Il Libro de los juegos, o Libro del ajedrez, dados y tablas (nella sua trascrizione originale Juegos diversos de Axedrex, dados, y tablas con sus explicaciones, ordenados por mandado del Rey don Alfonso el sabìo, una titolazione limitativa, peraltro, rispetto alla più ampia trattazione) è un'opera commissionata da Alfonso X il Saggio, re di Castiglia, León e Galizia, realizzata sotto la sua direzione tra il 1262/1264 circa e il 1283, anno in cui vide il completamento solo pochi mesi prima della morte del sovrano che l'aveva ispirataP. Canettieri, Il Libro dei giochi - Introduzione: coordinate.

Il libro consta di 98 carte, con 150 illustrazioni a colori. I "giochi" annunciati del titolo coprono gli scacchi (con i più antichi problemi di scacchi che si conoscano in Europa), l'alquerque, il gioco dei dadi e le tavole, antenate del moderno backgammon. Il libro contiene la descrizione di alcuni di questi giochi, compresi alcuni importati dai regni musulmani.

È tramandato da un unico codice membranaceo, nel formato in folio, realizzato a Siviglia. Nel 1591 il codice era conservato nella Cappella Reale di Granada. Da qui, per volere di Filippo II, fu traslato alla Real Biblioteca de San Lorenzo de El Escorial (facente parte del Monastero dell'Escorial), presso Madrid, dove i 98 fogli del manoscritto ricevettero una rilegatura marrone in pelle di pecora, previa regolarizzazione alle misure omogenee di circa 40 × 27 cm.

Inteso come un testo didattico, il manoscritto funziona come un manuale che documenta e spiega come si gioca e quale sia il profondo significato e l'utilità per un re saggioS. M. Golladay, "Los Libros de Acedrex Dados E Tablas: Historical, Artistic and Metaphysical Dimensions of Alfonso X's Book of Games", p. 1222, partendo da giochi di pura strategia intellettuale (gli scacchi), passando per giochi di puro azzardo (i dadi), per concludere con giochi che incorporano entrambi gli elementi (backgammon). Tuttavia, l'etichetta manualistica risulta riduttiva, poiché l'intento didattico si accompagna a un tentativo di spiegazione e interpretazione anagogica del mondo e del cosmo. Nel soffermarsi sui giochi in quanto tali, il "manuale" di Alfonso, mentre si incarica di collocare i giochi in una sfera simbolica, trascura quasi completamente ogni intenzione moraleggiante, distaccandosi così nettamente da quel nutrito filone di trattazioni medievali in cui il gioco degli scacchi trovava quasi sempre un'interpretazione in chiave moralistica, di cui il più importante esempio si rinviene Ludus scacchorum del domenicano Jacopo da CessoleP. Canettieri, Ideologia e simbologia.

Il Libro de los juegos è uno dei documenti più importanti per lo studio dei giochi da tavola. Notevole è anche il suo valore linguistico e lessicografico, di interesse non solo per gli studiosi di giochi, ma anche per gli ispanisti e, più in generale, per gli storici della cultura.

Descrizione Si tratta del "più antico, importante e autorevole trattato di giochi scritto in una lingua europea", probabile frutto non di un unico autore, ma di un'équipe di redattori la cui estrazione culturale doveva forse riflettere le tre religioni monoteiste: Ebraismo, Cristianesimo e Islam.

Altri motivi di interesse sono costituiti dalla bellezza e dall'accuratezza delle miniature che ne costituiscono l'ampio corredo iconografico, e dalla cura delle decorazioni, elementi che ne fanno uno dei migliori prodotti artistici dello scriptorium sovvenzionato da Alfonso X.

Al pari di tutta la Letteratura per cui si fa riferimento ad Alfonso X, anche la realizzazione del Libro dei giochi conobbe un importante contributo diretto di Alfonso X, che ne scrisse alcune parti. Lo stesso re ne diresse la realizzazione, rivedendone personalmente poi la redazione finale.

Da un punto di vista paleografico, il testo risulta vergato su due colonne, sulle quali si dispiega una gotica minuscola dell'epoca, in caratteri grandi e chiari, con scarso uso di abbreviazioni scribali, con capilettera rubricati e ornati, e segni di paragrafo rubricati in rosso o azzurro.

