Infanzia e studi Nasce il 31 dicembre 1935 (90 anni), venticinquesimo figlio di re ʿAbd al-ʿAzīz e di Ḥaṣṣa Āl Sudayrī. Salmān fa parte quindi di coloro che vengono informalmente definiti "i sette Sudayrī". È cresciuto nel palazzo Murabbaʿ. Salmān ha ricevuto l'istruzione primaria nella scuola dei principi di Riyāḍ, istituzione fondata dal padre per istruire i suoi figli. Ha studiato religione e scienza moderna.
Prime esperienze di governo La prima esperienza di governo risale agli anni '50. Il re ʿAbd al-ʿAzīz lo nomina il 17 marzo 1954 suo rappresentante, emiro e sindaco di Riyad, a soli diciannove anni. In seguito, il 19 aprile 1955 è stato nominato dal re Saʿūd sindaco di Riyāḍ con rango di ministro, per più di cinque anni. Si è dimesso dall'incarico il 25 dicembre 1960.
Governatore Il 4 febbraio 1963 fu nominato governatore della provincia di Riyad, il suo mandato durò per ben 48 anni: dal 1963 al 2011, contribuendo allo sviluppo della capitale da città di medie dimensioni a grande metropoli urbana. Ha attirato sia turismo sia progetti di investimento esteri e favorì inoltre le relazioni geopolitiche ed economiche con l'Occidente.
Tra i suoi collaboratori vantava giovani tecnocrati qualificati e reclutati presso l'Università Re Sa'ud.Kechichian, Joseph A., Succession in Saudi Arabia, New York, Palgrave, 2001. Print. Nel gennaio 2011, ordinò un'azione contro i mendicanti di Riyad "che cercano di approfittare della generosità della gente": tutti i mendicanti stranieri furono deportati, mentre quelli sauditi vennero costretti a seguire un programma di riabilitazione organizzato dal ministero degli affari sociali. Arab News 21 January 2011. accesso 21 January 2011
Ministro della difesa e secondo vice primo ministro Il 5 novembre 2011 venne nominato ministro della difesa, in sostituzione del fratello, il principe ereditario Sulṭān; fu sostituito nel ruolo di governatore dal principe Saṭṭām, fino a quel giorno suo vice. Il principe, nello stesso giorno, venne nominato anche membro del National Security Council (NSC).
È probabile che la nomina a ministro della difesa sia avvenuta grazie a un carattere conciliante e diplomatico: è infatti ben noto che si è sempre occupato attivamente delle controversie che avvenivano tra i membri della famiglia reale; in secondo luogo, il principe appartiene alla generazione intermedia, quindi ha potuto sviluppare stretti legami sociali e culturali con entrambe le generazioni. Infine, a seguito del suo lungo governatorato, ha sviluppato una rete di relazioni all'interno degli ambienti arabi e internazionali.
Come principe, Salmān ha visitato nel mese di aprile 2012, sia gli Stati Uniti sia il Regno Unito, dove ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il primo ministro britannico David Cameron, mentre nel giugno 2012, ha incontrato il ministro della difesa spagnolo Pedro Morenés.
Principe ereditario Il 18 giugno 2012 viene nominato principe ereditario dell'Arabia Saudita, poco dopo la morte del fratello Nāyef, inoltre è stato nominato anche vice primo ministro. La sua nomina è stata vista come un segnale di continuità delle caute riforme intraprese dal re ʿAbd Allāh: secondo i riformisti sauditi, a differenza di altri reali sauditi, Salmān possiede un approccio più diplomatico verso i membri dell'opposizione, ma non può essere considerato un vero e proprio riformatore; hanno inoltre sostenuto che, come il re ʿAbd Allāh, anche Salmān si è concentrato soprattutto sul miglioramento economico della nazione, piuttosto che su un suo reale cambiamento politico.
La corte reale saudita ha annunciato, il 27 agosto 2012, che il principe Salmān era stato incaricato degli affari di Stato da re ʿAbd Allāh, in quel momento all'estero per vacanza. Il principe ha lanciato il proprio profilo Twitter il 23 febbraio 2013.
