Preghiera ebraica (, tefilláh; plurale , tefillót; in yiddish תּפֿלה tfíle, plurale תּפֿלות tfíllosin lingua inglese è talvolta utilizzato anche il neologismo davening, dallo yiddish דאַוונען, davnen, 'pregare') indica la recitazione di testi eucologici che formano parte dell'osservanza e pratica dell'ebraismo. Tali testi, spesso con istruzioni e commentario, si trovano sia nel siddur, il libro con le preghiere ebraiche per i giorni feriali e lo Shabbat che nel machzor con le preghiere dei giorni festivi.
Grazie alla tradizione tre funzioni di preghiere sono recitate quotidianamente: Shacharit o Shaharit (שַחֲרִת), dall'ebraico: shachar o shahar (שַחָר) "luce mattutina"; Mincha o Minha (מִנְחָה), le preghiere pomeridiane chiamate col nome dell'offerta di farina che accompagnava i sacrifici del Tempio di Gerusalemme; Arvit (עַרְבִית) o Ma'ariv (מַעֲרִיב), "vespro"; Preghiere aggiuntive: Musaf (מוּסָף, "aggiunta") sono recitate dalle congregazioni di ebrei ortodossi e conservatori nello Shabbat e durante le principali Festività ebraiche (incluse Chol HaMoed) e Rosh Chodesh. Un quinto servizio di preghiera, il Ne'ilah (נְעִילָה, "chiusura"), viene recitato solo alla fine del Yom Kippur, il Giorno dell'Espiazione.
Secondo il Talmud, la preghiera è un comandamento biblicoTrattato Tanit 2a, con riferimento a : "...Amando il Signore vostro Dio e servendolo con tutto il cuore." ed il Talmud fornisce due ragioni perché ci siano tre preghiere basilari: per ricordare i sacrifici quotidiani al Tempio di Gerusalemme; ciascuno dei Patriarchi ha istituito una preghiera: Abramo il mattino, Isacco il pomeriggio e Giacobbe la sera.Trattato Berachoth 26b: il sacrificio Tamid della mattina , il Tamid del pomeriggio, e l'arsura notturna dell'offerta pomeridiana. Quest'ultima tesi è sostenuta da citazioni bibliche che indicano che i Patriarchi pregavano nei tempi menzionati. Tuttavia anche secondo questo punto di vista i tempi esatti quando i servizi venivano svolti e l'intero concetto di una funzione mussaf si basano ancora sui sacrifici. Viene fatta distinzione tra la preghiera individuale e la preghiera comune che richiede un quorum noto come minian ed è preferibile in quanto consente l'inclusione di preghiere che altrimenti dovrebbero essere omesse.
Maimonide (1135–1204 e.v.) racconta che fino all'Esilio babilonese (586 a.e.v.), tutti gli ebrei componevano le loro proprie preghiere ma in seguito i saggi della Grande Assemblea formularono le parti principali del siddur.Mishneh Torah, "Leggi della Preghiera" 01:04. Studi moderni risalenti al movimento "Wissenschaft des Judentums"Wissenschaft des Judentums ("Studi Ebraici" o "Studi Giudaici" in tedesco), si riferisce al movimento tedesco del XIX secolo che si era prefisso di esaminare criticamente la cultura e letteratura ebraiche, inclusa la letteratura rabbinica, usando metodi scientifici per analizzare le origini delle tradizioni ebraiche. della Germania del XIX secolo, come anche le analisi testuali recentemente influenzate dalla scoperta dei Manoscritti del Mar Morto, suggeriscono che esistevano in quel periodo "formule liturgiche di carattere comunitario dedicate ad occasioni particolari e condotte in un centro totalmente indipendente da Gerusalemme e dal Tempio, e che facevano uso di terminologia e di concetti teologici che divennero poi dominanti nella preghiera ebraica e, in alcuni casi, in quella cristiana". Il linguaggio di tali preghiere, mentre chiaramente risalente al periodo del Secondo Tempio (516 a.e.v.–70 e.v.), spesso usa un idioma biblico. I libri di preghiera ebraici emersero durante l'inizio del Medioevo, durante il periodo dei Gheonim di Babilonia (VI–XI secolo e.v.)
