Il governo Segni I è stato l'undicesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il quinto della II legislatura.
Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 6 luglio 1955 al 20 maggio 1957 (sebbene già dimissionario dal precedente 6 maggio), per un totale di 684 giorni, ovvero 1 anno, 10 mesi e 14 giorni.
Storia Formazione A seguito delle dimissioni del precedente governo, presieduto da Scelba e causate da contrasti interni alla DC e al rifiuto del PRI di tornare nel governo, il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, il 26 giugno 1955, incarica Antonio Segni di avviare le consultazioni con i partiti per sondare le possibilità della formazione di un nuovo governo e, ottenuto l'avallo di DC, PSDI e PLI e il sostegno esterno dal PRI, il 2 luglio, gli viene affidato l’incarico di formare il nuovo governo.
Il programma viene presentato prima alla Camera dei deputati che, il 18 luglio, approvata la mozione di fiducia con 293 voti favorevoli e 265 contrari mentre, al Senato, venne approvata il 22 luglio con 121 voti a favore e 100 contrari.
Dimissioni A seguito dell'uscita dei socialdemocratici dal governo, il 6 maggio Segni presenta le sue dimissioni a Gronchi.
Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Commissari Sottosegretari Totale 1 14 5 31 51 - 3 - 5 8 - 3 - 4 7Totale 1 20 5 40 66
Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere: RegionePresidenteMinistriCommissariSottosegretariTotale1 - -23 -1 -78 -2147 -2 -57 -3 -25 -2 -35 -2 -35 -2 -35 -1124 -2 -24 -2 -13 - -123 -11 -2 -1 -12 -1 - -1 - -1 -1 - - -11 - - -11
Situazione parlamentare Al momento dell’insediamento del governo, il 6 luglio 1955:
Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Governo Centrismo (294): DC (262), PSDI (19), PLI (13) Appoggio esterno PRI (5), Misto (3) Astensione Misto (1) Opposizione PCI (143), PSI (75), PNM (31), MSI (29), PMP (9)Senato della Repubblica Governo Centrismo (119): DC (112), Misto (7) Appoggio esterno Misto (8) Astensione Misto (5) Opposizione PCI (51), PSI (26), PNM (14), UP (9), MSI (9), Misto (2)
Al momento dell’uscita del Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) dal governo, il 4 maggio 1957:
Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Governo Centrismo (294): DC (262), PLI (13) Appoggio esterno PRI (5), Misto (3) Astensione Misto (1) Opposizione PCI (143), PSI (75), PNM (31), MSI (29), PSDI (19), PMP (9)Senato della Repubblica Governo Centrismo (119): DC (112), Misto (3) Appoggio esterno Misto (8) Astensione Misto (5) Opposizione PCI (51), PSI (26), PNM (14), UP (9), MSI (9), Misto (6)
Composizione Presidenza del Consiglio dei ministri CaricaTitolare Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Antonio Segni (DC) Carlo Russo (DC)Sottosegretario del Consiglio dei ministri Lorenzo Natali (DC)Sottosegretario con delega per la stampa e l'informazione Ennio Zelioli-Lanzini (DC)Sottosegretario con delega per la riforma della pubblica amministrazione Giuseppe Brusasca (DC)Sottosegretario con delega per i servizi dello spettacolo Vicepresidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Saragat (PSDI)Ministri senza portafoglio Riforma della pubblica amministrazione ed attuazione della Costituzione Guido Gonella (DC) Cassa del Mezzogiorno Pietro Campilli (DC) Rapporti con il Parlamento Raffaele De Caro (PLI) Spettacolo, sport e turismo Giovanni Ponti (DC)Ministeri Ministri Sottosegretari di Stato Affari esteri Gaetano Martino (PLI) Dino Del Bo (DC) Alberto Folchi (DC) Vittorio Badini Confalonieri (PLI) Interno Fernando Tambroni (DC) Vittorio Pugliese (DC) Guido Bisori (DC)Bilancio Ezio Vanoni (DC)Fino al 16/02/1956 Mario Ferrari Aggradi (DC) Adone Zoli (DC)Dal 19/02/1956 Finanze Giulio Andreotti (DC) Aldo Bozzi (PLI) Giacomo Piola (DC)Tesoro Silvio Gava (DC)Fino al 30/01/1956 Luigi Preti (PSDI)Sottosegretario