Ufficiale di carriera, all'inizio della seconda guerra mondiale era il principale collaboratore del generale Dwight Eisenhower; dopo aver contribuito all'operazione Torch, prese il comando delle truppe americane che combatterono la dura e lunga campagna d'Italia, distinguendosi in tutte le principali battaglie.
Personalità determinata e risoluta; non privo di una forte ambizione personale, soprannominato da Winston Churchill "l'aquila americana", Mark Clark fu uno dei generali alleati più discussi e controversi della seconda guerra mondiale.; egli rimane soprattutto famoso per aver liberato Roma il 5 giugno 1944 e per aver concluso vittoriosamente nell'aprile 1945 la guerra nella penisola italiana.
Biografia
Gli inizi della carriera militare Figlio di un ufficiale dell'Esercito degli Stati Uniti e della figlia di un ebreo rumeno emigrato in America, Mark Wayne Clark frequentò l'Accademia militare di West Point e durante il suo periodo di studi decise di farsi battezzare e di aderire alla Chiesa episcopale. Nel 1917 uscì da West Point, dove aveva conosciuto ed era diventato amico del cadetto più anziano Dwight Eisenhower, e venne nominato ufficiale di fanteria..
Durante la prima guerra mondiale, il giovane tenente Clark fu inviato con il corpo di spedizione americano sul fronte occidentale dove nel 1918 venne gravemente ferito da fuoco di artiglieria durante la campagna nella regione francese dell'Argonne. Dopo la fine della Grande Guerra continuò a servire nell'esercito come capitano, impiegato in compiti minori nel quadro del programma di riduzione delle spese militari stabilito dal governo statunitense. Nonostante queste difficoltà Clark proseguì una brillante carriera; nel 1935 divenne insegnante presso la scuola di Stato maggiore e frequentò i corsi della Scuola di guerra.. Nel 1939 all'inizio della seconda guerra mondiale Clark era l'ufficiale addetto ai piani e all'addestramento della 3ª Divisione di fanteria a Fort Lewis, nello Stato di Washington.; egli poté quindi mettere in evidenza le sue qualità di organizzatore e pianificatore e dopo alcuni mesi ricevette un importante incarico di stato maggiore all'interno del Dipartimento della Guerra di Washington.. L'esercito degli Stati Uniti era impegnato, già nel periodo precedente all'entrata in guerra, in un vasto e difficile programma di espansione delle forze combattenti e Clark fu uno degli ufficiali principali dello stato maggiore che studiarono e misero in funzione concretamente i grandiosi programmi approvati dall'autorità politica per la costituzione e l'equipaggiamento con la massima rapidità ed efficienza delle nuove divisioni americane. Clark venne altamente apprezzato dai suoi superiori per la sua "spiccata personalità… il tatto e l'intelligenza".
Clark era tenuto in alta considerazione anche dal generale George Marshall, capo di stato maggiore dell'esercito e personalità dominante della struttura di comando americana, di cui divenne uno dei principali collaboratori; assegnato al nuovo "Comando delle Forze Terrestri" (Army Ground Forces) del generale Lesley McNair, mostrò capacità di addestratore e di tattico durante le grandi manovre in Louisiana dell'autunno del 1941.. Dopo l'attacco di Pearl Harbor, il 7 dicembre 1941, e l'entrata in guerra degli Stati Uniti, fu Clark, che interpellato direttamente dal generale Marshall, consigliò di nominare il suo vecchio amico generale Dwight D. Eisenhower, alla guida dell'importantissima "sezione piani di guerra" dello stato maggiore generale.
