Il Varese Football Club, in breve Varese FC o semplicemente Varese, è una società calcistica italiana con sede a Varese, costituita nel 2019 come A.S.D. Città di Varese per subentrare informalmente al fallito Varese Calcio. Avendo progressivamente fatto propria l'identità del calcio varesino (colori, simboli, richiami alla storia pregressa e dal 2025 anche la ragione sociale), è da considerarsi erede de facto, ma non de iure, della tradizione sportiva iniziata nel 1910 con la fondazione dell'originario Varese Football Club, in breve Varese F.B.C.

Nel corso delle sue varie trasformazioni societarie, il Varese vanta sette partecipazioni al torneo italiano di massima serie a girone unico con il settimo posto in Serie A 1967-1968 quale miglior piazzamento assoluto. Nel suo palmarès vi sono altresì tre campionati di Serie B, una Coppa Italia Serie C e una Coppa Italia Dilettanti, nonché la partecipazione a un girone finale di Coppa Italia.

Dalla stagione 2020-2021 (previo subentro nel titolo sportivo del Busto 81 di Busto Arsizio) milita in Serie D, quarto livello del campionato italiano di calcio.

Storia

Il club fu fondato il come Varese Football Club (siglato con la forma arcaica Varese F.B.C.), allo scopo di promuovere in città la pratica del calcio e di altri giochi all'aria aperta. Tutti i membri del sodalizio, dirigenti e giocatori, pagavano una tassa d'iscrizione mensile di una lira. Quali colori sociali furono adottati il bianco e viola. I primi campi di gioco erano situati nel rione di Casbeno e in località Bettole (sul sito ove venne poi costruito l'ippodromo varesino). Nei suoi primi anni di vita, il club non prese parte a competizioni organizzate, disputando numerose amichevoli. I primi avversari furono l'Aurora di Busto Arsizio, la Libertas di Gallarate, il Luino, l'Unione Sportiva Milanese, l'Ausonia e l'InterChi siamo - varese-calcio.itStoria - varese1910.it

Il Varese Football Club debuttò nei campionati italiani iscrivendosi al Comitato Regionale Lombardo nel 1914. Nel maggio del 1915, a causa della guerra, le stagioni calcistiche si interruppero e ripresero solo nel 1919, allorché ritornarono gli interessi nel calcio e nelle altre attività ricreative. Negli anni venti il club prese parte a tre campionati di massima serie (allora denominata Prima Categoria) nel 1919-1920, 1920-1921, 1921-1922, venendo sempre eliminata negli spareggi regionali. Nel 1922, in seguito a una riforma dei campionati, venne retrocessa in Seconda Divisione.

Nel 1926-1927 i colori del club furono mutati in bianco e rosso, per uniformarsi agli storici colori della città di Varese. Intanto nel quartiere varesino di Masnago venne costruito il primo stadio cittadino, denominato stadio del Littorio (rinominato poi stadio di Masnago nel secondo dopoguerra e infine, nel settembre 1950, stadio Franco Ossola, in onore dell'omonimo giocatore varesino che aveva trovato la morte nel 1949 nella tragedia di Superga).

Nel 1946 la Varese Sportiva ripristinò la ragione sociale Varese Football Club, sotto la presidenza dell'imprenditore Angelo Ronzoni di Besozzo, che resta alla testa del club fino circa al 1950, quando gli subentrò l'imprenditore varesino Giovanni Borghi, fondatore del colosso degli elettrodomestici Ignis, che nel 1950-1951 assunse una prima volta la presidenza, salvo poi lasciarla subito a fronte degli scarsi risultati, con la squadra addirittura retrocessa in Quarta Serie e salvata dalla Prima Divisione solo tramite ripescaggio. Il decennio vide quindi vari rimpasti societari, con un ricorso non infrequente alle gestioni commissariali, che si trovavano a dover fare i conti con una consistente esposizione debitoria. Nel 1954 il giornalista de "La Prealpina" Mario Lodi riuscì a ricompattare l'organigramma sotto la presidenza di Giovanni Marini, che nel 1962 (dopo aver riportato il Varese in Serie C) lasciò il posto a Cesare Casati e a un nuovo consiglio direttivo che includeva Lino Oldrini e il rientrante Borghi. Nel 1962-1963 fu centrata la promozione in Serie B, dopodiché a stretto giro arrivò pure la storica promozione in Serie A, al termine del campionato 1963-1964. Al contempo si registrò l'ingresso in organigramma dell’imprenditore Luciano Filiberti, patron della Argo (assieme al fratello Lucio), che nel 1964 assunse la presidenza e la tenne fino al 1966, quando la rilevò nuovamente Giovanni Borghi, che trasferì la gestione societaria a Comerio presso il quartier generale Ignis.

