Ponticelli è un quartiere di Napoli, situato nella zona orientale della città. Insieme ai quartieri di Barra e San Giovanni a Teduccio, costituisce la municipalità VI.
Confina a nord con i comuni di Casoria e Volla, a est con Cercola, a sud con il quartiere Barra e a ovest col quartiere Poggioreale.
Storia
Età antica A pochi chilometri dal centro di Napoli, si trovano i quartieri di San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli. Cadono in una zona fertilissima, un tempo bagnata dal fiume Sebeto e uno dei Regi Lagni, ove si estendevano i casali di Terzio, il nucleo più antico di Ponticelli, quelli di Ponticelli Minore e Maggiore, ognuno indipendente e con un proprio ricevitore o collettore fiscale, come attesta una pergamena notarile di acquisti di poderi agrari dell'anno 804 da parte dei monaci napoletani di San Sergio e Bacco, e attraversati da un ponticello in legno sul lagno in località Terzio.
I monaci nel 917 costruirono il primo mulino ad acqua per la macina del grano, un secondo mulino nel 949 e un terzo nel 951. Mantennero la proprietà dei fondi per molti anni, non essendoci feudatari come invece nei Casali limitrofi.
Nella zona, in località Tufarelli, sono state trovate tracce di insediamenti preesistenti, come la villa di Caius Olius Ampliatus.La citazione più antica di una chiesa in zona Ponticelli è quella di chiesa di Santa Maria delle Grazie a Porchiano. Infatti, da un documento datato 10 giugno 994 si apprende dell'esistenza, nel casale di Porchiano, di una schola e di una chiesa dedicata a Santa MariaBartolomeo Capasso, Monumenta ad Neapolitani Ducatus historiam pertinentia, Vol II parte I reg. 285: «[...] Gregorius filius q. Iohannis de Paulu [...] a Porclanum promittit d. Stephano ven. abbati monasterii Ss. Severini et Sossii [...] propter integrum fundum [che confinava] ab alio latere parte occidentis padule de illa schola et ecclesia S. Marie».Luigi Verolino, Ecclesia S. Maria de Ponticello. Origini di un culto, Il Quartiere edizioni, Napoli 2014, p.13.. La chiesa di S. Maria fu estaurita dal XII al XV secoloAntonio Chiarito, Comento istorico-critico-diplomatico sulla Costituzione De instrumentis conficiendis per curiales dell’Imperador Federigo II, Napoli 1772, pp.147, gestita dalla confraternita laica dei Maestri Sellai di Napoli. Nel XVI sec. il Casale di Porchiano venne assorbito da quello di Ponticello e la chiesa divenne una cappella rurale.
Documenti storici testimoniano la presenza nella zona di antichi insediamenti romani e influenze religiose fenicie venute alla luce negli ultimi anni. Nel periodo della costruzione di palazzi presso via Bartolo Longo conseguente al terremoto dell'Irpinia del 1980 sono state rinvenute due ville rustiche, una delle quali completamente dissotterrata. Tale villa appartenente ad un discendente di un veterano di Silla, Caius Olius Ampliatus, era dedita alla produzione e commercio di cereali e vino. La villa in questione fu sepolta (è stato rinvenuto lo scheletro di un villano) in seguito all'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.; probabilmente era una fattoria divisa in pars rustica e pars urbana. Nel sotterraneo di questa villa è stato ritrovato lo scheletro di un uomo in posizione rannicchiata con le mani sul volto, e un anello fuso su un dito (a causa della temperatura della lava incandescente). Costui era probabilmente uno schiavo di quarant'anni, sdentato (a causa della malnutrizione) e con diverse fratture, sorpreso dall'eruzione.
Medioevo È a partire dall'XI secolo che compaiono le prime fonti storiche su "Ponticello", probabilmente solo un piccolo agglomerato di case rustiche con i loro fondi da coltivare.Giovanni Alagi, Ponticelli, appunti e proposte per una ricerca storica, Ponticelli (Napoli), Barra, 1983, pp. 13-16.
Nella prima metà del XIII secolo l'espansione dell'abitato vide anche la costruzione della più antica basilica-santuario vesuviana: la Basilica santuario di Santa Maria della Neve, che in seguito sarà abbellita da un gran numero di opere d'arte.
