L'esperienza vissuta nei tre anni di prigionia la segnò per sempre. Proprio come la madre, che da accesa sostenitrice del diritto divino dei re, convinta e implacabile avversaria della causa rivoluzionaria, era stata un simbolo dell'assolutismo tout court e ostinata roccaforte dellAncien Régime fino alla morte, tutta la sua esistenza fu condizionata dal suo strenuo appoggio all'antico sistema monarchico.

Divenne quindi uno dei capi riconosciuti degli ultras ed esercitò una grande influenza sugli zii Luigi XVIII e Carlo X, incoraggiando la loro politica di reazione. Mostrò energia e coraggio in varie occasioni, anche durante la rivoluzione del 1830. La sua devozione a Luigi XVIII le procurò il nome di "Antigone" moderna.

Biografia Infanzia

Maria Teresa Carlotta di Francia fu chiamata Madame o Madame Royale, anche se sua madre la chiamava sempre con il soprannome di Mousseline la Seria. Fu la prima figlia di Luigi XVI e di Maria Antonietta, nata dopo più di otto anni di matrimonio. A recare l'annuncio ufficiale da parte del re di Francia a Vienna per la sua nascita fu il principe di Lambesc, un lontano cugino della madre.Fraser, p. 189.

La sua nascita fu attesa e salutata dal popolo francese e s'intonarono dei Te Deum in tutte le chiese del regno per celebrarla.(fr) Bernard Vincent, Louis XVI, Gallimard Folio Biographies, 2006, pagina 163. La sua nascita parve tuttavia sospetta, poiché la coppia reale non era riuscita a procreare per parecchi anni e ciò fece nascere la voce dell'illegittimità della bambina, la cui paternità venne attribuita al conte d'Artois o al duca di Coigny.

Maria Teresa venne battezzata il 19 dicembre 1778, giorno della sua nascita, nella cappella del castello di Versailles dal cardinale-vescovo di Strasburgo Louis de Rohan, Grande elemosiniere di Francia, in presenza di Honoré Nicolas Brocqueville, curato della chiesa di Notre-Dame di Versailles; il padrino era il cugino del padre, il re Carlo III di Spagna, rappresentato da Luigi Stanislao Saverio di Francia, conte di Provenza e primo nell'ordine della successione, la madrina era la sua nonna materna, l'imperatrice Maria Teresa, rappresentata dalla contessa di Provenza.Registro dei battesimi (1778) della chiesa Notre Dame di Versailles, archivio dipartimentale delle Yvelines. Fu chiamata come la nonna materna, perché l'imperatrice aveva chiesto ai suoi figli di dare alle primogenite il proprio nome.

La principessa reale Maria Teresa Carlotta, chiamata sempre con il suo terzo nome, conobbe un'infanzia di figlia di Francia unica nel suo genere. Numerosi scritti, soprattutto le memorie della baronessa d'Oberkirch, testimoniano il carattere orgoglioso della giovane principessa, che Maria Antonietta seppe correggere molto bene, facendole frequentare un'umile contadina, Marie Philippine Lambriquet, divenuta la sua compagna di giochi e trattata nello stesso identico modo. Inoltre, la madre aveva sempre preferito Luigi Carlo a lei.

Rivoluzione francese

Fu una bambina di dieci anni che si trovò a confrontarsi con le violenze della rivoluzione dopo l'installazione forzata della sua famiglia al palazzo delle Tuileries a Parigi, il 6 ottobre 1789. Ad ogni rumore, Maria Teresa aveva l'impressione che lei e la sua famiglia stessero per essere assassinati.

Il conte di Fersen convinse il re e la regina a fuggire il 20 giugno 1791. La famiglia reale (il re, vestito da valletto, la regina, vestita da cameriera, la sorella del re, Madame Elisabetta, il Delfino, vestito da bambina, Maria Teresa e la marchesa di Tourzel, governante dei bambini) fu presa e riportata, non senza rischi per la strada, al castello e, dopo un'ultima sommossa, il 10 agosto 1792, alla prigione del Tempio.

A causa dei pochi vestiti di cui disponeva, Maria Teresa prese a ricucirli tutte le sere. Aveva appena quattordici anni quando, in seguito al suo processo, il re detenuto fu condannato a morte. Maria Teresa cominciò nel gennaio 1793, poco dopo l'esecuzione di suo padre, a scrivere le sue memorie. All'inizio di agosto dello stesso anno, l'ex-regina sua madre venne trasferita alla prigione della Conciergerie e fu separata dal suo piccolo fratello Luigi XVII, che aveva otto anni.

