Love You (conosciuto anche come The Beach Boys Love You) è il ventunesimo album in studio del gruppo musicale statunitense The Beach Boys, pubblicato nel 1977.

Descrizione

Quasi interamente scritto ed eseguito dal solo Brian Wilson, l'album ha ampiamente diviso critica e pubblico sin dalla sua prima pubblicazione. Alcuni reputano il disco, che originariamente avrebbe dovuto intitolarsi Brian Wilson Loves You ed essere un album solista dello stesso Wilson, come il ritorno ufficiale alla sua migliore forma artistica sin dai tempi degli anni sessanta, mentre altri invece pensano che l'album sia l'opera dove Wilson perse definitivamente l'abilità di produrre e cantare a livello professionale. Fu nel corso delle sessioni di lavorazione per questo LP che Wilson fece la sua celebre apparizione al Saturday Night Live la sera del 27 novembre, eseguendo dal vivo in solitaria al pianoforte il brano Love Is a Woman in maniera vocalmente incerta.

Non propriamente tutte le canzoni sul disco erano nuove composizioni, alcune erano state scritte durante il periodo delle sessioni per l'album 15 Big Ones; Good Time risaliva addirittura ai tempi di Sunflower del 1970, e Ding Dang, composta insieme all'ex leader dei Byrds Roger McGuinn era stata già incisa a fine 1973. L'inclusione di Good Time è particolarmente anomala perché, a differenza del restante materiale presente in Love You, include una performance vocale da parte di Wilson all'altezza dei vecchi tempi, e cioè prima che la voce gli si rovinasse a causa del forte consumo di tabacco e cocaina nel periodo 1973-75.

Considerato da alcuni come l'ultimo vero grande album dei Beach Boys, Love You è un'opera di difficile assimilazione e giudizio per un ascoltatore occasionale. Pubblicato appena dopo l'annuncio della firma del nuovo contratto che la band aveva stipulato con la CBS Records (ora Sony Music), la Reprise Records fece molta poca promozione al disco, e con l'avvento della disco music e del punk, l'appeal commerciale dei Beach Boys calò nuovamente a picco. L'album raggiunse la cinquantatreesima posizione in classifica negli Stati Uniti, e la ventottesima in Gran Bretagna, senza riscuotere particolari attenzioni. Tuttavia, con il passare degli anni, l'opera si è ritagliata una consistente nicchia di ammiratori. Peter Buck dei R.E.M. dichiarò che Love You è il suo album preferito dei Beach Boys nelle note interne della ristampa in CD dell'album.

Attualmente Love You è disponibile in formato CD in abbinamento con 15 Big Ones.

Origine Dopo un periodo di semi-inattività, alla fine del 1975, Wilson andò in cura dallo psicologo Eugene Landy e si sottopose alla sua radicale terapia 24 ore su 24.Carlin, Peter Ames (2006). Catch a Wave: The Rise, Fall, and Redemption of the Beach Boys' Brian Wilson. Rodale, pp. 198–199, ISBN 978-1-59486-320-2.Gaines, Steven (1986). Heroes and Villains: The True Story of The Beach Boys. New York: Da Capo Press, p. 284, ISBN 0306806479. Come paziente di Landy, divenne più stabile e socialmente coinvolto, e la sua creatività rifiorì ancora una volta.Carlin, 2006, p. 201 Durante la seconda metà del 1976, per la prima volta dal 1964, Wilson tornò ad essere un membro fisso della formazione in tournée della band.Badman, Keith (2004). The Beach Boys: The Definitive Diary of America's Greatest Band, on Stage and in the Studio. Backbeat Books, p. 363, ISBN 978-0-87930-818-6.

Il precedente album del gruppo, 15 Big Ones, costituito in eguale misura da cover e brani originali, era stato accolto in maniera insoddisfacente da critica e pubblico.Badman, 2004, p. 364 In un'intervista dell'epoca, Wilson riconobbe che l'album non era "niente di troppo profondo", ma promise che la prossima uscita della band sarebbe stata "un capolavoro" alla pari di Good Vibrations (1966). Un anno dopo, dichiarò di aver scritto circa 28 nuove canzoni per il nuovo album.

