Le Forze armate irachene () sono le forze militari dell'Iraq. Esse si articolano nell'Esercito iracheno, nell'Aeronautica militare irachena e nella Marina militare irachena. Sono amministrate dal Ministero della Difesa.
L'Esercito iracheno, in particolare, è una delle istituzioni nazionali irachene che gode di maggior fiducia, anche se dopo il crollo del regime di Saddam Hussein hanno raggiunto un minimo di operatività solo l'arma di artiglieria e di fanteria, mentre è particolarmente impegnativa l'opera di epurazione tra i suoi ranghi di elementi del passato regime macchiatisi di vari reati, in special modo quello di corruzione. Le forze armate irachene hanno conseguito alcuni successi a livello strategico ma hanno mostrato una fragilità tattica spiccata nel corso della maggior parte della loro storia.Pollack 2002, pp. 264-6. Pollack nota che due settori ben organizzati delle forze armate irachene sono stati la logistica e gli apparati d'Intelligence. I soldati iracheni hanno inoltre di norma combattuto con accanimento anche in difficili situazioni.
Dopo l'invasione dell'Iraq del 2003, che portò alla caduta del regime di Saddam Hussein, le forze armate irachene sono state ricostruite grazie alla sostanziale assistenza degli apparati statunitensi.
Dal rafforzamento, realizzatosi il 1º gennaio del 2009 grazie all'accordo iracheno-statunitense, le forze armate irachene e le forze che fanno capo al Ministero dell'Interno iracheno sono diventate responsabili della sicurezza e del mantenimento della legge e dell'ordine pubblico in tutto l'Iraq.
Storia Le Forze armate irachene hanno una lunga e agitata storia, raramente fortunata. Esse furono inizialmente formate nel 1920, quando il Paese non era ancora stato affidato dalla Società delle Nazioni in Mandato di tipo A. Sei colpi di Stato militari caratterizzarono la storia irachena tra il 1936 e il 1941.Claudio Lo Jacono, "Osservazioni sugli interventi delle forze armate nella politica irachena (1936, 1941, 1958)", in: Oriente Moderno, Studi in memoria di Paolo Minganti, LX (1980), pp. 173-180. Il primo impiego contro un nemico esterno avvenne in occasione della guerra anglo-irachena del 1941, quando esse resistettero per circa un mese all'enorme preponderanza del Regno Unito, ostile all'amicizia espressa nei confronti dell'Asse dal governo nazionalista di Rashīd ʿĀlī al-Kaylānī.
Combatterono poi contro le forze ebraiche che avevano proclamato la nascita dello Stato d'Israele nella Guerra arabo-israeliana del 1948,Il comando generale delle forze panarabe (l'Esercito Arabo di Liberazione) era affidato al generale iracheno Ismāʿīl Ṣafwat. quindi nel 1967 (Guerra dei sei giorni) e nel 1973 (Guerra dello Yom Kippur o di Ramadan). Due guerre contro le forze curde furono combattute nel 1961-70 e nel 1974-75. Un conflitto assai più esteso e prolungato fu quello della Guerra Iran-Iraq, scatenata dall'Iraq contro l'Iran nel 1980 e che si prolungò fino al 1988. Successivamente l'Iraq invase il Kuwait, avviando la Prima Guerra del Golfo del 1991, che comportò poi dure sanzioni degli Alleati e l'imposizione di no-fly zones per le forze irachene durante tutti gli anni novanta e, infine, la Guerra in Iraq del 2003.
