamente pericoloso per l'uomo. Temperamento che renda difficile il panico — Una creatura nervosa è difficile da mantenere in cattività dal momento che tenterà di fuggire se spaventata. La gazzella è molto agile e può compiere ampi balzi che le permettono di scappare da un recinto.