Lanafora è una delle più importanti funzioni di coesione linguistica dei testi.Lo Duca, cit., 2008, p. 181. Serve a mettere in opera dei legami tra porzioni di un testo più o meno vaste e più o meno distanti tra loro.
Tale legame è indicato come rapporto anaforico e coinvolge soprattutto sintagmi nominali e pronomi.
Caratteri generali Si parta dal seguente esempio:
Il pronome l (lo) rappresenta la ripresa anaforica dell'entità "vagabondo", che viene denominata "antecedente". Come si vede, l'anafora è uno strumento per "economizzare" le dimensioni di un testo (a prescindere che si tratti di parlato o scritto), senza rinunciare alla sua coesione. Nell'esempio, ci si riferisce inizialmente ad una determinata entità con un sintagma nominale particolarmente limpido, il che permette poi di tornare a riferirsi ad esso attraverso una forma concisa.
A un antecedente possono corrispondere più riprese ed è anzi questo il caso più frequente di modalità di utilizzo dell'anafora, dato che la coesione riguarda tipicamente i testi e non le semplici frasi:
Come si vede, la ripresa anaforica avviene attraverso elementi diversi, che pure si riferiscono sempre alla stessa entità: si torna a menzionare il vagabondo del primo esempio attraverso pronomi personali atoni (lo) o tonici (lui), attraverso sinonimi testuali (il poveretto), attraverso ellissi del soggetto (Ø è muto e...).
Nei casi in cui le riprese anaforiche siano più di una, si parla di catena anaforica (le riprese sono dette "anelli" e l'elemento cui fanno riferimento i vari sostituenti è detto "capo-catena"Angela Ferrari, anafora, Enciclopedia dell'Italiano, Treccani.).
Scala di trasparenza Come accennato, la ripresa anaforica può avere diversi gradi di trasparenza: può cioè essere più o meno esplicita.Lo Duca, cit., 2008, p. 182. Segue un elenco delle diverse forme di ripresa anaforica, che va dal grado massimo di trasparenza al minimoElenco ripreso da quello offerto, con esempi diversi, da Lo Duca, cit., 2008, p. 182.. Un sintagma nominale definito può essere ripreso attraverso ripetizione dell'antecedente:
sinonimo:
iperonimo:
nome generale:
perifrasi:
sinonimo testuale (axionimo):
pronome tonico:
pronome atono:
ellissi del soggetto:
anafora zero:
Determinatezza di antecedente e ripresa A costituire le riprese di tipo lessicale (tipicamente le più trasparentiLo Duca, cit., 2008, p. 184.) sono sempre sintagmi definiti. Al contrario, l'antecedente viene spesso introdotto da un articolo indeterminativo, tranne in alcuni casi, come il rimando ad individui unici (lo zar, il papa) o l'uso di nomi propri. L'uso di articoli definiti o indefiniti segnala l'atteggiamento dei parlanti: chi parla o chi scrive giudica che il ricevente conosca o meno l'entità di cui egli parla o scrive, oppure giudica che questi la conosca solo perché il parlante o scrivente l'ha espressamente introdotta.
L'uso dell'articolo indeterminativo segnala una novità presunta: dicendo Ieri ho visto un uomo..., presumo che chi ascolta o legge non sappia di chi sto parlando. Introducendolo, posso via via determinarlo. La ripresa anaforica utilizzerà dunque l'articolo determinativo: l'entità è stata ormai definita. Ruolo analogo all'articolo determinativo ha in questo senso l'aggettivo dimostrativo:
Quanto maggiore è la recuperabilità dell'antecedente, tanto meno esplicita e trasparente può essere la ripresa. Al contrario, se l'antecedente è sensibilmente distante o in concorrenza con altri antecedenti possibili, la ripresa dovrà sforzarsi di essere particolarmente esplicita. Trasgredire questa norma di trasparenza può da un lato compromettere la comprensibilità delle sequenze, dall'altro può offrire allo scrittore la possibilità di costruire sapidi fraintendimenti intenzionaliLo Duca, cit., 2008, p. 184. A questo proposito, la linguista menziona un passo da I fiori blu di Raymond Queneau (ed. Einaudi, Torino, 1995, pp. 33-34): in una conversazione, uno degli interlocutori scambia teologi e animali.. Anafore "malfunzionanti" possono quindi essere alla base di testi umoristici.
Riprese anaforiche senza coreferenza Nei casi indicati finora le riprese anaforiche si riferiscono sempre alla stessa entità: si parla allora di coreferenza. Vi sono altre forme di anafora che non presentano coreferenza.Lo Duca, cit., 2008, p. 183.
Casi limite sono rappresentati dal cosiddetto "incapsulatore anaforico"Letizia Lala, incapsulatori, Enciclopedia dell'Italiano, Treccani. e dalla "anafora associativa".
L'incapsulatore anaforico è un'anafora in cui l'antecedente frasale è richiamato da una "capsula", un nome astratto, spesso accompagnato da aggettivi valutativi:
La capsula contiene un'intera porzione di testo e la richiama.
Antecedenti frasali, in termini analoghi a quelli della capsula, possono essere richiamati anche dal pronome ne:
L'anafora associativa consiste in una ripresa anaforica attraverso l'uso di referenti nuovi, suggeriti dalle circostanze già evocateKleiber, 1990; 2001, citato da Lo Duca, cit., 2008, p. 183.:
Note
Bibliografia Maria Lo Duca, Lingua italiana ed educazione linguistica, ed. Carocci, 2008 (8a ristampa della 1ª ed.), ISBN 978-88-430-2646-3
Voci correlate Catafora (linguistica) Proforma Referente Tema e rema Testo
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Categoria:Linguistica testuale