Il Bosco Verticale è un complesso di due palazzi residenziali a torre progettato da Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra) e situato nel centro direzionale di Milano, ai margini del quartiere Isola.

Peculiarità di queste costruzioni, tutte e due inaugurate nel 2014, è la presenza di più di duemila specie arboree, tra arbusti e alberi ad alto fusto, distribuite sui prospetti. Secondo i progettisti "Si tratta di un ambizioso progetto di riforestazione metropolitana che, attraverso la densificazione verticale del verde, si propone di incrementare la biodiversità vegetale e animale del capoluogo lombardo, riducendo l'espansione urbana e contribuendo anche alla mitigazione del microclima".

A testimonianza del suo riconoscimento architettonico, il Bosco Verticale è risultato vincitore di numerose competizioni: oltre all'International Highrise Award, di cui è stato insignito nel 2014, il Bosco Verticale è stato riconosciuto dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat come «grattacielo più bello e innovativo del mondo» nel 2015 e come parte dei «cinquanta grattacieli più iconici del mondo» nel 2019. Il prototipo del progetto milanese verrà riproposto in altre città.

Posizione Il complesso è affacciato su via Federico Confalonieri e via Gaetano de Castillia, ai margini del quartiere Isola, interessato sin dal 2005 da una serie di interventi di rigenerazione urbana e architettonica, nell'ambito del Progetto Porta Nuova.. Il Bosco Verticale, infatti, è ubicato all'interno del Centro Direzionale di Milano, densissimo cluster di grattacieli che comprende alcuni degli edifici più alti d'Italia: la Torre Unicredit, il Palazzo Lombardia, il Grattacielo Pirelli, la Torre Solaria e diverse altre costruzioni.

Distanti 2,5 km da piazza del Duomo, le due torri sono collocate in uno dei punti nevralgici della viabilità meneghina, ubicandosi in un importantissimo nodo intermodale per il trasporto su rotaia e su gomma.. Oltre ai vari mezzi di superficie, infatti, il Bosco Verticale è servito dalle stazioni della metropolitana di Isola, Gioia, Zara, Centrale FS, Garibaldi FS e Repubblica, le ultime tre dotate di importanti interscambi con la rete ferroviaria regionale e nazionale presso le stazioni ferroviarie omonime.

Storia

Ideazione e costruzione

Boeri ebbe l'idea di realizzare un grattacielo rivestito di alberi nell'aprile 2007 a Dubai, quando era direttore di Domus; visitando la metropoli degli Emirati Arabi, l'architetto ebbe infatti l'impressione di aggirarsi in una «città minerale, fatta di decine di nuove torri e grattacieli, tutti rivestiti di vetro o di ceramica o di metallo, tutti riflettenti la luce solare e dunque generatori di calore nell'aria e soprattutto sul suolo abitato dai pedoni». Quest'insofferenza verso le città minerali d'acciaio e di vetro crebbe quando l'architetto spagnolo Alejandro Zaera pubblicò una ricerca dove rilevò che il 94% degli edifici alti costruiti dopo il 2000 era rivestito in vetro..

Furono questi i fattori che stimolarono Boeri a progettare «due torri rivestite non di vetro, ma di foglie [...] di piante, di arbusti, [...] di alberi, [...] di vita», promettendo al contempo una riduzione dei consumi energetici proprio grazie all'azione dello schermo vegetale.In tal senso, il Bosco Verticale per ridurre i forti consumi energetici è in grado di ospitare generatori eolici sul tetto e impianti fotovoltaici lungo le facciate. Per ulteriori dettagli, si consulti . Questa proposta venne formalizzata dapprima con la pubblicazione di un articolo su un quotidiano italiano, intitolato A Milano nascerà la prima torre biologica e sostenibile,. e poi con la stesura di un Manifesto del Bosco Verticale per dare impulso a un'architettura viva e sostenibile.. Queste premesse furono ritenute sufficienti dalla Hines, una multinazionale del settore immobiliare che proprio in quegli anni stava dirigendo un vasto intervento di riqualificazione urbana e architettonica all'interno del Centro Direzionale di Milano, nell'ambito del progetto Porta Nuova.Originariamente la zona dove oggi insiste il Bosco Verticale era occupata dal parco binari della vecchia stazione di Milano Porta Nuova; con l'inaugurazione dell'attuale stazione Centrale nel 1931, questa venne dapprima chiusa, per poi essere arretrata nel 1961, formando l'attuale stazione di Milano Porta Garibaldi. Lo spazio vuoto venutosi a creare, quello cosiddetto di «Varesine», divenne quindi una vera e propria ferita del tessuto urbano, tanto che l'area iniziò a divenire progressivamente più isolata, a causa di una «frammentazione della proprietà e della mancanza di una volontà unitaria per il rilancio di questa zona di Milano». Per maggiori informazioni, si veda: .

