L'anaciclosi (in greco antico: ἀνακύκλωσις, anakýklōsis, "ciclo") è una teoria storiografica circa l'evoluzione ciclica dei regimi politici che, deteriorandosi man a mano, si susseguirebbero secondo un andamento circolare nel tempo e, quando giunti all'ultimo stadio, ritornerebbero alla forma iniziale di partenza riprendendone lo sviluppo.
Le forme di governo Per primo Erodoto, nel suo λόγος τριπολιτικόςλόγος τριπολιτικός, trasl. lògos trispolitikòs, cioè "discorso sulle tre forme di governo", letteralmente "discorso tripolitico" del Libro III delle Storie, identifica nella monarchia, nell'aristocrazia e nella democrazia le tre possibili forme del governo dello Stato e della loro degenerazione:
La degenerazione e l'evoluzione L'anaciclosi afferma che tre forme fondamentali di governo "benigno" (monarchia, aristocrazia e democrazia) sono intrinsecamente deboli e instabili, di solito tendono a degenerare rapidamente nelle tre forme fondamentali di governo "maligno" (tirannide, oligarchia e oclocraziaOclocrazia: dal greco antico ὄχλος = moltitudine, massa e κρατία = potere).
Secondo la teoria i governi "benigni" hanno a cuore gli interessi di tutti, mentre i governi "maligni" hanno a cuore gli interessi di pochi eletti. Tuttavia, tutti e sei i regimi sono considerati transitori perché, a causa della corruzione politica, i primi tre si trasformano rapidamente e sempre in quelli negativi.
Secondo Platone ed Aristotele infatti ogni forma di governo è destinata a corrompersi e a dar luogo necessariamente, dopo la caduta nella forma degenerata, alla successiva più evoluta; così dal regime monarchico si passa a quello aristocratico e da questo a quello democratico.
L'unico Stato che non ha obbedito a questa successione è Sparta, rimasta sempre fedele alla forma di governo istituita da Licurgo, sintesi di elementi monarchici (la diarchia), aristocratici (la gherusia), democratici (l'apella).
Così si esprime Domenico Fisichella al riguardo:
La teoria di Polibio Il greco Polibio dall'analisi della storia della Repubblica romana esposta nei 40 libri delle sue Storie, arrivò a formulare la teoria dell'anaciclosi.
Secondo lo storico le tre costituzioni fondamentali si possono sdoppiare in una benigna e in una maligna che si succedono involutivamente dalla migliore alla peggiore, come avviene nel ciclo biologico e in ottemperanza al principio di decadimento, per il quale ogni cosa prodotta dall'uomo è destinata a degenerare. La teoria di Polibio fu ripresa da Posidonio che nelle sue Storie dopo Polibio, in 52 libri, la estese a una "ciclicità cosmica" scandita dalle periodiche eluviones exustionesque terrarum (alluvioni e incendi della Terra) (in Cic.,De rupubl., VI, 21, 23)
Secondo Polibio l'ordine dell'evoluzione dei sei tipi di governo è il seguentePolibio, Storie, VI, 4-10, Teoria dell'anaciclosi: Monarchia: Lo Stato inizia con una forma di monarchia primitiva che progressivamente progredisce sotto la guida di un re autorevole e saggio, che agisce nell'interesse e a difesa dei suoi sudditi, dando vita alla virtù politica della "regalità". Tirannia (anche detta Tirannide): Quando il potere politico passa per successione ereditaria ai figli del re, questi, abusando dell'autorità per loro tornaconto, fanno sì che la monarchia degeneri in tirannide. Aristocrazia: Alcuni degli uomini più influenti e potenti dello Stato (i cosiddetti ἄριστοι, trasl. àristoi) si stancheranno alla fine degli abusi dei tiranni e li rovesceranno instaurando il regime della aristocrazia. Oligarchia: Proprio come è avvenuto per i successori dei re, quando il potere passerà ai discendenti degli aristocratici, questi inizieranno ad abusare della loro influenza, come i tiranni prima di loro, causando il declino dell'aristocrazia e l'inizio della "oligarchia". Ci sarà non più la "legge di uno" ma l'inizio della "legge da parte di pochi" che approfitteranno a loro vantaggio del potere. Democrazia: Gli oligarchi saranno quindi abbattuti dal popolo che instaurerà la democrazia, destinata anch'essa a degenerare quando curerà con "leggi alla rinfusa" solo gli interessi delle masse, trasformandosi in oclocrazia. Oclocrazia: Durante l'oclocrazia il popolo, danneggiato dal disordine politico e dalla corruzione, svilupperà il sentimento della giustizia e sarà spinto a credere nel populismo dei demagoghi che porteranno lo Stato al caos da cui si uscirà quando emergerà un unico, e a volte virtuoso, demagogo che instaurerà il potere assoluto dittatoriale riportando lo Stato alla monarchia.
Il "perfetto" regime romano Secondo Polibio, Roma, come Sparta, non sarebbe degenerata nel suo buon governo perché la sua costituzione si fondava sull'equilibrio delle tre forme politiche "benigne": il consolato, che rappresentava il potere monarchico, il Senato quello aristocratico ed infine i tribuni e l'istituzione dei concili della plebe quello democratico.
I consoli, come il monarca, comandano l'esercito e governano le spese di Roma (un'eccezione di rilievo all'autorità consolare è rappresentata dai tribuni della plebe). Il Senato è responsabile per la nomina e l'elezione dei consoli e dei censori ed è la forza trainante degli affari che si svolgono in città e in materia di politica estera. Naturalmente, tutto ciò non può avvenire senza la censura del popolo e nessuno si può insediare in qualunque carica senza il voto del popolo.
La teoria di Polibio sarà successivamente ripresa da Marco Tullio Cicerone nel suo De re publica.
Polibio in realtà analizzava le strutture esteriori delle magistrature trascurando e sottacendo la vera natura del potere romano dove le cariche pubbliche erano riservate agli aristocratici e ai plebei arricchiti, che tra il II e il I secolo a.C. finirono col costituire una vera e propria oligarchia che non fu sostituita da una democrazia, secondo quanto prevedeva la teoria dell'anaciclosi, ma da una particolare forma di monarchia-tirannia: l'Impero o Principato.D. Musti, Polibio e l'imperialismo romano, Napoli 1978
L'anaciclosi in Machiavelli
La teoria dell'anaciclosi «enorme fortuna [...] conobbe nel mondo antico e in età umanistico-rinascimentale»Giorgio Galli, Storia delle dottrine politiche, ed. Bruno Mondadori, 2000, p.26 con Machiavelli che conferma la visione circolare polibiana dei regimi politici ma vi introduce un elemento nuovo. Le variazioni infatti delle forme di governo avvengono «a caso tra gli uomini»Machiavelli, Discorsi I, 2.
Mentre allora il ciclo storico polibiano si svolgeva con la stessa necessità naturale di una legge biologica nella concezione di Machiavelli il caso permette di concepire una storia non rigidamente predeterminata.
Infatti, nonostante la forza e l'astuzia del Principe nel mantenere saldo il suo Stato, Niccolò Machiavelli ritiene che, per la teoria dell'anaciclosi, questo sia destinato a corrompersi: Ma il cerchio della storia può interrompersi:
Note
Voci correlate
Storie (Erodoto) La Repubblica (dialogo) Politica (Aristotele) Storie (Polibio)
Categoria:Teorie politiche Categoria:Terminologia della politica