Tra luglio e agosto 1976, Wilson raggiunse gli altri membri della band in tour negli Stati Uniti, dopo di che produsse una vasta raccolta di registrazioni in studio, in gran parte da solo mentre gli altri Beach Boys erano impegnati con i loro affari personali e artistici.Badman, 2004, p. 363, 367–368 Dennis Wilson lavorò al suo album solista di debutto Pacific Ocean Blue (1977), Carl Wilson produsse Beached di Ricci Martin (1977), Mike Love si concentrò sulla meditazione trascendentale, e Al Jardine trascorse del tempo in famiglia.Badman, 2004, p. 368 Landy venne licenziato come psicologo di Brian all'inizio di dicembre, a causa di preoccupazioni relative ai suoi aumenti di compensi e ai controversi metodi terapeutici di trattamento.Badman, 2004, p. 370

All'epoca, Wilson aveva preso in considerazione l'idea di pubblicare il nuovo materiale a suo nome. Quando, in un'intervista del dicembre 1976, gli fu chiesto cosa ne pensasse di una carriera da solista, Brian rispose che gli sarebbe piaciuto pubblicare un album solista, ma che non voleva affrontare le politiche interne alla band che sarebbero derivate dalla sua scelta di diventare solista. Egli disse: «Loro vogliono tenere il materiale anche per i Beach Boys». Più avanti nell'intervista, osservò che aveva recentemente lasciato temporaneamente la band, citando il desiderio di avere "libertà" e "di fare il suo album", ed era indeciso se rimanere come loro produttore o invece intraprendere una vera e propria carriera da solista.

Produzione e stile Love You fu registrato in gran parte nell'ottobre e nel novembre del 1976 presso i Brother Studios della band a Santa Monica, California.Badman, 2004, p. 371 Le registrazioni demo, in cui Wilson presentava in anteprima le sue nuove canzoni ai compagni di band, furono registrate durante una sessione ai Brother Studios nell'autunno del 1976. I brani demo erano Airplane, I'll Bet He's Nice, It's Over Now, Let's Put Our Hearts Together, Love Is a Woman, Little Children, Mona e Still I Dream of It. Nel 2021 cinque di questi nastri sono stati ufficialmente pubblicati come download digitale sul sito web di Brian Wilson.

Le sessioni di Love You segnarono la prima volta che a Brian fu data carta bianca su un nuovo album dei Beach Boys fin dalle sessioni di Smile nel 1967. Egli scrisse quasi l'intero album e suonò quasi tutti gli strumenti, comprese tastiere, sintetizzatori e batteria.Carlin, 2006, p. 212 Carl e Dennis contribuirono con qualche strumentazione, mentre Jardine e Love furono raramente presenti alle sessioni,Dillon, Mark (2012). Fifty Sides of the Beach Boys: The Songs That Tell Their Story. ECW Press, p. 230, ISBN 978-1-77090-198-8. e alla fine ogni membro della band cantò diverse parti soliste.Dillon, 2012, p. 230 Secondo il biografo Peter Ames Carlin, "era essenzialmente l'album solista di [Brian]",Carlin, 2006, p. 213 mentre il biografo Christian Matijas-Mecca concordò sul fatto che si trattasse effettivamente di "un album solista di Brian Wilson con solo brevi contributi da parte degli altri membri della band che aggiunsero le loro parti dopo che la maggior parte del lavoro era stata già completata."Matijas-Mecca, Christian (2017). The Words and Music of Brian Wilson. ABC-CLIO, p. 114, ISBN 978-1-4408-3899-6. Al contrario, Jardine disse: «In un certo senso, [Love You] è stato l'omaggio di Carl a Brian. [...] Carl voleva che Brian si sentisse apprezzato. È stato lui a contribuire maggiormente a quell'album, lui e Dennis, rendendo omaggio al fratello».

Confrontando i suoi precedenti dischi, dove erano presenti orchestre di strumenti organici, qui sono i suoni elettronici che pervadono Love You, con Brian più dipendente dal sintetizzatore Moog di quanto non lo fosse stato in 15 Big Ones. Tutte le linee di basso furono eseguite da lui stesso con sintetizzatori ARP e Moog.Wilson, Greenman, 2016, p. 198 Il biografo Mark Dillon ha attribuito il "suono bizzarro" del disco direttamente all'uso di questi strumenti da parte di Wilson. Wilson affermò che il massiccio uso dei sintetizzatori fu in parte influenzato da Switched-On Bach di Wendy Carlos (1969).

