La cattedrale metropolitana di San Lorenzo è il più importante luogo di culto cattolico della città di Genova e la chiesa madre dell'omonima arcidiocesi. Situata nell'omonima piazza nel cuore del centro storico, rappresenta uno dei monumenti più iconici e antichi del capoluogo ligure.

Consacrata il 10 ottobre 1118 da papa Gelasio II, la chiesa fu edificata a partire dall'XI secolo su un'area cimiteriale preesistente e progressivamente ampliata fino al XVI secolo. L'edificio presenta una straordinaria stratificazione di stili: dalla struttura romanica originaria, ben visibile nei fianchi e nei portali laterali, alla grandiosità del gotico, che trova la sua massima espressione nella caratteristica facciata asimmetrica a fasce bicrome bianche e nere e nei suoi tre maestosi portali di ispirazione francese. Interventi successivi hanno portato all'inclusione di elementi rinascimentali e manieristi, tra cui la cupola e l'area absidale progettate nel Cinquecento dall'architetto Galeazzo Alessi.

All'interno, l'edificio a pianta basilicale è diviso in tre navate e custodisce capolavori scultorei e pittorici tra i quali figurano opere di artisti come Luca Cambiaso, Lazzaro Tavarone e Matteo Civitali. La cattedrale è da secoli il fulcro della devozione cittadina: lungo la navata sinistra si apre la sontuosa cappella di San Giovanni Battista, eretta per accogliere le ceneri del santo patrono della città portate a Genova al tempo della Prima Crociata. Nei sotterranei è inoltre ospitato il Museo del Tesoro di San Lorenzo, dove è conservato il celebre Sacro Catino, un prezioso manufatto islamico in vetro verde che la leggenda locale ha a lungo identificato con il Santo Graal.

La cattedrale è inoltre nota per un singolare evento legato alla seconda guerra mondiale: all'interno della navata destra è oggi esposta una replica esatta dell'involucro di un proiettile navale perforante britannico da 381 mm che, il 9 febbraio 1941, sfondò il tetto della chiesa durante un pesante bombardamento ma rimase miracolosamente inesploso, salvando l'edificio dalla distruzione. Storia e descrizione

Origini e leggenda La cattedrale di Genova fu fondata probabilmente intorno all'anno 569. Si può infatti supporre che questo evento abbia coinciso con la fuga a Genova dell'arcivescovo Onorato, fuggito da Milano, che era assediata dai Longobardi.

Secondo la tradizione locale, i santi Lorenzo e Sisto II, diretti in Spagna, avrebbero soggiornato a Genova presso un'abitazione situata nell'area dell'attuale cattedrale; in quel luogo, in seguito al loro martirio, sarebbe sorta prima una cappella e poi una chiesa dedicata a San Lorenzo (oggi patrono della città insieme ai santi Giorgio, Giovanni Battista e Sebastiano).Riccardo Navone, Viaggio nei caruggi. Edicole votive, pietre e portali, Fratelli Frilli Editori, Genova, 2007 ISBN 978-88-7563-334-9, pag 138

Al di là della leggenda, i ritrovamenti archeologici confermano che l'area di San Lorenzo era impiegata come cimitero già in epoca romana e che dalla metà del III secolo venne utilizzata per le sepolture da una stabile comunità cristiana. Le stesse indagini hanno tuttavia escluso la presenza di un edificio di culto in età anteriore al IV-V secolo.

Passaggio a cattedrale e intervento romanico Le prime notizie documentarie certe sull'esistenza della chiesa risalgono all'anno 878, quando il vescovo Sabatino vi dispose la traslazione delle reliquie di San Romolo. A partire dal IX secolo, San Lorenzo iniziò ad affiancare nella funzione di cattedrale la Basilica dei Dodici Apostoli (dedicata dal VI secolo a San Siro), la quale sorgeva al di fuori dell'antico nucleo cittadino. Trovandosi all'esterno dell'antica cinta muraria cittadina (nel cosiddetto burgus), l'antica basilica di San Siro era diventata un bersaglio troppo facile per le continue e devastanti razzie dei pirati saraceni. sul sito di Gerso, azienda specializzata nel restauro di immobili storici ed opere d'arte. Il trasferimento definitivo della sede vescovile a San Lorenzo avvenne nel 1007, quando l'antica basilica di San Siro venne affidata ai monaci benedettini.Sito Visitgenoa.it

