Il Governo Giolitti I è stato il ventinovesimo esecutivo del Regno d'Italia, il primo guidato da Giovanni Giolitti.
Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, è stato in carica dal 15 maggio 1892 al 15 dicembre 1893 (sebbene già dimissionario dal precedente 24 novembre), per un totale di 579 giorni, ovvero 1 anno e 7 mesi.
Compagine di governo Appartenenza politica PartitoPresidenteMinistriSottosegretariTotale 1 11 11 23
Situazione parlamentare NOTA: Nonostante questo governo sia stato effettivamente privato della fiducia (seppur indirettamente e tramite un ordine del giorno), ai tempi del Regno d'Italia, poiché secondo lo Statuto Albertino il governo rispondeva nei fatti al solo Re (il quale, dando egli stesso una prima fiducia al governo, aveva il potere di far resistere l’esecutivo ad un voto della Camera dei deputati, come a volte fece), il rapporto con il Parlamento in senso moderno non era pienamente obbligatorio (ed in tal senso vari sono stati i casi di formazione o sopravvivenza di un governo palesemente privo di tale supporto), ma diveniva sempre più fondamentale. La prassi di determinare la sopravvivenza dell’esecutivo in base al supporto parlamentare, dunque, si è andata sviluppando si da questi momenti, ma stabilmente solo successivamente, specie con l’ascesa dei partiti di massa e con l’introduzione del sistema proporzionale, in tempi molto più tardi rispetto all’unità, ed ufficialmente solo con la Costituzione della Repubblica Italiana. Per questo motivo, il grafico sottostante espone, secondo ricostruzioni e dichiarazioni, nonché secondo la composizione del governo ed anche secondo il voto effettivamente subìto, il supporto che questo ha ottenuto.
Al momento della sua formazione, il 15 maggio 1892, e fino al 23 novembre 1892 (XVII legislatura): Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei deputatiViene qui riportata la situazione parlamentare solo di questa camera (e non anche del Senato del Regno) poiché, sebbene entrambe partecipassero al processo di controllo del rapporto con l'esecutivo, per convenzione costituzionale in caso di disaccordo era la decisione della camera bassa a prevalere, risultando essere la posizione ufficiale del Parlamento nella sua totalità. GovernoDEM (164), IND (7), PLC- (14) AstensioneDEM (38)Opposizione DEM (84), PLC (34), ER (42) Non votantiDEM (115), IND (10)
Dal 23 novembre 1892 (XVIII legislatura) al 19 maggio 1893: Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei deputati MaggioranzaDEM (323), IND (35)Opposizione PLC (93), ER (56)
Dal 19 maggio 1893 e fino alla sua caduta definitiva, il 15 dicembre 1893: Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei deputati GovernoDEM (98), IND (35)Opposizione PLC (82), ER (55), PSRI (1) Non votantiDEM (225), PLC (11)
Composizione Carica Titolare SottosegretarioPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidentedel Consiglio dei ministri Giovanni Giolitti(Sinistra storica) Carica non assegnataPoiché all'epoca del Regno d'Italia la figura del Presidente del Consiglio era vista come una figura mediatrice e coordinatrice piuttosto che dirigenziale rispetto all’esecutivo, e dunque senza una costituzione autonoma, il detentore era più identificato con il ministero da egli detenuto piuttosto che dalle sue funzioni, e per questo non vi era mai stata la necessità di nominare un sottosegretario specifico, ma il Capo di governo si serviva del proprio sottosegretario ministeriale. Ministero Ministri Sottosegretario Affari Esteri Benedetto Brin (Indipendente)Affiliato alla Sinistra storica. Luigi Ferrari Agricoltura, Industria e Commercio Pietro Lacava (Sinistra storica)(dal 