LArchivio Storico Ricordi raccoglie i documenti dell'editore musicale Ricordi dalla fondazione nel 1808 fino al 1994 e costituisce una delle più importanti raccolte musicali private del mondo. Nel 1994 l'Archivio è acquisito dal gruppo dei media Bertelsmann che da allora ne garantisce la conservazione e lo sviluppo culturale. Dal 2003 è ospitato all'interno della Biblioteca Nazionale Braidense nel Palazzo di Brera a Milano.

L'Archivio conserva le partiture autografe di 23 delle 28 opere di Giuseppe Verdi, di tutte le opere di Giacomo Puccini (con la sola eccezione de La rondine), nonché di opere di Vincenzo Bellini, Gioachino Rossini e Gaetano Donizetti, fino ai contemporanei come Luigi Nono, Salvatore Sciarrino e Sylvano Bussotti. L'Archivio custodisce inoltre un ricco patrimonio iconografico legato alle prime rappresentazioni operistiche, composto da bozzetti scenici, figurini dei costumi, schizzi e piante sceniche, il fondo fotografico e quello epistolare oltre a una documentazione aziendale che permette di ricostruire la genesi dei grandi capolavori operistici.

La sezione iconografica dell'Archivio dà la possibilità di conoscere un patrimonio che non è solo legato all'attività strettamente musicale, ma si estende a quello pittorico, scenografico, e delle arti minori (come ad esempio la storia del costume, i gioielli, i diversi manufatti), aziendale (ricostruendo i rapporti che intercorrevano fra editore e artista, fosse musicista, poeta o grafico), e al mondo del teatro (dall'impresario ai cantanti ai direttori d'orchestra). La collezione permette di ripercorrere la vita umana e professionale dei compositori, partendo dalle loro primissime opere, ad esempio Oberto, Conte di San Bonifacio di Giuseppe Verdi e Le Villi di Giacomo Puccini, fino ad arrivare ai loro ultimi capolavori, come il verdiano Falstaff e l'incompiuta Turandot di Puccini.

Storia Giovanni Ricordi, grazie al suo lavoro di copista, dal 1803, firma diversi contratti con alcuni teatri milanesi, i quali gli accordano i diritti di diffusione di parti del materiale musicale da lui prodotto. Queste acquisizioni, di fatto, costituiscono la genesi dei materiali dell'Archivio Storico Ricordi. Nel corso degli anni Ricordi si specializza nelle tecniche di stampa musicale e nel 1808 fonda la casa editrice Ricordi. Le prime pubblicazioni non riguardano ancora opere liriche, bensì composizioni strumentali e un periodico musicale concepito per essere pubblicato su abbonamento. Ricordi riesce a stipulare ulteriori contratti con altri teatri milanesi, che gli accordano condizioni sempre più vantaggiose per la sua attività commerciale.

Dal dicembre del 1814 Giovanni Ricordi lavora in qualità di copista e suggeritore presso la Scala di Milano, diventando nel 1820 “Editore e proprietario della musica”, momento dal quale si assiste ad un aumento della musica teatrale nel catalogo dell'editore. Ricordi ha conquistato nel frattempo una certa notorietà, istruisce apprendisti nelle tecniche della calcografia (tra gli altri, Francesco Lucca, che più tardi diventerà il suo principale concorrente in campo editoriale), ed estende il proprio archivio.

Il coscienzioso lavoro di promozione svolto da Ricordi nei confronti degli autori e del loro lavoro, unito al suo intuito imprenditoriale, fanno sì che, in appena quarant'anni di vita, una piccola copisteria musicale si trasformi in un editore musicale influente e di grande successo.