Divisione e struttura del codice La suddivisione e la struttura interna della fascicolazione del manoscritto rivelano una simbologia numerologica in cui ricorrono numeri come l'8, il 64 e il 12. Queste ricorrenze non appaiono casuali, ma legate agli interessi astrologici e numerologici del sovrano Altro numero che torna con insistenza è il 7 (nelle parti in cui è diviso, nelle facce dei dadi), un numero dotato di una sua simbologia religiosa e teologica e che stava particolarmente caro al re Alfonso, autore delle Siete Partidas e del Setenario.

Il libro è nel complesso diviso in 7 parti, dedicate ai seguenti argomenti: scacchi dadi tavole varianti aumentate di scacchi (a 10 e 12 caselle per lato), dadi (a 7 e 8 facce) e tavole scacchi e tavole delle quattro stagioni (4 giocatori anziché 2) alquerques varianti astrologiche di scacchi e tavole (quest'ultima con dadi a 7 facce).

La struttura interna del codice comprende 12 fascicoli: i primi 8 contengono l'ampia parte dedicata agli scacchi (incluso il prologo) e costituiscono la sezione più ampia, importante e conosciuta. Il nono e decimo contengono la parte su dadi e tavole, l'undicesimo quella sulle versioni aumentate. Le varianti delle quattro stagioni sono su 4 fogli non fascicolati. Il resto del manoscritto (alquerque e varianti astrologiche) occupa l'ultimo fascicolo, per un totale di 12: gli 8 fascicoli iniziali, dedicati agli scacchi, contengono 64 pagine, lo stesso numero di posti sulla scacchieraWollesen, J. T. "Sub specie ludi...: Text and Images in Alfonso El Sabio's Libro de Acedrex, Dados e Tablas", Zeitschrift für Kunstgeschichte 53:3, 1990. pp. 285 citato in P. Canettieri, Il Libro dei giochi - Introduzione: coordinate , nota 9, un risultato raggiunto lasciando intenzionalmente alcune pagine in bianco. Sembra inoltre probabile che, in corso d'opera, il numero di fascicoli sia stato volutamente incrementato da 10 a 12 poiché il prologo non fa alcun cenno ad alcuni dei contenuti che si ritrovano nel prosieguo del manoscritto: le varianti aumentate (fasc. XI) e l'alquerque (parte del fasc. XII). Cornice narrativa All'inizio del trattato, Alfonso fornisce una chiave interpretativa, mettendo al centro dell'esperienza ludica il valore di alegría, di cui Alfonso rintraccia l'origine divina.

Il trattato si sviluppa poi all'interno di una cornice narrativa tenuta insieme da un espediente letterario che riporta all'epoca in cui un re indiano interpella tre saggi consiglieri e li coinvolge in una disputa sul valore relativo dell'intelligenza e della fortuna. I tre saggi propongono tesi diverse e ciascuno di essi porta le prove in favore delle proprie posizioni: il primo propone gli scacchi per l'intelligenza, il secondo i dadi per la fortuna, mentre il terzo concilia l'alternativa delle prime due tesi, affermando l'importanza di una combinazione di entrambe, che egli ravvisa nei giochi di tavole.

Scacchi

Il Libro de juegos contiene un'estesa raccolta di scritti sugli scacchi, con oltre 100 problemi di scacchi e l'esposizione di varianti eterodosseWollesen, Jens T. "Sub specie ludi...: Text and Images in Alfonso El Sabio's Libro de Acedrex, Dados e Tablas", Zeitschrift für Kunstgeschichte 53:3, 1990. pp. 277-308.. Tra i contenuti più notevoli vi è quella che Alfonso chiama ajedrex de los quatro tiempos ("scacchi delle quattro stagioni"): si tratta di una variante scacchistica che coinvolge quattro giocatori, descritta come la rappresentazione del conflitto dei quattro elementi e dei quattro umori. I pezzi sulla scacchiera sono colorati in verde, rosso, nero e bianco, e si muovono sulla scacchiera in base all'esito del lancio dei dadi.

Alfonso descrive anche un gioco cui dà il nome di "scacchi astronomici", giocati su una tavola divisa in 6 cerchi concentrici, divisa radialmente in 12 aree, ciascuna associata a una costellazione dello Zodiaco.