Mentre l'attenzione di tutti era fissa sui sovrani decaduti, i bambini rimasero nell'ombra. Dopo l'esecuzione del re, avvenuta il 21 gennaio, e quella di sua madre, avvenuta il 16 ottobre 1793, la giovane principessa rimase con la zia paterna, Madame Elisabetta, di 28 anni, e con suo fratello Luigi, di 8 anni. La situazione cambiò: i sopravvissuti, Maria Teresa, suo fratello e la loro zia, non potevano essere giudicati per crimini politici di cui erano innocenti. Furono informati di ciò che rappresentavano: bisognava separarli.(fr) Philippe Delorme «Madame Royale, survivante de l'Histoire», programma Au cœur de l'histoire su Europe 1, 3 marzo 2012 Il 10 maggio 1794 Madame Elisabetta fu a sua volta ghigliottinata e il giovane Delfino morì all'età di 10 anni, in seguito ai cattivi trattamenti e alla tubercolosi, l'8 giugno 1795. Di tutto ciò Maria Teresa, abbandonata dal mondo, non sapeva niente.

Dopo l'esecuzione di Robespierre, avvenuta nel luglio 1794, e alla fine del Terrore, la principessa ricevette la visita di Barras e le sue condizioni di prigionia migliorarono. Le portarono della biancheria e Laurent - guardiano di Luigi XVII - garantì la sicurezza di Madame Royale, che riconobbe piena di gentilezza. Il re di Spagna chiese di recuperare i suoi cugini, i bambini Capeti, ma non ottenne niente.

Dopo la morte di suo fratello l'8 giugno 1795, la Convenzione trovò la presenza di Maria Teresa piuttosto ingombrante e la sua detenzione impopolare, per cui fu deciso di scambiarla con i prigionieri repubblicani trattenuti in Austria. Fino al termine delle trattative, diedero alla principessa una giovane dama di compagnia, Madame de Chanterenne, che Maria Teresa soprannominò affettuosamente "Rénette".

Parallelamente, il tribunale rivoluzionario permise che Maria Teresa ricevesse la visita quotidiana di una misteriosa "cugina". Si trattava di Stéphanie-Louise de Montcairzin (anagramma di Conti e Mazarino), che si diceva essere nata dall'amore illegittimo del principe di Conti e di Louise Jeanne de Durfort, duchessa di Mazarino. Le sue visite proseguirono fino al 26 agosto 1795, dopo di che le fu proibito l'accesso alla prigione, nell'incertezza della sua identità rivelata.

Dato che Maria Teresa era l'unica della famiglia reale sopravvissuta, la timida principessa divenne, nonostante tutto, una vera "celebrità". Per tutti era l'"Orfanella del Tempio", nome che non la lascerà mai. I suoi ammiratori la osservavano dagli appartamenti di fronte al Tempio: la scrutavano per rendersi conto dei fatti e dei suoi gesti quotidiani e poi ricostruirli a loro piacimento. Più popolarmente, divenne l'eroina delle canzoni, dei poemi e delle recite di quel tempo (thriller, ballate alla maniera di Ossian) che avevano la sua sofferenza e la sua storia, e non il suo rango, per protagonista.

Le trattative andarono per le lunghe, ma infine la principessa fu scambiata con sei importanti prigionieri francesi catturati dalle truppe austriache (Pierre Riel de Beurnonville, Jean-Baptiste Drouet, Hugues-Bernard Maret, Armand-Gaston Camus, Nicolas-Marie Quinette e Charles-Louis Huguet de Sémonville). Ella lasciò la prigione del Tempio di notte, il giorno in cui compiva diciassette anni (19 dicembre 1795), e si recò a Basilea, ove si affidò all'inviato dell'imperatore Francesco I d'Austria. Fu accompagnata da François Hüe (1757-1819), ufficiale di camera del padre, che aveva seguito la famiglia alla prigione del Tempio e che rimase con lei fino a Vienna.