Tematiche «È un album spaventosamente accurato. Potrebbe sembrare un album spensierato. Ma è un album serio, autobiografico: Brian Wilson che dà quello che ha. Un po' come il film di David Lynch Eraserhead - La mente che cancella» — Earle Mankey, ingegnere del suono di Love YouCarlin, 2006, pp. 212–213 La prima facciata dell'album è caratterizzata da canzoni movimentate, mentre la seconda contiene canzoni che riflettono una prospettiva più adulta. I testi dei brani spaziano dal flusso di coscienza di Wilson (come in Solar System) alle preoccupazioni degli adolescenti (infatuazioni tra compagni di scuola e fraternizzare con la famiglia della propria ragazza). Wilson aveva scelto questa direzione perché credeva che questo fosse il tipo di testi che i fan volevano dai Beach Boys. Inoltre, volle inserire nei testi degli omaggi alla moglie, alle figlie e all'amante, come anche ai suoi idoli Phil Spector e Johnny Carson.

Rispetto a 15 Big Ones, Wilson aveva dichiarato che avrebbe voluto Love You "più creativo, più originale" e "liricamente molto più interessante." Nella sua autobiografia I Am Brian Wilson del 2016, paragonò l'approccio lirico di Love You a quello di Pet Sounds: «Ho scritto alcune canzoni che parlavano di come mi sentivo quando avevo trent'anni, allo stesso modo in cui Pet Sounds parlava di come mi sentivo quando avevo vent'anni».Wilson, Greenman, I Am Brian Wilson, 2016, p. 197

Carlin caratterizzò l'effetto totale come una riformulazione dei temi dei successi passati dei Beach Boys attraverso la prospettiva adulta "deformata" di Wilson,Carlin, 2006, pp. 212–214 così come "un tour attraverso lo specchio deformante incrinato della [sua] immaginazione". Lo scrittore Mark Dillon riconobbe che, data l'età dei membri della band, il fatto che "cantassero queste canzoncine adolescenziali rendeva le melodie un po' inquietanti".Dillon, 2012, pp. 229–230 Stebbins riteneva che l'album "rivelasse più di quanto l'ascoltatore volesse sapere", contenendo canzoni con "sfumature inquietanti e pedofile" come Roller Skating Child e I Wanna Pick You Up.Stebbins, Jon (2000). Dennis Wilson: The Real Beach Boy. ECW Press, p. 155, ISBN 978-1-55022-404-7. Secondo il biografo Timothy White, l'album era un "ritratto di un uomo che cercava di ridefinire la sua personalità in frantumi".White, Timothy (1996). The Nearest Faraway Place: Brian Wilson, the Beach Boys, and the Southern Californian Experience. Macmillan, p. 219, ISBN 0333649370.

Brani Let Us Go On This Way è una canzone rock nella quale il narratore, un ragazzo, dichiara alla sua donna dei desideri: «To get you babe, I went through the ringer / ain't gonna let you slip through my finger» ("Per averti, tesoro, ho fatto un sacco di tentativi / Non ti lascerò sfuggire dalle mie dita"), seguito da una supplica a Dio di "lasciarci proseguire su questa strada". Wilson ha detto di aver scritto la canzone insieme a Mike Love quando si accorsero che il resto dell'album suonava troppo "lento e avevano bisogno di qualcosa di più ritmato".

Roller Skating Child riprende la tematica di Let Us Go On This Way ma da una prospettiva "più adulta che la faceva sembrare una sorta di interpretazione musicale del romanzo Lolita di Vladimir Nabokov, completo di vivide descrizioni di sessualità adolescenziale, genitorialità negligente [e] fughe da casa alimentate dalla lussuria". Wilson disse che la canzone era un tributo alle sue figlie Carnie e Wendy. Egli chiarì: «Carnie in realtà pattina sul ghiaccio, ma io l'ho chiamata "la bambina sui pattini a rotelle con un nastro tra i capelli". Spesso andiamo tutti su una pista di pattinaggio a Santa Monica».

Mona è una canzone d'amore in stile anni cinquanta costituita da soli quattro accordi. Il testo parla di alcune delle canzoni preferite di Wilson tra quelle di Phil Spector, incluse le sue produzioni del 1963 di Da Doo Ron Ron per le Crystals e Be My Baby per le Ronettes.