Dadi Il gioco dei dadi, rientrante nella categoria dell'azzardo, rappresenta, nella considerazione dell'autore, la materia meno nobile del trattato: lo si deduce da vari passaggi espliciti e, implicitamente, dal diverso trattamento iconografico accordatogli, con miniature che riproducono, intente al gioco, solo persone di bassa condizione sociale o occasionali cavalieri denudati a causa della perdita di ogni bene nel gioco. Al contrario, le miniature di scacchi e tavole propongono, impegnate al gioco, figure di alta condizione e anche la stessa persona regale dell'autore. Del resto, in molti passi dell'opera di Alfonso X, come nella lirica galiziano-portoghese delle Cantigas de Santa Maria, il gioco d'azzardo è oggetto di condanna, o viene presentato sotto una cattiva luce. Di converso, invece, nelle Siete Partidas, scacchi e tavole (ma non i dadi) sono indicati tra gli svaghi adatti a un re che voglia alleviare le preoccupazioni mediante la ricerca dell'alegría. Nonostante questo atteggiamento sfavorevole, i dadi occupano un posto importante nel trattato: va segnalato, peraltro, che al gioco d'azzardo Alfonso X dedicherà le sue cure legislative, codificandone il quadro normativo nel suo Ordenamiento de las tafurerías.

Il trattato distingue diversi giochi di dadi, nel cui totale ricorre ancora il numero 12: A mayores, A menores, Tanto en uno quanto en dos, Triga, Azar, Marlota, Riffa, Par con As, Panquist, Medio Azar, Azar Pujado, Guirguiesca. I dodici giochi sono divisi in gruppi da tre, in base a considerazioni tipologiche: i primi tre, ai fini della vittoria, non distinguono tra i punteggi estremi e i punteggi intermedi. Nei secondi tre, invece, si distinguono gli 8 punteggi intermedi (7-14) dai punteggi estremi (3‑6 e 15‑18): questi ultimi sono vincenti nella Triga e nell'Azar, perdenti nella Marlota. Gli altri 3 giochi si caratterizzano per la ricerca dell'evento dell'uscita di una coppia. Gli ultimi tre sono varianti dell'Azar (azzardo): la prima è una versione semplificata, la seconda (Azar Pujado) è identica alla prima ma con poste aumentate, il terzo ne è una variante con poste aumentateP. Canettieri, Il Libro dei giochi - Introduzione - I dadi, le tavole, il filetto e gli altri giochi , da Knol.

Tavole

Il libro descrive le regole di un certo numero di giochi da tavolo della famiglia delle tabulae, un genere di giochi, conosciuto fin dalla più remota antichità, in cui alcune pedine si muovono su una tavola con 24 caselle, divisi in gruppi di 6 per ognuno dei quattro settori; una versione di questo tipo di giochi è il backgammon, molto conosciuto anche nel XXI secolo. Come gli scacchi, i giochi di tavole sono spesso menzionati nel Medioevo, entrambi diffusi tra le classi nobiliari. Ma sono anche prerogativa di classi più popolari e oggetto di divieti per clero e laici. Le tavole conobbero una grande diffusione nell'Europa medievale di area germanica e romanza.

I giochi annoverati sono quattordici: Las quinze tablas, Los doze canes, Doblet, Fallas, El seys, dos e as, El emperador, El medio emperador, La pareja de entrada, Cab e quinal, Todas tablas, Laquet, La buffa cortesa, La buffa de baldrac, Reencontrat, divisibili, secondo Murray, in tre gruppi.

Un argomento degno di nota è quello di todas tablas, che ha una posizione di partenza identica a quella del backgammon e segue le stesse regole nel muoversi e nel mangiare. Alfonso descrive anche una variante giocata su una tavola con 7 punte su ciascuno dei quattro quadranti, con un dato a 7 lati e 17 pedine per giocatore. I giocatori lanciano dadi a 7 facce per determinare il movimento dei pezzi, un esempio della preferenza accordata da Alfonso il Saggio al numero 7S. M. Golladay, "Los Libros de Acedrex Dados E Tablas: Historical, Artistic and Metaphysical Dimensions of Alfonso X's Book of Games", p. 521.

Iconografia