Biografia Primi anni a Torino Figlio dell'agente di commercio e volontario nella milizia per la sicurezza nazionale fascista Mario Volonté (già marciatore su Roma), di Saronno, e di Carolina Bianchi, detta Lina, di Milano, era il fratello minore dell'attore Gian Maria Volonté e nacque e crebbe a Torino. Con il padre incarcerato per crimini di guerra fino al 1954, crebbe da militante fanatico di estrema destra. Affiliato al Movimento Sociale Italiano fin dall'adolescenza, girava armato di coltello. Nel 1956, dopo che alcuni suoi camerati erano stati arrestati per la preparazione di un attentato contro il monumento ai caduti partigiani dell'eccidio del Colle del Lys, assieme a un camerata lanciò per rappresaglia una bottiglia Molotov contro l'ingresso di una sezione del Partito Comunista Italiano. Al processo affermò di essere andato a prostitute, venne per questo accusato anche di atti osceni, ma in virtù della minore età ebbe il perdono giudiziale.
Gli anni successivi a Trieste e Roma Nonostante il conflitto per la divergenza sulle idee politiche familiari (Claudio lo chiamava "traditore") fu proprio il fratello Gian Maria, che nel 1958 lo aveva portato con sé a Trieste, città nella quale stava svolgendo la propria carriera di attore teatrale, a farlo appassionare alla recitazione. Nel 1959 Gian Maria, avendo iniziato a Roma la carriera televisiva e cinematografica, lo portò con sé anche nella capitale. Qui Giulio Caradonna, segretario nazionale del Raggruppamento giovanile studenti e lavoratori, lo inserì nella direzione del Raggruppamento Sociale Repubblicano. Claudio ne divenne vice segretario assieme ad Antonio Masia. Era addetto ai rapporti con gli attivisti romani, soprattutto quelli di Avanguardia Nazionale, organizzazione alla quale si avvicinò stringendo amicizia con il leader Stefano Delle Chiaie. Nel frattempo si iscrisse all'Accademia nazionale d'arte drammatica, e il fratello Gian Maria, ex allievo, stese una lettera di raccomandazione recapitata in Accademia alla vigilia dell'esame di ammissione, a fine settembre. Nello stesso 1959 venne denunciato per un attentato dinamitardo a una sede romana del Partito Comunista Italiano.
Negli anni sessanta entrò a far parte del circolo culturale Letture Nuove, fondato dal fratello, ed iniziò una propria carriera televisiva. Nel 1965 venne nuovamente accusato di terrorismo, in relazione a un ordigno esploso in Vaticano mercoledì 17 febbraio a Porta Sant'Anna, distruggendo il cancello della Gendarmeria pontificia e mandando in frantumi diversi vetri degli edifici circostanti. Anche papa Paolo VI era stato svegliato di soprassalto dal botto. Prelevato in seguito a una denuncia e interrogato a lungo presso l'Ispettorato di pubblica sicurezza "Vaticano", affermò di aver passato la notte, dopo aver cenato in un ristorante di via Francesco Crispi, con la fidanzata attrice e modella Dominique Boschero, in un appartamento di via dei Lancellotti, nel non lontano rione Ponte, da dove entrambi avrebbero udito l'esplosione. La fidanzata confermò la versione, e il fratello Gian Maria garantì che le sue idee politiche erano mutate. L'accusa si basava sul fatto che tre sere prima la Polizia di Stato aveva fatto irruzione in massa in uno scantinato di via Belsiana sede del circolo Letture Nuove, dove il fratello e i membri della propria compagnia Teatro Scelta stavano recitando clandestinamente la pièce Il Vicario, del tedesco Rolf Hochhuth nella versione italiana di Carlo Cecchi, incentrata sui rapporti tra papa Pio XII e il nazionalsocialismo, proibita in quanto ritenuta contraria alle norme del concordato. Venne rilasciato dopo venti ore di interrogatorio.