Le forze armate dell'Iraq, inteso come Paese moderno, cominciarono ad essere formate dal Regno Unito dopo l'assunzione da parte loro del controllo dell'area successivamente al 1917. Nel marzo del 1921 la Conferenza del Cairo concordò sul fatto che un esercito iracheno fosse creato dietro le prime linee britanniche, addestrate ed equipaggiate da Londra. Re Faysal I voleva un esercito di 15-20.000 uomini. L'esercito che nacque era invece di 3.500 uomini nel 1922 (forse anche per motivi precauzionali, vista l'Insurrezione anti-britannica in Iraq del 1921), per raggiungere gli effettivi di 7.000 soldati nel 1927 e di 11.500 nel 1932.Samir al-Khalil, Republic of Fear, 1990, p. 170. L'esercito - come in ogni paese islamico - fu uno strumento di modernizzazione sociale e culturale, grazie alla familiarizzazione con il pensiero tecnologico occidentale e alla frequentazione da parte degli ufficiali delle accademie militari dei paesi occidentali e dell'Est europeo. Nel 1931 fu istituita l'Aeronautica Militare irachena, dotata di un piccolo numero di piloti. Sei colpi di Stato militari, di maggiore o minore rilevanza, ebbero luogo tra il 1936 (guidato dal gen. curdo Bakr Sidqi) e il 1941, organizzato dal Quadrato d'oro e dal leader nazionalista Rashīd ʿĀlī al-Kaylānī.Library of Congress Country Studies: Iraq, '', 1988, accessed March 2010. A seguito della persecuzione condotta contro le tribù ribelli assire, che culminò nel Massacro di Simele del 1932, fu introdotta una legge sulla coscrizione militare, che rafforzò l'esercito regolare a detrimento del potere tribale tradizionale degli sceicchi.
Nel 1938-1939, l'esercito iracheno fu concentrato alla frontiera col Kuwait, in nome della politica che il sovrano d'allora, Ghazi promuoveva e che aveva tra i suoi punti qualificanti l'annessione di quel paese, considerato parte storicamente integrante dell'Iraq, separato solo dai precisi interessi petroliferi e strategici britannici. Le forze del Regno Unito sconfissero nel 1941 l'esercito di Baghdad, messo in campo dal governo di Rashīd ʿĀlī al-Kaylānī in piena seconda guerra mondiale nell'illusorio tentativo di scrollarsi di dosso l'insopportabile peso colonialistico britannico, cercando un aiuto (che si rivelò debole e miope) nei nemici del momento del Commonwealth: la Germania nazista e l'Italia fascista.
Di non grande significato tattico fu l'intervento dell'esercito iracheno in occasione della guerra arabo-israeliana del 1948, malgrado il comando dell'Esercito Arabo di Liberazione fosse affidato al gen. iracheno Ismāʿīl Ṣafwat, tra i pochi ad avvedersi dell'estrema debolezza dello schieramento panarabo e a pronosticare una vittoria abbastanza facile delle forze sioniste che avrebbero poi proclamato la nascita dello Stato d'Israele.
L'Aeronautica militare irachena usò aerei britannici fino alla Rivoluzione del 14 luglio 1958, allorché il nuovo governo di Baghdad cominciò a mutare orientamento politico internazionale, avvicinandosi (ma non ideologicamente) all'Unione Sovietica. L'Iraq cominciò allora a ottenere armamento sovietico, che andò ad affiancarsi a quello britannico.
Nel 1961 le forze irachene furono nuovamente ammassate alla frontiera col Kuwait e l'Iraq espresse esplicitamente l'intenzione d'invadere l'Emirato. Un rapido dispiegamento di forze militari britanniche, con truppe di terra, di aria e di mare (la cosiddetta Operazione Vantage, bloccò ogni velleità irachena.
Impegnativo fu poi l'impiego delle forze armate irachene nella guerra interna contro i Curdi del settentrione iracheno tra il 1961 e il 1970, mentre puramente simbolica fu la loro partecipazione nella Guerra dei sei giorni del 1967.
La partecipazione a questa guerra fu limitata, principalmente a causa della lenta reazione della 3ª Divisione Corazzata, che era stata stazionata nella Giordania orientale, presso il confine con l'Iraq.Pollack, op. cit., p. 167 e passim. La 3ª Divisione Corazzata non riuscì a organizzarsi convenientemente e a raggiungere la prima linea prima che la Giordania cessasse le operazioni militari. Inoltre la partecipazione irachena fu limitata da un bombardamento condotto da bombardieri Tu-16 su Israele, del tutto incapaci di colpire gli obiettivi assegnati, e da un contro-raid israeliano sulla base aerea H-3Base aerea dislocata a 435 chilometri da Baghdad, nell'Iraq occidentale. L'importante base aerea H-3 fu originariamente costruita per difendere la stazione di pompaggio petrolifera H-3. Si stima che Israele abbia in quell'occasione distrutto 21 aviogetti iracheni, perdendone solo tre.
