La rivoluzione belga () fu il conflitto che, tra il 1830 e il 1831, portò alla secessione delle Province del Sud dal Regno Unito dei Paesi Bassi ed alla nascita del Belgio indipendente.
Gran parte della popolazione dei Paesi Bassi del Sud era cattolica, di lingua francese e guardava al governo liberale di Guglielmo I come a quello di un despota. Per questi motivi il 25 agosto 1830 scoppiarono a Bruxelles delle rivolte e i negozi vennero chiusi per protesta contro il governo olandese. In breve tempo tutta l'area venne interessata da piccole e grandi rivolte che portarono all'occupazione delle fabbriche locali e in alcuni casi anche alla distruzione dei macchinari. Guglielmo I inviò a questo punto delle truppe governative nelle Province del Sud, ma le rivolte continuarono senza sosta.
A Bruxelles venne combattuta una battaglia, al punto che le forze olandesi vennero forzate a ritirarsi in massa, anche a causa delle numerose diserzioni, mentre, sempre a Bruxelles, gli Stati Generali costituiti votarono a favore di una secessione dai Paesi Bassi e dichiararono l'indipendenza del Belgio. Nel frattempo, il Congresso Nazionale dei Paesi Bassi radunato da Guglielmo I si appellò alle grandi potenze nella speranza di recuperare il territorio, ma, come risultò poi dalla Conferenza di Londra, la maggior parte delle potenze europee preferì riconoscere l'indipendenza del Belgio. Nel 1831, quando venne proclamato re Leopoldo di Sassonia-Coburgo-Gotha, Guglielmo I dei Paesi Bassi tentò di invadere il Belgio per riprenderne possesso e restaurare la sua posizione. Questi dieci giorni di campagna furono un fallimento a causa dell'intervento dell'esercito francese in supporto a quello belga. Gli olandesi accettarono solo nel 1839 l'indipendenza del Belgio, con la sigla del Trattato dei XXIV articoli.
Contesto storico
Lo sfondo storico: il Regno Unito dei Paesi Bassi
I Paesi Bassi si erano liberati del governo napoleonico nel 1813 grazie all'intervento dell'Inghilterra, che con i Paesi Bassi aveva siglato un trattato nel 1814. Nonostante l'opinione del duca di Sassonia-Weimar, che lanciò un manifesto il 7 febbraio 1814 proclamando che «l'indipendenza del Belgio» non era più in dubbio, e di un commissario prussiano, il barone di Horst, incaricato di gestire il paese successivamente alla partenza dell'amministrazione franceseHistoire politique de la Belgique, Xavier Mabille, Ed. CRISP, Bruxelles 1986. Malgrado l'opposizione della borghesia e della nobiltà, le potenze pensavano piuttosto a una fusione del Belgio con i Paesi Bassi, dopo la sconfitta di Napoleone e la conseguente fine del Primo Impero; nel 1815 il Congresso di Vienna creò un regno per la casata di Orange-Nassau, combinando insieme le antiche Province Unite dei Paesi Bassi con i Paesi Bassi austriaci, di modo da creare un grande stato cuscinetto a nord della Francia; con l'unificazione di tutte le sue province, i Paesi Bassi ascesero a un potere sempre maggiore.
Una delle prime idee emerse in materia di creazione di un nuovo regno (che poi venne bocciata) venne avanzata dall'Impero austriaco, il quale aveva pensato di concedere i Paesi Bassi austriaci alla Prussia in segno di riconoscimento per il valore dimostrato durante le Guerre napoleoniche e per non creare uno Stato troppo potente a nord. Ad ogni modo gli Orange-Nassau preferirono abbracciare l'idea inglese, concedendo al Regno Unito le colonie di Ceylon e del Capo in cambio delle province a sud. L'unione, chiamata Regno Unito dei Paesi Bassi, ripropose la cartina geografica dell'area prima del XVI secolo.
