Vieste (Vìst' in dialetto viestano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Foggia in Puglia. Rinomata stazione balneare del parco nazionale del Gargano, dal 2023 è riconosciuta bandiera blu.
Geografia fisica Territorio
È il comune più orientale del promontorio del Gargano e della provincia di Foggia. La particolare dislocazione urbanistica di Vieste è legata alla natura carsica del promontorio garganico, caratterizzato da strati rocciosi spesso erosi dall'azione marina.
Il nucleo dell'abitato sorge infatti su una piccola penisola rocciosa, dalla forma più o meno simmetrica, caratteristica per le sue tre baie separate da due punte: Punta di San Francesco, rivolta verso est, ripida, rialzata e aspramente rocciosa: è qui che si ritrova il centro medievale, dato che questa parte della penisola offriva i migliori requisiti di sicurezza. In questa parte, ricca di vicoli, scalinate ed archi, si ritrova la maggior parte dei più prestigiosi edifici storici (chiesa di San Francesco, cattedrale, castello Svevo, Chianca Amara, ecc.). Punta di Santa Croce, rivolta a nord, più bassa. In questa zona, relativamente pianeggiante, il comune ha cominciato ad espandersi soltanto verso l'Ottocento. La formazione di nuovi quartieri portò successivamente la vita di paese (nuovo municipio, parco comunale, chiesa di Santa Croce, ecc.) a gravitare sempre più verso questa zona. È da questa parte che si ritrova il porto di Vieste, tutt'oggi importante per le attività peschiere e per il traffico marittimo verso le Isole Tremiti, la Croazia e verso Manfredonia.
Tra le due punte si ritrova la piccola spiaggia della Marina piccola, rivolta verso il faro (ove vige divieto parziale di balneazione). A sud della punta di San Francesco si ritrova la lunga spiaggia sabbiosa del Pizzomunno che inizia dalle rocce calcaree sulle quali fu costruita la città e che si estende verso sud in direzione del villaggio di Pugnochiuso, frazione di Vieste, nato negli anni '60 per volontà di Enrico Mattei secondo un disegno architettonico modernista, tra gli esempi più interessanti di tipologie balneari di quegli anni. Ad ovest della punta di Santa Croce, invece, si ritrova l'altrettanto lunga spiaggia di San Lorenzo, che a differenza della prima è ancora abbastanza ricca di spiagge libere. Inizia dal settore urbano edificato a partire dall'Ottocento (zona del porto) per estendersi verso ovest, in direzione di Peschici.
Sismicità L'intero territorio comunale di Vieste è parte integrante del distretto sismico del Gargano.
Classificazione sismica: zona 2 (sismicità media)
Clima
Vieste ha un clima di tipo mediterraneo, temperato caldo, caratterizzato da piogge non abbondanti, da inverni relativamente miti ( in gennaio) e da estati con temperature elevate, ma non torride (in luglio ed agosto la media delle temperature massime è di poco inferiore ai 30 °C). Qui di seguito vengono riportati i valori termici medi rilevati al di fuori dell'area urbana.
Nel territorio comunale è ubicata l'omonima stazione meteorologica, ufficialmente riconosciuta dall'Organizzazione meteorologica mondiale, attualmente di tipo automatico DCP.
Storia
Preistoria I numerosi siti archeologici e i reperti ritrovati in diverse aree nei pressi dell'abitato attestano il popolamento del territorio di Vieste sin dal Paleolitico.
Sicuramente questo fu dovuto al clima mite, alle diverse sorgenti di acqua potabile, al terreno fecondo con abbondanza di frutta, alla varietà di selvaggina sia stanziale che migratoria e alla ricchezza di pesci nelle diverse insenature lungo la costa.
Le zone che risultano esser state maggiormente frequentate dall'uomo preistorico sono Vallecoppe, Campi, Costella, Puntalunga, Macchione, Passo dell'Arciprete e Sfinalicchio.