con delega alle Pensioni di guerra Antonio Maxia (DC)Sottosegretario per i danni di guerra Giustino Valmarana (DC) Angelo Giacomo Mott (DC) Giuseppe Arcaini (DC)Fino al 20/03/1957 Mario Riccio (DC)Dal 20/03/1957 Ezio Vanoni (DC)(ad interim)Dal 30/01 al 16/02/1956 Giuseppe Medici (DC)Dal 19/02/1956 Grazia e giustizia Aldo Moro (DC) Oscar Luigi Scalfaro (DC) Difesa Paolo Emilio Taviani (DC) Giacinto Bosco (DC) Giovanni Bovetti (DC) Virginio Bertinelli (PSDI) Industria e commercio Guido Cortese (PLI) Angelo Buizza (DC) Fiorentino Sullo (DC) Filippo Micheli (DC) Commercio con l'estero Bernardo Mattarella (DC) Paolo Treves (PSDI) Agricoltura e foreste Emilio Colombo (DC) Antonio Capua (PLI) Mario Vetrone (DC) Lavori pubblici Giuseppe Romita (PSDI) Giuseppe Caron (DC) Lavoro e previdenza sociale Ezio Vigorelli (PSDI) Giacomo Sedati (DC) Umberto Delle Fave (DC) Armando Sabatini (DC) Trasporti Armando Angelini (DC) Salvatore Mannironi (DC) Egidio Ariosto (PSDI) Marina mercantile Gennaro Cassiani (DC) Corrado Terranova (DC) Poste e telecomunicazioni Giovanni Braschi (DC) Gaetano Vigo (DC) Pubblica istruzione Paolo Rossi (PDSI) Giovanni Battista Scaglia (DC) Maria De Unterrichter Jervolino (DC) Partecipazioni statali Giuseppe Togni (DC)Dal 02/03/1957 Guido Ceccherini (PSDI)Dal 20/03/1957 Edoardo Battaglia (PLI)Dal 20/03/1957Alti Commissariati Alimentazione Emilio Colombo (DC)Igiene e sanità pubblica Tiziano Tessitori (DC) Crescenzo Mazza (DC) Alto Commissario AggiuntoTurismo Pietro Romani (DC) Domenico Larussa (DC) Vice Alto Commissario
Cronologia Salvo diversa indicazione la cronologia è prelevata dalla relativa pagina del sito dellarepubblica.it indicata nella bibliografia
1955 26/30 giugno: il capo dello Stato affida un mandato esplorativo ad Antonio Segni. Questi effettua un ampio giro di consultazioni. Il PLI preme sulla DC per l’affossamento della legge agraria del 1950 che contiene la norma sulla giusta causa, che rende più difficoltoso il licenziamento dei mezzadri da parte dei proprietari terrieri. PLI e PSDI si impegnano a consultarsi su ogni questione politica che si ponga nel corso della crisi e il PSDI si dichiara indisponibile a qualsiasi governo cui non partecipino i liberali. Nel PLI la sinistra che fa capo a Matteo Carandini accusa Giovanni Malagodi e la maggioranza del partito di essere diventati uno strumento obbediente della Confindustria e della Confagricoltura. I repubblicani rifiutano di entrare nel governo ma daranno l'appoggio esterno in parlamento. 2 luglio: Antonio Segni, concluso il mandato esplorativo, viene incaricato di formare il nuovo governo.i socialdemocratici tedeschi lanciano un monito alla DC: un governo che contasse sull'appoggio di Pietro Nenni, che proprio in quel periodo sostiene di voler ispirare alla loro esperienza la politica del PSI, sarebbe gravato da pesanti ipoteche in politica estera.Fanfani fa da mediatore coi liberali per la questione dei patti agrari: il mancato ingresso del PLI nell'esecutivo costringerebbe Segni a tentare la strada di un tripartito a maggioranza non precostituita, che dovrebbe reggersi grazie all'astensione dei socialisti. 5 luglio: il presidente incaricato scioglie la riserva e dichiara che il nuovo governo ripropone la formula centrista del governo Scelba (DC, PSDI, PLI con appoggio esterno del PRI). Raggiunto un accordo di massima coi liberali: la soluzione alle disdette per giusta causa sarà adottata in sede di discussione parlamentare valutando tra diverse opzioni legate agli indennizzi dovuti.Il quotidiano 24 ORE, portavoce degli industriali della Lombardia, attacca duramente il presidente dell'Eni Enrico Mattei: riprendendo un articolo-inchiesta del settimanale Il Borghese il petroliere italiano è accusato di irresponsabilità politica per il presunto appoggio dato alle campagne del PCI e del PSI contro il cartello petrolifero internazionale. Mattei risponde, a sua volta, che una politica petrolifera conforme agli interessi del Paese non può che essere in linea con la posizione socialcomunista, contraria alla tutela degli interessi particolari, e definisce maccartista la posizione assunta dagli industriali italiani.l'Unità, 6 luglio 1955Monarchici e missini si rivelano determinanti nell'elezione dei presidenti delle regioni Sicilia e Sardegna. 