Il governo De Gasperi IV è stato il terzo esecutivo della Repubblica Italiana, il terzo e ultimo dell'Assemblea Costituente.

Esso, nato dalle dimissioni del governo precedente, è rimasto in carica dal 1º giugno 1947 al 24 maggio 1948, per un totale di 358 giorni, ovvero 11 mesi e 23 giorni.

La fiducia al governo venne votata dall'Assemblea Costituente, che rimase in carica fino al 31 gennaio 1948, venendo succeduta pochi mesi dopo dalla I legislatura della Repubblica Italiana emersa dal risultato delle elezioni politiche dello stesso anno. In realtà, il governo diede le dimissioni di cortesia il 12 maggio, non appena il nuovo Presidente della Repubblica Luigi Einaudi ebbe giurato di fronte all'Assemblea, ma questi le respinse, prendendo atto che il governo era comunque sostenuto da forze che avevano vinto le elezioni politiche.

Fu il primo governo della Repubblica formato senza la partecipazione del Partito Comunista Italiano (PCI) e del Partito Socialista Italiano (PSI), a seguito della crisi del maggio 1947 che vide, tra l’altro, anche lo scioglimento del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), organo di collaborazione politica che aveva guidato sino a quel momento il paese e la contestuale nascita del Centrismo, ossia una coalizione politica tra la Democrazia Cristiana e partiti più piccoli, successivamente evolutasi nel Centro-sinistra "organico" (o Quadripartito), che avrebbe retto il paese fino alla fine degli anni sessanta.

Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri al suo insediamento si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Commissari Sottosegretari Totale 1 11 1 7 20 - 2 - - 2 - 3 3 - 6Totale 1 16 7 7 31 Con l’appoggio esterno di Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, Partito Repubblicano Italiano, Partito d'Azione, Concentrazione Democratica Repubblicana, Partito dei Contadini d'Italia, Partito Cristiano Sociale e Fronte Democratico Progressista Repubblicano.

L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri alla fine del suo mandato si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Commissari Sottosegretari Totale 1 9 1 10 21 - 3 - 3 6 - 2 - 3 5 - 2 - 2 4 - 3 4 - 6Totale 1 19 5 18 43 Con l’appoggio esterno di Partito d'Azione, Concentrazione Democratica Repubblicana, Partito dei Contadini d'Italia, Partito Cristiano Sociale e Fronte Democratico Progressista Repubblicano.

Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere: RegionePresidenteMinistriCommissariSottosegretariTotale1 -1 -2 -3137 -3 -47 -1 -45 -1124 -4 - -4 -1 -23 -1 -12 -1 -12 -11 -2 -11 -2 -1 - -1 -1 - -1 - -1 -1 - - -11

Situazione parlamentare Al momento dell’insediamento del governo, il 1º giugno 1947: Camera Collocazione Partiti SeggiAssemblea Costituente Governo Centrismo (249): DC (207), UDN (42) Appoggio esterno Centrismo (73): PSLI (50), PRI (23)

Altri (12): Pd'A (7), CDR (2), FDPR (1), PCS (1), PCd'I (1) Opposizione PCI (104), PSI (65), UQ (30), BNL (16), MIS (4), PSd'Az (2), MUI (1)

Al momento dell’estensione della maggioranza a Partito Socialista dei Lavoratori Italiani (PSLI) e Partito Repubblicano Italiano (PRI), il 15 dicembre 1947: Camera Collocazione Partiti SeggiAssemblea Costituente Maggioranza Centrismo (322): DC (207), PSLI (50), UDN (42), PRI (23) Appoggio esterno Pd'A (7), CDR (2), FDPR (1), PCS (1), PCd'I (1) Opposizione PCI (104), PSI (65), UQ (30), BNL (16), MIS (4), PSd'Az (2), MUI (1)

