Larcidiocesi di Gerapoli di Frigia è una sede soppressa del patriarcato di Costantinopoli e una sede titolare della Chiesa cattolica ().
Storia Gerapoli di Frigia, le cui rovine si trovano presso la città di Pamukkale nell'odierna Turchia, è un'antica sede metropolitana della provincia romana della Frigia Pacaziana nella diocesi civile di Asia e nel patriarcato di Costantinopoli.
La tradizione cristiana attribuisce l'evangelizzazione di Gerapoli all'apostolo Filippo, che avrebbe istituito il primo vescovo della comunità, Ero (Heros). Una comunità cristiana a Gerapoli è menzionata anche nella lettera ai Colossesi di san Paolo ().
Il Martirologio romano ricorda due santi vescovi di Gerapoli: Papia, annoverato tra i padri apostolici, vissuto nella prima metà del II secolo;«A Gerapoli nella Frigia, nell'odierna Turchia, san Pápia, vescovo, che, uditore di Giovanni il Presbitero e amico di Policarpo, spiegò le parole del Signore» (22 febbraio). e Claudio Apollinare, scrittore ecclesiastico, autore di un'apologia del cristianesimo dedicata all'imperatore Marco Aurelio, vissuto nella seconda metà del II secolo.«A Gerapoli in Frigia, nell'odierna Turchia, sant'Apollinare, vescovo, che rifulse sotto l'imperatore Marco Aurelio per dottrina e santità» (8 gennaio).
Gli scavi archeologici, condotti dal 1957 da unéquipe di ricercatori e studiosi italiani, hanno condotto alla scoperta di diversi luoghi di culto cristiani. Tra gli edifici, è stato riportato alla luce il vasto complesso legato al culto e alla memoria di san Filippo apostolo, comprensivo di un luogo per le abluzioni, Missione archeologica di Hierapolis, Università del Salento., del cosiddetto Martyrion, vasto complesso a pianta ottagonale con cupola,, Missione archeologica di Hierapolis, Università del Salento. e della chiesa di San Filippo, Missione archeologica di Hierapolis, Università del Salento., all'interno della quale è stata rinvenuta la tomba dell'apostolo. Inoltre gli scavi hanno portato alla scoperta di alcune chiese, tra cui la cattedrale., Missione archeologica di Hierapolis, Università del Salento.
Provincia ecclesiastica Inizialmente suffraganea dell'arcidiocesi di Laodicea, a partire dal V secolo è attestata come sede arcivescovile autocefala: nel 457 l'imperatore Leone I il Trace inviò a tutti i metropoliti e gli arcivescovi dell'impero una lettera per sapere se il concilio di Calcedonia doveva essere mantenuto e se l'elezione di Timoteo Eluro come vescovo di Alessandria era da considerarsi valida. Filippo di Gerapoli è menzionato in 49º posizione dopo i metropoliti; questo documento è la prova dell'elevazione di Gerapoli di Frigia ad arcidiocesi autocefala.Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, p. 802. Nel secolo successivo l'arcidiocesi è attestata come sede metropolitana: infatti nel concilio ecumenico del 553 il vescovo Aussanone è menzionato tra i metropoliti della Frigia.Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, p. 185.
Nella Notitia Episcopatuum dello pseudo-Epifanio, composta durante il regno dell'imperatore Eraclio I (circa 640), la sede di Gerapoli è elencata al 33º e ultimo posto nell'ordine gerarchico delle metropolie del patriarcato di Costantinopoli, segno di una sua recente istituzione. In questa Notitia le sono attribuite cinque diocesi suffraganee: Metellopoli, Dionisiopoli, AnastasiopoliDue sono i vescovi certi che si possono attribuire alla sede di Anastasiopoli, Stefano e Ierone, che presero parte ai concili di Costantinopoli del 518 e del 553 (Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, pp. 880 e 453). Nello stesso territorio di Anastasiopoli, si trovava la diocesi di Dionisiopoli, e più tardi anche quella di Foba. Cfr. , Attuda e Mossina.
