La chiesa della Beata Vergine Maria Assunta e di Sant'Emiliano è la parrocchiale di Casaloldo, in provincia e diocesi di Mantova; fa parte del vicariato foraneo San Carlo Borromeo.
Sorge in piazza Giacomo Matteotti, la principale del paese, di fianco alla strada provinciale numero 1, detta “Asolana”.
Storia: le chiese precedenti
L'area attualmente occupata dalla chiesa parrocchiale ospitava probabilmente già dall'alto Medioevo un tempio cristiano, come hanno suggerito gli scavi archeologici condotti all'interno della parrocchiale stessa in occasione dei lavori di restauro sull'edificio sacro, negli anni 2009-2011. Essi hanno messo in luce interessanti novità riguardo alla storia della chiesa, confermando la presenza di strutture interrate appartenenti alle fasi antecedenti la costruzione dell'attuale manufatto.
In particolare, sotto il pavimento esistente, alla profondità di circa 90 centimetri, sono state individuate le fondazioni di un edificio di impronta romanica (XI secolo-XII), uno dei primi luoghi di culto cristiani di Casaloldo, come proverebbero i reperti murari di ben due absidi, una contenente l'altra e perfettamente in asse con l'attuale presbiterio, rinvenuti sotto la zona presbiteriale attuale, a circa un metro di profonditàR. Braggio, G. Castiglioni, G. Frigo, F. Legnaghi, L. Jurina, La Chiesa della Beata Maria Vergine Assunta di Casaloldo. Prime note sulla fabbrica settecentesca alla luce del cantiere di restauro, in Casaloldo e la battaglia del 10 maggio 1509, a cura di M. Vignoli, Comune di Casaloldo – Publi Paolini, Mantova, 2009, pp. 149-187, d'ora in poi: Legnaghi 2009, p. 155; Don Alberto Buoli, Crolla o non crolla?…, in Il nostro campanile, Numero unico della Parrocchia Assunzione della Beata Vergine Maria in Casaloldo, Natale 2007, p. 2; Don Alberto Buoli, Lavori in corso…finalmente!, in Il nostro campanile, Natale 2009, p. 2.. L'edificio era collocato secondo l'orientamento della chiesa odierna, quindi con la facciata rivolta a occidente, ed era di dimensioni più contenute in lunghezza, mentre aveva una larghezza simile all'attualeBuoli, 2009; Sagra di San Luigi Gonzaga, Casaloldo. Scavi archeologici nella parrocchiale, in Il Gazzettino, 27 novembre 2010, p. 25..
Questi dati archeologici estremamente significativi sulle preesistenze dell'attuale chiesa parrocchiale possono forse trovare un riscontro documentario nell'attestazione di una chiesa, dedicata a santa Maria, posta “in curte Casali” ed unita nel XII secolo, insieme con un'altra chiesa dedicata a san Pietro, al capitolo della cattedrale di Brescia. A quanto sembra, dunque, fin dal secolo XII la chiesa situata in centro a Casaloldo era dedicata a santa Maria.Giancarlo Cobelli, Parrocchia dell'Assunzione della Beata Vergine Maria (sec. XVI-1989) - Profilo, in Lombardia Beni Culturali, Istituzioni storiche, ultima modifica 24/12/2004.
Una seconda chiesa venne edificata nella stessa area dove sorgeva la prima – e dove sorge anche l'attuale -, all'incirca nel XV secolo o XVI secolo; di essa possediamo una testimonianza nel quadro della battaglia di Casaloldo, posto attualmente sulla controfacciata della parrocchiale. La raffigurazione è da ritenere verosimile perché quando il quadro venne dipinto – 1717 – la chiesa in questione, dotata di campanile con cella campanaria dalle linee gotiche, era stata demolita solo da alcuni anni per lasciar posto all'edificio attualeDon Alberto Buoli, Piccola guida alla chiesa parrocchiale, in Il nostro campanile, Natale 1994, p. 2.. L'unica sostanziale modifica apportata dall'autore del dipinto è quella riguardante l'orientamento del tempio cinquecentesco, che nel quadro è posizionato ortogonalmente rispetto all'esistente, con la facciata rivolta verso la strada e non verso la piazza: essa deve essere ritenuta un artificio di rappresentazione ideato dal pittore settecentesco, e non il reale assetto della chiesa all'inizio del secolo XVI.Legnaghi, 2009, p. 156.