L'imperatore Francesco II d'Asburgo-Lorena, che riteneva che i Paesi Bassi austriaci, sui quali aveva regnato prima dell'invasione francese, fossero divenuti troppo lontani e cercava di modificarne la strutturaDe la régionalisation à l'indépendance, 1830, Jacques Logie, Ed. Duculot, Paris-Gembloux 1980, 248 pagg., pag.11, sottoscrisse immediatamente la proposta e ricevette come compenso il Regno Lombardo-Veneto. Allo stesso modo, il nuovo re Guglielmo I dei Paesi Bassi ricevette a titolo personale la cessione del ducato del Lussemburgo (che comprendeva l'attuale provincia belga del Lussemburgo e l'attuale Granducato del Lussemburgo) per compensare la perdita dei possedimenti familiari in Germania ceduti alla Prussia. Questi territori devoluti a Guglielmo I facevano formalmente parte della Confederazione germanica.
Questo trasferimento di territori si fece senza tenere in considerazione il parere della popolazione.La Spectaculaire Histoire des rois des Belges, Patrick Roegiers, Perrin, Parigi 2007, p. 23
Cause della rivoluzione
La rivoluzione belga ebbe diverse cause; la principale era il trattamento dei cattolici a sud rispetto ai protestanti, che erano la maggioranza all'interno dei Paesi Bassi, mentre in secondo piano era la questione linguistica e culturale.
La realtà era che il governo olandese sovrintendeva fortemente a tutte le istituzioni economiche, politiche e sociali in tutto il regno.
Secondo Jacques Logie e Jean Stengers, i belgi consideravano gli Asburgo-Lorena i loro sovrani legittimiJacques Logie, op. cit., p. 11 e . Hervé Hasquin afferma che solo le aristocrazie del Belgio e di Liegi si mostravano generalmente favorevoli al ritorno ai precedenti Paesi Bassi austriaci o a ristabilire il principato di Liegi.
Secondo Jacques Logie, i belgi avrebbero voluto la fine del regime napoleonico, che in Belgio aveva significato guerra, coscrizione militare, delle pesanti imposte e dei problemi religiosiJacques Logie, op.cit., p.11.. Jean Stengers osserva che c'era una minoranza che sperava in una annessione alla Francia e che questa minoranza si fece sentire, diversamente dalla maggioranza della popolazione che rimase, invece, rassegnata e apaticaJean Stengers, op. cit., p.168-170.. Hervé Hasquin sostiene che, invece, la borghesia era nettamente francofila, ma che, considerando la situazione politica che faceva prevedere uno smembramento della Francia operato dalla Santa Alleanza, questa opzione sembrasse irrealizzabile. Afferma inoltre che la maggior parte della popolazione, che, successivamente alla separazione dalla Francia, era soffocata dalla crisi economica e dalla disoccupazione, doveva rimpiangere il precedente governoHervé Hasquin, op. cit., p.383..
Jacques Logie dice che i belgi non erano favorevoli alla fusione con le province del nord, poiché quelle erano protestanti e fortemente indebitateJacques Logie, op.cit, p.11-12.. Hervé Hasquin difende la tesi secondo cui, essendo l'annessione alla Francia impossibile, molti borghesi si volgessero verso l'orangismo, il quale aveva il vantaggio di compensare gli effetti negativi della grave crisi economica, risultante dalla perdita del mercato interno francese, con il commercio con le colonie olandesi..
L'idea di un Belgio indipendente era assente secondo LogieJacques Logie, op.cit, p.11. Jean Stengers afferma che la maggioranza dei belgi anelava ad un'autonomia nazionale simile a quella conosciuta sotto gli austriaci, ma, al contempo, sottolinea come gli sforzi intrapresi dalla popolazione verso tale obiettivo fossero scarsi. La popolazione rimase, in effetti, rassegnata ed apaticaJean Stengers, op.cit., p.168-170.. Secondo Hasquin, semmai ci siano stati dei partigiani dell'indipendenza nazionale, questi erano rimasti estremamente silenziosi, poco numerosi ed isolatiHervé Hasquin, La Belgique française 1792-1815, op. cit., p. 385..
