Dopo gli inizi con , con cui ha esordito da professionista, e , nel 2012 è passato alla , dove in due stagioni e mezza ha vinto due campionati croati (2012-2013 e 2013-2014) e una Supercoppa di Croazia (2013). Nel gennaio del 2015 è stato acquistato dall', con cui ha vinto un campionato italiano (2020-2021), due Coppe Italia (2021-2022 e 2022-2023) e due Supercoppe italiane (2021 e 2022), oltre ad aver raggiunto una finale di UEFA Europa League (2019-2020) e una di UEFA Champions League (2022-2023). Dal 2023 al 2026 ha giocato all' con i quali ha vinto una Coppa dei Campioni araba per club (2023) ed un campionato saudita (2025-2026).
Con la nazionale croata, in cui ha esordito nel 2014, ha partecipato a tre edizioni del campionato mondiale (2014, 2018 e 2022) e tre del campionato europeo (2016, 2020 e 2024), raggiungendo il secondo posto nel campionato mondiale del 2018 e il terzo in quello del 2022. Nel 2024 dopo 99 presenze annuncia l'addio alla nazionale.
A livello individuale, è stato incluso nella squadra della stagione della UEFA Europa League (2019-2020) e in quella dell'AIC (2021-2022), oltre ad essere premiato come miglior centrocampista dell'anno dalla Serie A (2021-2022).
Biografia Primogenito di Ivan e Sanja, ha cominciato a giocare a calcio ai tempi dell'asilo. È soprannominato Epic Brozo, che è anche il nome della sua caratteristica esultanza, che consiste nell'apporre il pollice e l'indice della mano sinistra sotto il mento.
Sposato dal 2016 con Silvija Lihtar, ha due figli: Aurora (2017) e Rafael (2019).
Caratteristiche tecniche
È un centrocampista duttile, in grado di svolgere sia compiti difensivi sia offensivi. Esibisce un repertorio completo, rivelandosi un efficace incontrista e un ottimo costruttore di gioco, peraltro avvezzo a trovare la via del gol. I ruoli tipici in cui è stato impiegato sono quelli di trequartista, esterno destro offensivo oppure interno destro nella mediana a tre. Dal 2017 è stato schierato con buoni risultati nella nazionale croata anche come regista davanti alla difesa, posizione che, grazie a un'intuizione di Piero Ausilio, ha ricoperto dai primi mesi del 2018 anche nell'Inter di Spalletti.
Si è affermato tra i migliori interpreti a livello internazionale in questo nuovo ruolo, che gli ha dato modo di migliorare le sue doti di velocità nello smarcarsi, di proteggere la palla, di impostare il passaggio dopo un più efficiente controllo, di servire con precisione i compagni nello stretto e gli attaccanti in profondità e di attivare i giocatori sulle fasce anche con frequenti cambi di gioco che danno respiro alla manovra. Partendo dalle retrovie, si è inoltre reso più pericoloso nel penetrare gli schieramenti avversari in dribbling grazie all'efficace controllo di palla.
Come regista davanti alla difesa si è assunto la maggior parte dell'incarico di impostare il gioco della squadra ed è anche migliorato nella fase difensiva; tra le statistiche in cui è balzato ai primi posti nel campionato italiano, vi sono quelle relative al numero di passaggi tentati e riusciti, compresi quelli nella metà campo avversaria, di contrasti vinti, di chilometri percorsi ogni partita e di palloni recuperati. Con la nazionale si è adeguato a un lavoro più oscuro ma prezioso di interdizione e di supporto ai più tecnici compagni di centrocampo Modric e Rakitic, contribuendo all’ottimo campionato mondiale disputato in Russia dalla Croazia.
Ha, inoltre, reso celebre la "mossa del coccodrillo", tattica in cui un giocatore si sdraia dietro la barriera su un calcio di punizione avversario per bloccare un eventuale tiro rasoterra. Pur non essendo l'inventore di tale gesto, l'esecuzione da parte del croato durante una partita di Champions League contro il contribuì alla sua diffusione e applicazione a livello internazionale.