La costruzione del Bosco Verticale cominciò nell'autunno 2009,. con l'impiego di circa seimila operai. L'edificazione delle due torri, affidata alla società altoatesina ZH, procedette con grande lentezza, fino a quando - a causa dell'imperversante crisi economica - il 22 aprile 2013 detta impresa edile rinunciò all'incarico, presentando il concordato in bianco. Una volta verificato lo «stato delle opere, lo sviluppo dei progetti costruttivi, l'emissione ordini per la fornitura dei materiali e la sistemazione logistica», l'impresa venne prontamente sostituita dalla Colombo Costruzioni, che riavviò il cantiere il maggio dello stesso anno.

Il Bosco Verticale, terminato nell'autunno 2014, venne infine inaugurato e presentato ai cittadini il 10 ottobre dello stesso anno. Malgrado le sporadiche opinioni critiche, il Bosco ha avuto vastissima eco, come attestato dai vari riconoscimenti ottenuti e dalla cospicua mole di indagini scientifiche, azioni di studio e documentari che lo hanno interessato..

Nel 2015 la proprietà è stata acquisita dal fondo sovrano del Qatar.Fuori dal coro, 18 ottobre 2023

Riconoscimenti Il 19 novembre 2014 il Bosco Verticale è risultato vincitore dell'International Highrise Award, competizione internazionale a cadenza biennale per l'assegnazione del premio di grattacielo più bello del mondo: l'edificio, in quanto «esempio eccellente di rivitalizzazione di un centro urbano», è stato scelto tra ottocento grattacieli di tutti i continenti.

Nel suo discorso, Peter Cachola Schmal - direttore del Deutsch Architekturmuseum e membro della giuria - ha sottolineato:

Il riconoscimento come «grattacielo più bello e innovativo del mondo» è del 13 novembre 2015, quando il Council on Tall Buildings and Urban Habitat, promosso dall'Illinois Institute of Technology di Chicago, ha eletto la struttura «Migliore Architettura del Mondo 2015». Il complesso è stato scelto come vincitore del concorso in virtù della sua unicità sperimentale:

Il medesimo ente, infine, nella pubblicazione della lista dei cinquanta grattacieli più iconici del mondo costruiti negli ultimi cinquant'anni, ha incluso nel 2019 anche l'opera di Boeri, ritenuta degna di valore in quanto cristallizzazione dell'«idea che la natura vivente possa diventare una componente essenziale della progettazione e le foreste un indispensabile principio della pianificazione urbana», per usare le parole del progettista.

La vasta e favorevole ricezione che il Bosco Verticale ha avuto in Europa e nel mondo è testimoniata dalla scelta della XXI Conferenza delle Parti dell'UNFCCC di portarlo come esempio di «sviluppo urbano virtuoso ed esportabile», facendo sì che tale esperimento venisse replicato anche nella municipalità cinese di Shijiazhuang, nella provincia dell'Hebei, con la costruzione di una città verde e sostenibile in osmosi con l'ambiente.