Carriera cinematografica Iniziata la carriera cinematografica, Claudio si distinse soprattutto nel western all'italiana. Lavorò inoltre con i registi Antonio Margheriti e Mario Bava, abbandonando con gli anni settanta il suo pseudonimo. Al cinema lavorò con Lina Wertmüller in Tutto a posto e niente in ordine e, nel giugno 1974, con l'Istituto nazionale del dramma antico, fu Taltibio ne Le troiane, di Euripide, in scena al Teatro greco di Siracusa per la regia di Giuseppe Di Martino. Nel 1976 doppiò Gérard Depardieu in Novecento, di Bernardo Bertolucci. Lui e la moglie Verena si separarono nell'aprile 1977.
Carcere e suicidio Martedì 26 luglio, andando da lei a ritirare la figlia, fece all'ormai ex moglie la proposta di ritornare insieme, ma tanto insistentemente da originare un alterco. Dopo aver passato il pomeriggio con la figlia, avendole anche comprato un passeggino per una bambola, la sera alla chiusura della boutique di Verena Baer senza più la bambina iniziò a litigare vistosamente a Campo de' Fiori con lei, sempre cercando invano di convincerla a ritornare con lui, spostandosi poi nell'adiacente via dei Baullari. Era in stato di ebbrezza, tirava calci e pugni ed era armato di uno stiletto indiano, che agitava sulla donna avendola ferita lievemente alla schiena, al petto e a un braccio. Quando il ventisettenne elettricista di scena Vincenzo Mazza (calabrese di Lamezia Terme, conosciuto per aver partecipato al film Anna, di Alberto Grifi e Massimo Sarchielli, nel quale interpretava sé stesso), che conosceva entrambi, lì per caso in attesa della propria fidanzata insieme agli amici Marco Roselli e Antonio Berrettini (i quali si trattennero conoscendo la natura impetuosa del Volonté), intervenne assieme a due passanti afferrandogli un braccio per sedare la lite, venne ucciso con una stilettata al torace, vibrata dal Volonté girandosi di scatto. Mazza, con un polmone forato e perdendo molto sangue, mentre Volonté e la donna si dileguavano fece in tempo a tornare dagli amici premendosi la ferita, per poi perdere i sensi, Sopraggiunse anche la fidanzata Cristina De Gregorio, tenuta lontana dalla scena. Mazza venne portato all'Ospedale Santo Spirito in Saxia e operato d'urgenza, ma spirò attorno all'1.20.
Con su di lui un mandato di cattura per omicidio volontario, secondo una successiva inchiesta Volonté venne inizialmente protetto dall'attrice Carla Gravina, ex compagna del fratello, per poi darsi alla fuga. Dopo dieci giorni di latitanza passati anche dormendo all'aperto fuori Roma, l'attore accompagnato dai legali Nicola Lombardi, Carlo Patrizi e Paolo Falcone, si consegnò alla giustizia il mattino di venerdì 5 agosto attorno alle 9.15 alla Procura della Repubblica, dimostrando dolore, chiedendo comprensione e affermando anche con una lettera scritta che il tragico episodio era stato causato involontariamente. Dopo un interrogatorio di poco oltre tre ore, gli fu notificata l'accusa di omicidio volontario e venne trasferito in questura per le foto segnaletiche. Durante la successiva uscita per il trasferimento in carcere venne fotografato in manette per i quotidiani. Carla Gravina venne invece indagata per favoreggiamento personale.
Nel carcere di Regina Coeli Volonté si mostrò provato e depresso a causa dei sensi di colpa e del terrore di essere processato come omicida. Rifiutava persino l'ora d'aria e per questo i suoi avvocati chiesero dei compagni di cella che potessero comprendere la sua situazione, ottenendo dalla direzione la compagnia di tre detenuti già di sua conoscenza, e dei colloqui con una assistente sociale volontaria. Un giorno l'attore scrisse su un quaderno: "L'angoscia fa regredire la speranza. La punizione del carcere. Della paura. Dei rimpianti. Il ricordo di ciò che si è perduto ... Tutto ciò può essere vissuto anche in una chiave armonica. È necessario trovare la strada di una realtà alternativa. Spaziare con l'anima anche se il corpo è imprigionato."
