La hollingworthite (simbolo IMA: Hlw) è un minerale non comune del gruppo della cobaltite; appartiene alla famiglia dei "solfuri e solfosali" e possiede composizione chimica RhAsS.
Etimologia e storia La hollingworthite è stata chiamata in questo modo in onore del professore inglese di geologia Sidney Ewart Hollingworth (1899-1966), docente presso l'University College di Londra. Il nome fu scelto nel 1965 da Eugen Friedrich Stumpfl e Andrew M. Clark.
Classificazione La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009, elenca la hollingworthite nella classe "2. Solfuri e solfosali" e da lì nella sottoclasse "2.E Solfuri metallici, M:S ≤ 1:2"; questa viene suddivisa più finemente in base al rapporto tra metallo (M) e zolfo (S) e alla composizione del minerale, in modo tale che la hollingworthite possa essere trovata nella sezione "2.EB M:S = 1:2, con Fe, Co, Ni, PGE, ecc." dove forma il sistema nº 2.EB.25 insieme a changchengite, cobaltite, gersdorffite-Pa, gersdorffite-Pca21, gersdorffite, irarsite, jolliffeite, kalungaite, krutovite, maslovite, mayingite, michenerite, milotaite, padmaite, platarsite, testibiopalladiteAl tempo non considerata specie minerale valida, ma riconosciuta come tale dall'IMA dal 2023. Si veda , tolovkite, ullmannite e willyamite.
Tale suddivisione resta pressoché invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale il sistema 2.EB.25 è popolato da mayingite, maslovite, paragersdorffite, ortogersdorffite, sulfopadmaite, jolliffeite, changchengite, guixiangite, testibiopalladite, kalungaite, gersdorffite, michenerite, cobaltite, milotaite, tolovkite, platarsite, willyamite, kvačekite, krutovite, padmaite, ullmannite e irarsite, oltre che dalla hollingworthite.
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la hollingworthite si trova nella classe dei "solfuri e solfosali (solfuri, seleniuri, tellururi, arseniuri, antimoniuri, bismuturi)" e nella sottoclasse dei "solfuri con metallo: S,Se,Te < 1:1"; qui forma il "gruppo della cobaltite" con il numero di sistema II/D.18 insieme a cobaltite, jolliffeite, willyamite, ullmannite, kalungaite, milotaite, minerali del gruppo della gersdorffite, irarsite, platarsite e tolovkite.
Anche la classificazione dei minerali di Dana, utilizzata principalmente nel mondo anglosassone, elenca la hollingworthite nella famiglia dei "solfuri e solfosali"; qui è nella classe dei "minerali solfuri" e nella sottoclasse dei "solfuri – compresi seleniuri e tellururi – con la composizione AmBnXp, con (m+n):p=1:2" dove forma il "gruppo della marcasite (Ortorombico: Pnnm)" con il numero di sistema 02.12.03 insieme a cobaltite, ullmannite, willyamite, tolovkite, platarsite, irarsite, gersdorffite, jolliffeite, padmaite, michenerite, maslovite e testibiopalladite.
Abito cristallino La hollingworthite cristallizza nel sistema cubico nel gruppo spaziale Pa (gruppo nº 205) con la costante di reticolo a = 5,783(14) Å e possiede 4 unità di formula per cella unitaria.
Origine e giacitura La hollingworthite è stata trovata nei minerali di solfuri di rame-nichel e nei giacimenti di platino associati a camini di dunite, a rocce intrusive ultramafiche stratificate e a cromatiti. La paragenesi è con braggite, calcopirite, cobaltite, erlichmanite, gersdorffite, geversite, irarsite, leghe di oro-argento, leghe di platino-ferro, pentlandite, pirite, pirrotite e sperrylite.
Il minerale non è molto diffuso ed è stato trovato solo in un paio di centinaia di siti sparsi per il mondo. Qui si menziona solo la sua località tipo, la miniera Driekop () nella municipalità distrettuale di Sekhukhune (in Sudafrica).
Forma in cui si presenta in natura La hollingworthite si presenta in grani da euedrali ad anedrali di dimensioni fino a 40 µm. Il minerale è opaco, con lucentezza metallica e colore grigio di tonalità media con una leggera sfumatura bluastra nell'olio.
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Solfuri e sali dello zolfo (minerali) Categoria:Minerali dell'arsenico Categoria:Minerali del rodio