Le piccole amministrazioni dei 4 casali indipendenti risalgono al 1236. Bisognerà attendere il 1497 perché si uniscano divenendo un unico casale, Ponticelli.
Età moderna Tra il XV e il XVI secolo il territorio risultava articolato in due siti urbani distinti, "Ponticellum magnum" e "Ponticellum parvum", che poi si fusero in un unico villaggio assumendo per questo la denominazione plurale di "Ponticelli" com'è documentato nella numerazione dei villaggi di Napoli del 1497.Gennaro Aspreno Rocco, Brevi cenni storici del Comune di Ponticelli, della sua parrocchiale chiesa e del culto che in essa si rende a S. Maria della Neve, Napoli, Sangiovanni e figlio, 1914, pp. 22-23.
Nel 1628 il poeta napoletano Domenico Basile tradusse in napoletano la favola pastorale "Il Pastor Fido" scritta dal poeta Battista Guarini nel 1590, ambientandola nelle campagne di Porchiano.
Nel 1647 la popolazione di Ponticelli aveva raggiunto le unità, in gran parte contadini, braccianti agricoli, artigiani, ecclesiastici.
Nel 1782 l'avvocato Michele de Jorio protesse giuridicamente Ponticelli dalle ingerenze della chiesa di Napoli e del comune di Casavatore, tanto che fu acclamato quando ritornò in visita nel 1788 con il fratello don Giuseppe vescovo di Samaria, per benedire le nuove campane della chiesa della Madonna della Neve.
Ponticelli ha avuto un importante ruolo durante la rivoluzione napoletana del 1799: vi furono infatti eseguite le condanne a morte inflitte dai repubblicani a tredici uomini fedeli a Ferdinando IV.Dal libro dei morti della Chiesa di Maria Santissima della Neve. Durante la Repubblica Napoletana del 1799, Ponticelli contava abitanti. Il paese fu occupato dalla Compagnia di artiglieria da campagna del capitano Pietro Colletta, dopo che i popolani ebbero bruciato la bandiera giacobina e l'albero della Libertà, dopo aver assalito la guardia civica repubblicana.Colletta fucilò 13 ponticellesi presi che appoggiarono i sanfedisti il 13 giugno, le rivolte filo borboniche di Portici e di Barra, e confiscò la statua d'oro di San Rocco dalla chiesa. Una delegazione di ponticellesi ne richiese però fortemente la restituzione, come pure la liberazione di altri ostaggi. Il reparto repubblicano pensò dunque di ripiegare su Napoli.
Età contemporanea Nel corso dell'Ottocento, durante il periodo borbonico, l'amministrazione comunale di Ponticelli era composta da dieci decurioni ed era affiancata da una guardia urbana formata da 19 militi.
Nel 1861, in viale Margherita, fu istituita una caserma dei Carabinieri composta da cinque militari al comando di un maresciallo.
A seguito dell'eruzione del Vesuvio del 26 aprile 1872, il sindaco di Massa di Somma, Domenico Riccardi, tentò senza successo di annettere la contrada Petrone al proprio comune. Nel 1877 andò in porto, invece, l'aggregazione della Contrada Ponte della Cercola del Comune di San Sebastiano al Vesuvio e della Contrada Caravita del Comune di Pollena Trocchia al territorio del Comune di Massa di Somma che, in quel medesimo anno, cambiò il nome in Cercola (ricostituito poi nel 1988)Rosario Scarpato, Maria Teresa Tommasiello, Anna Maria De Luca Picione, San Sebastiano al Vesuvio, Storia Tradizioni Immagini, Napoli 1981, pp.43-45.
Storicamente casale di Napoli, Ponticelli fu comune autonomo fino al 1925. L'anno successivo, in seguito alla riorganizzazione amministrativa nota come "Grande Napoli", promossa dal regime fascista, fu annesso al comune di Napoli insieme ad altri comuni limitrofi; ultimo sindaco del comune fu Vincenzo Aprea.
