Figino SerenzaToponimo derivato dal latino figulinum = vasaio, operante con l'argilla. Cfr.: Ottavio Lurati, Toponymie et géologie, in Quaderni di semantica, anno XXIX, numero 2, dicembre 2008, 441. (semplicemente Figino fino al 1862; Figin in dialetto brianzolo, AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Como in Lombardia. I suoi abitanti sono chiamati figinesi (figinés in dialetto).
Situato nella parte meridionale della provincia, nella zona collinare a nord dell'area brianzola, confina a nord con il comune di Cantù, a sud con quello di Novedrate, a est con Mariano Comense e a ovest con Carimate.
Geografia fisica
Territorio
Il paese è situato nella parte meridionale della provincia di Como, all'interno della territorio della Brianza comasca, a 329 metri sul livello del mareMisura che si riferisce all'altitudine della collina principale di Figino Serenza. Si trova nella zona della cerchia collinare morenico-diluviale esterna prodotta dai residui della glaciazione denominata Riss, che si è andata a sovrapporre a precedenti depositi ghiaiosi ora fortemente cementati (nella terminologia geologica "Ceppo Lombardo"). Il terreno delle colline è caratterizzato da un suolo permeabile composto da sabbie e ghiaie. Vista l'incapacità del suolo di trattenere l'acqua, essa penetra per varie decine di metri finché non incontra uno strato impermeabile, sul quale scorre. Quando l'acqua ritorna a emergere si ha il fenomeno dei fontanili (o sorgive), molto diffusi nell'area agricola delle cascine. Numerose sono le falde acquifere presenti nel territorio, situate fra gli 80 e i 180 metri di profondità che hanno permesso lo sviluppo delle attività agricole e dell'allevamento dei bachi da seta.
Classificazione sismica: zona 4 (sismicità irrilevante), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003Fonte:
Idrografia Il principale corso d'acqua è il torrente Serenza, affluente del Seveso, il quale percorre l'omonima valle, attraversando l'intero territorio comunale che viene così tagliato in due parti, un tempo separate amministrativamente l'una dall'altra. Le sue sponde sono ripide e scoscese, rappresentate da due colline: ciò ha reso impossibile la nascita di nuclei abitativi nella Valle del Serenza anche se il torrente in passato ha rappresentato una notevole risorsa acquifera per gli abitanti di Figino Serenza, prima che venisse deturpata nel secondo dopoguerra dagli scarichi industriali non autorizzati. Altro corso d'acqua presente sul territorio comunale è il torrente Ramarino, corso d'acqua minore che scorre da est verso sud, proseguendo il suo tragitto nel territorio comunale di Mariano Comense.
Clima Classificazione climatica: zona E, 2537 GR/GFonte:
Secondo il Köppen climate classification, Figino Serenza ha un clima tipicamente Temperato Umido (Cfa), con temperature che vanno dai -5/+5 °C in gennaio ai +30/+35 °C in luglio.
Gli inverni sono freddi con gelate frequenti. Il fenomeno della nebbia è molto frequente tra gennaio e febbraio quando, in assenza di perturbazioni, avviene la condensazione del vapore acqueo e il perdurare dell'assenza della visibilità si ha nelle prime ore mattutine e dopo il tramonto, fino al giorno seguente. La ventilazione nel cuore della stagione invernale è praticamente assente; questo provoca un particolare addensamento delle polveri sottili e un peggioramento della qualità dell'aria. Quando i valori superano le soglie consentite, vengono presi dei provvedimenti dall'amministrazione comunale, insieme con gli altri comuni dell'area critica Como-Milano-Sempione, come il blocco programmato della circolazione automobilistica e la restrizione della circolazione ai soli veicoli catalizzati. Sporadiche sono le precipitazioni nevose e concentrate tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio. L'ultima nevicata di grandi dimensioni si è verificata tra il 6 e il 7 gennaio 2009.