Alla morte di Giovanni, la direzione della casa editrice passa al figlio Tito I Ricordi, per conoscere l'apice del suo successo ed espansione sotto la guida di Giulio Ricordi. Quest'ultimo è dotato di grande intuito e di un'eccellente conoscenza del mercato musicale, nel momento in cui l'energia produttiva di Giuseppe Verdi comincia a scemare, Giulio Ricordi si mette alla ricerca di un nuovo astro, che riconosce in Giacomo Puccini. L'editore-impresario ha nel frattempo sviluppato e consolidato il proprio primato nell'ambito dell'editoria musicale. Nel 1910 vengono inaugurati, per la produzione e il magazzinaggio, dei nuovi e più spaziosi locali, in questo periodo il 70% delle opere in cartellone alla Scala appartiene al catalogo Ricordi, rispetto al periodo intorno al 1860 il giro d'affari legato ai contratti editoriali si è triplicato.

Dopo la morte di Giulio Ricordi il 6 giugno 1912, il figlio Tito II assume la direzione di Casa Ricordi e il compito di guidarla attraverso la crisi scatenata dalla prima guerra mondiale. L'euforia suscitata dai nuovi indirizzi che la casa editrice aveva imboccato sotto il profilo tecnologico e artistico, si spegne. Nel 1919 si dimette dalla direzione della casa editrice a causa di imprecisioni finanziarie che preoccupano il consiglio di vigilanza. A 111 anni dalla fondazione si interrompe la gestione della ditta da parte della famiglia Ricordi.

Da allora l'azienda viene diretta da Carlo Clausetti e Apostolo Renzo Valcarenghi, noto come Renzo Valcarenghi, che già avevano diretto alcune filiali di Casa Ricordi. Giungono gli anni del fascismo e la seconda guerra mondiale. Nel 1944, dopo anni di crisi e il bombardamento su Milano del 1943 che distrusse parte dell'archivio, viene istituito un direttivo composto da tre persone che assicura la continuità della conduzione familiare dell'azienda: si tratta di Alfredo Colombo, Eugenio Clausetti (figlio di Carlo) e Camillo Ricordi (figlio di Manolo Ricordi). Questo trio si dedica alla ricostruzione dell'archivio e al rilancio dell'impresa. Il dopoguerra è contrassegnato dall'introduzione della tecnica di riproduzione della musica, con conseguente separazione della musica d'intrattenimento dalla musica colta. Ricordi decide quindi di fare il suo ingresso nel mercato della musica leggera con la “Radio Record Ricordi” (“RRR”) fondata nel 1948, ponendo le basi per la fondazione della “Dischi Ricordi” nel 1958 con la registrazione al Teatro alla Scala di Medea di Luigi Cherubini, a cura di Nanni Ricordi, con Maria Callas, Renata Scotto e Tullio Serafin nel cast.

La casa editrice Ricordi, che nel frattempo ha trasferito lo stabilimento da Viale Campania a Via Salomone, malgrado il successo della Dischi Ricordi, non riesce a intessere un vero legame con la musica popolare, ma diventa la sede editoriale di figure di spicco della musica contemporanea e - dopo una posizione inizialmente conservatrice - soprattutto per il teatro musicale, che riceve impulsi cruciali per l'innovazione dall'Italia.

L'Archivio oggi

Digitalizzazione Nel 2006 è stato avviato un progetto di catalogazione e digitalizzazione di una parte dell'Archivio, in particolare i fondi relativi a Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini. Il progetto di digitalizzazione è stato avviato grazie ad una convenzione tra Ricordi & C. e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Dipartimento per i Beni Archivistici e Librari, la Direzione Generale per i Beni Librari ed Istituti Culturali, cui si affiancano la Biblioteca nazionale braidense e il Laboratorio di Informatica Musicale dell'Università degli Studi di Milano. I risultati del progetto sono consultabili sul portale di Internet Culturale.

Nel 2019 L'Archivio Storico Ricordi aggiunge un tassello al processo di digitalizzazione del suo patrimonio, attivando una collaborazione con Wikimedia Italia e un nuovo progetto open source per favorire l'accesso alle risorse in rete, coinvolgendo studiosi e appassionati nella trascrizione delle Lettere di Casa Ricordi online. Il processo di digitalizzazione, che ha visto la pubblicazione di documenti iconografici nel 2016 e lettere aziendali nel 2018, prosegue con queste due iniziative per ampliare la conoscenza condivisa e l'utilizzo partecipativo della Collezione Digitale, parte integrante del piano di valorizzazione culturale dell'Archivio promosso dal gruppo dei media Bertelsmann.

