Fu attivo principalmente durante le guerre rivoluzionarie francesi e le guerre napoleoniche. Il suo nome è inciso sul Pilastro Sud dell'Arco del Trionfo di Parigi.
Biografia
Dai primi anni alle guerre rivoluzionarie Nacque a Tolosa il 2 maggio 1767. Poco prima di compiere 18 anni, il 18 febbraio 1785, entrò nel 52º reggimento di fanteria de La Fère..... Ottenne la promozione a caporale il 1º marzo 1787 e quella a caporale quartiermastro nel 1791. Nel gennaio 1792, durante un congedo di sei mesi a Tolosa, fu assegnato come istruttore alla formazione delle nuove reclute della Guardia nazionale, ottenendo anche il grado di tenente. Scoppiata la guerra, fu inviato nell'Armata dei Pirenei orientali, dove svolse il compito di assistente di campo del generale Augereau a partire dal marzo 1794. Il successivo 27 maggio ricevette la promozione a capitano mentre il 13 agosto fu ferito alla mano destra da un colpo di sciabola durante alcuni scontri nei pressi di Sant Llorenç de la Muga. Nel novembre dello stesso anno attaccò alla testa di un battaglione di fucilieri un campo trincerato a Llers, difeso da 4000 spagnoli e 80 cannoni. Questo fatto d'armi portò rapidamente alla resa di Figueres e gli permise di ottenere una promozione provvisoria ad aiutante generale, poi confermata il settembre successivo. Nel frattempo, a partire dal marzo 1795, divenne il capo della 1ª brigata di Augereau.
Dopo la fine delle ostilità sul fronte spagnolo, fu spostato assieme all'intera divisione Augereau sul fronte italiano, raggiunto nel settembre del 1795. Quello stesso dicembre venne promosso a capo di stato maggiore della divisione Augereau, ruolo che abbandonò solo brevemente passando alla divisione di Massena tra il giugno ed il luglio del 1796. Il mese seguente ebbe modo di distinguersi: il 3 agosto, nel corso della battaglia di Lonato, riuscì a conquistare il castello di Castiglione, facendo oltre prigionieri austriaci mentre due giorni dopo conquistò la ridotta del Monte Medolano nel corso della battaglia di Castiglione. Venne promosso a generale di brigata pochi giorni dopo. Ebbe modo di distinguersi nuovamente nel corso delle battaglie di Bassano e di Arcole, venendo ferito alla coscia sinistra da un proiettile in quest'ultimo scontro. Continuò a servire attivamente nell'armata francese di Bonaparte sino all'armistizio di Leoben. Seguì Napoleone anche in Egitto, dove fu messo al comando di una delle brigate della divisione Kléber: combatté nella battaglia delle piramidi e prese parte alla spedizione in Siria, partecipando all'assedio di al-Arish, alla battaglia del monte Thabor e all'assedio di San Giovanni d'Acri, venendo ferito da una baionetta nel corso degli scontri. Messo a comando di Damietta, nel 1799, dopo la fuga di Napoleone verso la Francia, sconfisse un corpo di giannizzeri sbarcati sulle coste egiziane, ricevendo poi una spada d'onore per l'impresa. Fu poi fatto governatore de Il Cairo da Kléber, ottenendo poco dopo anche la nomina a generale di divisione. Fu catturato il 28 giugno 1801 in seguito alla capitolazione della città e rimpatriato poco tempo dopo... Al suo ritorno, servì sotto Murat in Toscana e nella Repubblica Cisalpina per diversi anni. Nel frattempo, il 14 giugno 1804, fu nominato Grand'Ufficiale della Legion d'Onore.
