Esponente del cantu a chiterra della prima generazione, fu tra le prime donne sarde ad essersi esibite sul palco.
Descritta dal musicologo Gavino Gabriel come una «gracile femminella popolana che, se manca di violenze nei trapassi e di squilli nella voce, ha però tale una suadenza di melismi», esordì all'inizio degli anni 20 del Novecento; nel 1930, con Nicolino Cabitza e Gavino De Lunas, incise a Milano un 78 giri per la casa discografica Grammophon, con la quale realizzerà poi altre incisioni con De Lunas.
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