La Calcoteca o Chalkotheke (Χαλκοθήκη, greco per "deposito di bronzi", dalla radice greca della parola chalkós, "bronzo") era un edificio dell'Acropoli di Atene destinato al deposito di artefatti in metallo, in particolare armi e corazze, documentato dalle iscrizioni del IV secolo a.C.Inscriptiones Graecae II² 120, 1430. I resti riconducibili all'edificio sono stati individuati a est del Santuario di Artemide Brauronia e immediatamente a sud-ovest del Partenone; si conservano fondazioni in pietra calcarea e trincee scavate nella roccia del portico di un complesso che misurava circa 43 × 20 m.

Storia Fonti epigrafiche e funzione Le iscrizioni inventariali della Calcoteca costituiscono la fonte primaria per localizzazione, pianta e funzione dell'edificio, con attestazioni sicure dal 371-370 a.C. e un decreto–inventario nel 353-352 a.C. (Inscriptiones Graecae II2 120). Il decreto dispone un nuovo conteggio dei materiali custoditi nell'edificio e il confronto con gli inventari dei nove anni precedenti, specificando che tale conteggio avverrà sull'Acropoli.

Le liste inventariali documentano soprattutto armi e paramenti processionali in bronzo, tra cui scudi (inclusa la famosa epidosis di Pasione) e parti di catapulte; alla fine del IV secolo a.C. l'edificio svolse un ruolo di arsenale, con immagazzinamento di armamenti ed equipaggiamenti navali. Un brano dell'inventario del 353-352 a.C. distingue scudi appesi "contro il muro" da quelli "nella Calcoteca stessa", indicazione coerente con l'esistenza di un portico sulla facciata.

Archeologia Il complesso, denominato "Edificio VII" nella documentazione di scavo, fu riconosciuto come Calcoteca già da Wilhelm Dörpfeld (1889) e l'identificazione è stata generalmente accettata; precedenti proposte (Edifici I e IV) sono state respinte per ragioni planimetriche e cronologiche. Le indagini ottocentesche sull'Acropoli (1882–1890), pubblicate da P. Kavvadias e G. Kawerau, forniscono il contesto di scavo e la principale documentazione fotografica e grafica utilizzata nelle ricerche successive.

Cronologia La datazione dell'edificio è stata oggetto di discussione: la critica recente, sulla base delle evidenze topografiche ed epigrafiche, propende per una costruzione nel IV secolo a.C. (con riorganizzazione dei tesori tra il 374 e il 370 a.C. circa), in contrasto con una tradizionale attribuzione dovuta a Pericle di metà V secolo a.C..

Sembra che in età romana l'edificio abbia subìto interventi, come indicano gli studi che collocano una fase edilizia in epoca antonina e la documentazione di numerosi membri architettonici rinvenuti nell'area della Calcoteca.

Descrizione

I resti della Calcoteca si dispongono lungo il margine meridionale del pianoro dell'Acropoli, immediatamente a est del Santuario di Artemide Brauronia e a sud-ovest del Partenone, con un impianto allungato e un portico sul lato settentrionale affacciato verso il Partenone. La facciata settentrionale è in parte scavata nella roccia: l'angolo nord-est del portico si inserisce nel taglio dei gradini rupestri a ovest del Partenone e una trincea di fondazione corre lungo il margine meridionale della terrazza ai piedi di tali gradini. La costruzione sfruttò strutture preesistenti: il muro occidentale fungeva da parete di partizione con il Brauroneion e il muro sud si impostava sul paramento interno della cortina meridionale dell'Acropoli, mentre il muro di fondazione settentrionale reimpiega elementi architettonici (tra cui un tamburo di colonna). Le dimensioni complessive sono di circa 43 × 20 m; l'ampiezza interna ricostruita è di ca. 15 m.

Rimangono visibili in sito soltanto fondazioni in calcare e tagli di fondazione nella roccia, che consentono la ricostruzione del perimetro e del portico settentrionale.

Note

Bibliografia

Voci correlate Acropoli di Atene Inscriptiones Graecae Partenone Santuario di Artemide Brauronia

Collegamenti esterni

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