Biografia

Figlio di Arnaldo, nasce in una famiglia di ingegneri e architetti di origine genovese, il cui capostipite è l'omonimo bisnonno Ignazio Gardella senior. Benché registrato all'anagrafe come Mario, a 18 anni sceglie di firmarsi Ignazio in onore del bisnonno.

Dal 1915 al 1923 frequenta il Regio Liceo Ginnasio Giovanni Berchet di Milano e stringe amicizia con il compagno di scuola Luchino Visconti, futuro regista teatrale e cinematograficohttp://www.liceoberchet.gov.it/storia/gardella/al_berchet.htm Ignazio Gardella al Berchet. Si laurea in ingegneria al Regio Istituto Tecnico Superiore (futuro Politecnico di Milano) nel 1928 e conseguirà la laurea in architettura nel 1949 allo IUAV, Istituto Universitario d'Architettura di Venezia.

Nel periodo universitario entrò in contatto con gli altri giovani protagonisti della scena milanese assieme ai quali prende parte attiva alla creazione del Movimento Moderno italiano.

La lunga attività professionale, che iniziò prima della laurea alla fine degli anni venti con il padre Arnaldo Gardella, produsse una gran quantità di progetti e realizzazioni, in particolare alcuni lavori di edilizia ospedaliera e assistenziale commissionati da Teresio Borsalino, figlio del fondatore dell'omonima azienda e prozio di Aura Usuelli, moglie di Ignazio Gardella dal 1933. Tra i primi edifici il Dispensario antitubercolare di Alessandria (1933-1938), considerato uno dei capolavori dell'architettura razionalista italiana. Prima della guerra si collocano anche alcune importanti partecipazioni a concorsi d'architettura, come quello per la costruzione della Casa del Fascio di Oleggio insieme all'architetto Luigi Vietti.

Nel dopoguerra Gardella riprese l'attività con pieno vigore producendo molte opere importanti e alcuni capolavori, come le case Borsalino per impiegati ad Alessandria (1952). Negli stessi anni fu protagonista dei maggiori momenti culturali, quali i CIAM (nel 1952 fondò con altri la sessione estiva di Venezia; nel 1959 partecipò al XI CIAM a Otterlo nei Paesi Bassi) e i primi congressi INU (il primo nel 1949).

La figura di Gardella rimase ai vertici dell'architettura italiana per tutti gli anni sessanta e settanta, con intensa attività professionale la cui importanza è testimoniata dalla presenza sulle maggiori riviste internazionali. Suo è il progetto del nuovo Palazzo di Giustizia della SpeziaRelazione sul progetto e fotografie nel sito del Tribunale della Spezia, che ospita anche un estratto della Rivista di architettura . Nell'ultimo periodo della sua vita Gardella, ormai tra i decani dell'architettura nazionale, produce ancora significativi progetti, come la Facoltà di Architettura di Genova (1975-1989), che lo pongono ancora in prima linea nel dibattito sull'architetturahttp://www.archi-via.it/ignazio-gardella/.

L'attività di Gardella ha avuto un ruolo determinante anche nel campo del design già dal 1947 quando, insieme a Luigi Caccia Dominioni e Corrado Corradi Dell'Acqua, fondò Azucena, la prima azienda italiana produttrice di oggetti d’arredo moderni. Gardella ha progettato vari elementi d'arredo.

Gardella svolse anche un'importante attività didattica, da quando nel 1949 venne invitato da Giuseppe Samonà a far parte dello staff dell'Istituto d'Architettura di Venezia. La carriera universitaria lo portò a essere nominato professore ordinario nel 1962 e si protrasse fino al 1975.

Il Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC) di Parma conserva un fondo dedicato a Ignazio Gardella, consistente in 32759 materiali progettuali (schizzi, disegni, disegni esecutivi, copie eliografiche, radex e materiali documentari) relativi a 974 progetti. La prima parte del fondo, pubblico e liberamente consultabile, consistente in 15 579 disegni esecutivi su lucido, proviene dallo studio di Ignazio Gardella ed è stato legalmente donato allo CSAC nel 1982. La seconda parte del fondo, depositata allo CSAC dal figlio architetto Jacopo Gardella e dagli altri eredi nel 2005, è in corso di donazione legale. Le lastre in vetro e triacetato sono consultabili sulle riproduzioni in b.n. stampate nel 2005. Un fondo Ignazio Gardella è anche conservato presso l’Archivio Storico Gardella a Oleggio (NO), di proprietà della famiglia. Il nucleo documentario più cospicuo è costituito dalla raccolta fotografica, che conta oltre 8.000 unità tra fotografie, negativi, provini, lastre e diapositive, testimonianza privilegiata della sua attività architettonica. Accanto alla documentazione progettuale, l’archivio comprende scritti autografi, materiale didattico e amministrativo, corrispondenza e una raccolta completa della rassegna stampa.

