I rapporti tra cristianesimo ed ebraismo sono spesso stati oggetto di dibattito; sebbene entrambe le religioni condividano radici storiche nel periodo del Secondo Tempio, queste stesse religioni si sono separate, con profondi cambiamenti, nei primi secoli dell'era volgare.
Elementi fondamentali Il cristianesimo si basa sulla corretta professione di fede (od ortodossia), concentrandosi principalmente sul Nuovo Testamento che il Dio Trino cristiano ha stabilito tramite Gesù. L'ebraismo pone enfasi sulla "giusta condotta ", concentrandosi principalmente su come ottemperare l'alleanza mosaica che il Dio unico di Israele, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, ha fatto con gli Israeliti, come scritto nella Tōrāh e nel Talmud.
In altre parole, i cristiani ricercano una salvezza (o redenzione) "individuale" tramite il ravvedimento da una vita di peccato e l'accettazione di Gesù Cristo come loro unico Salvatore, per grazia e nella fede; in molte confessioni del cristianesimo anche i rituali e i sacramenti acquisiscono un ruolo centrale come espressioni della Nuova Alleanza con Dio. Gli ebrei, invece, partecipano individualmente e collettivamente ad un dialogo eterno col Dio di Israele tramite la tradizione, i rituali, le preghiere e le azioni etiche che esprimono l'alleanza del loro popolo con Dio.
La corrente principale del cristianesimo adora la Trinità (il Dio uno e trino), e afferma che Dio abbia assunto la condizione umana nella persona di Gesù Cristo. L'ebraismo proclama - da 4000 anni fino ad oggi - l'unità di Dio, e rifiuta in assoluto - da quando è nato il cristianesimo o almeno dalle sue prime formulazioni dogmatiche vincolanti - l'idea di un Dio che assuma la natura umana.
Auto-identificazione
La Torah (letteralmente "insegnamento"), sia scritta sia orale, racconta la storia dell'Alleanza tra Dio e il popolo ebraico, e fornisce agli ebrei i termini di questo patto. La Torah orale, in particolare, è la guida principale per rispettare tali termini, come espresso nel trattato talmudico Gittin 60b, "il Santo, benedetto Egli sia, non ha fatto la Sua alleanza con Israele se non in virtù della Legge orale",Scritto del Rabbino Capo del Commonwealth delle nazioni, rabbi Immanuel Jakobovits nell'Introduzione a Schimmel, H. Chaim, The Oral Law: A study of the rabbinic contribution to Torah she-be-al-peh, II ed., Feldheim Publishers, New York, 1996 per aiutarli ad imparare a vivere una vita santa e di portare la santità, la pace e l'amore nel mondo e in ogni parte della vita, in modo che la vita possa essere elevata ai più alti livelli di Qedushah, inizialmente attraverso lo studio e la pratica della Torah, e dopo la distruzione del Secondo Tempio, attraverso la preghiera come viene espressa nel Trattato Sotah 49a "Dalla distruzione del Tempio, ogni giorno è più maledetto di quello precedente, e l'esistenza del mondo è assicurata solo dalla Kedushà ... e dalle parole pronunciate dopo lo studio della Torah."Jacobs, Louis, God, su Arthur A. Cohen, Paul Mendes-Flohr, 20th Century Jewish Religious Thought: Original Essays on Critical Concepts, Jewish Publication Society, 2009, p. 394 citato da Elie Munk. The World of Prayer 1 (1961), p. 182. Dopo l'adozione della Amidah, il riconoscimento di Dio avviene tramite la dichiarazione di Isaia "Santo (Kadosh), santo, santo è il Signore degli eserciti. Tutta la terra è piena della Sua gloria".Scherman Nosson & Zlotowitz, Meir, curatori, TANACH: The Torah, Prophets, Writings, The Twenty-Four Books of the Bible Newly Translated and Annotated, Mesorah Publications, Ltd., Brooklyn, 1996, p. 963 alla fine dello studio della Torah, che è un obbligo quotidiano per l'ebreo osservante,Jacobs, Louis, God, in Arthur A. Cohen, Paul Mendes-Flohr, 20th Century Jewish Religious Thought: Original Essays on Critical Concepts, Jewish Publication Society, 2009, p. 394 e santifica Dio per sé. Il mantenimento continuo del rapporto tra l'individuo e Dio attraverso lo studio o la preghiera ripetuta tre volte al giorno tutti i giorni, è la conferma del patto originario. In questo