A proposito di questo edificio, comunque, solo gli indizi celati nel sottosuolo possono illuminare quelle fasi di costruzione e trasformazione del monumento che, invece, appare negli elevati unicamente nell'assetto ricevuto a partire dal Settecento. Nelle murature attuali infatti nulla sembra riconducibile alle numerose modifiche, anche di entità considerevole, che si ebbero tra il Cinquecento e la fine del Seicento, come si deduce dai resoconti delle visite pastoraliLegnaghi, 2009, p. 156.
Dalla descrizione della chiesa parrocchiale di S. Maria negli atti della visita pastorale del 1580 si deduce che essa aveva un battistero, ma giudicato inadeguato, quattro altari – due dei quali dedicati al Santissimo Sacramento e ai Santi Caterina e Gordiano -, compreso l'altare maggiore, pulpito, cimitero cinto da muro, sagrestia pressoché priva di mobilio.Mario Gerola, Casaloldo: visite pastorali d'altri tempi, alla luce del Concilio di Trento, in Il nostro campanile, Natale 2011, p. 5..
L'esistenza della chiesa parrocchiale cinquecentesca ed il suo esatto orientamento – in contrasto con la posizione proposta dalla raffigurazione della chiesa nel quadro della battaglia di Casaloldo - sono stati ancora una volta confermati dalle indagini archeologiche, che hanno evidenziato tracce di contrafforti murari, di livelli di antiche pavimentazioni, e i basamenti delle lesene dell'edificio precedente. Le sue dimensioni, ad un primo e sommario esame, dovevano essere molto simili a quelle della costruzione medievale precedente, e quindi discretamente ampie rispetto ai tempi e alla popolazione. Lo scavo ha fatto anche affiorare numerose tombe interne all'edificio sacro, databili dal XVI al XVIII secolo, alcune con il caratteristico voltino in mattoni ancora integro; sono stati individuati almeno tre ossari comuniBuoli, 2009..
Secondo alcune ipotesi parte dell'edificio tardo-gotico o rinascimentale, in particolare la cappella della Madonna del Rosario, sarebbe stata inglobata nell'ultima chiesa. Il tempio cinquecentesco, come si deduce dagli atti delle visite pastorali, era intitolato a S. Maria Assunta – o semplicemente a S. Maria, come l'edificio altomedievale -, e a Sant'Emiliano, titolo, quello riferentesi a quest'ultimo santo, appartenente ad un'altra antica chiesa di CasaloldoBuoli, 1994, p. 2; Cobelli, 2004..
La chiesa di S. EmilianoL'intitolazione di questa chiesa a S. Emiliano fa pensare che gran parte della zona fosse stata data in beneficio ad un potente monastero bresciano, quello di Santa Eufemia, fondato all'inizio dell'XI secolo, dove il santo – probabilmente non corrispondente a nessuno dei molti Sant'Emiliano noti e frutto di un errore di trascrizione - era particolarmente venerato. Cfr. Buoli, 1994. risulta attestata per la prima volta nel 1179, quando vi fu firmato l'atto di nascita di Castelnuovo AsolanoEssa potrebbe essere stata eretta nel secolo precedente, l'XI, e sarebbe stata dotata anche di un ospizio, intitolato a San Gottardo. Cfr. Buoli, 1994. Di questo antico e storico edificio, che sorgeva dove attualmente c'è il cimitero di Casaloldo, non rimane più nulla. Venne demolito definitivamente tra la Prima e la seconda guerra mondiale - forse nel 1918 - per ampliare il cimitero. Prima della demolizione vennero strappati alcuni affreschi dalle pareti, di cui però è andata persa ogni traccia.
Una raffigurazione dell'edificio si può riscontrare ancora una volta nel quadro della battaglia di Casaloldo, probabilmente verosimile perché quando venne dipinto il quadro la chiesa era ancora esistenteEssa risulta infatti attestata ancora nel 1654 e, in tempi più recenti, nel 1902. Cfr. Cobelli, 2004; Buoli, 1994.. Dalle visite pastorali del 1566 e 1580 si sa che la chiesa campestre di Sant'Emiliano, un tempo sede parrocchiale, distante mezzo miglio dal centro del paese, era grande, ma versava già in condizioni pietose, con il tetto caduto, senza pavimentazione e senza porte, con parecchi buchi nei muri; non appariva più consacrata, non veniva più usata per le celebrazioni ed era del tutto abbandonataGerola, 2011..