Sotto l'Impero Allo scoppio della guerra con l'Austria nel 1805 si trovava in Italia. Fu affidata lui la seconda divisione dell'armata di Massena: combatté a Caldiero e rimase ferito negli scontri. Nel 1806 fu nominato Commendatore dell'Ordine della Corona ferrea il giorno dell'istituzione dell'onorificenza e prese anche parte alla spedizione di Reynier e Massena alla conquista del regno di Napoli, combattendo a Campotenese e distinguendosi nell'assedio di Amantea. Nell'inverno del 1807 si unì alla Grande Armée, impegnata in Polonia: si aggregò alla divisione di Lannes, combattendo ad Heilsberg e a Friedland.
Rientrato in Francia dopo la pace di Tilsit, comandò una divisione militare di riserva ad Orléans, venendo poi trasferito a Bordeaux nel febbraio 1808. Dopo essere stato nominato Conte dell'Impero, Verdier fu inviato in Spagna, dove rimase per due anni. Preso il comando della seconda divisione del corpo di Bessierès, Verdier sconfisse gli spagnoli a Logroño, succedendo a Savary come comandate della Navarra e dell'Aragona pochi giorni dopo. In seguito, diresse, rimase ferito ed abbandonò l'assedio di Saragozza a seguito del disastro di Bailén. Venne poi messo a comando della provincia di Bilbao per diversi mesi, prima di essere spostato in Catalogna a dirigere l'assedio di Gerona, ricevendo la capitolazione della città nel dicembre 1809.
Nel 1810 fece ritorno in Francia, dove fu prima messo nella lista degli ufficiali disponibili ed inseguito inviato nel Corpo di osservazione dell'Elba nel 1811. Un anno più tardi, partì per la campagna di Russia sotto il comando del maresciallo Oudinot: combatté a Kljasticy e a Polack contro le forze del generale russo Wittgenstein. Rimasto ferito nel corso di quest'ultima battaglia, fu costretto a tornare in Francia, facendovi ritorno il 30 settembre. Ripresosi dalle proprie ferite, fu inviato in Italia nel maggio 1813 e messo al comando di uno dei corpi d'armata al servizio di Eugenio di Beauharnais. Fu ferito in alcuni scontri nei pressi di Ala il 10 novembre. Quattro mesi più tardi diede ulteriore prova delle proprie capacità nel corso della battaglia del Mincio: difese per tutto il giorno la sponda francese del fiume da austriaci del generale Radivojevich avendo a propria disposizione solo le truppe dei generali Palombini e Fressinet, circa uomini. Grazie al valore dimostrato in questa battaglia, l'anno seguente venne premiato con la nomina a Cavaliere di Gran Croce della Legion d'Onore..
Restaurazione ed ultimi anni Tornato in Francia al termine della guerra, fu decorato con il titolo di Cavaliere dell'Ordine di San Luigi e tolto dal servizio attivo. Dopo il ritorno di Napoleone al potere, oltre ad essere nominato come pari di Francia, fu brevemente messo a comando dell'8ª divisione militare a Marsiglia e poi della 17ª divisione sotto il comando del maresciallo Brune sul fronte del Var. I francesi dovettero presto abbandonare il fronte e ripiegare verso Tolone dopo la notizia della sconfitta di Waterloo per evitare che la flotta britannica attaccasse la città..
Tornata per la seconda volta la monarchia dei Borbone, fu ammesso al pensionamento dall'esercito a partire dal 1º agosto 1817. A seguito della rivoluzione di luglio, fu messo a comando della Guardia nazionale a Lione, ma già l'anno seguente fu inserito nella lista dei disponibili e nel 1832 si ritirò definitivamente dalla vita militare. Morì il 30 marzo 1839 a Mâcon.
Curiosità La signora Verdier è spesso citata nei rapporti delle campagne francesi come un'eroina. Accompagnava il marito sul campo di battaglia.
Onorificenze
Onorificenze francesi
Onorificenze straniere
Note
Bibliografia
Altri progetti
Categoria:Generali francesi delle guerre napoleoniche Categoria:Persone iscritte sull'Arco di Trionfo a Parigi