Liberté, il cui titolo è anche Korkoro in lingua romaní, è un film del 2010, scritto e diretto da Tony Gatlif.
Il film è girato con gli attori francesi Marc Lavoine e James Thierrée, e l'attrice franco-canadese Marie-Josée Croze. Nel cast del film figurano attori di varie nazionalità: albanesi, kosovari, georgiani, serbi, francesi, norvegesi e nove Rom scritturati da Gatlif in Transilvania. Il film ha anche un personaggio minore, interpretato da un bambino di 11 anni, pronipote del celeberrimo Django Reinhardt.
Basato su un aneddoto della seconda guerra mondiale dallo storico romaní Jacques Sigot, il film è ispirato alla storia vera di un rom fuggito dai nazisti con l'aiuto e la compassione di contadini francesi e narra del tema del Porrajmos (l'Olocausto dei Gitani), raramente trattato da altri film. Oltre ai Rom, il film ha un personaggio che rappresenta la resistenza francese. Il personaggio si ispira alla storia vera di Yvette Lundy, una insegnante francese che era stata deportata per aver falsificato i passaporti per i Rom. Gatlif intendeva realizzare un film documentario, ma la mancanza di documenti e fonti sufficienti lo hanno convinto a trarne un dramma.
Il film ha debuttato al Montréal World Film Festival, vincendo il Gran Premio delle Americhe ed altri premi. Korkoro è stato definito "un raro tributo cinematografico" a coloro che furono uccisi nel Porrajmos. In generale il film ha ricevuto recensioni positive da parte della critica, in particolare è stato lodato per avere un ritmo insolitamente piacevole per un film sull'Olocausto. È stato distribuito in Francia con il titolo Liberté nel febbraio 2010, incassando circa mezzo milione di euro. La musica del film, che è stata composta da Tony Gatlif e Delphine Mantoulet, ha ricevuto una nomination come migliore musica scritta per un film durante il 36° César Awards.
Trama Il film è ambientato nel 1943 ed inizia con una carovana zingara che giunge, come avviene ogni anno, in un villaggio nel centro della Francia sperando di trovare lavoro durante la stagione della vendemmia ed un posto dove vendere i loro prodotti. Un piccolo orfano di nove anni, Claude, i cui genitori sono scomparsi dall'inizio della guerra, si aggrega agli zingari che lo accolgono e lo sfamano. I componenti della carovana iniziano a chiamare Claude, Korkoro, quello libero. Claude resta troppo affascinato dallo stile di vita nomade e decide di rimanere con loro.
Theodore è veterinario e sindaco di questo villaggio nel centro della Francia occupata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Le nuove leggi del regime collaborazionista di Vichy vietano il nomadismo ed i documenti di identità posseduti dalla famiglia non sono più sufficienti a dimostrare la loro identità e garantire la loro sicurezza. Theodore, repubblicano, decide di permettere alla famiglia di stanziarsi in un campo temporaneo. Grazie all'aiuto di una insegnante ed impiegata comunale, mademoiselle Lundi, riesce a fare in modo che i bambini degli zingari ricevano un'educazione presso la scuola del paese. Da parte sua il piccolo Claude, che nel frattempo ha ricevuto l'aiuto di Theodore, fa amicizia con Taloche, uno zingaro trentenne bohemien, mentalmente ritardato, che va in giro con il suo violino sulla spalla. Più tardi, quando Theodore curando un cavallo ha un incidente al di fuori del villaggio, viene salvato dai Rom, che curano il sindaco con le loro tradizionali pratiche di guarigione.
L'amicizia creatasi tra il sindaco ed i nomadi si accresce ma nel frattempo i controlli di identità imposti dal regime di Vichy si moltiplicano e gli zingari, popolo nomade, non hanno più la libertà di circolare liberamente e vengono rinchiusi in un campo di accoglienza con decine di altre persone della loro etnia. Theodore decide allora di restituire il favore ricevuto e di cedere ai componenti della carovana per il costo simbolico di 10 franchi la sua vecchia casa e la terra che apparteneva a suo nonno. Grazie all'atto di proprietà si dimostra ai gendarmi di regime che, in quanto proprietari di un immobile, i nomadi hanno il diritto di lasciare il campo. Gli zingari accettano di stabilirsi nella nuova dimora nonostante la loro tradizione di libertà e l'immotivata paura dei fantasmi che attanaglia lo stravagante Taloche.
