Originario della zona di Bergamo, nel 1464 risulta iscritto alla fraglia vicentina dei muratori e scalpellini. Il 6 novembre dello stesso anno è citato in un atto redatto presso Francesco Revese. Nel 1468 viene riconosciuto come autore dell’arca marmorea di G. B. Nievo nella chiesa di Santa Corona a Vicenza; poco dopo, assume due collaboratori. Da un documento del 12 ottobre 1469 emerge il suo impegno a realizzare per il Duomo di Vicenza sei statue destinate al fastigio della facciata eretta nel 1467.
Altri documenti confermano la sua presenza a Vicenza nel 1471, 1472 e 1473 — anno in cui si recò anche a Trento — e nel 1477. Dallo stesso anno sembra possibile dedurre che intorno al 1480 egli si spostò o progettasse di recarsi a Bruges e Londra. Tuttavia, altre attestazioni della sua residenza a Vicenza includono atti del 1479, 1481 e 1482; in quest’ultimo anno, il 7 giugno, si impegna a realizzare la base della tribuna del duomo seguendo un disegno di Lorenzo da Bologna.
Ancora nel 1482 è documentata la sua attività presso le pilastrate e gli archi delle porte del sottocoro di Santa Corona. Successivamente risulta presente a Verona nel 1482, nel 1492 e nel 1497. Il 2 agosto 1508 viene registrato come già deceduto, probabilmente da poco tempo.
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