Il territorio viestano, ricco di selce, permise all'uomo nella Preistoria la realizzazione di manufatti litici utilizzati come strumenti per il lavoro, la caccia o la difesa. In contrada Defensola, a circa tre chilometri dal centro abitato, è stata scoperta una vasta miniera di selce, definita una delle maggiori d'Europa.
Sono inoltre visibili resti di tombe dell'età del ferro nelle vicinanze del castello e sulla punta di San Francesco. Nel territorio comunale, in contrada Molinella, sorgeva anche un dolmen che però è andato irrimediabilmente distrutto. Infatti i reperti archeologici ritrovati nel territorio viestano vengono molto spesso lasciati a sé stessi (se non in alcuni casi addirittura occultati) e questo ne determina il deterioramento e la distruzione.
Storia Innumerevoli reperti archeologici sparsi lungo il territorio di Vieste testimoniano l'insediamento di Dauni, antichi Greci e Romani.
Dopo essere stata amministrata dai bizantini, cadde sotto la dominazione dei longobardi. In epoca normanna e poi sveva si ebbe lo sviluppo urbanistico della città così come appare oggi (castello, cattedrale e centro storico medievale). In seguito seguì le sorti del resto del Regno di Napoli sotto la dinastia degli Angiò.
Nell'anno 1002 vi approdò il doge veneziano Pietro II Orseolo, facendovi scalo con la sua flotta alla volta di Bari, nel corso della sua spedizione mirata a liberare quest'ultima dall'assedio dei saraceni. Come altre città pugliesi, fu spesso esposta ad attacchi provenienti dal mare. Uno dei popoli più pericolosi per Vieste furono i turchi, i quali vi compirono incursioni anche sanguinarie. Particolarmente grave fu l'episodio di Dragut Rais che, nel 1554, fece decapitare l'incredibile numero di viestani, azzerando quasi del tutto la popolazione. Il fatto è ancora ricordato da una targa presso la cattedrale (pietra di Chianca Amara).
Il sisma del 1414 e il successivo disastroso terremoto del Gargano del 1646, causarono a Vieste gravi danni con crolli diffusi. La città fu stabilmente parte del Regno di Sicilia, del Regno di Napoli e infine delle Due Sicilie, venendo quindi amministrata dai Borbone fino all'Unità d'Italia.
Nel 1943 la città fu occupata dai tedeschi
Simboli Lo stemma e il gonfalone della Città di Vieste sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 13 febbraio 2020.
Il gonfalone è un drappo d’azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Vieste fu sede vescovile tra il 993 e il 1817. Tra le costruzioni principali, come in altre città pugliesi, si ricordano innanzitutto la basilica cattedrale romanica e il castello; entrambi gli edifici oggetto delle cure di Federico II di Svevia, in seguito ai danneggiamenti scaturiti dai disordini relativi alla crociata di papa Gregorio IX contro l'imperatore.
Concattedrale di Santa Maria Assunta
La Concattedrale sorge in una delle zone più alte di Vieste, circondata da edifici poco meno alti. Il suo impianto tipico del romanico pugliese si ritrova in armonia con il campanile della chiesa, non particolarmente slanciato e progettato in stile barocco dopo un crollo nel 1772. La chiesa, basilica a tre navate, reca tracce di continui adattamenti sovrapposti nel corso dei secoli. Nel complesso, rimane molto poco della struttura originaria medievale. Come le altre cattedrali della zona, è dedicata alla Assunzione di Maria.
Castello di Vieste Il Castello, massiccia costruzione fatta edificare dagli Svevi, domina il profilo della città vista da lontano, con la sua figura imponente. A pianta triangolare, si distingue dagli edifici e dal paesaggio circostante per il suo colore bruno, e si erge a strapiombo sulle rocce calcaree che danno sul mare. Le tre punte del suo perimetro sono rinforzate da caratteristici bastioni a punta. Fu danneggiato durante le incursioni veneziane e durante la prima guerra mondiale. È attualmente usato dalla marina militare italiana.
Nei pressi di queste costruzioni si trova la Porta ad Alt, caratteristica per l'arco acuto. Costituiva l'ingresso principale della città.