Carriera Club Hrvatski Dragovoljac Cresce nelle giovanili dell' di Novi Zagreb, sobborgo meridionale di Zagabria, e incomincia a giocare con la prima squadra nel campionato 2010-2011 della massima serie croata, la Prva hrvatska nogometna liga. Esordisce il 24 luglio 2010 ed è subito titolare alla prima di campionato nella sconfitta per 1-4 sul campo dei campioni uscenti della . Il 19 marzo 2011 sigla il suo primo e unico gol con il Dragovoljac che fissa la vittoria interna per 1-0 sul . A fine campionato la squadra retrocede e Brozovic chiude con 30 presenze e un gol.
Lokomotiva Zagabria A luglio del 2011 firma un contratto con la , altro club della capitale, ripescato nella massima serie dopo che era a sua volta retrocessa. Nel campionato 2011-2012 colleziona 27 presenze e 4 reti, contribuendo al settimo posto finale raggiunto dalla squadra. Incomincia ancora nelle file della Lokomotiva la stagione successiva, durante la quale sigla un'altra rete in campionato prima di essere ceduto nell'agosto 2012.
Dinamo Zagabria A fine agosto firma un contratto di sette anni con i campioni nazionali della , dove arriva per sostituire Milan Badelj trasferito all'. Esordisce in campionato il 14 settembre entrando nel secondo tempo dell'incontro pareggiato 0-0 in casa contro l'. Quattro giorni dopo fa il suo esordio in UEFA Champions League giocando tutta la partita persa in casa 0-2 contro il , valida per la prima giornata della fase a gironi. Il 14 aprile 2013 segna la sua prima rete in campionato per la Dinamo fissando il risultato di 2-0 nella vittoria interna contro l'. Nella sua prima stagione gioca in totale 30 partite, di cui 23 in campionato, e segna 2 reti, contribuendo al 15º campionato vinto dal club, che viene eliminato negli ottavi di finale della Coppa di Croazia 2012-2013 e nella fase a gironi in Champions League.
Nella stagione successiva, il 27 agosto 2013 segna la sua prima rete europea nella vittoria in trasferta contro l' valida per il ritorno dei play-off della Champions League 2013-2014; la Dinamo vince 3-2 ma viene eliminata avendo perso 2-0 all'andata. L'8 marzo 2014 mette a segno la sua prima doppietta in carriera, in occasione della vittoria per 6-1 in campionato sul campo dello . A fine stagione la Dinamo si riconferma campione di Croazia e Brozovic ha collezionato 27 partite in campionato segnando 6 reti. Nella prima parte della stagione successiva gioca altre 14 partite nel campionato croato mettendo a segno una rete, e chiude l'esperienza con la Dinamo con un totale di 64 partite in campionato e 9 gol.
Inter Le prime stagioni (2015-2019) Il 24 gennaio 2015, a 22 anni, viene ufficializzato il suo passaggio all' con la formula del prestito da tre milioni di euro con obbligo di riscatto fissato a cinque milioni dopo 18 mesi; Brozović, ormai titolare fisso in nazionale, era stato messo sotto osservazione dagli addetti ai lavori nerazzurri da vari mesi ed aveva convinto il tecnico Roberto Mancini, il quale lo aveva visionato nella gara tra Italia e Croazia (1-1), valida per le qualificazioni al campionato europeo 2016. Presa la maglia numero 77, indossata l'ultima volta da Sulley Muntari, al momento della firma diventa il sesto croato ad indossare la maglia dell'Inter, nonché il novecentesimo calciatore in assoluto. Esordisce ufficialmente in Serie A il 1º febbraio seguente, in occasione della sconfitta esterna per 3-1 contro il Sassuolo. Pur non potendo essere schierato in Europa League, viene utilizzato con frequenza in campionato, riuscendo a chiudere la stagione con una rete, la prima da interista, realizzata nell'ultima gara contro l'Empoli(4-3). Conclude la seconda metà di stagione con 15 presenze in campionato, 13 delle quali partendo dal primo minuto, una rete e un assist.