10 maggio 1889) Antonino Di San GiulianoLavori Pubblici Francesco Genala (Sinistra storica)(fino al 12 novembre 1893)Giacomo SaniGiovanni Giolitti (Sinistra storica)Ad interim (dal 12 novembre 1893) Interno Giovanni Giolitti(Sinistra storica) Pietro Rosano Pubblica Istruzione Ferdinando Martini (Sinistra storica) Scipione Ronchetti Guerra Luigi Pelloux (Indipendente) Francesco CarenziMarina Simone Pacoret de Saint-Bon (Indipendente)Tecnicamente facente parte della Destra storica, si spostò tra gli indipendenti ed all’appoggio della Sinistra storica (per quanto non ne fece parte) ai fini della formazione dell’esecutivo.(fino al 27 novembre 1892) Raffaele Corsi(fino al 18 ottobre 1892) Giuseppe Palumbo(dal 18 ottobre 1892)Benedetto Brin (Indipendente)Ad interim (dal 27 novembre 1892) Finanze Vittorio Ellena (Sinistra storica)(fino al 7 luglio 1892) Giuseppe LanzaraBernardino Grimaldi (Sinistra storica)Ad interim (dal 7 luglio 1892 al 24 maggio 1893) Lazzaro Gagliardo (Sinistra storica)(dal 24 maggio 1893)Grazia e Giustizia e Culti Teodorico Bonacci (Sinistra storica)(fino al 24 maggio 1893)Pietro Nocito Lorenzo Eula (Indipendente)(dal 24 maggio all’8 luglio 1893) Francesco Santamaria-Nicolini (Indipendente)(dall’8 luglio 1893) Poste e Telegrafi Camillo Finocchiaro Aprile(Sinistra storica) Ulisse Papa Tesoro Bernardino Grimaldi(Sinistra storica) Achille Fagioli
Cronologia
1892 15 maggio - Il governo giura dinnanzi al Re. 25 maggio - Il Presidente del Consiglio espone alla Camera, in uno dei primi atti del parlamentarismo, il programma di governo, che venne tuttavia approvato solo con 169 favorevoli (160 contrari, 38 astenuti), una frazione dei parlamentari della Sinistra storica. Giovanni Giolitti dunque, tenuto conto dell’esigua maggioranza, si dimette, ma le dimissioni sono rifiutate dal Re. 27 settembre - A causa dell’incerta situazione politica, è sciolta la Camera dei Deputati e convocati gli elettori per il 6 e 13 novembre; e il nuovo Parlamento per il 23 novembre. 6-13 novembre: Si svolgono le elezioni politiche: il governo, pur non dimessosi, vede aumentare la sua base di supporto, avendo la Sinistra storica ottenuto ben oltre la maggioranza dei seggi (323) e la maggioranza assoluta. Ciò non risolve tuttavia gli attriti che risultano solo compensati momentaneamente dai nuovi deputati ottenuti.
1893 19 maggio - La Camera dei Deputati respinge il bilancio della giustizia, facendo così dimettere prima il ministro Teodorico Bonacci e, poco dopo, il governo. Il Re tuttavia, rifiuta ancora una volta le dimissioni, accettando solo quelle del ministro. 23 novembre - Ad un anno dalle elezioni politiche, la Camera dà lettura pubblica della “Relazione del Comitato dei Sette”, istituito in seguito allo scandalo della Banca Romana scoppiato poco prima, concludendone una scarsa vigilanza degli istituti bancari ed accuse di traffico di denaro illecitamente prelevato rilevanti al Presidente del Consiglio, per un totale di ben 60 000 Lire. 24 novembre - A causa della pressione, il governo rassegna le sue dimissioni al Re, il quale le accoglie ed incarica Giuseppe Zanardelli di formare un nuovo governo. Tuttavia, in seguito all’infruttuosità di tale mandato per via delle opposizioni dell’Impero austro-ungarico alla nomina di Oreste Baratieri agli Esteri, l’incarico fu affidato nuovamente a Francesco Crispi. 15 dicembre - Con il giuramento del nuovo esecutivo termina ufficialmente l’esperienza di governo.
Note
Bibliografia Parlamenti e Governi d’Italia (dal 1848 al 1970) - Vol. II - Francesco Bartolotta - Vito Bianco Editore - 1971, pp. 78-79.
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