Io e Annie (Annie Hall) è un film del 1977 diretto e interpretato da Woody Allen.

Scritto dallo stesso Allen insieme a Marshall Brickman, il film è una commedia romantica con protagonisti Woody Allen e Diane Keaton, affiancati da un cast che comprende Tony Roberts, Carol Kane, Paul Simon, Shelley Duvall e Christopher Walken. La trama, a struttura non lineare, segue le vicende sentimentali di Alvy Singer, un comico neurotico di New York, e il suo turbolento rapporto d'amore con l'aspirante cantante Annie Hall.

Riconosciuto come uno dei capolavori della storia del cinema e pietra miliare della filmografia di Allen, il film ha ottenuto un enorme successo di critica e pubblico. Ai Premi Oscar 1978 si è aggiudicato quattro statuette, su cinque nomination, tra cui quelle per il miglior film, la miglior regia e la miglior attrice protagonista a Diane Keaton. Inserito dall'American Film Institute al quarto posto nella lista delle migliori commedie statunitensi di tutti i tempi, nel 1992 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Trama Il racconto prende avvio con Alvy, comico newyorkese di origini ebraiche, che si rivolge direttamente al pubblico per analizzare le ragioni del fallimento della sua relazione con Annie. Attraverso continui flashback, il protagonista ripercorre la propria infanzia a Brooklyn negli anni Quaranta, vissuta in una casa situata sotto le montagne russe di Coney Island, e segnata precocemente da ansie esistenziali e dalla convinzione che l'universo si stia espandendo. Vengono poi riassunti brevemente i suoi due precedenti matrimoni falliti: il primo con Allison, una giovane attivista politica, e il secondo con Robin, una colta e pretenziosa intellettuale newyorkese.

L'elemento centrale della vicenda è l'incontro tra Alvy e Annie Hall, un'aspirante cantante originaria del Midwest, spontanea, insicura e dall'abbigliamento androgino ed eccentrico. I due si conoscono dopo una partita a tennis organizzata dal comune amico Rob. Nonostante le evidenti differenze caratteriali e culturali — la nevrosi e l'intellettualismo ossessivo di Alvy contro la genuina ingenuità di Annie — tra i due nasce un'intensa storia d'amore.

Con il passare del tempo, Alvy incoraggia Annie a intraprendere un percorso d'analisi e a coltivare il suo talento canoro. Tuttavia, la convivenza comincia a incrinarsi a causa dell'incompatibilità caratteriale, delle incomprensioni nella sfera sessuale e dell'inclinazione di Alvy al controllo e alla gelosia.

La relazione subisce una svolta decisiva quando Annie cattura l'attenzione di Tony Lacey, un facoltoso produttore discografico di Los Angeles. Dopo una prima separazione e un breve tentativo di riconciliazione, i due si recano in California, ambiente che Alvy detesta profondamente per la sua superficialità. Annie decide infine di trasferirsi a Los Angeles per proseguire la sua carriera musicale e legarsi a Lacey, ponendo definitivamente fine alla storia con Alvy.

In seguito, Alvy tenta un ultimo e disperato viaggio per convincere Annie a sposarlo, ma la donna rifiuta. Tornato a New York, il protagonista elabora il dolore della separazione scrivendo la sua prima opera teatrale, nella quale modifica il finale reale facendo in modo che i due protagonisti rimangano insieme.

Nel finale, Alvy e Annie si incontrano casualmente a Upper West Side, a distanza di tempo dalla rottura. I due pranzano insieme come vecchi amici, rievocando i momenti trascorsi. Il film si chiude con una voce fuori campo di Alvy che riflette sulla natura irrazionale e dolorosa delle relazioni umane, concludendo che, nonostante tutte le sofferenze e le assurdità, l'amore rimane un'esperienza indispensabile.

Produzione Originariamente il film avrebbe dovuto chiamarsi Anedonia – termine usato in psicologia e psichiatria per indicare l'incapacità di un paziente a provare piacere, anche in circostanze e attività normalmente piacevoli come dormire, nutrirsi, copulare e avere contatti sociali –, ma tale titolo fu giudicato inappropriato Ralph Rosenblum e Robert Karen, When The Shooting Stops... The Cutting Begins: A Film Editor's Story, Da Capo Press, 1986, p. 289. ISBN 0-306-80272-4 e venne cambiato solo qualche settimana prima dell'uscita del film nelle sale.

Il primo montaggio del film durava quattro ore ed era incentrato sulla figura di Alvy, ma Allen lo modificò profondamente concentrandolo sulle parti che riguardavano la storia d'amore tra Alvy e Annie, facendolo divenire una "commedia romantica nevrotica".