Regno Salmān succede al fratellastro ʿAbd Allāh il 23 gennaio 2015. Lo stesso giorno ha nominato principe ereditario il fratellastro Muqrin e ha provveduto a rimuovere il primo ministro de facto di ʿAbd Allāh, Khāled al-Tuwayjirī, per sostituirlo con il figlio trentenne Muḥammad, che nomina ministro della Difesa.
Salmān è di tendenza conservatrice e tiene ai valori tradizionali per quanto riguarda le riforme politiche e di cambiamento sociale. È però previsto che continuerà le politiche del suo predecessore, che amava essere conosciuto come un modernizzatore, ma che ha anche supervisionato un regime che è stato ampiamente criticato per la situazione dei diritti umani.
Poco dopo l'ascesa al trono, il 29 gennaio 2015 il re ha effettuato un primo rimpasto di governo: Khālid bin ʿAlī ʿAbd Allāh al-Ḥumaydan è stato nominato capo dei servizi segreti al posto del principe Khālid bin Bandar, che è diventato suo consigliere; il consiglio nazionale di sicurezza, guidato dal principe Bandar bin Sulṭān, è stato soppresso; sono stati rimossi anche due figli del predecessore, ovvero i principi Turkī dalla carica di governatore di Riyad e Mishʿal da quella di governatore della Mecca. ʿAlī al-Naʿīmī è rimasto il ministro delle risorse petrolifere e minerarie, così come Saʿūd bin Fayṣal, che è rimasto a capo del ministero degli affari esteri, e Ibrāhīm al-Assāf, che ha mantenuto l'incarico di ministro delle Finanze. Egli ha anche dato un bonus di due mesi di stipendio a tutti i dipendenti statali sauditi, al personale militare, ai pensionati e agli studenti. Ha anche chiesto ai cittadini: «non dimenticatemi nelle vostre preghiere». Lo stesso giorno ha decretato l'accorpamento del ministero dell'Istruzione superiore con quello dell'Istruzione.
Nel febbraio del 2015 ha ricevuto Carlo, principe di Galles durante il suo tour di sei giorni nel Vicino Oriente: essi "si sono scambiati cordiali colloqui e hanno recensito le relazioni bilaterali tra i paesi."
Nel febbraio 2015 è stato stimato che la transizione del potere avrà un costo di oltre 32 miliardi di dollari (più dell'intero budget annuale della Nigeria, che è la più grande economia dell'Africa): questa somma comprende sovvenzioni alle associazioni professionali, letterarie e alle società sportive, investimenti in acqua ed energia elettrica e bonus del valore di due mesi di stipendio a tutti i dipendenti pubblici, soldati, pensionati e studenti con borse di studio del governo in patria e all'estero. Alcune aziende private hanno seguito l'esempio con bonus paragonabili per i propri dipendenti sauditi, contribuendo a mettere un altro paio di miliardi di dollari nelle tasche della gente.
Prime riforme Tra le prime azioni del re e suo figlio, c'è da segnalare il tentativo di snellimento della burocrazia governativa: alla morte del re ʿAbd Allāh, c'erano ben undici segreterie di governo e tutte queste, il 29 gennaio, sono state abolite e riunite in due macro-dicasteri, il Consiglio per gli affari politici e della sicurezza (CPSA), guidato dal viceprincipe ereditario Muḥammad bin Nāyef, e il Consiglio per gli affari economici e di sviluppo (CEDA), guidato dal segretario generale della corte reale, il principe Muḥammad bin Salmān, che hanno avuto carta bianca nella riorganizzazione completa del governo Gulf News. 17 February 2015. accesso 13 March 2015. e hanno rafforzato il potere della famiglia Sudayri, a cui entrambi i principi appartengono.
Ad aprile 2015 ha confermato la possibilità, già annunciata dal predecessore qualche anno prima, alle donne saudite di partecipare alle elezioni municipali, uniche votazioni concesse alla popolazione del regno, come candidate ed elettrici.
Intervento militare nello Yemen Nel marzo del 2015, il re ha ordinato di bombardare lo Yemen per combattere gli sciiti Huthi, ostili ai vari governi sunniti del Paese e appoggiati dall'Iran, guidando una coalizione di dieci Paesi musulmani; il nome in codice è "operazione Tempesta Decisiva", che è stata la prima volta che l'aeronautica militare saudita ha lanciato attacchi aerei contro un altro Paese dopo la prima guerra del Golfo del 1990-91.