Nel corso degli ultimi duemila anni sono emerse variazioni nell'ambito delle tradizionali liturgie (Minhag) delle varie comunità ebraiche come quella ashkenazita, sefardita, yemenita, chassidica, ed altre – tuttavia le divergenze sono minori rispetto alle convergenze. La maggior parte della liturgia ebraica viene cantata o cantilenata con melodie tradizionali o cantillazioni. Le sinagoghe possono designare o impiegare uno chazzan (cantore) professionista o laico, al fine di guidare la congregazione nella preghiera, in particolare durante lo Shabbat e/o le Festività ebraiche.
Origine e storia della preghiera ebraica
Origine biblica Secondo il Talmud (Trattato Taanit 2a) la preghiera è un comandamento biblico: "Servirai Dio con tutto il tuo cuore. (Deuteronomio ) Quale servizio è effettuato con il cuore? La preghiera." Le preghiere sono quindi chiamate Avodah sheba-Lev ("Servizio che risiede nel cuore"). Il rinomato rabbino Maimonide similmente codifica la preghiera come comando biblico,Mishneh Torah, "Leggi della Preghiera" 1:1. non il numero e i tempi delle preghiere.
Il Talmud (Trattato Berachoth 26b) fornisce due ragioni per l'esistenza di tre preghiere basilari: Ogni servizio (liturgico) era stato istituito in parallelo con un atto sacrificale al Tempio di Gerusalemme: l'offerta (korban) Tamid mattutina, il Tamid pomeridiano e la bruciatura notturna di quest'ultima offerta. Secondo Rabbi Jose bar Hanina, ognuno dei Patriarchi aveva istituito una singola preghiera: Abramo quella della mattino, Isacco quella del pomeriggio e Giacobbe quella serale. Questa tradizione è comprovata dalle citazioni bibliche che dimostrano che i Patriarchi pregavano nei tempi menzionati. Comunque, anche secondo questa opinione, i tempi precisi di quando i servizi venivano officiati, come anche l'intero concetto del servizio mussaf, sono sempre basati sui sacrifici.
Ulteriori riferimenti biblici suggeriscono che Re David e il profeta Daniele pregavano tre volte al giorno. Nel Libro dei Salmi, David afferma: "Di sera, al mattino, a mezzogiorno mi lamento e sospiro ed egli ascolta la mia voce" (); nel Libro di Daniele: "Le finestre della sua stanza si aprivano verso Gerusalemme e tre volte al giorno si metteva in ginocchio a pregare e lodava il suo Dio, come era solito fare anche prima." ().
L'ebraismo ortodosso considera halakhah (legge ebraica) il requisito che gli uomini ebrei preghino tre volte al giorno e quattro volte nel giorno del Shabbat e delle Festività ebraiche principali, cinque volte per lo Yom Kippur. Le donne ebree ortodosse devono pregare quotidianamente ma senza un tempo specifico, mentre il sistema di preghiera quotidiana multipla viene considerato facoltativo.Tale opinione si basa sulle considerazioni di Maimonide già citate sopra. Anche l'ebraismo conservatore reputa obbligatorio il sistema halakhico dei servizi quotidiani multipli. Dal 2002, le donne ebree conservatrici assumono come obbligazione comunitaria di pregare con le stesse preghiere degli uomini. Le congregazioni dell'ebraismo riformato e dell'ebraismo ricostruzionista non considerano l‘halakhah vincolante e quindi reputano i tempi opportuni di preghiera come una decisione spirituale personale piuttosto che un requisito religioso.
Testo e lingua
Secondo l'Halakhah tutte le preghiere individuali e quasi tutte le preghiere comunitarie si possono dire in qualsiasi lingua l'orante capisca. Ad esempio la Mishnah afferma che lo Shemà non deve necessariamente essere detto in ebraicoBerakhot 2:3 Un elenco di preghiere che devono essere dette in ebraico è indicato nella Mishnah,Sotah 7:2 e tra queste solo la Benedizione sacerdotale,Attualmente si usa la Benedizione sacerdotale, (; traslitt.: Birkat Kohanim), nota in ebraico anche come Nesiat Kapayim, (lett. alzando le mani), o Dukhanen (dallo yiddish: dukhan - piattaforma - poiché la benedizione viene impartita da un podio rialzato). siccome le altre sono preghiere che devono essere dette solo nel Tempio di Gerusalemme, da un sacerdote (Kohen), o da un re regnante.