modo il popolo ebraico come comunità cerca di realizzare la profezia "Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti prenderò per mano; ti custodirò e ti stabilirò come Alleanza del popolo e luce delle nazioni. " () (da esempio, da emulare) nel corso della storia, e come parte dell'intento divino di attuare un'era di pace e di santità dove idealmente una vita devota e le buone azioni non siano mezzi bensì fini.Will Herberg. Judaism and Modern Man: An Interpretation of Jewish Religion, Jewish Publication Society (1951). Il Cristianesimo afferma che il suo scopo principale è quello di fornire alle persone ciò che ritiene essere l'unico percorso valido di salvezza, come annunciato dagli apostoli e descritto negli Atti degli Apostoli come La Via, , , , , Solo in contesto Gentile (non ebraico) La Via è indicata come cristiana., Secondo il teologo cristiano Alister McGrath, gli ebrei cristiani affermavano ogni aspetto dell'allora contemporaneo ebraismo del Secondo Tempio, con la sola aggiunta della credenza che Gesù fosse il Messia,McGrath, Alister Christianity: An Introduction. Blackwell Publishing (2006). ISBN 1-4051-0899-1, p. 174: "In effetti, essi [i cristiani ebrei] sembravano considerare il cristianesimo come una affermazione di ogni singolo aspetto del giudaismo contemporaneo, con l'aggiunta di una convinzione - che Gesù fosse il Messia. A meno che i maschi non fossero circoncisi, non potevano essere salvati ()." Vedi anche Chiese ortodosse orientali e Portale:Ortodossia secondo Isaia , "un parallelo esplicito al 42:6" citato da Paolo negli Atti Beale, Gregory K., "Other Religions in New Testament Theology", su David Weston Baker, curatore, Biblical faith and other religions: an evangelical assessment, Kregel Academic, 2004, p. 85 e reinterpretato da Giustino.McKeehan, James, An Overview of the Old Testament and How It Relates to the New Testament, iUniverse, 2002, p. 265Philippe Bobichon, "L'enseignement juif, païen, hérétique et chrétien dans l'œuvre de Justin Martyr", Revue des Études Augustiniennes 45/2 (1999), pp. 233-259 online ; Philippe Bobichon,"Comment Justin a-t-il acquis sa connaissance exceptionnelle des exégèses juives (contenus et méthodes) ?", Revue de Théologie et de Philosophie, 139, 2007, pp. 101-126 online Secondo gli scrittori cristiani, in particolare Paolo, la Bibbia insegna che le persone, nel loro stato attuale, sono peccatrici,"tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio" e il Nuovo Testamento rivela che Gesù è Figlio dell'uomo e Figlio di Dio, uniti in unione ipostatica, Dio Figlio, Dio incarnato;, , che la morte di Gesù per crocifissione fu un sacrificio per espiare tutti i peccati dell'umanità e che l'accettazione di Gesù come Salvatore e Signore salva dal Giudizio Divino, dando la vita eterna. Gesù è il mediatore del Nuovo Testamento. Il suo famoso Discorso della Montagna è considerato da alcuni studiosi cristianiVedi anche Vangelo di Matteo come la proclamazione dell'Etica della Nuova Alleanza, in contrasto con l'Alleanza di Mosè fatta con Dio sul Monte Sinai.
Nazionale e universale
Il tema della Tanakh, o Bibbia ebraica, è la storia dei figli di Israele,Per questo appellativo "biblico", vedi "I figli di Israele" , , , , ecc. soprattutto in termini del loro rapporto con Dio. Così, l'ebraismo è stato caratterizzato anche come una cultura o una civiltà. Il fondatore del Movimento Ricostruzionista, Rabbi Mordecai Kaplan, definisce l'ebraismo come una civiltà religiosa in evoluzione. Un segno importante di questo è che non c'è bisogno di credere o anche di fare qualcosa per essere ebreo: la definizione storica di "ebraicità" richiede solo che uno sia nato da una madre ebrea, o che uno si converta all'ebraismo in accordo con la legge ebraica. Attualmente, l'ebraismo riformato e l'ebraismo ricostruzionista includono anche i nati da padri ebrei e madri gentili, se i figli sono allevati come ebrei.Vedi Movements of Judaism. Cfr. anche P. Simonnot, Il mercato di Dio. La matrice economica di ebraismo, cristianesimo, Islam, Fazi (2010), s.v. "Conversioni".