Composizione Presidenza del Consiglio dei ministri CaricaTitolare Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Alcide De Gasperi (DC) Giulio Andreotti (DC)Sottosegretario del Consiglio dei ministri Edoardo Angelo Martino (DC)Sottosegretario per l'assistenza ai reduci ed ai partigianiVicepresidenti del Consiglio dei ministri Luigi Einaudi (PLI) Giuseppe Saragat (PSLI)Dal 15/12/1947 Randolfo Pacciardi (PRI)Dal 15/12/1947Ministri senza portafoglio Sottosegretari di Stato Coordinamento delle politiche economiche(istituito) Giuseppe Togni (DC)Dal 15/12/1947 Carica non assegnataMinisteri Ministri Sottosegretari di Stato Affari esteri Carlo Sforza (Indipendente) Giuseppe Brusasca (DC) Africa italiana Alcide De Gasperi (DC)(ad interim) Carica non assegnata Interni Mario Scelba (DC) Achille Marazza (DC) Finanze e tesoro(soppresso) Luigi Einaudi (PLI)Fino al 06/06/1947 Carica non assegnata Finanze(istituito) Giuseppe Pella (DC)Dal 06/06/1947 Piero Malvestiti (DC)Dal 25/10/1947 Tesoro(istiuito) Gustavo Del Vecchio (Indipendente)Dal 06/06/1947 Raffaele Pio Petrilli (DC) Antonio Cifaldi (PLI)Dal 22/12/1947Sottosegretario per i danni di guerra Bilancio(istituito) Luigi Einaudi (PLI)Dal 06/06/1947 Carica non assegnata Grazia e giustizia Giuseppe Grassi (PLI) Vittorio Badini Confalonieri (PLI)Dal 22/12/1947Difesa Mario Cingolani (DC)Fino al 15/12/1947 Luigi Chatrian (DC)Fino al 22/12/1947 Ugo Rodinò (DC)Dal 22/12/1947 Luigi Meda (DC)Dal 15/02/1948 Cipriano Facchinetti (PRI)Dal 15/12/1947Industria e commercio Giuseppe Togni (DC)Fino al 15/12/1947 Antonio Cavalli (DC)Dal 12/09/1947 Roberto Tremelloni (PSLI)Dal 15/12/1947 Commercio con l'estero Cesare Merzagora (Indipendente) Carica non assegnata Agricoltura e foreste Antonio Segni (DC) Giovanni Cartia (PSLI)Dal 22/12/1947 Lavori pubblici Umberto Tupini (DC) Emilio Canevari (PSLI)Dal 22/12/1947 Lavoro e previdenza sociale Amintore Fanfani (DC) Luciano Magrini (PRI)Dal 22/12/1947 Trasporti Guido Corbellini (DC) Angelo Raffaele Jervolino (DC)Marina mercantile Paolo Cappa (DC) Nicola Salerno (PSLI)Dal 22/12/1947Poste e telecomunicazioni Umberto Merlin (DC)Fino al 15/12/1947 Francesco De Vita (PRI)Dal 22/12/1947 Ludovico d'Aragona (PSLI)Dal 15/12/1947 Pubblica istruzione Guido Gonella (DC) Giuseppe Perrone Capano (PLI)Dal 22/12/1947Alti Commissariati Alimentazione Vittorio Ronchi (Indipendente)Igiene e sanità pubblica Nicola Perrotti (PSI) Diego D'Amico (DC)Fino al 06/08/1947 Alto Commissario Aggiunto Sardegna Pietro Pinna Parpaglia (Indipendente)Turismo Pietro Romani (DC)Dal 12/09/1947 Giovanni Mira (Indipendente)Dal 12/09/1947 Vice Alto Commissario

Cronologia 1947 Maggio 13 maggio - De Gasperi rassegna le dimissioni del governo De Gasperi III. 16 maggio - Il Capo provvisorio dello Stato affida a Francesco Saverio Nitti l'incarico di formare un nuovo governo. Lo statista lucano accetta con riserva. 21 maggio - A causa di alcuni veti all'interno della coalizione governativa, soprattutto da Saragat e Orlando, sulla persona di Nitti, il Presidente del Consiglio incaricato rimette nelle mani di De Nicola l'incarico di formare il governo. 24 maggio - De Nicola affida a De Gasperi l'incarico di formare il governo. 31 maggio - De Gasperi presenta al Capo dello Stato il suo IV governo, formato da DC- PLI – indipendenti di centro. Termina la collaborazione tra i partiti antifascisti iniziata nel luglio 1943 nel Comitato di liberazione nazionale (CNL) e proseguita dopo le elezioni del 1946 con il tripartito. DC – PSIUP (poi PSI) – PCI. Le sinistre sono quindi escluse dall'esecutivo.

