Generalmente si considera inizio della bimillenaria storia di Ancona la fondazione greca: questo è esatto considerando Ancona come città. Prima di essere città con tale nome, però, Ancona esisteva già come villaggio o come insieme di villaggi; gli scavi archeologici infatti hanno dimostrato l'esistenza di tre centri abitati durante l'Età del bronzoMaurizio Landolfi, Ankon (primo volume) e uno nell'Età del ferro, quest'ultimo riferibile alla civiltà picena.
Ancona divenne città nel 387 a.C., data di fondazione della colonia di Ankón da parte di greci siracusani di stirpe dorica. Il preesistente centro piceno venne pacificamente assorbito da quello greco e la città rimase per circa due secoli una fiorente colonia grecaLa colonia di Ankón non era parte della Magna Grecia, in quanto con quest'espressione si intende l'insieme dei territori colonizzati dai Greci in Italia meridionale. Secondo l'uso greco, tra l'altro, neanche Siracusa e le altre polis siciliane erano parte della Magna Grecia..
Successivamente fu alleata e poi, dal 90 a.C. municipium di Roma, attivo porto di comunicazione tra la capitale e l'Oriente. Ebbe particolare importanza sotto il governo di Traiano, che potenziò il suo porto per favorire i traffici con la parte orientale dell'Impero.
Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente fu assoggettata al regno degli Eruli e poi a quello degli Ostrogoti, come gran parte del resto d'Italia. In seguito alla Guerra gotico-bizantina, fece parte della pentapoli marittima dell'Impero bizantino.
Dopo il Mille la città entrò nel periodo più splendido della sua storia, ossia quello in cui fu libero comune e repubblica marinara. Durante i cinque secoli di indipendenza de facto si distinse dalle altre repubbliche marinare per un comportamento alquanto singolare: mai intraprese guerre di sopraffazione contro altre città, contenta del proprio rapporto con il mare e con l'OrienteAncona repubblica marinara, in Deputazione di Storia patria, Federico Barbarossa , Ancona e le Marche, Atti del convegno, 1969 , Città di Castello, 1972; dovette però spesso difendersi da potenze nemiche, cosa che fece sempre con grande ardore. Una costante della storia di Ancona di tutti i secoli è anzi il ripetersi di difficili assedi dai quali emerse quasi sempre vittoriosa, dopo lunghi patimenti.
Altra costante della storia di Ancona, che emerge sin dal periodo della colonia greca, è il rapporto intenso con il mare, la navigazione e l'Oriente, rapporto che ancor oggi caratterizza la città.
Nel 1532 entrò a far parte dello Stato Pontificio, all'interno del quale fu fiorente sotto papa Clemente XII che le concesse il "porto franco". Dopo la Rivoluzione francese diede vita alla Repubblica napoleonica anconitana. Partecipò attivamente al Risorgimento italiano, specie durante i fatti del 1848-1849; nel 1860 entrò nel Regno d'Italia, rivestendo nei primi dieci anni del nuovo Stato un importante ruolo militare.
Nei primi venti anni del Novecento lo spirito ribelle dei suoi cittadini la portò per ben due volte ad essere scena di rivolte poi propagatesi in tutta la nazione: la Settimana rossa e la rivolta dei Bersaglieri.
Le origini
Primi insediamenti
Il promontorio di Ancona era già abitato nell'Età del Bronzo antico: in quest'epoca esisteva un villaggio nell'area dell'attuale Campo della Mostra (Piazza Malatesta). Successivamente, nel periodo medio e finale dell'Età del Bronzo, sorse un altro villaggio, sul MontagnoloPer i ritrovamenti sul Montagnolo: Enciclopedia dell'arte antica, classica, e orientale, volume "A-Carr" (pagina 223); i suoi abitanti entrarono presto in contatto con i navigatori micenei, che frequentavano il porto naturale sottostante. Al Montagnolo sono stati infatti ritrovati reperti ceramici micenei che testimoniano i precoci contatti tra il territorio anconitano e la Grecia, e una testina votiva frammentaria in terracotta, che rimanda al culto di Demetra e Kore-Persefone assai praticato a Siracusa, indizio di una possibile area religiosa ancora da individuare sul colle. Nel periodo finale dell'Età del Bronzo, un terzo villaggio si sviluppò sul Monte Cappuccini ed era di cultura protovillanoviana.