Il nuovo rango dell'edificio favorì l'urbanizzazione dell'area circostante che, con l'inclusione entro le nuove mura del 1155 e la fusione dei tre antichi nuclei urbani (castrum, civitas e burgus), divenne il vero cuore di Genova. A partire dal 1098 venne avviata la radicale ricostruzione della cattedrale in forme romaniche, sostenuta dai finanziamenti provenienti dalle Crociate, da altre imprese militari e da tasse comunali. Il cantiere fu affidato ai Magistri Antelami, artefici provenienti dalle regioni alpine, le cui opere costituiscono ancora oggi l'ossatura della chiesa attuale, visibile in particolar modo nelle fiancate e nei portali laterali.

Il nuovo edificio venne consacrato il 10 ottobre 1118 da papa Gelasio II, di passaggio in città; pochi anni dopo, nel 1133, la sede genovese venne elevata al rango arcivescovile da papa Innocenzo II.Sito ufficiale dell'Arcidiocesi.

Ristrutturazione gotica di facciata e interni Intorno al 1230 prese avvio una radicale ristrutturazione dell'edificio in stile gotico, il cui progetto prevedeva la realizzazione di un'imponente facciata a due torri e di un interno a navate voltate. L'impronta gotica di questo cantiere, trova oggi massima espressione nella facciata bicroma a fasce bianche e nere, comprendente di tre maestosi portali. Risalenti alla fase precedente, d'impronta prettamente romanica, sopravvivono invece importanti elementi tutt'oggi visibili: i due portali laterali di San Giovanni a nord e di San Gottardo a sud, porzioni dell'abside e del coro, e alcune sezioni delle navate.

I lavori subirono tuttavia una violenta interruzione a causa di una crisi cittadina e, soprattutto, di un grave incendio che devastò la cattedrale nel 1296. La cattedrale, di cui erano appena stati completati i lavori di ampliamento verso occidente e la costruzione dell'endonartece e della facciata, fu devastata. L'edificio, pesantemente danneggiato, richiese estesi rimaneggiamenti. Tra il 1307 e il 1312 si procedette così al completamento della facciata e all'innalzamento del solo campanile destro, accantonando il progetto originario che prevedeva due torri campanarie gemelle integrate nel prospetto. Parallelamente, all'interno vennero rifatti i colonnati con l'inserimento di nuovi capitelli e di falsi matronei, avendo cura di mantenere le preesistenze romaniche scampate al fuoco; in questa stessa fase, la controfacciata venne arricchita con decorazioni ad affresco.

Reliquie e fase rinascimentale

Tra il XIV e il XV secolo vennero costruiti diversi altari e cappelle, fra i quali la Cappella di San Giovanni Battista nella navata sinistra, atta ad accogliere le ceneri del santo patrono della città. Tali reliquie furono portate in città dal condottiero Guglielmo Embriaco (detto Testadimaglio) alla fine della Prima Crociata. Insieme a queste arrivò anche il Sacro Catino, un leggendario manufatto islamico in vetro verde che i genovesi credettero per secoli essere il Santo Graal usato da Gesù nell'Ultima Cena. Entrambi (Ceneri e Catino) rimasero per secoli simboli dell’importanza religiosa e contribuirono a giustificare il prestigio spirituale del duomo.

Nel tesoro confluivano beni di ogni tipologia, taluni ottenuti come bottino (è il caso questo, sia del Sacro Catino che di un lampadario islamico, oggi perduto), altri in dono di stato ed altri ancora da parte di benefattori privati.

Nel 1455 si realizzò la loggia sulla torre sinistra; e al 1522 venne aggiunto il coronamento manierista a quella destra, completandola.