Nel frattempo il piccolo Claude appare sempre più affascinato dallo stile di vita degli zingari e dall'enorme libertà di cui godono i bambini. Ma la gioia e la spensieratezza sono di breve durata. Il paese si divide infatti in due fazioni, una che accetta ed accoglie i Rom, l'altra che li vede come degli intrusi ed un pericolo. Scoppiano alcuni diverbi e nonostante i gesti amichevoli di Theodore e di mademoiselle Lundi i Rom mostrano di amare troppo la loro libertà, considerando la vita in un posto fisso e le regole di educazione formale come una sorta di reclusione. Mentre la milizia francese continua le sue scorribande con l'aiuto delle truppe tedesche Theodore e mademoiselle Lundi si rivelano essere membri della resistenza francese e vengono arrestati interrogati e torturati. La famiglia zingara decide infine di fuggire dal villaggio e di rifugiarsi nella foresta. Claude, che era stato preso in affido da Theodore, sceglie di andare con i Rom che vengono rintracciati dai nazisti e collaborazionisti, arrestati e deportati nei campi di concentramento.
Produzione Background
Durante la seconda guerra mondiale, il Porrajmos è stato il tentativo da parte della Germania nazista e dei suoi alleati di sterminare il popolo Rom in Europa. Nella Germania di Hitler i rom e gli ebrei furono definiti come "nemici dello stato basati sulla razza ariana" in base alle leggi di Norimberga. I due gruppi furono colpiti da politiche e persecuzioni simili, che si conclusero con l'annientamento dei rispettivi popoli nei paesi occupati dai nazistiJános Bársony, Ágnes Daróczi. "Pharrajimos: The Fate of the Roma During the Holocaust". International Debate Education Association (May 2007). pp. 1–13. ISBN 978-1-932716-30-6.. Le stime sul numero di rom morti nel mondo durante la Seconda Guerra Mondiale vanno da 220.000 a 1.500.000Hancock, Ian (2005). "True Romanies and the Holocaust: A Re-evaluation and an overview". The Historiography of the Holocaust. Palgrave Macmillan. pp. 383–396. ISBN 1-4039-9927-9..Dato che le comunità rom dell'Europa orientale erano meno organizzate delle comunità ebraiche, il Porrajmos a tutt'oggi non è stato ben documentato. Secondo Ian Hancock, direttore del programma di studi Rom presso la University of Texas ad Austin, esisteva anche una tendenza a sottovalutare le cifre reali. Tony Gatlif, i cui film hanno per lo più Rom come soggetti, da tempo intendeva realizzare un film documentario su questo tema meno noto, ma la mancanza di prove sufficienti associata all'assenza di dati di censimento precisi sul numero di rom prima della guerra ha reso quest'aspirazione estremamente difficile.
Sviluppo La ricerca di Gatlif inizia nel 1970, quando si avvicinò a Matéo Maximoff, uno scrittore francese di etnia rom. I due si recarono a Montreuil per intervistare i Rom del posto che si rifiutavano di discutere l'argomento. Gatlif cercò anche di rintracciare "i giusti", i francesi che tentarono di proteggere i rom dalle persecuzioni. A seguito degli sforzi dell'ex presidente francese Jacques Chirac di tributare onore ai giusti, Gatlif ebbe modo di conoscere Yvette Lundy, un ex insegnante di Gionges, La Marne, che era stato deportato per aver falsificato dei documenti in favore dei rom.
Gatlif ebbe anche modo di conoscere un aneddoto da Jacques Sigot, uno storico che ha documentato il Porrajmos. Questo aneddoto lo avrebbe poi aiutato con la storia del film. L'aneddoto è inerente a una famiglia Rom salvata dalla deportazione al campo di Montreuil-Bellay da un avvocato francese che mise in vendita la sua casa per un singolo franco. Questa famiglia, incapace di adattarsi ad uno stile di vita stanziale, tornò ad essere nomade, la qual cosa portò all'arresto, nel nord della Francia ed alla detenzione nel campo di concentramento di Auschwitz.