Dopo anni di alti e bassi, tra retrocessioni in Serie B e promozioni in A, dal 1970 insorse una fase calante che vide la società biancorossa stazionare diversi anni in B; nella stagione 1981-1982 sfiorò bensì la promozione in serie A, guidando la classifica sino alla ventiseiesima giornata, salvo poi crollare negli ultimi due mesi classificandosi solamente quarta.

Con la retrocessione in serie C nel 1985, il club iniziò un lungo periodo di militanza nelle categorie inferiori, destinato a protrarsi per 25 anni: trascorse infatti 10 stagioni in Serie C2 (con una parentesi nel Campionato Nazionale Dilettanti 1993-1994 con vittoria del campionato e della Coppa Italia), per poi riaccedere alla serie C1 nel giro di quattro anni, grazie al lavoro del direttore generale Stefano Capozucca, chiamato a Varese dall'allora co-proprietario del club Claudio Milanese, coadiuvato dal presidente Paolo Binda e da altri soci minori.

Nei primi anni 2000 subentrò alla presidenza Binda la famiglia Turri, la cui gestione portò tuttavia la società al fallimento nel 2004. Il club venne pertanto rifondato sotto il nome di Associazione Sportiva Varese 1910 e ripartì dal campionato regionale di Eccellenza, guidato dagli ex giocatori biancorossi Pietro Maroso (nominato presidente), Riccardo Sogliano (patron) e Sean Sogliano (direttore sportivo). La squadra rientrò nelle leghe professionistiche in sole due stagioni (nel 2006) e nell'estate del 2008 passò di proprietà all'imprenditore monzese Antonio Rosati, che nel giro di due stagioni (concluse con altrettante promozioni consecutive) portò i biancorossi dapprima in Lega Pro Prima Divisione e infine, nel 2010, con il secondo posto in classifica nella stagione regolare e la vittoria dei play-off, in Serie B, donde il Varese mancava da 25 anni. Nelle prime due stagioni di militanza in seconda serie i biancorossi arrivano per due volte consecutive a giocarsi la promozione in Serie A, senza però riuscire a superare lo scoglio play-off.

Al termine della stagione 2012-2013, conclusa con il mancato accesso ai play-off all'ultima giornata, Rosati (in procinto di entrare nei quadri dirigenti del ) cedette la proprietà e la presidenza del club a Nicola Laurenza, già da tre stagioni sponsor principale dei biancorossi. La gestione Laurenza tuttavia condusse a due stagioni segnate da scarso rendimento agonistico e crescenti problematiche societarie, che culminano nella retrocessione in Lega Pro nel 2015, dopo cinque stagioni di permanenza nel campionato di Serie B.

Nell'estate 2015 Laurenza (che ad inizio anno aveva lasciato la presidenza del Varese, poi rilevata transitoriamente dall'avvocato Pierpaolo Cassarà) cedette le quote di maggioranza della società al misconosciuto faccendiere libanese Alì Zeaiter, il quale (dopo aver promesso un pronto rilancio della squadra) tuttavia si dimise dopo poche settimane. Il club, ormai oberato dai debiti e rimasto nelle mani del vicepresidente Massimo Trainito, non riuscì infine a perfezionare l'iscrizione alla Lega Pro 2015-2016; pertanto il consiglio federale della Lega Calcio dispose la revoca della Licenza Nazionale alla società, decretandone l'estromissione dal calcio professionistico italiano COMUNICATO UFFICIALE N. 35/L DEL 20 LUGLIO 2015 - lega-pro.com, 20 lug 2015.