Nella stagione successiva, la prima per intero da quando è all'Inter, realizza una rete nella vittoria interna contro il Frosinone (4-0), facendo registrare la vittoria più ampia della stagione al pari della trasferta di Udine, contro l'Udinese il 12 dicembre, gara nella quale il croato si ripete con un destro a giro che chiude definitivamente il discorso; in questo match, per la prima volta celebra la rete con la sua ormai tipica esultanza, EpicBrozo – che è anche il suo soprannome – che consiste nell'apporre il pollice e l'indice della mano sinistra sotto il mento. Il 15 dicembre bagna il suo debutto in Coppa Italia, realizzando una rete nella sfida casalinga contro il Cagliari, vinta per 3-0. Ormai divenuto un punto fermo dei nerazzurri, nel derby d'Italia del 2 marzo 2016 è autore di una doppietta contro la Juventus, che, anche grazie alla rete del connazionale Perišić, permette di pareggiare il risultato della gara di andata: l'incontro, valido per le semifinali della coppa nazionale, si conclude ai rigori, dove il croato realizza il proprio tentativo senza però riuscire a evitare l'eliminazione dei milanesi; in tale gara, inoltre, percorre 17,81 chilometri in 120 minuti, dei quali 13,8 nei tempi regolamentari, battendo così il primato stagionale europeo, appartenente a Milner. La squadra meneghina conclude la stagione alla quarta posizione, il miglior piazzamento dalla stagione 2010-2011, chiusa al secondo posto, guadagnandosi così il diritto partecipare alla successiva Europa League.
Il 15 settembre successivo, in occasione della sconfitta interna contro l'Hapoel Be'er Sheva, fa l'esordio nelle coppe europee con l'Inter. Sostituito all'inizio del secondo tempo, il croato rifiuta di accomodarsi in panchina, creando non poche polemiche. Il neo tecnico Frank de Boer lo mette fuori rosa per la successiva partita di campionato contro la Juventus. Riferendosi all'accaduto, l'allenatore olandese fa notare come il calciatore debba dimostrare la sua disciplina, aggiungendo di non poter accettare l'episodio. Convocato il 16 ottobre per la gara interna contro il Cagliari, rimane in panchina per tutta la durata dell'incontro. Quattro giorni dopo, disputa la gara di Europa League contro il Southampton, ricevendo, al minuto 77, la prima espulsione da interista. Con l'arrivo del nuovo tecnico Stefano Pioli, il croato incrementa il suo rendimento e il 24 novembre seguente realizza il primo gol in campo internazionale nella sconfitta esterna con l'Hapoel Be'er Sheva. Si ripete poi con la Fiorentina e l'11 dicembre, nella partita contro il Genoa, in cui mette a segno la prima doppietta nel campionato italiano.
Il 7 dicembre prolunga il suo contratto sino al 2021, con un significativo aumento salariale. Impiegato con costanza da Pioli, viene confermato titolare anche con l'arrivo in panchina di Spalletti alternando buone prestazioni a partite mediocri, incrementando tuttavia il proprio rendimento sul finire della stagione 2017-2018 quando viene spostato nei due davanti alla difesa nel 4-2-3-1 dell'ex-allenatore della a partire da marzo. Il 12 maggio 2018 raggiunge quota cento presenze in campionato nella sconfitta con il Sassuolo. Nell'ultima gara di campionato contro la Lazio si rivela decisivo per il ritorno dell'inter in Champions League dopo sei anni di assenza, fornendo due assist per le reti di D'Ambrosio e Vecino. Termina la stagione con 31 presenze in campionato e un rilevante bottino di quattro reti e nove assist, otto dei quali forniti nella seconda parte di stagione. Il 22 settembre 2018, durante la nuova annata, decide la gara contro la Sampdoria con una rete allo scadere. Nel corso della stagione 2018-2019, pur non ripetendo il clamoroso exploit dell'annata precedente, che lo aveva promosso a titolare indiscusso, si conferma comunque come uno dei giocatori più positivi nella rosa allora allenata da Spalletti, collezionando ben 42 presenze e 2 reti complessive.
L'affermazione e i successi (2019-2023)