Antonio Monestiroli ha condotto una lunga intervista con Gardella nel 1995, pochi anni prima della morte dell'architetto. L'intervista è stata poi interamente pubblicata da Monestiroli nel volume "L'architettura secondo Gardella".

Ignazio Gardella muore a Oleggio nel 1999.

Opere e progetti

1928-1938 Sanatorio Vittorio Emanuele III, Alessandria (con Luigi Martini) 1929-1934 Chiesa del Sanatorio Vittorio Emanuele III, Alessandria 1933-1936 Ampliamento della Villa Borletti a Milano 1933-1938 Dispensario antitubercolare di Alessandria 1933-1938 Laboratorio Provinciale di Igiene e Profilassi, Alessandria 1934 Concorso per una Torre Littoria in piazza del Duomo, Milano (non realizzato) 1938 Progetto urbanistico Milano Verde per il quartiere Sempione-Fiera (con Franco Albini, Giulio Minoletti, Giuseppe Pagano, Giancarlo Palanti, Giacomo Prevadal, Giovanni Romano) 1944-1946 Casa Barbieri, detta Casa del viticoltore, Castana 1947-1953 Casa Tognella, detta Casa al Parco, Milano (con Enrico Ghiringhelli) 1947-1954 Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano (PAC) (ristrutturata dallo stesso architetto - con il figlio Jacopo Gardella - nel 1996 dopo l'attentato del 1993) 1948-1952 Case Borsalino ad Alessandria 1949-1954 Condominio ai Giardini d'Ercole in via Marchiondi, Milano (con Anna Castelli Ferrieri e Roberto Menghi) 1949-1956 Taglieria del pelo Borsalino, Alessandria 1950-1952 Quartiere IACP Mangiagalli, Milano (con Franco Albini) 1951-1953 Villa Baletti, Lesa 1953-54 Casa di via Trotti ad Alessandria 1953-57 Padiglione pediatrico dell'ospedale infantile Cesare Arrigo ad Alessandria 1953-56 Sale dei Primitivi e del Primo Rinascimento fiorentino alla Galleria degli Uffizi (con Carlo Scarpa e Giovanni Michelucci) 1953-1958 Casa Cicogna, detta Casa alle Zattere, Venezia 1953-1959 Mensa aziendale Olivetti nel complesso industriale di Ivrea 1954-1963 Chiesa ed edifici parrocchiali nel quartiere INA-Casa, Cesate (con Anna Castelli Ferrieri) 1958-1960 Centrale idroelettrica di Pontesei, Val di Zoldo 1958-1963 Padiglione dell'Agricoltura alla Fiera Campionaria, Milano (demolito nel 2025) 1962-1966 Chiesa di Sant'Enrico e complesso parrocchiale a Bolgiano (Metanopoli), San Donato Milanese 1962-1966 Complesso residenziale e commerciale al Porto, Punta Ala (GR) 1962-1969 Chiesa di San Nicolao della Flue e centro religioso al quartiere Forlanini, Milano 1963-1966 Istituto tecnico industriale statale Alessandro Volta ad Alessandria 1963-1994 Palazzo di Giustizia della Spezia. 1967-1976 Chiesa e complesso parrocchiale di San Giovanni Apoastolo, Gela 1968-1972 Edificio residenziale, Via Zara 38, Genova 1968-1974 Palazzo per gli Uffici tecnici Alfa Romeo, Arese (con Anna Castelli Ferrieri e Jacopo Gardella) 1969 Progetto per il nuovo Teatro Civico, Vicenza 1969-1976 Piano particolareggiato della zona di San Donato e San Silvestro, Genova (con Silvano Larini, Jacopo Gardella, Daniele Vitale, Giuliano Nardi) 1975-1989 Facoltà di Architettura di Genova. 1981-1990 Ricostruzione del Teatro Carlo Felice, Genova (con Aldo Rossi, Fabio Reinhart e Angelo Sibilla) 1987- Complesso Agorà, Alessandria (Con F. Nonis e Jacopo Gardella)\ 1983-2001 Stazione ferroviaria di Lambrate, Milano (con Jacopo Gardella, Mario Valle Engineering) 1985-2002 Catena di supermercati Esselunga compreso il supermercato Esselunga di Alessandria (con J. Gardella e Fabio Nonis) 1991-1993 Palazzo Esselunga a Sesto Fiorentino 1993-1998 Centro commerciale, direzionale e amministrativo, Biella (con Jacopo Gardella, Fabio Nonis, Carlo Alberto Maggiore, Clara Martinato)