Le estati sono calde e afose. Sempre più frequenti sono divenuti negli ultimi anni i fenomeni temporaleschi e le grandinate, molto temute soprattutto dagli agricoltori per la loro forza distruttrice, in grado di mettere a rischio i raccolti di un'intera annata. Il cuore della stagione calda si ha tra la metà di giugno e la metà di agosto. Il caldo è anticipato da intense precipitazioni e da basse temperature. Finita la stagione estiva, con l'avvento dell'autunno, tornano le piogge e le temperature incominciano a scendere.
Storia Le origini (300-1100) Le prime notizie certe riguardo alla storia del borgo brianzolo risalgono al 1000, documentabili con atti coevi risalenti al XIV secolo, anche se sono state scoperte nel 1877Corpus iscriptionum latinarium, consilio et auctoritate Accademiae litterarum regiae Borussicae editum Voluminis quinti, pars posterior Barolini apud Georgium Reinserum (1877) delle lapidi risalenti all'epoca della colonizzazione romana in cui vi erano incisi tre nomi: Quinto Veroccio Castrizio, Quinto Cornelio Treptonico e Minucio Creso. La struttura del "piccolo centro abitato" era quella tipica del vicus agricolo romano con poche famiglie dedite alla lavorazione dei campi di ricchi patrizi. In epoca successiva appartenne alla pieve di Galliano, sorta tra la seconda metà del V secolo e la prima metà del VI secolo. Con la conquista longobarda l'intero territorio dipese dapprima da Pavia e poi da Monza, mentre si andava formando il Contado della Martesana e il feudo generale di Canturio (Cantù). Nel periodo risalente al X secolo sulla sommità della collina sorgeva la casa della famiglia Figino, ricchi proprietari terrieri di origine milanese. La vita della comunità agricola ruotava attorno alla Chiesa di San Materno che fungeva da punto di convergenza fra i cascinali posti a ovest e a est. Tra l'anno 1000 e il 1100 vi fu un aumento della popolazione, attestato dall'abbattimento della vecchia chiesetta di San Materno e dall'elevazione della nuova sulla medesima area e dall'ampliamento del cimitero circostante.
Età medievale (1100-1499)
Verso la metà del XIV secolo per la prima volta appare dai documenti il nome Figino non più attribuito alla nobile famiglia milanese ma al paese della Brianza. Negli Statuti delle acque e delle strade del Contado di Milano fatti nel 1346 compare "el locho da Figino", una località della Pieve di Galliano, cui spetta la manutenzione della "strata da Niguarda"Fonte: Le istituzioni storiche del territorio lombardo (XIV – XIX secolo) - Como , Progetto Civita: Como, a cura della Regione Lombardia, Direzione generale cultura – Provincia di Como, Settore Cultura e Affari Generali, Milano, febbraio 2000. 184–186.. Durante quel periodo venne affidato a Pietro Figino, da parte del duca Gian Galeazzo Visconti, il compito di costruire a Milano un porticato coperto in occasione del suo matrimonio con Isabella di Valois che diventerà poi la sede del mercato della frutta o della verdura. Possiamo supporre quindi che la stessa famiglia impose al borgo il nome della propria casata o che più probabilmente gli stessi abitanti, volendo onorare Pietro Figino e non avendo risorse economiche per edificare monumenti in suo onore, decisero di attribuire all'insieme di case e cascine esistenti nel territorio canturino il nome "Figino". Nel 1475 l'intera pieve di Galliano passa dalle mani di Polidoro Sforza Visconti in quelle di Francesco Pietrasanta, membro di un ricco casato milanese.