Nella seconda guerra mondiale Campagna del Nordafrica
All'inizio del 1942 Clark, promosso generale di brigata, cominciò una stretta collaborazione con il generale Eisenhower e quando quest'ultimo venne inviato a giugno 1942 in Gran Bretagna come responsabile di tutte le forze americane impegnate nel teatro d'operazioni europeo, anche Clark fu inviato a Londra il 24 giugno 1942 come comandante del II corpo d'armata americano, la prima formazione statunitense inviata sul teatro europeo.. In questa fase Clark era soprattutto impegnato nel lavoro di progettazione della prevista grande operazione di sbarco in Francia, la cosiddetta operazione Roundup, e, insieme con il generale Eisenhower, incontrò e collaborò strettamente anche con il primo ministro britannico Winston Churchill. Il capo del governo britannico aveva conosciuto i generali Eisenhower e Clark nel giugno 1942 a Washington e rimase subito impressionato dalla loro forte personalità e dalla loro determinazione a far entrare in combattimento al più presto l'esercito americano nel teatro europeo..
Dopo la decisione dei capi supremi alleati, il 27 luglio 1942, di rinviare la grande invasione del continente europeo e di organizzare invece lo sbarco nel Nordafrica francese, la cosiddetta operazione Torch, il generale Eisenhower venne nominato comandante supremo del corpo di spedizione anglo-americano destinato a sbarcare in Marocco e Algeria, e Clark divenne il vice-comandante. Egli svolse un grande lavoro organizzativo ma fu oggetto di critiche da parte di alcuni colleghi per la sua notevole ambizione e il suo desiderio di mettersi in evidenza e raggiungere il successo nella carriera..
La notte del 21 ottobre 1942, pochi giorni prima dell'inizio dell'operazione Torch, Clark diresse personalmente una rischiosa missione in Algeria per prendere contatto con gli ufficiali francesi favorevoli agli alleati e concordare la collaborazione al momento dello sbarco. Trasportato a bordo del sommergibile Seraph e approdato a riva a Cherchell insieme con una decina di uomini con mezzi di fortuna, egli incontrò in una villa nei pressi della spiaggia il generale francese Charles Mast con il quale discusse i particolari dello sbarco e sembrò ottenere la sua fiducia. Dopo alcune rocambolesche avventure nella notte, Clark e i suoi uomini riuscirono poi a ripartire raggiungendo in salvo il sommergibile in attesa al largo. Il generale Clark ritornò pienamente fiducioso e scrisse al generale Eisenhower di aver "risolto tutti i problemi in modo soddisfacente" e di attendersi "poca resistenza" da parte francese..
L'operazione Torch ebbe inizio l'8 novembre 1942 e nella prima fase Clark dovette soprattutto dedicarsi a delicati compiti politico-diplomatici. La vigilia dell'inizio dell'operazione, il pomeriggio del 7 novembre 1942, Clark partecipò a Gibilterra, insieme con il generale Eisenhower, al burrascoso colloquio con il generale francese Henri Giraud che pretendeva di assumere il comando supremo delle forze alleate subito dopo lo sbarco; Clark, che aveva una limitata conoscenza della lingua francese, chiarì che le pretese del generale erano assurde e usò accenti minacciosi per intimidire il suo interlocutore.. Subito dopo l'inizio degli sbarchi, Clark venne incaricato dal generale Eisenhower di recarsi in aereo ad Algeri per favorire il successo degli ufficiali francesi favorevoli agli alleati e concludere un armistizio generale; arrivato il mattino del 10 novembre 1942, Clark trovò una situazione molto confusa e dovette entrare in contatto con l'ammiraglio François Darlan, uno degli uomini più potenti del regime di Vichy, che si trovava per caso ad Algeri. Clark cercò di convincere in un drammatico colloquio l'ammiraglio Darlan a collaborare con gli alleati e ordinare un cessate il fuoco, ma in un primo tempo l'alto ufficiale rifiutò e venne bruscamente posto agli arresti.. Clark tuttavia riteneva che per impedire un prolungamento della resistenza francese in Nordafrica fosse essenziale raggiungere un compromesso con l'ammiraglio Darlan, e riprese le trattative il 12 novembre; l'ammiraglio francese dopo molti ripensamenti e accesi scontri verbali con Clark, decise di concludere l'accordo (il cosiddetto "Clark-Darlan Agreement") che prevedeva la fine dei combattimenti, la collaborazione con gli alleati e la divisione dell'autorità in Nordafrica tra l'ammiraglio, il generale Giraud e il generale Alphonse Juin. Il generale Eisenhower arrivò ad Algeri il pomeriggio del 13 novembre e approvò l'accordo concluso da Clark che venne immediatamente promosso tenente generale..
