Il Namárië (in quenya "Addio"), altrimenti conosciuto come Lamento di Galadriel, è una poesia in versi composta dallo scrittore e filologo J. R. R. Tolkien nella sua lingua artificiale quenya. Composto inizialmente nel 1931 è stato poi rimodellato dall'autore in occasione dell'uscita della sua opera più importante Il Signore degli Anelli.
Versione del Signore degli Anelli
Questa è la versione "ufficiale" e più conosciuta dell'opera. Contenuta all'interno del VIII capitolo, del secondo libro de La Compagnia dell'Anello è probabilmente il testo più famoso e studiato tra i vari testi redatti in quenya:
Versione originale dell'opera
La versione originale dell'opera redatta, come già detto nel 1931 è tuttavia in una forma incompleta e non pienamente matura della lingua, conosciuta generalmente come Qenya
In questa versione Tolkien per indicare le vocali lunghe utilizza i tradizionali macron al posto dei più utilizzati accenti acuti. Questa versione del Namárië è relativamente "frammentaria", diversa rispetto a quella "ufficiale" e scritta in un qenya primitivo e di difficile traduzione.
Altre versioni
Ad anni dalla morte dell'autore molti linguisti ed esperti si sono cimentati nella traduzione del Namárië nelle altre lingue ideate da Tolkien, in particolare sono state create le versioni in Sindarin e in Telerin.
Note
Bibliografia
John Ronald Reuel Tolkien, Christopher Tolkien, The Treason of Isengard, HarperCollins, 2002, ISBN 0-261-10220-6
Collegamenti esterni
Categoria:Quenya Categoria:Opere di J. R. R. Tolkien sulla Terra di Mezzo