Secondo rimpasto di governo e nomina del nuovo principe ereditario Nell'aprile 2015 re Salmān ha nominato un nipote come nuovo erede presuntivo e ha posto un suo giovane figlio nella seconda posizione della linea di successione. Nominando il ministro dell'Interno Muḥammad bin Nāyef, 55 anni, principe ereditario e il trentenne ministro della difesa Muḥammad bin Salmān, 30 anni, viceprincipe ereditario, il sovrano ha di fatto deciso quale sarebbe stata la linea di successione per i decenni a venire del primo Paese esportatore di petrolio al mondo. L'annuncio significa che il trono passerà a una nuova generazione, per la prima volta dal 1953, quando la corona passò dal fondatore della dinastiaʿAbd al-ʿAzīz al primo dei suoi sei figli. Quasi tutti i poteri del re sono ora concentrati nelle mani della coppia, che guida i comitati che determinano tutte le questioni di sicurezza e di sviluppo economico in Arabia Saudita e che ha condotto la campagna di Riyāḍ contro i ribelli sciiti nello Yemen. Un altro grande cambiamento è stato la sostituzione del ministro degli esteri, il principe Saʿūd bin Fayṣal, in carica dall'ottobre del 1975, con l'ambasciatore negli Stati Uniti ʿĀdel al-Jubayr, primo non appartenente alla casa reale a ricoprire l'incarico. Infine, l'amministratore delegato della compagnia petrolifera di stato Saudi Aramco, Khālid al-Fāliḥ, è stato nominato ministro della Sanità e presidente della compagnia, mentre il ministro del Lavoro ʿĀdel al-Faqīh è stato spostato alla guida del dicastero dell'Economia e della pianificazione.
Saudi Vision 2030 e terzo rimpasto di governo Nella seduta del consiglio dei ministri del 26 aprile 2016, il viceprincipe ereditario Moḥammad ha presentato un piano strategico elaborato dal Consiglio per gli affari economici e di sviluppo da lui guidato, i punti centrali della proposta sono quelli economici, tra i quali: la trasformazione della Saudi Aramco in una holding; la costituzione di un fondo sovrano di 2000 miliardi di dollari per il lancio di progetti di investimento sul territorio nei settori non petroliferi, il turismo e l'intrattenimento; aumento di tasse e tariffe: una sul valore aggiunto, una sui beni di lusso, i pedaggi stradali, il prezzo della benzina e ridotte e razionalizzate le spese militari; ci saranno anche pesanti tagli sui sussidi. Secondo il piano questo permetterà all'economia del regno di diventare indipendente, entro il 2020, dalla produzione e dal prezzo del petrolio, il cui calo negli ultimi mesi ha messo in difficoltà il bilancio pubblico.
Pochi giorni dopo, il 7 maggio, il sovrano ha annunciato il terzo rimpasto di governo del suo regno: Ali bin Ibrahim al-Na'imi, ministro del petrolio e delle risorse minerarie, è stato sostituito con Khālid ʿAbd al-ʿAzīz al-Fāliḥ con l'incarico di ministro dell'energia, dell'industria e delle risorse minerarie; il ministero dell'Ḥajj è stato chiamato ministero dell'Ḥajj e della ʿUmra e affidato alla guida di un nuovo ministro; è stato inoltre soppresso il ministero delle risorse idriche e dell'elettricità, in quanto la competenza sull'acqua appartiene ora al dicastero dell'agricoltura. Anche i ministeri dei trasporti e degli affari sociali sono stati affidati a diverse persone; è stato inoltre nominato un nuovo governatore della Banca centrale nella persona di Aḥmad al-Khulayfī al posto di Fahd al-Mubārak. Il re ha anche istituito due nuove commissioni per la cultura e l'intrattenimento.
Nomine del 2017 Il 22 aprile 2017 ha riassegnato gli incarichi di governatore delle province di al-Bāha, al-Hudud al-Shamaliyya e Ha'il; ha poi nominato i nuovi vice governatori delle province di Medina, al-Qasim, Riyad, al-Sharqiyya, Asir, La Mecca e Najran; nello stesso giorno ha nominato suo figlio Khalid quale nuovo ambasciatore negli Stati Uniti e tre nuovi ministri.