Mostre L'Archivio è attivo nella divulgazione dei suoi contenuti attraverso progetti espositivi. Nel 2013 in occasione delle celebrazioni dei 200 anni della nascita di Giuseppe Verdi ha prodotto con Bertelsmann la mostra The Enterprise of Opera - Verdi Boito Ricordi. Nel 2017 l'Archivio ha contribuito alla mostra Opera: Power, Passion and Politics promossa dal Victoria & Albert Museum di Londra, per la sezione relativa a Nabucco. Nel 2017 l'Archivio ha prodotto la mostra Salvatore Sciarrino - il segno e il suono a Palazzo Reale, Milano. Nel 2019 la mostra Verdi: Creating Otello and Falstaff—Highlights from the Ricordi Archive presso The Morgan Library & Museum, New York. L'Archivio collabora con il Museo teatrale alla Scala di Milano con postazioni interattive e contributi alle mostre temporanee.

Collezioni Partiture

Sono conservate quasi partiture autografe: fra le più importanti quelle delle opere di Gioachino Rossini, Giovanni Pacini, Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi (gli autografi di 23 delle 28 opere da lui composte) e Giacomo Puccini. La carriera operistica di quest'ultimo si svolse interamente nell'ambito di Casa Ricordi all'infuori di un unico lavoro La rondine realizzata con Casa Sonzogno, al contrario del suo contemporaneo Pietro Mascagni che con Ricordi pubblicò la sola Iris. Gli autografi musicali comprendono non solo lavori strettamente operistici, ma anche sinfonici e cameristici. Il viaggio nell'archivio musicale parte da alcuni esempi risalenti alla metà del Settecento e, passando lungo tutto l'Ottocento e il Novecento, giunge sino ai giorni nostri: dai manoscritti autografi più antichi quali Il Ciro riconosciuto di Niccolò Jommelli andato in scena nel 1744 e dal Dixit Dominus di Alessandro Scarlatti, ai 24 Capricci di Niccolò Paganini, il cui frontespizio con le annotazioni dell'incisore, che per primo ne realizzò la matrice di stampa, dimostra come gli autografi siano veri strumenti di lavoro, fino alle partiture autografe di Amilcare Ponchielli, Franco Alfano, Ottorino Respighi, Ildebrando Pizzetti, ed a quelle di autori del secondo Novecento quali Bruno Maderna, Luigi Nono e Franco Donatoni.

L'Archivio conserva anche una vasta raccolta di romanze tuttora eseguite, legate ai nomi di Francesco Paolo Tosti, Luigi Denza, Mario Costa, Pier Adolfo Tirindelli, i cui testi recano la firma di Gabriele D'Annunzio, di Salvatore Di Giacomo. Presente nel fondo anche la sezione dei testi originali dedicati alla didattica musicale ancora oggi fondamentali, un nome per tutti: Ettore Pozzoli. Si ricordano infine non solo le composizioni scritte ex novo, ma importanti trascrizioni, adattamenti, riduzioni di autori quali Vivaldi, Bach ad opera di Maderna, Casella, Donatoni.

Lettere L'Archivio conserva più di lettere scritte a Casa Ricordi da poeti, cantanti e compositori. Tra questi Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Vincenzo Bellini, Giovanni Pacini, Franz Liszt, Francesco Florimo, Ottorino Respighi, Jules Massenet, Alfredo Casella, Luigi Nono. Sono presenti anche lettere di celebri librettisti come Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, e di poeti quali Gabriele D'Annunzio e Arrigo Boito. È ricco l'assortimento di lettere che ribadiscono i continui rapporti mantenuti dai Ricordi con famosi cantanti come Teresa Stolz, Maria Waldmann, Victor Maurel.