Il governo Rumor I è stato il ventitreesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il secondo della V legislatura.
Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 13 dicembre 1968 al 6 agosto 1969 (sebbene già dimissionario dal precedente 5 luglio), per un totale di 236 giorni, ovvero 7 mesi e 24 giorni.
Ottenne la fiducia dal Senato il 18 dicembre 1968, con 181 voti a favore e 119 contrari.
Ottenne la fiducia alla Camera dei deputati il 23 dicembre 1968, con 351 voti a favore e 247 contrari.
Storia Il primo governo di Mariano Rumor vede la luce in un momento difficile per i due partiti maggiori dell'alleanza. Nel PSU il fallimento elettorale dell'unificazione sta preparando una resa dei conti non solo tra le componenti dei due partiti unificati, ma anche al loro interno, con idee diverse sul governo e sulla possibilità di tornare separati.
Nella DC c'è un ribaltamento degli equilibri interni a seguito della presa di posizione di Aldo Moro dopo sei mesi di silenzio. L'ex presidente del consiglio, abbandona la corrente dorotea per assumere una posizione propria nella nuova corrente detta dei morotei, provocando le dimissioni dell'intera direzione nazionale del partito.
La breve vita del governo è inoltre caratterizzata da vari scandali che riguardano la politica e l'amministrazione dello stato. Costituito a seguito di un ritrovato accordo tra i socialisti, cade dopo sette mesi per la fine dell'unificazione socialista.
Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 16 32 49 - 9 22 31 - 1 2 3Totale 1 26 56 83
Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri si può così riassumere:
RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale1326 -3811 -4610 -268 -167 -336 -235 - -55 -134 - -44 -213 - -33 -2 -2 -112 -112 -112 - -11
Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Maggioranza Centro-sinistra "organico" (366): DC (266), PSU (91), PRI (9) Astensione Misto (3) Opposizione PCI (177), PLI (31), MSI (24), PSIUP (23), PDIUM (6)Senato della Repubblica Maggioranza Centro-sinistra "organico" (183): DC (135), PSU (46), Misto (2) Astensione Misto (2) Opposizione PCI-PSIUP (101), PLI (16), MSI (11), Misto (2)
Composizione Presidenza del Consiglio dei ministri CaricaTitolare Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Mariano Rumor (DC) Antonio Bisaglia (DC)Segretario del Consiglio dei ministri Francesco Albertini (PSU)Sottosegretario con delega ai rapporti con il Parlamento Cesare Bensi (PSU)Sottosegretario con delega alla riforma della pubblica amministrazione Antonio Bonadies (DC)Sottosegretario con delega alla ricerca scientifica Giuseppe Di Vagno (PSU)Sottosegretario con delega agli interventi straordinari nel Mezzogiorno e nelle zone depresse del Centro-Nord Vicepresidente del Consiglio dei ministri Francesco De Martino (PSU)Ministri senza portafoglio Interventi straordinari nel Mezzogiorno e nelle zone depresse del Centro-Nord Paolo Emilio Taviani (DC) Ministro senza portafoglio(per speciali compiti politici) Crescenzo Mazza (DC) Rapporti con il Parlamento Carlo Russo (DC) Ricerca scientifica Salvatore Lauricella (PSU) Riforma della pubblica amministrazione Eugenio Gatto (DC) Delegazione italiana all'Organizzazione delle Nazioni Unite(soppresso) Giacinto Bosco (DC)Fino al 24/03/1969 MinisteroMinistri Sottosegretari di Stato Affari esteri Pietro Nenni (PSU) Franco Maria Malfatti (DC)Fino al 14/02/1969 Mario Pedini (DC) Mario Zagari (PSU) Interno Franco Restivo (DC) Ciriaco De Mita (DC) Remo Gaspari (DC) Pier Luigi Romita (PSU) Angelo Salizzoni (DC) Grazia e giustizia Silvio Gava (DC) Leonetto Amadei (PSU) Renato Dell'Andro (DC) Bilancio e programmazione economica Luigi Preti (PSU) Giuseppe Caron (DC) Franco Maria Malfatti (DC)Dal 14/02/1969 Finanze Oronzo Reale (PRI) Giovanni Elkan (DC) Annibale