Per molti ebrei religiosi, l'etnicità ebraica è strettamente legata al loro rapporto con Dio, e quindi ha una forte componente teologica. Questa relazione è racchiusa nella nozione che gli ebrei sono un popolo eletto. Per gli ebrei rigorosamente osservanti, essere "eletto" significa fondamentalmente che è stata volontà di Dio che esista un gruppo di persone costituite in una alleanza, che siano tenute a obbedire un certo gruppo di leggi come dovere di tale loro alleanza, che queste persone (il popolo ebraico) abbiano eletto di entrare in questa alleanza con Dio. Si considera loro intendimento divino l'essere idealmente la "luce delle nazioni" e il "popolo santo" (cioè, un popolo che vive la propria vita in piena conformità con la volontà divina, come esempio per gli altri) e non "l'unica via verso Dio". Per gli ebrei, la salvezza viene da Dio, concessa liberamente, e l'osservanza della Legge è uno dei modi per rispondere alla grazia di Dio.
Gli ebrei ritengono che le altre nazioni e popoli non siano obbligati (né presunti) di obbedire alla Legge di Mosè, con la notevole eccezione che le uniche leggi che l'ebraismo ritiene siano automaticamente vincolanti (per essere certi di avere un posto nel mondo a venire) per le altre nazioni sono le cosiddette Sette Leggi di Noè. Quindi, come religione etnica, l'ebraismo sostiene che gli altri popoli o persone possano avere i loro diversi percorsi per arrivare a Dio (o alla santità, o alla "salvezza"), purché siano coerenti con le Sette Leggi di Noè.
Mentre etnicità e cultura giocano un ruolo importante nella identità ebraica, non sono l'unico modo in cui gli ebrei si definiscono ebrei. Ci sono ebrei laici, che fanno uso di etnia e cultura come loro criteri di definizione. Ci sono anche gli ebrei religiosi, che invece non lo fanno. Gli ebrei religiosi definiscono la loro ebraicità nel contesto del loro ebraismo. In tale contesto, un convertito religioso si potrebbe "sentire" più ebreo di un ebreo etnico laico. Mentre Rabbi Kaplan definisce l'ebraismo come una civiltà, ci sono molti che potrebbero non essere d'accordo, citando millenni di tradizione e osservanza religiosa come qualcosa che va oltre la semplice civiltà. Infatti, la maggior parte degli ebrei osservanti potrebbero dire che l'ebraismo è una storia d'amore.
Ebraismo e cristianesimo condividono la convinzione che esiste un Solo e Vero Dio, l'Unico degno di essere adorato. L'ebraismo vede questo Solo e Vero Dio come un Essere Unico, Ineffabile, Indefinibile. Frasi come "Fondamento di Ogni Essere", "Realtà Rivelantesi" e "Creatore e Sostenitore di Vita" catturano solo in parte il Dio degli ebrei. Anche se Dio non cambia, la nostra percezione di Dio cambia, e di conseguenza gli ebrei sono sempre aperti a nuove esperienze della presenza di Dio. Il cristianesimo, con poche eccezioni, vede l'Unico, Vero Dio come personalità trina: Dio Padre, Dio Figlio (Gesù) e Dio Spirito Santo. Dio è lo stesso di ieri, di oggi e di domani, quindi i cristiani in genere esaminano le Sacre Scritture (sia ebraiche che cristiane) per comprendere chi Dio sia.
Il cristianesimo è caratterizzato dalla sua pretesa di universalità, che segna una rottura significativa dall'identità e pensiero ebraici, ma ha le sue radici nel giudaismo ellenistico. I cristiani credono che Gesù rappresenti il compimento della promessa di Dio ad Abramo e alla nazione di Israele, che Israele sarebbe stato una benedizione per tutte le nazioni. Alcuni cristiani credono che la Legge sia stata "completata" da Gesù e che sia quindi diventata irrilevante per una "vita di fede".Keith Ward, God. A Guide for the Perplexed. Oneworld (2002), Cap. 3.