Un emporio greco-piceno Il centro protovillanoviano di Monte Cappuccini, poi, continuò a svilupparsi sino all'Età del Ferro, diventando un villaggio piceno. Il suo porto era frequentato dai navigatori greci, fatto che lo rendeva un vero e proprio emporio marittimo greco-picenoDelia G. Lollini, La civiltà picena in Popoli e civiltà dell'Italia antica, Roma, Biblioteca di Storia Patria, 1976, Vol. V.. Il centro era costituito da magazzini, strutture portuali e da una serie di edifici abitati da greci che conservavano le proprie tradizioni e, pur non avendo la sovranità del territorio, vivevano in piena autonomia. Gli abitanti autoctoni, dal canto loro, facevano da tramite tra i greci e i mercati dell'entroterra, dove infatti si ritrovano manufatti greci..
La necropoli si trovava nei pressi dell'attuale rione Cardeto. Armi, ornamenti femminili e attrezzi di lavoro sono esposti al Museo archeologico nazionale delle Marche.
La colonia greca: Ankón
È noto che fin dall'epoca micenea i greci conoscevano e frequentavano il porto naturale di Ancona, come provano le poche ma significative testimonianze archeologiche ritrovate sul Montagnolo e l'antico culto dell'eroe greco Diomede. Lo Pseudo-Scilace attesta che già almeno nel IV secolo a.C. Ancona era una città (polis) chiamata con il nome greco di Ἀγκών (Ankón, "gomito"). Infatti il nucleo antico di Ancona sorge su un promontorio a forma di gomito piegato, che protegge il porto naturale.
La definitiva grecizzazione del luogo risale allo stesso IV secolo a.C. Fu nel 387 a.C.La data è dedotta in base alle informazioni sulla colonizzazione siracusana dell'Adriatico riportate da Diodoro Siculo; l'interpretazione non è univoca e pertanto la datazione oscilla tra il 387 e il 385, infatti, che un gruppo di greci provenienti da Siracusa, esuli dalla tirannide di Dionisio I, sbarcarono ad AnconaLa notizia della fondazione greca di Ancona è fornita da Strabone, Geografia, V, 4, 2. e fondarono la città sul colle GuascoLa localizzazione sul Guasco della colonia greca è un dato tradizionale, che trova corrispondenza nel ritrovamento dei resti di un tempio classico sotto il Duomo. Esiste un'ipotesi alternativa, che localizza invece la colonia sul colle del Montagnolo, a causa di resti micenei là ritrovati. Forse le due ipotesi non sono in contraddizione.. Sulla cima del colle, trasformata in acropoli, eressero un tempio dorico dedicato ad Afrodite, i cui resti sono visibili oggi sotto il Duomo di San CiriacoLidiano Bacchielli, Domus Veneris quam Dorica sustinet Ancona, in AC. XXXVII, 1985, pp. 106-137.Nicola Bonacasa, Lorenzo Braccesi, Ernesto De Miro, La Sicilia dei due Dionisî, Atti della settimana di studio (Agrigento, 24-28 febbraio 1999), Roma, L'Erma di Bretschneider, 2002, p. 120.; il tempio destò in seguito l'ammirazione dei Romani, come si ricava da Catullo (Carmi, 36, 11-14) e Giovenale (Satire, 4, 40).
I greci fondatori di Ancona erano in parte discendenti della stirpe dei Dori, e da essi Ancona prese l'appellativo di "città dorica" che ancora oggi la contraddistingue.
