Il maestro anonimo deve il suo nome a un polittico smembrato già sull'altare maggiore della chiesa dei Santi Severino e Sossio a Napoli, originariamente composto da sei scomparti su due registri principali e una predella. Seguace di Antonello da Messina, non estraneo a influenze francesi, la sua figura fu individuata da Roberto Longhi e studiata da Federico Zeri.

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San Severino Categoria:Artisti di scuola napoletana