Nel film Allen utilizza diverse tecniche cinematografiche, dallo split screen, ai sottotitoli che svelano agli spettatori i pensieri dei personaggi (ben diversi da ciò che stanno dicendo ad alta voce). Inoltre, qui per la prima volta Allen fa parlare i personaggi fuori campo, espediente che utilizzerà spesso nei suoi successivi film.

Cast Nella pellicola si segnala, in un piccolo ruolo, l'esordio sul grande schermo di un'ancora sconosciuta Sigourney Weaver, nei panni di una delle ragazze di Alvy Singer; fanno piccole apparizioni anche dei giovani Jeff Goldblum e John Glover, rispettivamente nei ruoli di un ragazzo al telefono, inquadrato per pochi secondi, e di uno dei precedenti spasimanti di Annie. Un emergente Christopher Walken interpreta infine il fratello di Annie.

È inoltre presente nel film un cameo del sociologo Marshall McLuhan, nei panni di sé stesso, e dello scrittore e drammaturgo Truman Capote, che interpreta «un uomo che sembra Truman Capote» – quest'ultima frase non presente nel doppiaggio italiano.

Accoglienza Gianni Rondolino, all'uscita del film nelle sale italiane, scriveva della satira di Allen che caratterizza il film «pur nei limiti della sua visione individualistica della realtà. [...] Io ed Annie, che è uno dei suoi film più riusciti e graffianti, nonostante una certa discontinuità strutturale e taluni compiacimenti formali, è la rappresentazione di un disagio esistenziale che, a differenza dei precedenti film di Allen (più evasivi), affonda le radici in una particolare situazione sociale».

Riconoscimenti 1978 - Premio Oscar Miglior film a Charles H. Joffe Migliore regia a Woody Allen Miglior attrice protagonista a Diane Keaton Miglior sceneggiatura originale a Woody Allen e Marshall Brickman Candidatura Miglior attore protagonista a Woody Allen 1978 - Golden Globe Miglior attrice in un film commedia o musicale a Diane Keaton Candidatura Miglior film commedia o musicale Candidatura Migliore regia a Woody Allen Candidatura Miglior attore in un film commedia o musicale a Woody Allen Candidatura Migliore sceneggiatura a Woody Allen e Marshall Brickman 1978 - Premio BAFTA Miglior film Migliore regia a Woody Allen Migliore attrice protagonista a Diane Keaton Migliore sceneggiatura a Woody Allen Miglior montaggio a Ralph Rosenblum e Wendy Greene Bricmont Candidatura Miglior attore protagonista a Woody Allen 1978 - Premio César Candidatura Miglior film straniero a Woody Allen 1977 - National Board of Review Awards Migliori dieci film Miglior attrice non protagonista a Diane Keaton 1978 - Kansas City Film Critics Circle Awards Miglior film Migliore regia a Woody Allen Migliore attrice protagonista a Diane Keaton 1977 - New York Film Critics Circle Award Miglior film Migliore regia a Woody Allen Miglior attrice protagonista a Diane Keaton Migliore sceneggiatura a Woody Allen e Marshall Brickman 1977 - Los Angeles Film Critics Association Award Migliore sceneggiatura a Woody Allen e Marshall Brickman 1978 - Bodil Award Miglior film non europeo a Woody Allen 1979 - Cinema Writers Circle Award Miglior film straniero 1978 - Directors Guild of America Migliore regia a Woody Allen, Robert Greenhut, Fred T. Gallo e Frederic B. Blankfein (Assistenti Registi) 1979 - Guild of German Art House Cinemas Miglior film straniero a Woody Allen 1977 - National Society of Film Critics Award Miglior film Miglior attrice protagonista a Dian Keaton Migliore sceneggiatura a Woody Allen e Marshall Brickman 1978 - Writers Guild of America Migliore sceneggiatura a Woody Allen e Marshall Brickman

Sequel Allen ha ammesso d'essere stato avvicinato più volte dalle case cinematografiche per realizzare un sequel di Io e Annie, ma dato il suo disinteresse verso il profitto tipico dello show-business di Hollywood, non volle svendere la sua opera e per questo continuò a rifiutare le proposte.

Nel 1995 ha parlato per la prima volta delle sue idee riguardanti un seguito, approfondendo i motivi dell'abbandono:Woody Allen; Stig Bjorkman, Woody Allen on Woody Allen, London, Faber and Faber, 2004, pp. 75-93.

Note

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