Influenze

L'idea di valorizzare il verde nelle architetture non è stata affatto introdotta dal Bosco Verticale. Capostipiti di questo filone sono i giardini pensili di Babilonia, costruiti intorno al 590 a.C. dal re Nabucodonosor II,. ma vi sono stati anche i prati marcitoi, sviluppati nel XIII secolo dai monaci cistercensi,La tecnica delle cosiddette «marcite» consiste nel sommergere costantemente le colture da una sottile coltre di acqua, favorendo quindi il recupero agricolo di acquitrini e stagni; questi prati irrigui sono caratteristici della campagna della bassa Lombardia, dove già precedentemente era diffuso ottimizzare la resa di un terreno garantendo un equo deflusso delle acque. Per maggiori informazioni, si veda: e la torre Guinigi di Lucca, un vero e proprio Bosco Verticale ante litteram che presenta alla sommità un giardino pensile con sette lecci secolari..

Molti dei progetti di riferimento del Bosco Verticale, tuttavia, sono ascrivibili al filone della cosiddetta green architecture, sviluppatasi nella seconda metà del XX secolo. Tra le fonti d'ispirazione più vive occorre citare la Casa nel Bosco di Cini Boeri, madre di Stefano, costruita in un bosco di betulle e articolata a zig-zag così da scongiurare l'abbattimento di alberi.. Tra i precursori del Bosco, in ogni caso, vi sono anche le utopiche dimore di Friedensreich Hundertwasser, con le facciate interamente coperte dalle fronde degli «alberi inquilini» (come ebbe modo di affermare lo stesso architetto),. e i giardini pensili, come ACROS Fukuoka di Emilio Ambasz, operante secondo un approccio di «verde su grigio»..

Dal punto di vista concettuale Boeri si mostrò assai sensibile anche all'influenza esercitata da quelle opere letterarie o musicali che esplorano l'interazione tra l'uomo e la natura: fra tutti, a esercitare un fascino maggiore sono stati il romanzo Il barone rampante di Italo Calvino,. dove il protagonista, il barone Cosimo Piovasco di Rondò, decide di costruire la propria dimensione quotidiana sugli alberi, e la canzone Un albero di trenta piani di Adriano Celentano (allusione al grattacielo Pirelli, anch'esso situato a Milano), che recita:.

Schermo vegetale Nel loro complesso, le facciate del Bosco Verticale ospitano 800 alberi (tra cui, 480 di prima e seconda grandezza, 300 dalle dimensioni più ridotte), 5 000 arbusti di grandi dimensioni e 15 000 piante perenni e/o tappezzanti, che si densificano in altezza sino a ricoprire un'area equivalente a due ettari (20 000 m²) di bosco e sottobosco, concentrata su 3000 mq di superficie urbana..

In totale, vi sono 94 specie vegetali diverse; di queste, 59 sono utili per gli uccelli, 60 sono arboree e arbustive e 33 sono sempreverdi.

Benefici Al contrario delle facciate "minerali" in vetro o pietra, lo schermo vegetale del Bosco non riflette né amplifica i raggi solari, ma li filtra, generando un accogliente microclima interno senza effetti dannosi sull'ambiente.

La vegetazione apporta numerosissimi effetti benefici alle due torri e all'ambiente urbano circostante, sia sotto il profilo ambientale che sotto quello climatico. Il Bosco Verticale, infatti, contribuisce alla costituzione di un microclima che genera umidità, filtra le polveri sottili (o ne devia il percorso), attenua notevolmente l'inquinamento acustico, depura l'aria sottraendo CO2 dall'atmosfera ed emettendo O2, protegge dall'irraggiamento solare attraverso l'ombreggiatura fogliare e ripara dal vento, attraverso l'azione frangivento delle fronde.

Come dispositivo urbano anti-sprawl, equivale a un’area di villette immerse nel verde di circa 75.000 mq, ma condensata su una superficie pari solo all’1,4% di tale estensione, con un significativo risparmio di suolo .

Dal punto di vista faunistico, il Bosco Verticale tutela la biodiversità attraverso la creazione di habitat biologici. Le numerosissime specie vegetali distribuite lungo le facciate, infatti, costituiscono un vero e proprio ecosistema in grado di attrarre volatili e insetti (nel 2014 ne sono stati contati 1 600), «diventando un sensore urbano della ricolonizzazione vegetale e animale spontanea della città».

Così Stefano Boeri:

Disposizione delle specie e policromia