Qui Maria Teresa Carlotta trovò la famiglia della madre, con la quale s'integrò abbastanza in fretta, anche se riteneva l'imperatore Francesco I d'Austria responsabile della morte di sua madre a causa della sua inazione. Ebbe qualche difficoltà con gli émigrés francesi che si trovavano alla corte di Vienna: trattandosi generalmente di esponenti dell'alta nobiltà francese, ella li considerava praticamente dei traditori.

Il suo soggiorno a Vienna la rese fredda e imbronciata, mentre suo zio, Luigi XVIII, a quel tempo in esilio a Verona, non si decideva a toglierla dalle mani dell'imperatore.

Esilio e matrimonio

Durante il suo soggiorno a Vienna, Maria Teresa mise in luce le tensioni fra le logiche dinastiche e quelle nazionali tra il XVIII e il XIX secolo. Rifiutandosi di sposare il fratello dell'imperatore d'Austria, l'arciduca Carlo d'Asburgo-Teschen, valoroso ufficiale, ma, per lei, "nemico della Francia", ella rafforzò la sua reputazione di "principessa francese", fatto che la propaganda realista strumentalizzerà durante la Restaurazione.

Grazie ai buoni uffici dello zar di Russia Paolo I, Maria Teresa accettò infine di sposare, all'età di vent'anni, l'erede della corona di Francia decaduta, un altro dei suoi cugini germani, Luigi Antonio di Borbone-Francia, figlio primogenito del futuro Carlo X e duca d'Angoulême, realizzando il desiderio dei suoi genitori.

Nel giugno 1799 ella lasciò Vienna per raggiungere lo zio e il suo futuro sposo, rifugiati sotto la protezione dello zar al Palazzo Jelgava in Curlandia. Il 9 giugno 1799 Maria Teresa e Luigi Antonio d'Angoulême firmarono l'atto di matrimonio e il giorno successivo, il 10, Louis-Joseph de Montmorency-Laval, principe-vescovo di Metz e Grande elemosiniere di Francia, celebrò il rito religioso, in presenza del futuro Luigi XVIII di Francia e della sua consorte Maria Giuseppina di Savoia. L'abate Henri Edgeworth de Firmont, che aveva accompagnato Luigi XVI di Francia al patibolo, ci tenne ugualmente a essere presente alla cerimonia per benedire la coppia principesca. L'atto di matrimonioL'atto di matrimonio, conservato presso gli Archivi nazionali di Francia, a Parigi è digitalizzato e consultabile qui fu redatto dal conte di Saint Priest. Da questo momento l'esistenza di Madame Royale divenne strettamente legata a quella dello zio Luigi XVIII, con il quale condivise l'esilio e che utilizzò la sua immagine di "martire della Rivoluzione" per aggregare i realisti e interessare i sovrani europei alla loro causa.

In effetti Maria Teresa condivise sia la vita dello zio che quella del suo sposo. Luigi XVIII aveva bisogno di assicurare la legittimità del diritto di cui era titolare per la legge salica e per la legittimità del fatto che ne era portatrice sua nipote. Egli fece quindi di lei l'erede delle virtù dei suoi genitori, poi una novella Antigone, fedele al re anche nella mala sorte, come dovrebbero essere tutti i realisti. Madame Royale divenne allora colei che indicava la via della fedeltà monarchica. Ella era già la vera regina della piccola corte in esilio, anche se la consorte di Luigi XVIII, Maria Giuseppina di Savoia, era ancora in vita.

In Francia, giornali, ritratti, "pellegrinaggi" alla prigione del Tempio perpetuarono il ricordo dell'"Orfanella", almeno fino al colpo di Stato del 18 fruttidoro (4 settembre 1797). La principessa divenne anche un'eroina da romanzo. La sua prigionia e le sue sofferenze furono temi cari al romanzo nero allora in voga. Nel 1799 la baronessa di Méré (Élisabeth Guénard) pubblicò Irma ou les malheurs d'une jeune orpheline (Irma, o le sventure di una giovane orfana), che riprendeva il corso delle sventure della principessa, le trasferiva in India, con nomi in anagramma e le chiavi d'interpretazione alla fine del libro; il successo fu così notevole da scoraggiare la censura. Due romanzi di Jean-Baptiste Regnault-Warin, Le cimetière de la Madeleine e, soprattutto Les Prisonniers du Temple, apparirono nel 1800 e nel 1801, proseguendo il fenomeno.