Riconoscimenti 1955 – Premio nazionale Olivetti per l'Architettura 1996 – Leone d'oro alla carriera alla Mostra internazionale di architettura di Venezia (Biennale di Venezia) Membro onorario del RIBA (Royal Institute of British Architects) Membro dell'Accademia nazionale di San Luca Socio onorario dell'Accademia di belle arti di Brera

Onorificenze

Note

Bibliografia Ignazio Gardella, Concorso a Brescia per il monumento ai caduti della lotta partigiana e alle vittime di Piazza della Loggia [Relazione di progetto], in "Controspazio", nn. 1-6, gennaio-dicembre 1980. Alberto Samonà, Ignazio Gardella e il professionismo italiano, Officina, Roma 1981. AA. VV. a cura di Marco Porta, L'architettura di Ignazio Gardella, presentazione di Giulio Carlo Argan; saggio introduttivo di Roberto Gabetti; testimonianze di Franco Purini, ... (e altri), Milano, Etas libri, 1985. Paolo Zermani, Ignazio Gardella, Laterza, Roma-Bari 1991. AA. VV. a cura di Franco Buzzi Ceriani, Ignazio Gardella progetti e architetture 1933-1990, Venezia, Marsilio 1992. Maria Cristina Loi, Angelo Lorenzi, Carlo Alberto Maggiore, Fabio Nonis, Simona Riva (a cura di), Ignazio Gardella. Architetture, Electa, Milano 1998. ISBN 88-435-6819-1 Rafael Bescòs, Carlo Alberto Maggiore (a cura di), "Ignazio Gardella (1905-1999). Arquitectura a través de un siglo", Electa España, Madrid 1999. ISBN 84-8156-245-9 Stefano Guidarini, Ignazio Gardella nell'architettura italiana. Opere 1929-1999, Skira, Milano 2002. Alberto Ballerino (a cura di), 80 anni di storia alessandrina - 1925-2005, Il Piccolo, Alessandria 2005. Andrea Di Franco, Massimiliano Roca, Ignazio Gardella, Dispensario antitubercolare ad Alessandria, Alinea, Firenze 2005. Antonio Monestiroli, Ignazio Gardella, Electa, Milano 2009. Alessio Palandri, BBPR, Franco Albini e Franca Helg, Ignazio Gardella. Tre architetture in Toscana, Edizioni Diabasis, Parma 2016. ISBN 978-88-8103-852-7 Silvano Brandi, Ignazio Gardella a Ivrea. La Mensa e il Centro Ricreativo Olivetti, Edizioni di Comunità, Roma-Ivrea 2020. Carlo Alberto Maggiore, Chiesa di Sant’Enrico (1961-65) di Ignazio Gardella, in Marco Biraghi, Adriana Granato (a cura di), L’architettura di Milano dal secondo dopoguerra a oggi. La città scritta dagli architetti, Hoepli Editore, Milano 2021, pp. 468–46. ISBN 978-88-360-0611-3 Giuseppe Cosentino, Paesaggi interni. BBPR, Albini e Helg, Gardella. I negozi Olivetti a New York, Parigi e Düsseldorf, Edizioni Diabasis, Parma 2022, pp. 110-141. ISBN 9791255160144

Altri progetti

Collegamenti esterni

pagina monografica del sito del Liceo Berchet, di cui Gardella fu studente

Categoria:Architetti razionalisti

Categoria:Studenti del Politecnico di Milano Categoria:Studenti dell'Università IUAV di Venezia Categoria:Persone legate alla Olivetti Categoria:Professori dell'Università IUAV di Venezia