Nelle atti delle visite pastorali del XVI secolo si ricorda come un tempo la chiesa parrocchiale di Casaloldo fosse proprio quella di S. Emiliano; la cura d'anime venne in seguito spostata, sicuramente prima del 1566, nella chiesa di S. Maria, più vicina al paese e quindi più comoda per la gente. Con la funzione fu però trasferita anche l'intitolazione: da quel momento in poi, infatti, anche questa seconda chiesa, situata nella piazza del villaggio, fu chiamata di Santa Maria Assunta e Sant'EmilianoBuoli, 1994;COBELLI 2004; Diocesi di Mantova, Casaloldo, Parrocchia “Assunzione B. V. Maria” .
Storia: la chiesa attuale La prima pietra dell'attuale imponente ed elegante chiesa parrocchiale di Casaloldo, a cui si accompagna, sul lato destro del tempio, il maestoso campanile, unico forse nel suo genere per eleganza, completezza ed altezza in tutto l'Alto Mantovano, venne posta il 10 giugno 1714, sotto la direzione del capomastro casaloldese Antonio Scattolini. La decisione di abbattere il vecchio edificio e di costruirne uno nuovo è da ricondurre non solo al generale clima di ristrutturazione ed edificazione di nuove chiese che ha caratterizzato il XVIII secolo, ma anche al fatto che il vecchio tempio era ormai inadatto al paese per l'aumento considerevole della popolazione.
È verosimile che il progetto della chiesa sia da attribuire al ticinese Giovan Maria Borsotto, attivissimo nel Mantovano. Il nome dell'architetto svizzero – il candidato più accreditato nella questione attributiva - ritorna infatti più volte nella documentazione d'archivio: nel 1730, quando cioè si procedette all'ultimazione dell'emiciclo terminale, e a proposito dell'erezione del campanile esterno innalzato a partire dal 1733Legnaghi, 2009, p. 161; G. Suitner, Contributo alla figura di G. M. Borsotto. Una occasione di indagine sulla architettura religiosa a Mantova nella prima metà del Settecento, in Civiltà mantovana, nuova serie, n. 27, 1990, pp. 54-55, 70, 72. Dall'Inventario dei beni della chiesa di San Martino Gusnago, anno 1730, sembra di capire che il capomastro ticinese in quell'anno si stava occupando solo della costruzione del coro. L'impianto della parrocchiale di Casaloldo, a navata unica con cappelle laterali, e la facciata, disegnata da lesene piatte a ordini sovrapposti, richiamano comunque ad esempio quelli della parrocchiale di Castelgrimaldo, sicuramente opera del Borsotto..
Tra il 1721 e il 1726, terminata la navata, vennero sistemati nella nuova chiesa i preziosi altari laterali policromi e intarsiati, alcuni dei quali forse provenienti dal vecchio edificio e opera dell'intagliatore trentino Andrea del PozzoDiocesi di Mantova ; Bocchi - Catulini 2002, p. 28.. Nel 1733 iniziò la costruzione del campanile, che si protrasse fino al 1738. Nel 1739, come testimonia un mattone, sigillato in folio, sulla sommità esterna del presbiterio, con la scritta MDCCXXXIX, fu terminata l'abside: i lavori della nuova fabbrica possono considerarsi in sostanza terminati. Gli altari della Madonna del Rosario e quello della Madonna delle Grazie, posti nella quarta campata, l'uno di fronte all'altro, potrebbero costituire la parte superstite della chiesa preesistente: tutte la murature sembrano infatti appoggiarsi su queste due cappelle. La solenne consacrazione della chiesa e dell'altare maggiore, come ricorda la lapide posta in presbiterio, venne celebrata dal vescovo abate di Asola Giovanni Battista Badoer l'8 settembre del 1774.Buoli, 1994. Nel 1781 si procedette a una nuova consacrazione dell'altare maggiore. Ciò fa pensare a cedimenti strutturali dello stesso e a un suo rinnovo. Mancano notizie di interventi fino alla fine dell'Ottocento. Cfr. Don Alberto Buoli, Una casa per Dio e per gli uomini: lavori in corso…, in Il nostro campanile, Natale 2010, pp. 1-2.