Tra il 1527 e il 1530, la cattedrale fu gravemente danneggiata dall'esplosione di un deposito di polveri da sparo situato presso il vicino Palazzo Vescovile, che causò la rovina delle coperture presbiteriali e absidali. Per far fronte ai danni, verso il 1550 il Consiglio cittadino commissionò all'architetto perugino Galeazzo Alessi un progetto di rinnovamento totale dell'edificio.

Il progetto prevedeva di eliminare la vecchia torre nolare sovrastante la crociera in favore all'edificazione di una cupola ispirata a quella romana del Pantheon.

I lavori, tuttavia, non giunsero mai a totale completezza: l'intervento si limitò alla ricostruzione della parte absidale, all'erezione della cupola sulla crociera, al rifacimento della pavimentazione e alla realizzazione di volte a botte nel piedicroce, in sostituzione delle originarie capriate lignee.

Gli interni della cattedrale furono oggetto di continui arricchimenti tra il Cinquecento e il Seicento. La Cappella Lercari venne affrescata a partire dalla metà del XVI secolo da Luca Cambiaso e Giovan Battista Castello, detto il Bergamasco. Il rinnovamento del presbiterio si concluse invece nel XVII secolo, quando, tra il 1622 e il 1624, Lazzaro Tavarone ne decorò la volta e l'abside con le Storie di San Lorenzo, inserite in un tripudio di stucchi dorati.

Interventi ottocenteschi Una delle personalità più influenti nella storia della Cattedrale durante la seconda metà del XIX secolo è senza dubbio Maurizio Dufour (1826-1897). Nato in una famiglia di origine francese che aveva trovato fortuna a Genova nell'industria dolciaria. L'intervento di Dufour all'interno della Cattedrale si concentra sulla decorazione delle volte e dell'abside. Insieme a Piaggio Mussini, egli realizza affreschi in stile neoquattrocentesco sulla volta dell'abside. Tali affreschi rimasero visibili fino al 1966, quando, in occasione di nuovi restauri volti a "ripulire" la chiesa dalle stratificazioni ottocentesche, questi furono coperti di bianco. Nel 1840, la scalinata d'accesso fu completata con l'aggiunta di due imponenti leoni in marmo bianco, opera dello scultore Carlo Rubatto.

La notte del 24 gennaio 1866, le spoglie mortali di Carlo Alberto di Savoia (traslate dal Portogallo) furono esposte nella Cattedrale prima di essere trasportate a Torino e quindi alla Basilica di Superga.

In epoca contemporanea l'edificio ha subito diverse campagne di restauro. Tra il 1894 e il 1900 i lavori furono diretti dall'architetto Marco Aurelio Crotta, sotto l'alta sorveglianza di Alfredo d'Andrade. Un successivo intervento mirato al recupero della facies medievale del complesso venne eseguito nel Novecento, più precisamente nel biennio 1932-1933.

Seconda guerra mondiale e giorni nostri

La mattina del 9 febbraio 1941, la Royal Navy britannica scatenò contro Genova un'incursione navale, denominata in codice "Operazione Grog". La flotta inglese, guidata dalla Forza H di Gibilterra, si presentò al largo delle coste liguri approfittando della densa foschia e colpì indisturbata il centro cittadino. Durante questo attacco, un proiettile navale da 381 mm, sparato dalla corazzata HMS Malaya, centrò in pieno la Cattedrale.

Il proiettile, pesante quasi una tonnellata, sfondò il tetto all'altezza del matroneo, colpì la parete settentrionale della navata sinistra e rimbalzò cadendo sul pavimento della navata centrale ma rimase, fortunatamente, inesploso. Se l'esplosione fosse avvenuta, l'onda d'urto avrebbe probabilmente causato il crollo dell'intero edificio medievale e delle case circostanti nel fitto reticolo dei vicoli.

Fu deciso di conservare la memoria dell'ordigno all'interno della cattedrale. Tuttavia, la documentazione storica chiarisce che il proietto attualmente esposto nella navata destra non è l'originale. I rapporti della questura del 17 febbraio 1941 confermano che la bomba autentica fu rimossa dai tecnici e scaricata in mare aperto dopo essere stata resa sicura.