Nella Notitia Episcopatuum attribuita all'imperatore Leone VI (inizio X secolo) Gerapoli è passata al 41º posto fra le metropolie del Patriarcato e le sono assegnate nove suffraganee: non ci sono più le sedi di Dionisiopoli e di Anastasiopoli, mentre appaiono le diocesi di Foba, Ancira Ferrea, Sinao, Tiberiopoli, Cadi e Ezani.Darrouzès, Notitiae episcopatuum Ecclesiae Constantinopolitanae, p. 286, nnº 633-642.
Gerapoli di Frigia è documentata nelle Notitiae Episcopatuum costantinopolitane fino al XIV secolo.Darrouzès, Notitiae episcopatuum Ecclesiae Constantinopolitanae, indice p. 494, voce Hiérapolis, métropole de Phrygia Kapatianè.
Serie episcopale In Frigia esistevano due diocesi con un nome simile: la sede di Gerapoli di Frigia Pacaziana e la sede di Geropoli di Frigia Salutare; quest'ultima diocesi è documentata nelle fonti antiche anche con il nome di Gerapoli. Questo rende difficile attribuire i vescovi all'una o all'altra diocesi, soprattutto quando le fonti non specificano la provincia di appartenenza dei vescovi. A questo si deve aggiungere il fatto che Le Quien confonde le due diocesi, compilando una sola cronotassi, quella dei vescovi di Gerapoli di Frigia Salutare.Cf. ). Alcuni dei vescovi attribuiti da Le Quien a Gerapoli appartengono in realtà alla sede omonima di Geropoli.
Della serie vescovile di Le Quien sono da espungere sant'Abercio I, vissuto nel II secolo, e il suo omonimo, che partecipò al concilio di Calcedonia nel 451;Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, pp. 69-70. entrambi appartengono alla diocesi di Geropoli nella Frigia Salutare. Anche i vescovi Lucio (menzionato nel 394) e Stefano (documentato nel 449) sono da eliminare, in quanto appartengono alla serie dei vescovi di Gerapoli di Siria.Entrambi questi vescovi non sono censiti nello studio prosopografico di Destephen, chiaro indizio che non appartengono ad una delle due sedi della Frigia, ma alla sede di Gerapoli di Siria nel patriarcato di Antiochia. Cf. Aubert, Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. XXIV, col. 1446.
Incerta è l'attribuzione della sede del vescovo Flacco. Questi prese parte al concilio di Nicea del 325 come vescovo di Gerapoli di Frigia, senza ulteriori indicazioni. Inoltre fu tra i vescovi orientali che abbandonarono il concilio di Sardica e che, verso il 343/344, sottoscrissero una lettera sinodale ribadendo la loro condanna di Atanasio di Alessandria, Marcello di Ancira e Asclepa di Gaza. Le fonti non permettono di stabilire a quale delle due sedi appartenga il vescovo Flacco: al concilio di Nicea la Frigia formava una sola provincia ecclesiastica, mentre era divisa in Frigia Pacaziana e Frigia Salutare al concilio di Sardica.Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, pp. 405-406.
Appartiene certamente alla sede di Gerapoli di Frigia Pacaziana il vescovo Venanzio, che prese parte al concilio di Efeso del 431. Durante il concilio sorse un conflitto con il metropolita Aristonico di Laodicea, che si oppose alle pretese di Venanzio di sottrarsi alla sua autorità di metropolita e rendersi autonomo.Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, pp. 955-957. Come si è visto, nel 457 è riconosciuta l'arcidiocesi autocefala di Gerapoli con il vescovo Filippo.
Incerta e discussa è l'attribuzione della sede di appartenenza del vescovo Taziano, che non prese parte al concilio di Calcedonia del 451; nell'ultima sessione del 25 ottobre, il metropolita Nunechio di Laodicea sottoscrisse al suo posto la solenne definizione di fede. La titolatura riportata nella versione greca e in quella latina degli atti è la seguente: Tatianou poleos Philippoupoleos in greco, e Tatiano civitatis Philippupolis in latino. Honigmann propone di correggere il titolo in Tatianou poleos Philippou poleos, ossia Tazione vescovo della città dell'apostolo Filippo, attribuendo così indirettamente questo vescovo alla sede di Gerapoli di Frigia Pacaziana.Ernest Honigmann, The Original Lists of the Members of the Council of Nicaea, the Robber-Synod and the Council of Chalcedon, Byzantion, vol. 16, nº 1, 1942-1943, pp. 44-45 e 75-76. Cf. Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, p. 886, per il quale la sede resta comunque incerta.