Pizzomunno
All'inizio della spiaggia detta del Castello, ovvero quella a sud del centro abitato, si erge, quasi a guardia di Vieste, un monolite in pietra calcarea bianca alto circa 25 metri chiamato Pizzomunno, che è il simbolo stesso della cittadina garganica.
Aree naturali ed archeologiche Lungo la costa vi si trovano alcuni trabucchi, antiche installazioni da pesca provviste di lunghi bracci in legno che sostengono una rete. È questo uno degli elementi storici che distinguono la zona garganica rispetto al resto della costa pugliese.
Inoltre sono presenti numerosi torri di difesa, quasi tutte ancora intatte, costruite nel 1506 per difendere la costa dai pirati saraceni.
La necropoli paleocristiana La Salata, situata a est della cittadina, è una delle più antiche dell'intero bacino mediterraneo. Il santuario di Santa Maria di Merino è situato all'interno del parco archeologico dell'antica città romana di Merinum, non distante dalla necropoli paleocristiana. L'erosione marina ha contribuito ad incidere e scavare numerose grotte nella roccia calcarea del Gargano e lungo tutta la sua costa, in particolar modo nel tratto costiero che va da Vieste a Mattinata, generando cavità e formazioni rocciose dalle forme più svariate e bizzarre. Ne è un esempio particolare il Pizzomunno. Lo stesso discorso vale per lArco di San Felice, scavato dall'erosione presso la strada per Pugnochiuso, a sud di Vieste. Le grotte sono il risultato di fenomeni carsici, ma anche l'azione corrosiva di acqua marina e vento ha dato un contributo importante alla loro formazione. Tra le grotte più conosciute e visitate di Vieste vanno citate la grotta Sfondata, quella dei Due Occhi, dei Contrabbandieri, la grotta Rotonda, dei Pipistrelli, la Campana, la grotta dei Pomodori, del Serpente, la Viola e la Smeralda.
Foresta Umbra
Alle spalle di Vieste, nell'entroterra, sempre nel Parco Nazionale del Gargano, si trova la Foresta Umbra, il cui nome significa "ombreggiata", per via della fitta vegetazione, composta da numerose piante. Si estende per circa ettari dall'entroterra alla costa, raggiungendo un'altezza massima di 800 metri sul livello del mare. Vi sono presenti oltre duemila specie di piante e la sua faggeta è stata dichiarata "Patrimonio dell'umanità" dall'UNESCO nel 2017. All'interno della Foresta Umbra è presente anche una vasta diversità faunistica: gatti selvatici, volpi, tassi, gazze, gufi, ghiri e una colonia di Caprioli autoctoni del Gargano, sono alcuni esempi di essa.
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 690 persone. La nazionalità maggiormente rappresentata era quella dei romeni (363 persone, 2,60% del totale della popolazione residente).
Da un atto deliberativo del 1947 della Giunta Comunale di Vieste, si evince che Vieste fu l'unico Comune italiano che offrì formalmente la propria disponibilità a cedere parte del proprio territorio per consentire agli esuli di Pola di fondare la “Nuova Città di Pola”. Ulteriori particolari di queste vicende sono state illustrate dallo storico scrittore ed esule fiumano, Prof. Carlo Cesare Montani. Una lapide commemorativa è presente sulle mura del Barbacane, presso la rotonda di Marina Piccola, in direzione di Via Pola.
Cultura Musei
Museo Archeologico
Museo Malacologico
Letteratura Vieste viene ricordata nel romanzo Il piatto piange di Piero Chiara, insieme a Rodi Garganico, come tappa dell'improbabile raid, come lo definisce l'autore, da Luino a Roma, di un vogatore del lago Maggiore che innamoratosi di Edda Mussolini coinvolge un amico nella speranza che la circumnavigazione dell'Italia in barca a remi possa concludersi alla presenza della figlia del Duce.
Vieste è anche citata ne L'avventura di un povero cristiano di Ignazio Silone dove si racconta della fuga a Vieste di papa Celestino V.
Cinema e televisione