Giugno 4 giugno - I ministeri delle Finanze e del Tesoro sono separati. Al primo è nominato Giuseppe Pella, al secondo l'indipendente Gustavo Del Vecchio. Nello stesso giorno è istituito il ministero del bilancio, affidato a Luigi Einaudi. Il segretario di Stato USA George Marshall annuncia un Piano di aiuti per i paesi dell’Europa occidentale. L’European Reconstruction Program (ERP), conosciuto come Piano Marshall. 9 giugno - De Gasperi presenta all’Assemblea Costituente il suo IV governo. Definisce il governo un «governo d’emergenza» per evitare la rovina economica e finanziaria del Paese. Il dibattito si protrae fino al 21 giugno. 21 giugno - La costituente accorda la fiducia al governo con 274 voti a favore, 231 contrari e 4 astensioni su 509 presenti. A favore del governo votano anche i parlamentari dell'Uomo qualunque e monarchici. 23 giugno - Dopo numerosi attentati alle sedi dei partiti di sinistra e alla Camere del lavoro, il governo dichiara la sua volontà di stroncare il fenomeno del banditismo in Sicilia e pone una taglia di 3 milioni di lire per la cattura di Salvatore Giuliano.

Luglio 1º luglio - Comitato centrale del PCI: Togliatti si appella a tutti i partiti democratici per creare un blocco di forze democratiche il più ampio possibile per condurre un’opposizione unitaria e costruttiva e coordinare l’azione necessaria per riportare il governo del Paese ad essere rappresentativo di tutte le forze popolari e repubblicane. 23 luglio - L'assemblea costituente inizia il dibattito per la ratifica del Trattato di Parigi fra l'Italia e le potenze alleate: il 23 luglio De Gasperi chiede che sia messa all'ordine del giorno la ratifica, ma la proposta è respinta con 232 voti contro 204: passa la proposta di Vittorio Emanuele Orlando, sostenuta da PCI e PSI, di rinvio della discussione. 24 luglio - Inizia la discussione con la relazione del ministro degli esteri Carlo Sforza. Pietro Nenni e Palmiro Togliatti contestano contenuti, modi e tempi del documento e accusano il governo di asservimento agli interessi degli Stati Uniti. 31 luglio - Epicarmo Corbino presenta un ordine del giorno di rinvio del voto finale. La proposta è respinta. Il trattato di pace è ratificato con 262 voti favorevoli, 68 contrari e 80 astensioni. Votano a favore DC, PSLI, PRI. Contro PLI, monarchici e qualunquisti. I socialisti non partecipano al voto, i comunisti si astengono. Nel dibattito si sono pronunciati contro Benedetto Croce e Vittorio Emanuele Orlando, che accusa il Governo DC di “cupidigia di servilità”.

Agosto 1º agosto - Il cambio della lira è portato da 225 a 350 lire per un dollaro. 23 agosto - Parlando a Radio Roma De Gasperi annuncia la necessità di forti prestiti stranieri e dichiara che "nulla si può fare senza gli aiuti americani".

Settembre 7 settembre - Pio XII concede udienza all'Azione cattolica riunita a congresso e lancia un nuovo appello per combattere ateismo e comunismo. 26 settembre - Alla costituente sono illustrate tre mozioni di sfiducia al governo, presentate a nome dei rispettivi partiti da Giuseppe Saragat, Nenni e Togliatti. Il governo è accusato di cattiva politica economica, di autoritarismo con limitazione delle libertà democratiche e di aver voluto una frettolosa ratifica del trattato di pace. La discussione si protrae fino al 4 ottobre, quando le mozioni sono respinte.

Ottobre 12 ottobre - Elezioni comunali a Roma: PCI e PSI, uniti nel blocco del popolo, ottengono la maggioranza relativa superando di circa 4.000 voti la DC. I risultati definitivi danno al Blocco 208.126 voti, alla DC 204.007 voti, ed entrambi ottengono 27 seggi. Prima uscita elettorale del MSI, che ottiene 24.596 voti e 3 consiglieri che saranno determinanti per l'elezione a sindaco di Salvatore Rebecchini. Pur difendendo il diritto dei missini a partecipare alle elezioni il ministro dell'interno, Mario Scelba, garantisce che il governo reprimerà ogni rinascita fascista.

Novembre 15/19 novembre - Si svolge il congresso della DC. Il partito si autodefinisce il centro della politica italiana e prende la stessa distanza dalle sinistre (PCI e PSI) e dalle destre (MSI e monarchici). Piena fiducia all'azione dell'esecutivo di De Gasperi.

Dicembre