Tra le rovine di una delle chiese di Gerapoli è stata scoperta un'iscrizione, databile al VI secolo, che riporta il nome del vescovo Gennaio (Gennaios). L'iscrizione ricorda la costruzione o il restauro della chiesa all'epoca del vescovo Gennaio ad opera del prete Ciriaco e delle figlie Giovanna e Ciriaca.Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, pp. 424-425. Un altro vescovo, Cristoforo, è documentato da un sigillo, conservato all'Ermitage di San Pietroburgo e databile ad un'epoca tra il 575 e il 625.Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, p. 208. Un altro sigillo, scoperto nell'atrio della cattedrale di San Filippo, ha restituito il nome del metropolita Gregorio, vissuto tra VI e VII secolo .
Gli scavi condotti nella chiesa di San Filippo tra il 2011 e il 2012 hanno riportato alla luce alcuni manufatti che hanno restituito i nomi di altri vescovi di Gerapoli. Un'iscrizione marmorea riporta il nome del metropolita Teodoro, accompagnato da un'invocazione a suo ricordo; l'iscrizione non è anteriore al VI secolo. Alcuni frammenti di una lastra di marmo riportano, dipinti di rosso, una lista di vescovi di Gerapoli, in ordine: Basso, Aussanone e Olimpio. Se Aussanone è identico al vescovo documentato nel 553, il manufatto riporterebbe i nomi del suo predecessore e del suo successore.Tullia Ritti, Il Santuario e la Tomba dell'apostolo Filippo a Hierapolis di Frigia. Appendice 1. Alcune iscrizioni rinvenute nella chiesa di S. Filippo in: Atti della Pontificia Accademia Romana di Archeologia. Rendiconti, 2011-2012, vol. 84, p. 53-61.
Per il VII secolo sono noti solo 3 metropoliti di Gerapoli: Sisinnio, che prese parte al terzo concilio di Costantinopoli del 680/681; Tiberio, che sottoscrisse gli atti del concilio in Trullo del 691-692; e Zaccaria, documentato da un sigillo vescovile datato alla seconda metà del secolo. Poi, dopo un vuoto di 2 secoli, nella seconda metà del IX secolo è documentato il metropolita Ignazio, il quale dapprima condannò e poi fu tra coloro che riabilitarono il patriarca Fozio di Costantinopoli nei concili dell'869-870 e 879-880. Poco dopo il metropolita Nicone fu trasferito alla metropolia di Nicea.
La serie episcopale di Gerapoli continua con tre vescovi la cui attribuzione è incerta, non essendoci motivi che permettono di stabilire a quale delle due sedi appartengano, se alla sede di Gerapoli di Frigia Pacaziana o alla sede di Geropoli di Frigia Salutare: Arsaber, che prese parte ad un sinodo di Costantinopoli nel 997; Cristoforo, che fu presente al sinodo patriarcale del 14 marzo 1072; e Giorgio, che partecipò ad un altro sino patriarcale il 20 febbraio 1170. Apparteneva certamente alla sede di Gerapoli di Frigia Pacaziana l'anonimo vescovo documentato in un sinodo all'epoca dell'imperatore Isacco II Angelo (1185-1195); è anche l'ultimo vescovo noto di questa metropolia.
In un atto patriarcale del 30 novembre 1370, il patriarca di Costantinopoli constatava che la sede metropolitana di Gerapoli era vacante da tempo e nell'impossibilità di avere un nuovo metropolita, vista la precaria situazione in cui si trovava la sede, occupata da tempo dai musulmani, con una comunità cristiana ormai di ridotte proporzioni. Per questo motivo incaricava il metropolita di Cotieo di occuparsi di ciò che restava della comunità cristiana di Gerapoli e della sua regione. Da questo momento l'antica sede metropolitana è di fatto soppressa.
Sede titolare La Santa Sede ha istituito il titolo Hierapolitanus fin dal XIV secolo; il suo primo titolare è stato il francescano Antonio di Alessandria, nominato il 31 luglio 1346, e che esercitò le sue funzioni episcopali nella regione catalana fino al suo trasferimento a Durazzo nel 1349.