Fada (DC) Anselmo Martoni (PSU) Tesoro Emilio Colombo (DC) Guido Ceccherini (PSU) Bonaventura Picardi (DC) Natale Santero (DC) Giuseppe Sinesio (DC) Difesa Luigi Gui (DC) Francesco Cossiga (DC) Francesco Ferrari (PSU) Mario Marino Guadalupi (PSU)Pubblica istruzione Fiorentino Sullo (DC)Fino al 24/03/1969 Oddo Biasini (PRI) Carlo Buzzi (DC) Michele Pellicani (PSU) Elio Rosati (DC) Mario Ferrari Aggradi (DC)Dal 24/03/1969 Lavori pubblici Giacomo Mancini (PSU) Lucio Mariano Brandi (PSU) Barbaro Lo Giudice (DC) Agricoltura e foreste Athos Valsecchi (DC) Dario Antoniozzi (DC) Arnaldo Colleselli (DC) Nello Mariani (PSU) Trasporti e aviazione civile Luigi Mariotti (PSU) Luigi Angrisani (PSU) Remo Sammartino (DC) Emanuele Terrana (PRI) Aldo Venturini (PSU)Poste e telecomunicazioni Mario Ferrari Aggradi (DC)Fino al 24/03/1969 Bernardo D'Arezzo (DC) Calogero Volpe (DC) Crescenzo Mazza (DC)Dal 24/03/1969 Industria, commercio e artigianato Mario Tanassi (PSU) Vito Lattanzio (DC) Emanuela Savio (DC) Dante Schietroma (PSU) Sanità Camillo Ripamonti (DC) Gianni Usvardi (PSU) Giovanni Zonca (DC) Commercio con l'estero Vittorino Colombo (DC) Venerio Cattani (PSU) Dante Graziosi (DC) Marina mercantile Giuseppe Lupis (PSU) Cesare Angelini (DC) Giuseppe Macchiavelli (PSU) Partecipazioni statali Arnaldo Forlani (DC) Riccardo Misasi (DC) Francesco Principe (PSU) Lavoro e previdenza sociale Giacomo Brodolini (PSU) Vincenzo Bellisario (DC) Franco Tedeschi (PSU) Mario Toros (DC) Turismo e spettacolo Lorenzo Natali (DC) Piero Caleffi (PSU) Vincenzo Scarlato (DC)
Cronologia Salvo diversa indicazione le notizie sono tratte dal sito dellarepubblica.it, richiamato in bibliografia
1968 Novembre 4 novembre: esce nelle edicole il primo numero del nuovo quotidiano cattolico a carattere nazionale «Avvenire». Nasce dalla fusione dei due quotidiani cattolici «L’Italia», edito a Milano e «L’Avvenire d’Italia», edito a Bologna. 15 novembre: 200 studenti del Liceo Mamiani di Roma sono sospesi per aver occupato l’Istituto. Il provvedimento sarà ritirato dopo che il ministro Fiorentino Sullo si reca personalmente a dialogare con gli studenti del liceo romano. 21-22 novembre: a seguito delle dimissioni di Leone il capo dello stato avvia le consultazioni nello stesso giorno in cui si apre il consiglio nazionale della DC, dove c'è attesa per l'intervento di Aldo Moro, e fervono estenuanti trattative interne nel PSU. Mariano Rumor dichiara nella sua relazione che la DC vuole proseguire con il centro-sinistra, invita tutte le correnti interne a partecipare al nuovo esecutivo e chiede ai socialisti di fare altrettanto. Dopo sei mesi di silenzio Moro dichiara di voler assumere una propria posizione all'interno del partito: la corrente dorotea, fino ad allora maggioranza interna, vede l'abbandono degli "amici di Aldo Moro" e provoca le dimissioni del segretario Rumor e dell'intera direzione. La ricerca di due nuove maggioranze interne alla DC e al PSU si svolge mentre al Quirinale Saragat sta ascoltando le delegazioni dei partiti.Il messaggero, 22-23 novembre 1968 24 novembre: nell'incertezza della situazione Saragat affida un mandato esplorativo al Presidente della Camera Sandro Pertini. È la prima volta per un socialista.Il Messaggero, 25 novembre 1968 26 novembre: Pertini espone a Saragat i risultati dei suoi colloqui. Mariano Rumor riceve l'incarico di formare il nuovo governo. Il senatore Silvio Gava precisa che, in caso di riuscita, Rumor dovrà affrontare il problema del doppio incarico.Si apre all'Aquila il processo per la strage del Vajont. Otto imputati alla sbarra, decine le parti civili costituite.Il Messaggero, 27 novembre 1968 29 novembre: dai colloqui di Rumor con PSU e PRI emerge un accordo di massima per un governo di centro-sinistra che dia priorità alle regioni, alla scuola, ai problemi dell'occupazione e della previdenza.Il Messaggero, 30 novembre 1968