Dominazioni francesi e spagnole (1499-1706) Ciò che meglio attesta il crescente numero degli abitanti è la costruzione di una cappella con funzione religiosa sulla sommità della collina, dedicata a San Michele, in una migliore dislocazione sul territorio nel 1501. Nei registri dell'estimo del ducato di Milano del 1558 e dei successivi aggiornamenti al XVIII secolo, Figino risulta ancora inserito all'interno della stessa pieveEstimo di Carlo V 1558, cartelle 20 e 21. dove ancora lo si ritrova nel 1644Relazione Opizzone, 1644.. Nel 1574 vi sono 383 abitantiI Liber Cronicon (1564-1616), Comune di Rozzago.. L'esistenza contadina, dettata dal cambio delle stagioni, incominciava con la semina e terminava coi grandi fuochi rituali dell'inverno e nessun fatto successivo a quegli anni potevano far supporre che la vita mutasse forma, ma ciò avvenne quasi inspiegabilmente. All'inizio del XIV secolo non appare più il nome dei Figino come proprietari del territorio, ora c'è quello dei Meraviglia della città di Como, che avevano acquistato un'ampia estensione di terreno per la coltura del gelso, pianta utilizzata per l'allevamento del baco da seta.
Nell'ottobre del 1606 il cardinale di Milano Federico Borromeo visita la parrocchia e annota la presenza di varie contrade e la costruzione di una nuova chiesa in cima a un colle. Tornerà nel 1616 per trovarla finalmente ultimata. Verso la metà del XVII secolo in paese appaiono due famiglie milanesi che divengono proprietarie di importanti estensioni di terreno: la famiglia Casnati e la famiglia Pozzobonelli. I Casnati acquistano la parte meridionale e occidentale del paese, coltivata a grano, segale, miglio, con vigne e gelsi mentre i Pozzobonelli quella orientale e settentrionale sulla bassa collina boscosa oltre il torrente Serenza, detta Rozzago, in cui nel frattempo si erano formati piccoli centri abitativi, il Castelletto e la Moja, già frazione con giurisdizione parrocchiale a Montesolaro di Carimate. La famiglia Pozzobonelli in Figino eresse un'importante dimora patrizia, una parte di essa ora recuperata dal comune: la Villa Ferranti. Residenza anche del cardinal Pozzobonelli di cui rimane vestigia del blasone sulla mura e luogo in cui non solo il casato villeggiava ma vide anche i propri natali.
Dominazione asburgica (1706-1797) Con decreto 1º febbraio 1725 nel compartimento territoriale della Lombardia Austriaca, Pieve di Galliano, distretto XI compare il comune di Figino con Rozzago. La fusione era stata già decisa l'anno precedente con dure reazioni da parte degli abitanti del piccolo centro frazionale che comprendeva, oltre all'abitato di Rozzago, i cascinali Moia, Bragianello, Castelletto, Barnicocca e Sant'Agata.
Nel 1751 l'abitato di Figino risultava essere inserito nel Ducato di Milano, nella pieve di Galliano e il territorio era costituito, oltre dal centro sviluppatosi intorno alla chiesa di San Michele, dalle cascine Boffalora di sotto, Boffalora di sopra, Bricola, Boncazio, Corno, Croce, Baslotello, Malpaga e CassinettaCompartimento territoriale specificante le cassine, 1751 - Ducato di Milano. Dalle risposte ai 45 quesiti, redatti dal Ducato di Milano, il paese risultava essere sotto il potere feudale del conte Antonio Pietrasanta ma i 480 abitanti figinesiRisposte ai 45 quesiti della giunta del censimento, Censimento generale dello Stato di Milano, 1750 non versavano alcun tributo nei suoi confronti mentre i 120 abitanti di Rozzago versavano il "dazio dell'imbottato". Il comune era sotto la giurisdizione di un podestà (pagato annualmente) ed era guidato da un sindaco, tre deputati e un console, senza limitazioni temporali. Il loro successore era decretrato tramite una pubblica elezione che si svolgeva nella piazza principale. Il comune aveva a sua disposizione un cancelliere stipendiato che doveva prendersi cura delle faccende burocratiche. Per la riscossione delle tasse e il pagamento delle spese vi era un unico esattore.