Nelle settimane seguenti Clark continuò a svolgere compiti organizzativi e diplomatici come vice-comandante delle forze di spedizione alleate in Nordafrica alle dipendenze del generale Eisenhower; in questa fase controllò soprattutto lo spiegamento delle truppe americane in Tunisia entrando spesso in contrasto con i generali britannici e gestì la confusa situazione venutasi a creare ad Algeri dopo l'assassinio dell'ammiraglio Darlan il 25 dicembre 1942.. In gennaio 1943 assunse finalmente il suo primo incarico di comando; tuttavia invece di prendere la guida del II corpo d'armata che era impegnato sulla linea del fronte tunisino, preferì la nomina a comandante in capo della nuova 5ª armata americana che, costituita con tre divisioni di fanteria e una divisione corazzata, era stata incaricata, secondo le indicazioni del generale Marshall, di occupare solidamente il Marocco e proteggere le linee di comunicazioni delle forze anglo-americane in caso di un'eventuale offensiva tedesca attraverso la Spagna e Gibilterra.. Nonostante la grande efficienza e risolutezza dimostrate, l'operato di Clark in Nordafrica fu oggetto di critiche da parte di alcuni generali statunitensi per la sua presunta eccessiva ambizione, e soprattutto da parte di molti alti ufficiali britannici dai quali era considerato troppo autoritario e anglofobo; venne descritto come un "genio del male"..
La 5ª Armata non intervenne nella campagna di Tunisia e si limitò a presidiare il Marocco, mentre Clark e il suo abile capo di stato maggiore, generale Alfred Gruenther, pianificarono ulteriori possibili operazioni di sbarco in Sardegna o Corsica.; inoltre durante la conferenza di Casablanca, il generale accolse il presidente Roosevelt e lo accompagnò il 21 gennaio 1943 nella rivista delle truppe statunitensi presenti in Marocco.. La campagna di Tunisia terminò con la vittoria totale alleata il 13 maggio 1943 e il 10 luglio gli anglo-americani guidati dal generale George Patton e dal generale Bernard Montgomery, sbarcarono in Sicilia; Clark per il momento rimase in Nordafrica con la sua 5ª Armata.
In Italia da Salerno a Roma Il 17 agosto 1943 i dirigenti politico-militari anglo-americani decisero in via definitiva l'esecuzione entro il 9 settembre dello sbarco a Salerno da parte della 5ª Armata che avrebbe dovuto coordinare la sua azione con gli sbarchi secondari di reparti dell'8ª Armata del generale Montgomery in Calabria e in Puglia.. Clark quindi ebbe l'incarico di dirigere il primo attacco in forze alleato al continente europeo dominato dal Terzo Reich. Il generale progettò un piano ambizioso e aggressivo che prevedeva di avanzare rapidamente con i suoi due corpi d'armata dalle spiagge di Salerno ed entrare a Napoli già cinque giorni dopo lo sbarco.. Per raggiungere questi risultati Clark aveva previsto di occupare rapidamente i passi collinari che dominavano la piana del fiume Sele con reparti di Ranger; inoltre egli intendeva far intervenire i paracadutisti della 82ª Divisione aviotrasportata per prendere possesso dei ponti sul Volturno.
Clark venne invece informato dal generale Eisenhower il 3 settembre che, a causa degli sviluppi della situazione creati dall'armistizio italiano, la divisione paracadutisti avrebbe dovuto essere lanciata su Roma e quindi non sarebbe più stata a sua disposizione; il generale apprese con grande disappunto queste notizie ma ormai l'operazione Avalanche era in pieno svolgimento ed egli non era più in grado di modificare i suoi piani. Clark decise di procedere con il suo audace progetto senza prestare molta attenzione alle possibili contromisure tedesche e contando di raggiungere un brillante successo prima dell'intervento dalla Calabria delle truppe britanniche del generale Montgomery..