LErmanno Carlotto è stata una cannoniera della Regia Marina. Dopo l'armistizio del 1943 ha prestato servizio nella Marina imperiale giapponese come Narumi, mentre dopo la fine della seconda guerra mondiale è stata utilizzata dalla Marina della Repubblica di Cina e poi dalla Marina della Repubblica Popolare Cinese come Kiang Kun.
Storia Il servizio per la Regia Marina La costruzione e gli anni Venti e Trenta
Nel 1910, su richiesta del Ministro degli esteri (a sua volta contattato dall'ambasciatore italiano a Pechino), la Regia Marina decise la costruzione di due cannoniere fluviali da destinarsi alla stazione in Cina, per proteggere le comunità italiane lungo i fiumi cinesi ed in particolare l'alto Fiume Azzurro ed il Pai-ho, dove commercianti ed imprenditori italiani avevano costruito stabilimenti tessili e gestivano attività commerciali, oltre che, soprattutto sullo fiume Azzurro, l'attività di importazione del corallo, che veniva lavorato in Italia e quindi nuovamente esportato in Estremo Oriente (ciò ad opera soprattutto di ditte artigianali napoletane)Achille Rastelli, Italiani a Shanghai. La Regia Marina in Estremo Oriente, pp. 32-33, da 35 a 37, 42, 45 89, da 92 a 96, da 104 a 106, da 108 a 110, 124, 126, 128, da 131 a 133, da 136 a 140, da 142 a 147, 151-152, da 155 a 167.. Navi di maggiori dimensioni, infatti, non potevano spingersi oltre Wusung (nella foce del fiume Azzurro) e Hankow se non a fatica (e inoltre, per questioni economiche, la Regia Marina non poteva più permettersi di inviare continuamente navi da guerra in Estremo Oriente come stazionarie: per anni la protezione delle comunità italiane fu di competenza francese). Tra il marzo 1911 ed il novembre 1913 fu costruita in Italia la cannoniera Sebastiano Caboto, del dislocamento di un migliaio di tonnellate, poi giunta a Shanghai nell'aprile 1914 dopo un viaggio di quattro mesi.
Per la seconda cannoniera (progettata nel 1913), che avrebbe dovuto essere di dimensioni più contenute della Caboto (247 tonnellate di dislocamento standardaltre fonti indicano un dislocamento di 180 t. ed 84 o 91 cm – per altre fonti 1,30 m – di pescaggio; anche il bordo libero era visibilmente ridotto), in modo da poter risalire i fiumi con maggior facilità e sicurezza, superando rapide, scogli e bassifondali laddove la Caboto avesse avuto problemi (specialmente nell'alto corso del fiume Azzurro, caratterizzato da violente rapide nel tratto finale), si decise di affidare la costruzione ad un cantiere cinese. Dietro disposizioni dello Stato maggiore, il comandante dell'incrociatore corazzato Marco Polo, dislocato in Cina (per altre fonti il comandante del distaccamento di Pechino), s'informò sui cantieri locali, e per la costruzione venne scelto il cantiere navale Shanghai Docks and Engineering Company (per altra fonte Dode Engineering) di Shanghai. Una volta scelto il cantiere (il contratto fu stipulato nel 1913), la nuova nave, che avrebbe dovuto chiamarsi Ermanno Carlotto, in memoria di un sottotenente di vascello caduto durante la Ribellione dei Boxer e decorato con la Medaglia d'oro al valor militare, venne subito impostata: la costruzione avvenne secondo le specifiche tecniche ed operative richieste dalla Regia Marina, e fu sorvegliata da un ufficiale del distaccamento della Regia Marina di Tientsin. L'armamento della cannoniera, che avrebbe potuto raggiungere una velocità di 13,5 nodi (l'alimentazione delle due caldaie Yarrow era in origine a carbone, e venne successivamente convertita alla nafta: la scorta di nafta era di 56 tonnellate), si sarebbe composto di due cannoni da 76/40 mm (modello, a seconda delle fonti, 1916 o 1917), uno a proravia della timoniera ed uno nell'estrema parte poppiera della sovrastruttura, e di alcune mitragliere (6 FIAT da 8 mm e due Colt da 6,5/80 mm). Le due eliche (in grado di raggiungere i 286 giri al minuto) erano collocate in altrettanti tunnel, e così protette in modo da non danneggiarsi nell'eventuale urto contro scogli, mentre la carena sarebbe stata suddivisa in vari compartimenti. All'equipaggio italiano, composto da personale della Regia Marina (che, oltre che dell'armamento della nave, avrebbe avuto a disposizione anche numerosi fucili mod. 1891 e pistole Beretta da 7,65 mm, si sarebbero aggiunti alcuni civili cinesi per compiti di vario genere: pilota fluviale, cuoco ed interprete.
Impostata nel marzo 1914, la nave avrebbe dovuto essere ultimata in dicembre, ma la costruzione andò a rilento, dato che, nell'imminenza dello scoppio di un conflitto mondiale, venne data la priorità ad altre costruzioni. Nel 1915, a seguito dell'entrata dell'Italia nella prima guerra mondiale, la costruzione della Carlotto venne interrotta, essendo la Cina neutrale, e potendo riprendere solo dopo la fine del conflitto, con il varo nel 1918altre fonti danno però date differenti: 1919 come anno dell'impostazione, varo avvenuto il 28 febbraio 1921.. La cannoniera fu completata nel marzo 1921 (altre fonti, invece, collocano l'entrata in servizio al 12 dicembre 1921) e venne immediatamente inviata sul fiume Pai-ho, dov'erano in corso combattimenti tra le truppe di due signori della guerra cinesi, che ponevano a rischio i cittadini di tutte le nazioni occidentali. In tale occasione la Carlotto visitò alcune missioni italiane mai raggiunte da navi nazionali sino ad allora. In seguito la nave percorse più volte l'Alto e il Medio corso del fiume Azzurro. Dopo il ritorno a Shanghai, la nave risalì il fiume Han, affluente del fiume Azzurro nei pressi di Hankow, e quindi il fiume Min, anch'esso affluente del fiume Azzurro. Nel corso di tali navigazioni gli ufficiali della cannoniera tracciarono per la prima volte delle carte nautiche dettagliate di tali fiumi, riportando informazioni idrografiche, cicli di piena, correnti di piena, bassifondali ed altre informazioni necessarie per navigare sui fiumi.