A detta di Stengers, nell'antico principato di Liegi la speranza generale era di essere annessi al BelgioJean Stengers, op.cit., p. 185.. José Olcina, al contrario, afferma che i territori di Liegi si sentivano più affini al resto della Francia che ad altri territori che oggi formano il Belgio.
La Legge fondamentale Guglielmo I era intriso delle concezioni politiche tedesche circolanti nella maggior parte degli Stati della Confederazione germanica ed in particolare in Prussia. Sua madre Guglielmina era sorella del re di Prussia Federico Guglielmo II ed aveva avuto fino alla morte una grande influenza su di lui. Inoltre, Guglielmo I era stato educato in gran parte da un militare prussiano, il barone De Stamford, ed aveva fatto le sue prime esperienze politiche come principe di Fulda (1802-1806) e come proprietario terriero nella Prussia Orientale. Guglielmo I voleva quindi essere un re illuminatoJacques Logie, op.cit., p. 22..
La Legge fondamentale da lui proposta nel 1815 alle province del sud venne bocciata da un collegio di notabili belgi, ma il re applicò al risultato dello scrutinio l'"aritmetica olandese": suppose che gli astensionisti sostenessero il progetto ed escluse dal conteggio coloro che avevano votato contro per motivi religiosiJacques Logie, op.cit., p.13.. La Legge fondamentale venne, quindi, imposta ai territori del sud.
Si trattava di una delle Costituzioni tra le più liberali dell'epoca, sebbene oggi appaia parecchio conservatrice: Il principio della separazione dei poteri non veniva riconosciuto: il re ed i suoi ministri detenevano sia il potere legislativo che quello esecutivoJacques Logie, op.cit., p.12.. I ministri non erano responsabili davanti agli Stati Generali e non erano che mero strumento nelle mani del sovrano. Il re disponeva di poteri di ampio respiro. Soprattutto, si riservava il diritto di decidere da solo relativamente alle politiche estera e monetaria. Gli Stati Generali detenevano il potere legislativo insieme con il sovrano e votavano l'approvazione della finanziariaJacques Logie, op.cit., p.12-13.. I membri degli Stati Generali erano designati come segue: la prima camera, sul modello della camera dei Lord britannica, era composta da nobili nominati dal re; la seconda camera veniva eletta dalle assemblee legislative dei Paesi Bassi, a loro volta elette attraverso un suffragio censitario molto complicato.
Le rimostranze delle province meridionali Le proteste delle province meridionali riguardavano diversi aspetti: Nonostante il sud fosse popolato da 3,5 milioni di abitanti (62%) e il nord solamente da 2 milioni, i belgi detenevano solo il 50% dei seggi negli Stati GeneraliJacques Logie, op.cit., pag.13.. C'è comunque da far presente che il nord, soprattutto l'Olanda, pagava più imposte. Il debito pubblico dei precedenti Stati era stato unificato ed era adesso di competenza di tutto il regnoJacques Logie, op.cit., pag.12.. In precedenza invece, prima della sua fusione, era suddiviso in 1,25 miliardi di fiorini a carico delle Province Unite e di solamente 100 milioni di competenza del sud. L'azione di Guglielmo I per quanto riguardava l'insegnamento (costruzione di scuole, valutazione delle competenze degli insegnanti e della creazione di nuovi stabili, creazione di tre università statali) fece sì che questo venne gestito totalmente dallo Stato e ciò creò malcontento presso i cattoliciJacques Logie, op.cit., pag.14-15.. Tuttavia, il 27 maggio 1827, il re abrogò le disposizioni più criticateJacques Logie, op.cit., pag.15.. La maggior parte delle istituzioni avevano sede al nord e gli incarichi pubblici erano ripartiti in maniera iniqua. Solo un ministro su quattro era belga. Nell'amministrazione c'erano quattro volte più olandesi che belgi. Ciò era, però, in parte dovuto all'opposizione dei cattolici alla Legge fondamentale. Maurice de Broglie, vescovo di Gand di origine francese, addirittura minacciò di scomunicare coloro i quali vi prestassero giuramentoJacques Logie, op.cit., p.12 e Jean Stengers, op.cit., p.181..