Biografia Crebbe a New York e nella Nuova Scozia. Dal 1952 al 1955 frequentò l'Art Students League di New York. Grazie a una borsa di studio si trasferì a Roma, dove visse dal 1956 al 1958. Ritornò quindi a New York e il suo lavoro artistico le fruttò una grande quantità di premi e riconoscimenti, come il Louis Comfort Tiffany Award, il Mademoiselle Woman of the Year, il secondo posto alla 28th Biennial of American Art della Corcoran Gallery of Art di Washington e il primo premio del National Institute of Arts and Letters.
Nel 1960 tenne la sua prima mostra personale nella galleria di Leo Castelli, dove continuerà a esporre fino al 1970.
Dal 1965 visse col marito William Giles, scultore, e la figlia Valerie a Greene Street.
Dal 1970 insegnò al Brooklyn College fino al 1991, anno in cui si ritirò a vita privata a Orbisonia, in Pennsylvania, dove continuò a scolpire tenendosi però lontana dai riflettori. Tornò alla ribalta nel 2003 grazie a una retrospettiva organizzata dall'Hammer Museum di Los Angeles, dal Museum of Contemporary Art di Chicago e dal Museum of Modern Art di New York.
L'artista è morta nella sua casa nello stato della Florida l'8 novembre 2022.
Note
Bibliografia Jo Applin, This Threatening and Possibly Functioning Object: Lee Bontecou and the Sculptural Void , Art History, 2006, pp. 476–503 Arthur Danto, A Tribe Called Quest, The Nation, 2004, p. 40-43 Douglas Dreishpoon, From a Curator's Point of View: Making Selections and Forging Connections: Lee Bontecou, Eva Hesse, Donald Judd, Sol LeWitt, Brice Marden, Robert Morris, Robert Smithson, Weatherspoon Art Gallery, University of North Carolina at Greensboro. Helen Anne Molesworth, Part Object Part Sculpture, Wexner Center for the Arts, The Ohio State University, 2004. A.T. Elizabeth, Lee Bontecou: A Retrospective, Museum of Contemporary Art, Chicago, 2003.
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