Durante la seconda guerra mondiale, il 25 luglio 1943, gruppi antifascisti locali, tutti iscritti al clandestino Partito Comunista Italiano, presero d'assalto la sede rionale fascista in piazza Municipio. Durante la susseguente occupazione nazista 34 innocenti morirono per rappresaglia da parte dei soldati nazisti. Il quartiere si distinse nella Resistenza contro i nazifascisti, tanto da diventare il 26 settembre 1943 il primo quartiere in Europa a liberarsi dai soldati nazisti, dando inizio alle Quattro giornate di Napoli.
Nel secondo dopoguerra ebbe inizio un processo di intensa urbanizzazione, favorito anche dalle politiche edilizie promosse dal sindaco Achille Lauro e dai programmi di edilizia popolare come INA-Casa e INCIS. La popolazione crebbe rapidamente, raggiungendo circa abitanti già nel 1967, in concomitanza con l'inaugurazione del rione INCIS.
Tra gli anni cinquanta e ottanta il quartiere subì una profonda trasformazione urbanistica, perdendo gran parte della sua originaria connotazione rurale. Anche i corsi d'acqua storicamente presenti nel territorio - il Sebeto e i Regi Lagni - scomparvero progressivamente. Il terremoto dell'Irpinia del 1980 determinò la realizzazione di nuovi insediamenti abitativi per accogliere gli sfollati, tra cui il Parco Evangelico e il complesso dei cosiddetti "Bipiani". I successivi interventi di ricostruzione portarono a un'ulteriore espansione edilizia e allo sviluppo della rete stradale, contribuendo alla definitiva configurazione del quartiere come area periferica densamente popolata.
Lo stanziamento di fondi per la ricostruzione post terremoto ha prodotto l'edificazione di quasi tutto il territorio disponibile sia con l'implementazione della rete stradale - con la costruzione di intere nuove arterie, in alcuni tratti anche sopraelevate, per rendere più agile il movimento tra i quartieri della "periferia est" di Napoli, il nuovo Centro direzionale da un lato ed i comuni indipendenti del circondario vesuviano dall'altro - sia mediante l'edilizia di ricostruzione post-terremoto.
Degno di nota è il Massacro di Ponticelli.
Nel primo ventennio del XXI secolo, in attuazione di un piano di riqualificazione della periferia, sono stati ultimati in questo quartiere il Palazzetto dello Sport in via Argine, ed i parchi di verde pubblico De Simone e Fratelli De Filippo, l'Ospedale del Marehttps://www.aslnapoli1centro.it/ospedale-del-mare.
Monumenti e luoghi d'interesse Basilica santuario di Santa Maria della Neve Oratorio della Confraternita del Santissimo Rosario (XVIII secolo) Ancelle del sacro cuore (XVII secolo) Chiesa dell'immacolata a tavernanoce (XX secolo) Chiesa dell'immacolata e san michele (XVIII secolo) Chiesa di San Rocco (XVI secolo) Chiesa di Santa Caterina Volpicelli (XIX secolo) Chiesa di Santa Croce Chiesa della Beata Vergine di Lourdes e Santa Bernadetta (XX secolo) Chiesa di Santa Maria dell'Arco Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Porchiano Chiesa del SS.Rosario in Santa Maria delle Grazie al Felaco Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Ponticelli Chiesa di San Giuseppe al Rione Incis (XX secolo) Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (XX secolo) Chiesa della Madonna degli Agonizzanti (XIX secolo) Chiesa di San Francesco e Santa Chiara (XX secolo) Cappella di Santa Valentina Villa Morabito (XVII secolo) Villa Pirozzi (XVIII secolo) Villa Tropeano (già Petrone, XVIII secolo)
Società Istituzioni, enti e associazioni
È situato nel quartiere il moderno Ospedale del Mare.
Parco dei Murales INWARD - Osservatorio sulla Creatività Urbana ha avviato numerose attività nel complesso popolare di via Merola, ora conosciuto come "Parco dei Murales", meta di turisti appassionati di arte di strada.
Cultura
Media
Cinema Nel 2004 fu girato tra le strade del quartiere Certi bambini, diretto da Andrea e Antonio Frazzi. A Ponticelli sono state girate inoltre numerose scene del film La guerra di Mario, regia di Antonio Capuano, ed è stato interamente ambientato il film Nevia, diretto da Nunzia De Stefano.
A Ponticelli si sono svolte riprese della serie Gomorra, tratta dal best seller di Roberto Saviano.
Letteratura