La Porta bronzea è un'antica porta di bronzo eseguita da Guglielmo Monaco nel XV secolo ed esposta presso l'ingresso del Maschio Angioino di Napoli.

Storia e descrizione L'opera fu commissionata da Ferrante d'Aragona per rimembrare la vittoria avvenuta pochi anni prima su Giovanni d'Angiò ed i baroni ribelli. Questa porta, decorata con motivi rinascimentali, narra tre eventi cardine della stessa guerra attraverso i sei quadranti che la costituiscono (due per ogni evento), illustrati da distici latini.

La disposizione dei quadranti, stranamente, non segue la scansione temporale degli eventi, il che influisce sulla corretta lettura delle diverse scene, che viste dall'alto verso il basso, procedendo in orizzontale dal battente destro a quello sinistro, rispettano quest'ordine: Il primo quadrante mostra l'incontro tra re Ferrante e Marino Marzano alla Torricella, nei pressi di Teano, avvenuto il 29 maggio 1460: "PRINCEPS CVM IACOBO CVM DIOFEBO QVEM DOLOSE/ VT REGEM PERMANT COLLOQVIVM SIMVLANT"Il re è rappresentato frontalmente, a cavallo, mentre discute col cognato Marino Marzano, duca di Sessa e principe di Rossano, Giacomo Montagano e Deifobo dell'Anguillara. ; Il secondo quadrante raffigura re Ferrante che vanifica l'agguato tesogli alla Torricella: "HOS REX MARTIPOTENS ANIMOSIOR HECTORE CLARO/ SENSIT VT INSIDIAS ENSE MICANTE FVGAT"Il re, di spalle, resosi conto delle reali intenzioni dei tre, sguaina la spada e li affronta valorosamente, mentre sulla sinistra si scorgono due cavalieri che corrono in suo aiuto (forse il conte Giovanni Ventimiglia e Gregorio Coreglia). Il terzo quadrante rappresenta la presa di Troia, che si arrese il 21 agosto del 1462: "TROIA DEDIT NOSTRO REQVIEM FINEMQ(VE) LABORI/ IN QVA HOSTEM FVDI FORTITER AC PEPVLI"Al centro del pannello c'è una mischia tra cavalieri e fanti dei due eserciti nemici, mentre dal basso si snoda una colonna di cavalieri e fanti aragonesi, con in primo piano probabilmente Alfonso, duca di Calabria, che sale una montagna in direzione di Troia. In alto è effigiato il re Ferrante che assiste all'ingresso della sua avanguardia nella città, che si staglia sullo sfondo con le sue poderose fortificazioni.; Il quarto quadrante illustra la battaglia di Troia sulle rive del torrente Sannoro, combattuta il 18 agosto del 1462: "HOSTEM TROIANIS FERNANDVS VICIT IN ARVIS/ SICVT POMPEVM CESAR IN EHACTIS"L'esercito angioino schierato sulla riva destra del torrente fronteggia re Ferrante e le sue truppe, mentre sullo sfondo si vedono gli aragonesi che attraversano un ponte all'inseguimento degli angioini, ormai in rotta verso Troia.; Il quinto quadrante descrive la ritirata degli Angioini da Accadia verso Troia: "HINC TROIAM VERSVS MAGNO CONCVSSA TIMORE/ CASTRA MOVENT HOSTES NE SVBITO PEREANT"In alto si vedono i fanti angioini che smontano l'accampamento presso Accadia e caricano i bagagli, mentre l'esercito, col duca Giovanni in primo piano, si incolonna in ordine di ritirata con in testa i trombettieri.; Il sesto quadrante, infine, narra la presa di Accadia, avvenuta il 9 agosto del 1462: "AQVA DIA FORTEM CEPIT REX FORTIOR VRBEM/ ANDEGAVOS PELLENS VIRIBVS EXIMII"Nella parte superiore si vede su un monte scosceso la città fortificata di Accadia, con una torre ormai danneggiata dai colpi di artiglieria e una vistosa breccia nelle mura, attraversata da una numerosa colonna di fanti e cavalieri aragonesi. .

Disponendo i quadranti secondo la cronologia degli eventi, abbiamo la sequenza corretta: primo, secondo, sesto, quinto, quarto e terzo quadrante.

Nel quinto quadrante è interessante notare lo squarcio e la palla rimasta incastonata dentro la porta. L'ipotesi più accreditata è che tale porta facesse parte del bottino di guerra che Carlo VIII caricò su una nave per portarlo in Francia. Durante il viaggio, però, egli fu coinvolto in una battaglia con le flotti genovesi, venendo sconfitto. Durante lo scontro, la porta, che molto probabilmente era posta sulla tolda della nave, venne colpita accidentalmente da una cannonata che vi si conficcò all'interno.

I genovesi riuscirono così a sconfiggere Carlo VIII ed a conquistare il bottino che, nel 1495 avrebbero poi rispedito a Napoli.

Note

Bibliografia G. Ruggiero, I castelli di Napoli, Roma, 1995.

Voci correlate Maschio Angioino

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