Nonostante questo, la tradizione di tutte le sinagoghe ortodosse è quella di utilizzare l'ebraico per tutte le preghiere, tranne poche, tra cui il Kaddish, che è sempre detto in aramaico, i sermoni e le istruzioni, per le quali viene utilizzata la lingua locale. In altre correnti dell'ebraismo vi è una notevole variabilità: le comunità sefardite possono usare il giudeo-spagnolo o il portoghese per molte preghiere; le sinagoghe conservatrici tendono ad utilizzare la lingua locale in misura diversa; in alcune sinagoghe riformate quasi l'intero servizio può essere recitato nella lingua locale.
Maimonide (Mishneh Torah, "Leggi della Preghiera" 1:4) scrive che fino all'Esilio babilonese tutti gli ebrei componevano le loro personali preghiere. Però, dopo l'esilio, i saggi del tempo (uniti nella "Grande Assemblea") capirono che le attitudini della gente erano insufficienti per continuare tale pratica e composero quindi le porzioni principali del siddur, come la Amidah. Le origini delle preghiera ebraica moderna si ritrovano nel periodo dei Tannaim (vedi cronologia a fine pagina), "dalle loro tradizioni, poi messe per iscritto, veniamo a sapere che la generazione dei rabbini attivi al momento della distruzione del Secondo Tempio (70 e.v.) assegnarono alla preghiera ebraica la sua struttura e, almeno in forma schematica, il suo contenuto." Questa liturgia includeva una recitazione dello Shemà due volte al giorno, la Amidah, o Shemoneh Esrei, tra cui 18 benedizioni recitate più volte al giorno, e la lettura pubblica della Tōrāh a porzioni. I libri di preghiere più antichi risalgono al tempo dei Gheonim di Babilonia, "alcuni furono composti da autorevoli studiosi rabbinici su richiesta di lontane comunità in cerca di un testo autorevole di preghiere per uso quotidiano, per lo Shabbat e per i giorni festivi."
La lingua delle preghiere, pur essendo chiaramente del periodo del Secondo Tempio, utilizza spesso il linguaggio biblico e secondo alcune autorità non avrebbe termini rabbinici o mishnaici, a parte le sezioni della Mishnah che sono presenti nel testo.Seligman Baer, Siddur Avodath Yisrael.
Nel corso degli ultimi duemila anni le varie hanno apportato piccole variazioni nella liturgia tradizionale (Minhag) tra le diverse comunità, con ogni comunità che mantiene consuetudini liturgiche leggermente diverse. La differenza principale sussiste tra liturgie ashkenazite e sefardite, anche se esistono altre comunità (per es. gli ebrei yemeniti e i chassidim) che hanno abitudini diverse, preghiere varianti o speciali – ma le differenze sono molto minori rispetto ai punti in comune.
Il Siddur
Le prime e più antiche parti della preghiera ebraica sono lo Shema Israel ("Ascolta Israele") (Deuteronomio et seq.) e la Benedizione Sacerdotale (Libro dei Numeri ), che sono nella Tōrāh. Un insieme di diciotto (attualmente diciannove) benedizioni chiamate Shemoneh Esreh, o la Amidah (ebraico "[preghiera] in piedi"), è tradizionalmente attribuita alla Grande AssembleaLa Grande Assemblea () o Anshei Knesset HaGedolah (אַנְשֵׁי כְּנֶסֶת הַגְּדוֹלָה, "Gli Uomini della Grande Assemblea"), nota anche come Grande Sinagoga, secondo la tradizione ebraica, era un'assemblea di 120 scribi, saggi e profeti, nel periodo dalla fine dei profeti biblici al tempo dello sviluppo dell'ebraismo rabbinico, segnando un passaggio da un'era di profeti ad un'era di rabbini. Vissero in un lasso di tempo di circa due secoli, terminato alla fine dell'anno 70 e.v.. Cfr. . nel tempo di Esdra, alla fine del periodo biblico.
Il nome Shemoneh Esreh, letteralmente "diciotto", è un anacronismo storico dal momento che ora contiene diciannove benedizioni. Fu solo verso la fine del Secondo Tempio che le diciotto preghiere dell'Amidah settimanale si sono uniformate. Ma anche a quel tempo la loro formulazione precisa ed il loro ordine non erano stati ancora fissati e variavano da luogo a luogo.