Dicembre 2 dicembre: Avola, sciopero generale. Uffici, banche, negozi, scuole, è tutto fermo a sostegno della lotta dei braccianti per il rinnovo del contratto di lavoro. Gli studenti in corteo raggiungono la statale 115, dove i braccianti hanno organizzato blocchi stradali. Il prefetto comunica al sindaco socialista di Avola l’imminente intervento della polizia da Catania, per rimuovere i blocchi, e verso le 11 il contingente della Celere catanese giunge nei pressi del bivio Lido di Avola. La situazione fa presto a precipitare: tra sassaiole e risposte della polizia due braccianti sono uccisi. Decine sono i fermi.Il Messaggero, 3 dicembre 1968 7 dicembre: raggiunto l'accordo per il governo: punti programmatici prioritari sono le regioni, la riforma universitaria, l'occupazione, i fondi d'investimento, le pensioni, le norme per le regioni e per i referendum, la riforma della mezzadria, il fondo di solidarietà per le calamità naturali, lo statuto dei lavori e la riforma del diritto di famiglia.Il Messaggero, 8 dicembre 1968 12 dicembre: il governo giura nelle mani del capo dello Stato. Francesco De Martino è il vice-presidente, Pietro Nenni agli Esteri, Franco Restivo agli Interni. 16-23 dicembre: il governo si presenta alle camere. La mozione di fiducia al Senato è approvata con 181 voti a favore e 119 contrari. Alla Camera passa con 351 voti favorevoli e 247 contrari. 18-21 dicembre: si apre a Napoli il III congresso del PSIUP. Il partito cerca con fatica una sua fisionomia politica. A cinque anni dalla fondazione non ha una chiara collocazione rispetto al PCI. Il leader Vecchietti esorta i giovani contestatori a collegarsi con le sinistre, gli operai a sfruttare le contraddizioni del capitalismo per minare il sistema dall’interno. Incerto il giudizio sull’intervento sovietico in Cecoslovacchia (in agosto era stato approvato dalla maggioranza del partito). Tullio Vecchietti è riconfermato segretario. 31 dicembre: a Viareggio un corteo di studenti, anarchici ed extraparlamentari di sinistra, a seguito di un volantino diffuso da Il Potere Operaio assedia il veglione di fine anno in corso a La Bussola. Sotto accusa la mondanità e gli sprechi di cibo e denaro. L'assedio diventa tumulto, che richiede l'intervento di polizia e carabinieri. Un colpo di pistola, sparato non si sa da chi, ferisce Soriano Ceccanti, un manifestante sedicenne. Il proprietario di un albergo nei dintorni muore d'infarto. Sono operati 55 fermi.
1969 Gennaio 3-6 gennaio: proteste in tutta Italia per i fatti di Viareggio. PCI, PSIUP, Sinistra indipendente e CGIL chiedono un dibattito parlamentare e il disarmo della polizia. A seguito delle speculazioni politiche i vertici delle forze dell'ordine locali querelano il quotidiano comunista l'Unità. Mentre i fermi sono tramutati in arresto l'inchiesta della magistratura ascolta decine di testimoni, i quali affermano che il colpo non è partito dalle forze dell'ordine. Viene querelato dal questore di Lucca e dal comandante della polizia stradale un ufficiale giudiziario che afferma di aver visto un poliziotto impugnare la pistola. Il giovane ferito, da parte sua, sostiene di non aver visto nulla, in quanto colpito alle spalle da una distanza di circa 40 metri.Il Messaggero, 4-8 gennaio 1969 la Corte costituzionale dichiara l’illegittimità dei commi primo e secondo dell’articolo 559 del codice penale che dispongono le pene per l’adulterio della donna e del correo; dichiara inoltre illegittimo costituzionalmente il primo comma dell’articolo 151 del codice civile che non ammette la separazione per adulterio da parte del marito. Nella motivazione si sostiene che non c'è equiparazione tra l'adulterio della moglie e il concubinato del marito.