Uscito di scena il Varese 1910, il sindaco di Varese in carica Attilio Fontana si adoperò per radunare i soggetti interessati alla ricostituzione del sodalizio: dopo un primo tentativo fallito (che precluse la possibilità di iscrivere il "nuovo Varese" alla Serie D), un pool di imprenditori varesini e semplici tifosi capeggiati da Gabriele Ciavarrella, Piero Galparoli e Enzo Rosa finanziarono la creazione di una nuova società, denominata Varese Calcio S.S.D. e iscrittasi al campionato di Eccellenza. La nuova squadra vinse con ampio margine il proprio girone (senza subire alcuna sconfitta) e ottenne la promozione in Serie D. Dopo aver sfiorato l'immediato ritorno tra i professionisti nella successiva annata, la società subì tuttavia una nuova e repentina crisi economica e sportiva, tale da condurla, al termine della stagione 2017-2018, a perdere i play-out contro l' e retrocedere in Eccellenza.

Il successivo campionato, portato a termine con difficoltà (sia pure con la vittoria in Coppa Italia Dilettanti Lombardia) e in un quadro di crescente crisi economico-amministrativa, si conclude con l'ulteriore fallimento societario, proclamato ufficialmente il 12 agosto 2019. A seguito di ciò nessuna società si propone per subentrare formalmente alla tradizione sportiva biancorossa, che pertanto attraversò una fase di sostanziale quiescenza.

Il nome di Varese nel calcio e i colori biancorossi vennero mantenuti, senza alcun collegamento effettivo o rivendicato con le realtà precedenti, da due società dilettantistiche fondate ex novo nel 2019: l'Accademia Varese, club di solo settore giovanile con sede a Calcinate degli Origoni, e il Città di Varese, partito dalla Terza Categoria provinciale e inizialmente basato al campo "ex Varesello" delle Bustecche. Proprio quest'ultima, dopo aver vinto il campionato di competenza, nell'estate 2020 rileva per fusione il titolo sportivo del (seconda squadra di Busto Arsizio) e ottiene il diritto a concorrere alla Serie D, oltre alla gestione dello stadio Franco Ossola. Sempre il Città di Varese, decide nel 2024 di rivendicare la continuità storica con il club cittadino fondato nel 1910.

Il 23 maggio 2025 la società torna ad adottare la denominazione Varese Football Club.

Cronistoria Cronistoria del Varese Football Club 1910 - Il 22 marzo, viene fondato il Varese Football Club che adotta la maglia viola con risvolti bianchi e pantaloncini bianchi. 1913 - La società si affilia al Comitato Regionale Lombardo della FIGC giocando alcuni tornei. Appronta il campo di via Sanvito Silvestro per partecipare al campionato di Promozione. 1913-1914 - 7º nella Promozione lombarda. 1914-1915 - 3º nel girone finale della Promozione Lombardia. Ammesso a tavolino in Prima Categoria dopo la pausa bellica. 1915-1919 - Interruzione dell'attività a causa della prima guerra mondiale. 1919-1920 - 5º nel girone C della Prima Categoria Lombardia dopo aver vinto lo spareggio.

1920-1921 - 3º nel girone C della Prima Categoria Lombardia dopo aver vinto lo spareggio. 1921-1922 - 4º nel girone C della Prima Categoria Lombardia. Il Compromesso Colombo lo assegna alla Seconda Divisione della Lega Nord. 1922-1923 - 6º nel girone B della Seconda Divisione. 1923 - A fine campionato il Varese F.B.C. si fonde con lUnione Sportiva Varesina, il Club Sport Varesino e il Moto Club Varese, diventando l'Associazione Sportiva Varesina. 1923-1924 - 7º nel girone A della Seconda Divisione. Retrocesso in Terza Divisione. 1924-1925 - 4º nel girone B della Terza Divisione della Lombardia. 1925-1926 - 5º nel girone B della Terza Divisione della Lombardia. 1926 - L'A.S. Varesina si fonde con lo Sport Club Luigi Ganna e con la Polisportiva Mussolini diventando la Varese Sportiva, cambiando i colori sociali ed adottando il bianco-rosso in sostituzione del bianco-viola. 1926-1927 - 3º nel girone B della Terza Divisione della Lombardia. Ammesso in Seconda Divisione per allargamento dei quadri. Secondo turno di Coppa Italia. 1927-1928 - 4º nel girone B della Seconda Divisione Nord. Ammesso in Prima Divisione, la nuova terza serie del DDS nell’ambito della riforma dei campionati. 1928-1929 - 10º nel girone B della Prima Divisione. 1929-1930 - 7º nel girone B della Prima Divisione.