I personaggi di Liberté (Korkoro) sono tratti dall'aneddoto di Sigot. Il film ripercorre la fuga del Rom Taloche, con l'aiuto di un notaio francese, dai nazisti nella Francia occupata, e della sua successiva incapacità di condurre una vita non-nomade. Il personaggio Théodore Rosier si basa sul notaio dell'aneddoto. L'altro personaggio "giusto" mademoiselle Lundi, si basa su Yvette Lundy, una vecchia professoressa di Gatlif proveniente da Belcourt in Algeria, una comunista ed un'aiutante del Front de Libération Nationale francese.
Partito per essere un film documentario, Liberté è diventato successivamente una commedia drammatica a causa della mancanza di un numero sufficiente di fonti con cui realizzare il documentario. Gatlif ha scritto la sceneggiatura iniziale in un mese. Successive ed ulteriori modifiche hanno fatto sì che lo stile del film diventasse una sorta di narrazione fatta dai personaggi Rosier e Lundi. Gatlif si è avvalso dell'aiuto di Yvette Lundy per scrivere le scene relative a mademoiselle Lundi, a cui ha aggiunto le proprie esperienze con la sua insegnante. La prima apparizione nella foresta dei Rom nel film si ispira al modo in cui i nomadi Rom compaiono inaspettatamente nei paesi. Gatlif lavorò alla caratterizzazione per oltre un anno. Un altro anno fu speso nello sviluppare il personaggio Taloche.
Casting Gatlif ha voluto rappresentare l'intera comunità rom attraverso il personaggio di Félix Lavil detto Taloche, ingenuo e puro come un bambino. Taloche in una scena del film si mostra terrorizzato dai fantasmi, e la scena richiama le analoghe paure e fobie dei Rom. Per il ruolo di Taloche, Gatlif aveva bisogno di un musicista che avesse anche abilità acrobatiche. Durante una rappresentazione al Théâtre de la Ville di Parigi fu colpito dall'interpretazione di James Thierrée, nipote di Charlie Chaplin. Pur non essendo un Romanì, Thiérrée ha imparato la lingua Romanì e la musica gitana in sei mesi.
Per Théodore Rosier, Gatlif voleva qualcuno che sembrava un tipico francese di quei tempi, con una "voce ed una faccia un po' come quella di Pierre Fresnay, Maurice Ronet, Jacques Charrier o Gérard Philippe ", e lo ha trovato in Marc Lavoine. Marie-Josée Croze è stata la scelta più ovvia per Mademoiselle Lise Lundi. Gatlif aveva immaginato Lundi come a un "personaggio di Hitchcock: fragile, misteriosa e forte". Pierre Pentecôte, il personaggio interpretato da Carlo Brandt, è stato presentato con uno sguardo pietoso, piuttosto che un personaggio maligno. Gatlif lo ha raffigurato come un personaggio con un cappello floscio e qualche chilo di troppo a simboleggiare la grassa milizia del periodo. L'orfano, il piccolo Claude, è stato interpretato da Mathias Laliberté. Rufus è stato scelto da Gatlif per il ruolo di Fernand per il suo tipico sguardo francese. Puri Dai, la nonna, è stata interpretata da Raya Bielenberg, un'artista sovietica di origine norvegese che nel 2005 ha ricevuto il premio d'arte della città di Oslo, per il suo impegno attraverso la musica e la danza per rendere la cultura Romanì meglio conosciuta in Norvegia. Gatlif l'ha conosciuta in Oslo. Gli altri personaggi di rilievo nel film, Darko, Kako, Chavo, Zanko e Tatane sono stati interpretati rispettivamente da Arben Bajraktaraj, Georges Babluani, Ilijir Selimoski, Kevyn Diana e Thomas Baumgartner. Un personaggio minore di nome Levis è stato interpretato dall'allora undicenne pronipote di Django Reinhardt, un virtuoso chitarrista jazz compositore di musica Manouche zingara. Il cast includeva persone di molte nazionalità: albanesi, kosovari, georgiani, serbi, francesi e norvegesi insieme a nove rom che Gatlif trovò in Transilvania e che vivevano in condizioni di estrema povertà. Per questi Rom furono presi accordi per la possibilità di rimanere in Francia per i tre o quattro mesi che furono necessari a girare il film.
Riprese