Dopo che finì la prima guerra contro i Curdi con una vittoria strategica dei Peshmerga, l'apparato militare iracheno conobbe un certo numero di cambiamentiPollack, 2002, pp. 177-178. Come prima cosa gli Iracheni giunsero alla conclusione che l'armamento e i metodi sovietici non erano funzionali alle loro necessità. L'URSS tentava di influenzare la politica irachena grazie alla consegna di armamento sovietico ma gli Iracheni capirono che, in linea di massima, l'armamento sovietico era inferiore a quello occidentale. Così, malgrado la significativa consegna di attrezzature da parte dell'URSS (messa in luce dal SIPRI Arms Transfers Database, Iraq 1973–1990), l'Iraq cominciò a muoversi per comprare equipaggiamenti militari occidentali. Acquisti dalla Francia e dal Regno Unito portarono allo schieramento di 64 caccia d'attacco Mirage F1 nel 1976, di 200 carri armati AMX-30 nel 1977 e di 200 Cascavel APC dalla Gran Bretagna nel 1978. Quello stesso anno, l'Iraq ordinò dieci fregate e corvette dall'Italia. Mentre i generali iracheni sostenevano un simile cambiamento, i paesi occidentali erano riluttanti a vendere in modo consistente i loro armamenti, anche alla luce del fatto che le armi di costruzione occidentale erano più costose di quelle sovietiche e ciò comportava un maggior impegno, non solo economico. Tuttavia molte armi occidentali furono vendute e l'allineamento iracheno alle tecniche sovietiche risultò ridotto in modo pesante. In molti casi gli Iracheni tornarono sui loro passi, riallineandosi alle dottrine militari britanniche, mentre in altri casi il risultato fu una miscela di concezioni britanniche e di concezioni sovietiche. Anche la capacità logistica irachena mutò, con l'acquisto di 2.000 mezzi di trasporto pesanti.
La partecipazione dell'Iraq nel 1973 alla Guerra del Yom Kippur (chiamata dagli arabi Guerra del Ramadan) vide schierato una forza di spedizione di 60.000 uomini, che operarono sul fronte siriano. Peraltro tale Forza di spedizione operò tutt'altro che bene. L'aeronautica nemmeno, con 26 aerei perduti su un totale di 101, senza poter annoverare alcun aereo israeliano abbattuto.Pollack, 2002, p. 175, che cita Dupuy, Elusive Victory, pp. 532-534, Herzog, Arab-Israeli Wars, pp. 303-4, Edgar O'Ballance, No Victor, No Vanquished, pp. 317-18 e and Tzvi Ofer, The Iraqi Army in the Yom Kippur War, trad. di Hatzav, Tel Aviv, Ma'arachot, 1986, pp. 128-65. Pollack nota che le diverse notizia circa le operazioni irachene sulle Alture del Golan sono sommamente contraddittorie. Cita in proposito Ofer (1986), che è un generale di Stato maggiore israeliano, sulle critiche da lui espresse allo Stato maggiore iracheno su tale particolare aspetto del conflitto.
I Curdi avviarono la seconda guerra curda del 1974-75. La guerra finì con una disfatta curda dopo che gli Accordi di Algeri tra Iran e Iraq fece cessare gli aiuti del primo ai Curdi, in funzione anti-irachena. Dal 1973 al 1980, Saddam Hussein tolse alle forze armate i compiti di garanzia della sicurezza interna, affidando quest'ultima a una serie di formazioni paramilitari politicamente più prone ai suoi voleri, come ad esempio l'Esercito Popolare Iracheno. Saddam inoltre rese fragile la catena di comando e la capacità operativa delle forze armate rimuovendo gli ufficiali meno politicizzati e immettendo al loro posto ufficiali pronti ad allinearsi al suo volere. In tal modo il rateo d'incompetenza si accrebbe in misura notevole. (Pollack 2002, 182-183)
Guerra del Golfo