12 luglio 1955: consiglio dei ministri: l'esecutivo intende dare la precedenza alla legge Tremelloni sulla perequazione tributaria, alla riforma dell'IRI e all'istituzione del Ministero delle partecipazioni statali. Il ministro dell'interno Fernando Tambroni prende l'impegno di defascistizzare le norme relative all'ordine pubblico e alla pubblica sicurezza.Il Messaggero, 13 luglio 1955 13/22 luglio: Segni presenta il governo ai due rami del Parlamento. Alla Camera la fiducia passa con 293 voti favorevoli e 265 contrari. Al senato con 121 voti favorevoli e 100 contrari. 23 luglio: consiglio nazionale del PCI: Luigi Longo e Palmiro Togliatti fanno appello ad una lotta unitaria per l'apertura a sinistra. 28 luglio: consiglio dei ministri: il Ministro degli affari esteri Gaetano Martino illustra il contributo italiano alla fase preparatoria della conferenza di Ginevra, svoltasi dal 26 aprile al 21 luglio 1954. Approvati diversi schemi di decreto per varie categorie di lavoratori e un disegno di legge per lo stanziamento di 1.340 milioni per il potenziamento della metropolitana di Roma.Il Messaggero, 29 luglio 1955 3 agosto: Mario Scelba parla alla federazione provinciale democristiana di Catania: la DC può e deve realizzare le riforme sociali senza dover mutuare da sinistra aspirazioni e suggestioni.Il Messagero, 3 agosto 1955 6 agosto: consiglio dei ministri: viene approvato il dislocamento a Vicenza, in aggregazione agli effettivi italiani, delle truppe NATO statunitensi che devono lasciare l'Austria: viene approvato l'adeguamento degli straordinari dei maestri elementari a quelli di altre categorie del pubblico impiego. Stanziato un contributo speciale di quattro miliardi di lire per Roma. 19/20 agosto: consiglio nazionale della DC: solenne commemorazione di Alcide De Gasperi a un anno dalla scomparsa. Fanfani ribadisce la fedeltà della DC al centrismo. Esclusa l'ipotesi di un'apertura verso destra dichiara che l'opzione contraria, verso il PSI, è un'ipotesi talmente lontana nel tempo da non doverci al momento nemmeno pensare. 2/5 ottobre: A Firenze si svolge il «Convegno dei Sindaci delle capitali di tutto il mondo». Il sindaco Giorgio La Pira, promotore dell’iniziativa, aprendo i lavori propone «un patto di amicizia e di pace” ai sindaci di tutto il mondo. Partecipano al convegno i sindaci d’Europa, d'Asia e d’America. Dal Convegno un appello all’ONU in cui si chiede l’interdizione delle armi atomiche e un effettivo disarmo 15 novembre: ai sensi della legge 11 marzo 1953, n. 87, definitivamente approvata dal Senato il 7 marzo 1953, viene formato il primo collegio della Corte Costituzionale. Non essendo ancora attivo il Consiglio superiore della magistratura le nomine sono ripartite tra il parlamento in seduta comune e il Presidente della Repubblica. 7 dicembre: il consiglio dei ministri approva il disegno di legge sui patti agrari che elimina la giusta causa e da piena libertà ai proprietari di licenziare fittavoli e mezzadri alla semplice scadenza dei contratti. Il PCI definisce il governo Scelba-Saragat il più reazionario dalla liberazione. 5/9 dicembre: alla vigilia del congresso la sinistra del PLI, che fa capo a Nicolò Carandini e Bruno Villabruna e si raccoglie attorno al settimanale Il Mondo, dà vita al Partito Radicale. Gli scissionisti accusano il segretario Giovanni Malagodi di eccessivo appiattimento agli interessi degli industriali.