Venerdì 16 dicembre tentò di ottenere un incontro con i suoi avvocati, che venne respinto. La sera poco dopo le 20, mentre i compagni di cella stavano cucinando si recò in bagno con uno strofinaccio da cucina, lo tagliò in varie strisce che intrecciò per comporre una fune, salì sul water e si impiccò alle sbarre di una finestrella, piegando le ginocchia e lasciandosi strozzare. Si suicidò così, a 38 anni. Non vedendolo tornare, un compagno di cella bussò alla porta, poi la aprì, trovandolo. Un infermiere gli praticò il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, ma inutilmente. Nell'apprendere la notizia, la madre venne colta da un collasso cardiaco. Subito partì una breve inchiesta del sostituto procuratore Mario Amato e lunedì 19 venne eseguita l'autopsia.
Vita privata Dalla relazione con Verena Baer, proprietaria di una boutique in Campo de' Fiori e in seguito attrice, ebbe la figlia Saba Maria Viva Volonté, nata a Rio de Janeiro il 6 settembre 1971. I due si sposarono nel 1972, e si stabilirono a Capena, dove lui aveva acquistato e fatto ristrutturare una casa a tre piani. Lui e la moglie Verena si separarono nell'aprile 1977.
Filmografia Attore Cinema Io la conoscevo bene, regia di Antonio Pietrangeli (1965) Svegliati e uccidi, regia di Carlo Lizzani (1966) Furia a Marrakech, regia di Mino Loy e Luciano Martino (1966) Il caso difficile del commissario Maigret (Maigret und sein größter Fall), regia di Alfred Weidenmann (1966) 10.000 dollari per un massacro, regia di Romolo Guerrieri (1967) Le Feu de Dieu, regia di Georges Combret (1967) John il bastardo, regia di Armando Crispino (1967) La lunga notte di Tombstone (Crónica de un atraco), regia di Jaime Jesus Balcazar (1968) Per 100.000 dollari t'ammazzo, regia di Giovanni Fago (1968) Joko - Invoca Dio... e muori, regia di Antonio Margheriti (1968) Giarrettiera Colt, regia di Gian Rocco (1968) Contronatura, regia di Antonio Margheriti (1969) La grande scrofa nera, regia di Filippo Ottoni (1971) Reazione a catena, regia di Mario Bava (1971) Tutto a posto e niente in ordine, regia di Lina Wertmüller (1974) Il tempo dell'inizio, regia di Luigi Di Gianni (1974) Faccia di spia, regia di Giuseppe Ferrara (1975)
Televisione Mastro Don Gesualdo, regia di Giacomo Vaccari – miniserie TV (1964) Vita di Michelangelo, regia di Silverio Blasi – miniserie TV (1964) L'inchiesta, regia di Gianni Amico – film TV (1971) Bernadette Devlin, regia di Silvio Maestranzi – film TV (1971) Alle origini della mafia, regia di Enzo Muzii – miniserie TV (1976) Tecnica di un colpo di stato: la marcia su Roma, regia di Silvio Maestranzi – miniserie TV (1978)
Doppiaggio Gérard Depardieu in Novecento
Teatro (parziale) Così è (se vi pare), regia di Giuseppe Di Martino. Teatro Stabile di Catania
Doppiatori italiani Nelle versioni in italiano delle opere in cui ha recitato, Claudio Volonté è stato doppiato da: Pino Locchi in 10.000 dollari per un massacro, Per 100.000 dollari t'ammazzo Aldo Giuffré in John il bastardo Massimo Turci in La lunga notte di Tombstone Luciano Melani in Joko - Invoca Dio...e muori Cesare Barbetti in Reazione a catena
Note
Voci correlate Carla Gravina Gian Maria Volonté
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