La fondazione di Ancona rientrava nel piano di espansione dell'influenza siracusana nell'Adriatico, e fu accompagnata dalla nascita di altre colonie greche nella sponda orientale di questo mareLorenzo Braccesi, Grecità adriatica (capitolo "Ancona"); insieme ad Ancona i greci di Siracusa avevano fondato più o meno direttamente le città di Adria (Adrìa), Alessio (Lissos), Curzola (Kòrkyra melaina), Lissa (Issa), Lesina (Dimos) e Cittavecchia (Pharos). Le monete greche di AnconaPer tutte le tesi formulate nel tempo sulla monetazione greca di Ancona, si veda: recano su un lato il profilo di Afrodite e sull'altro un braccio piegato con la mano che stringe un ramoscello, forse di mirto, pianta sacra a Venere; sotto il braccio la scritta ΑΓΚΩΝ (Ankon) e sopra due stelle rappresentanti i Dioscuri, protettori dei navigantiStefania Sebastiani, Ancona, forma ed urbanistica, L'ERMA di BRETSCHNEIDER, 1996 (pagina 24). Testo consultabile alla seguente pagina. Questa moneta è servita di modello per lo stemma della provincia di Ancona, nel quale il mirto e le due stelle sono sostituiti da un ramo di corbezzolo con due frutti, rappresentante il monte Conero. La colonia di Ancona non faceva parte della Magna Grecia, in quanto con questo termine i Greci indicavano esclusivamente la zona grecizzata dell'Italia meridionale, esclusa la Sicilia che era caratterizzata dalla cultura greca.
Un'esposizione dei resti archeologici (non completa) della necropoli è ammirabile nel museo di storia urbana, sito in Piazza del Plebiscito e nel Museo archeologico nazionale (sezione ellenistica). Le origini greche di Ancona sono ricordate nel cartiglio posto sotto lo stemma civico: Ancon Dorica Civitas Fidei.
Celebrazione dei 2400 anni dalla fondazione
Nel 2013 si sono celebrati i 2400 anni dalla fondazione greca di Ancona con una serie di iniziative, sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica: concerti, rievocazioni in costume, feste in piazza, conferenze 27 marzo 2013: Tavola rotonda con la Soprintendenza per i beni archeologici delle Marche, a cura dell'Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere ed Arti (La fondazione di Ancona); vedi Al museo per i 2400 anni della fondazione greca di Ancona 28 giugno 2013: Incontro con la grande Storia, con il prof. Luciano Canfora (La democrazia ateniese) - introduce il prof. Giorgio Petetti (La fondazione di Ancona); vedi Incontro con la grande Storia. , pubblicazioniAccademia Marchigiana di Scienze, Lettere ed Arti, Ancona greca, romna e il suo porto, edizioni Italic, ISBN 978-88-6974-003-9..
Il municipio romano
All'arrivo dei Romani nelle Marche le popolazioni locali cercarono inizialmente una convivenza pacifica. Ancona attraversò un periodo di transizione tra la civiltà greca e quella romana, anche dal punto di vista linguistico. Una serie di tappe, nel corso del II secolo a.C., portarono dapprima ad una situazione di bilinguismo e di cultura mista ellenistico-romana, e poi ad una completa romanizzazione, ma solo in età imperiale. In generale si può quindi dire che, a causa della presenza greca, la romanizzazione di Ancona fu molto più lenta rispetto a quella del resto della regione. Ancora nel I secolo d.C. si aveva coscienza della grecità di Ancona, il cui stesso nome latino, grammaticalmente, si declinava in alcuni casi come in greco, appartenendo al gruppo dei nomi greci della terza declinazione.
Dal 90 a.C., data di istituzione del municipio, in seguito alla Guerra Sociale, Ancona può considerarsi città romana, pur rimanendo sino all'inizio dell'Impero un'isola linguistica e culturale grecaMaurizio Landolfi, Ancona greca e romana, in Scultura nelle Marche, a cura di Pietro Zampetti, Nardini editore, 1993.. Il nome della città era Ancona o, alla greca, Ancon.
I Romani consideravano Ancona l'accesso d'Italia da OrienteSi legge sull'Arco di Traiano di Ancona: TRAIANO [...] INGRANDÍ ANCHE QUESTO PORTO, RESTITUENDO AI NAVIGANTI UN PIÙ SICURO ACCESSO ALL'ITALIA e quindi la sede naturale dei commerci con la Dalmazia, l'Egitto e l'Asia.