Gli anonimi Inni omerici sono una raccolta di trentatré inni greci antichi risalenti al VII-VI secolo a.C. Sono stati chiamati "omerici" in quanto scritti nello stesso dialetto dellIliade e dellOdissea e ne condividono anche il metro poetico usato, ovvero l'esametro dattilico. Furono così attribuiti ad Omero fin dall'antichità – a partire dai primi riferimenti fatti da Tucidide – e questa denominazione è rimasta nel tempo.
Composizione I più antichi Inni omerici furono scritti nel VII secolo a.C., seguendo quindi di poco le opere di Esiodo e, secondo la datazione comunemente accettata, i due poemi omerici. Questo pone i primi inni omerici tra i testi fondamentali della letteratura greca; tuttavia, anche se la maggior parte di essi risale al VII o al VI secolo a.C., alcuni potrebbero essere stati composti in età ellenistica, mentre l’Inno ad Ares sembra essere ancora posteriore, una delle ultime opere dell'epoca pagana, inserito nella raccolta quando ci si accorse che l'inno dedicato a questa divinità mancava. Alcuni studiosi ritengono che l’Inno ad Apollo, anticamente attribuito a Cineto di Chio (uno degli Omeridi)"Omeridi chiamavano un tempo i discendenti di Omero, che cantavano in successione ereditaria la sua poesia. ... Cineto era chio di stirpe, egli che, dopo aver messo per iscritto, tra i poemi intitolati ad Omero, quello Ad Apollo, glielo attribuì. Questo Cineto dunque per primo eseguì i versi di Omero a Siracusa nella LXIX olimpiade, come dice Ippostrato". (Scolio a Pindaro, Nemea 2, 1 in , sia stato composto nel 522 a.C. per essere recitato all'insolita doppia celebrazione indetta da Policrate di Samo in onore di Apollo di Delo e di Apollo di Delfi.
Stile La lunghezza degli inni è molto variabile: alcuni sono composti soltanto di tre o quattro versi, mentre altri superano i cinquecento. I più lunghi sono composti di un'invocazione al dio, di una preghiera finale e di una parte narrativa centrale in cui si narra uno dei miti che lo riguardano, mentre nei più brevi la parte narrativa è assente. I più corti potrebbero essere serviti come preludi alla declamazione di poemi epici da parte di rapsodi durante le celebrazioni religiose.
Contenuto
I trentatré inni sono dedicati alle più importanti divinità della mitologia greca.
La maggior parte dei manoscritti bizantini giunti fino a noi li riporta a partire dal terzo inno, ma la casuale scoperta di un codice del XV secolo avvenuta a Mosca nel 1777 ha permesso il ritrovamento dei primi due inni, dedicati rispettivamente a Dioniso e a Demetra.
In alcuni manoscritti in appendice è poi aggiunto un trentaquattresimo componimento, Agli ospiti, che non è propriamente un inno, bensì un canto che ricorda come l'ospitalità (la xenia) sia un sacro dovere imposto dagli dèi.
Elenco Segue un prospetto degli inni, che include anche l'estensione attuale (con i versi che sono stati tramandati)Oltre al primo inno, anche altri (come ad esempio il secondo) presentano lacune certe e più o meno estese. e un sunto del contenuto di ciascuno.
# Inno Divinità Versi Contenuto Testo greco Traduzione italianaTraduzione di Ettore Romagnoli (1914), citata in bibliografia.1 A Dioniso (I) Dioniso 21 Molto frammentario; si apre con indicazioni sulla nascita di Dioniso (inclusa la sorte di sua madre Semele) presso Nisa, e si conclude, forse, con la sua unione all'Olimpo con l'assenso di Zeus. 2 A Demetra (I) Demetra 495 Il ratto di Persefone da parte di Ade e i tentativi di Demetra di ritrovare la figlia, con il suo arrivo ad Eleusi e l'origine dei misteri eleusini. 3 Ad Apollo (I) Apollo 546 Chiaramente bipartito in due metà: la prima ad Apollo Delio (con la sua nascita da Latona) e la seconda ad Apollo Delfo (con la ricerca da parte del dio di un luogo adatto ad accogliere il suo oracolo). 4 A Ermes (I) Ermes 580 Ermes nacque dall'unione tra Zeus e Maia in una grotta sul Monte Cillene in Arcadia. Appena nato, inventò la lira ricavandola da un guscio di tartaruga, quindi rubò le vacche di suo fratello Apollo, che tentò invano di farlo confessare. I due portarono la questione dinnanzi a Zeus, che impose a Ermes di restituire il bestiame: la riappacificazione con Apollo fu sancita da Ermes donando al fratello il nuovo strumento. 5 Ad Afrodite (I) Afrodite 293 Gli amori tra Afrodite e il principe troiano Anchise, da cui nascerà Enea. 6 Ad Afrodite (II) Afrodite 21 Afrodite nasce ed è condotta dalla spuma marina a Cipro, ove è accolta dalle Ore; quindi si unisce agli altri dèi sull'Olimpo. 7 A Dioniso (II) Dioniso 59 L'inno ha andamento narrativo: Dioniso, in forma umana, fu rapito da una nave di pirati tirreni; il timoniereNella tradizione successiva se ne dà anche il nome: Acete. si oppose, ma fu zittito dal capo. Mentre i pirati tentavano di legare il dio, sulla nave iniziarono a stillare vino e spuntare pampini di vite e l'ostaggio prese aspetto di un leone. I pirati terrorizzati si raccolsero a poppa: Dioniso-leone uccise solo il crudele capo, i pirati si gettarono in mare e divennero delfini, mentre il buon timoniere fu risparmiato. 8 Ad Ares Ares 17 Dopo un'elencazione di epiteti formulari del dio, il poeta lo prega di concedergli forza, tranquillità e coraggio. 9 Ad Artemide (I) Artemide 9 Breve descrizione di Artemide, sorella di Apollo, come dea dedita alle danze e alla caccia. 10 Ad Afrodite (III) Afrodite 6 Beltà di Afrodite e preghiera di concedere eccellenza nel canto. 11 Ad Atena (I) Atena 5 Atena come dea guerresca; il poeta la prega di concedere fortuna ai suoi giorni. 12 A Era Era 5 Beltà di Era e onori a lei accordati come sposa e sorella di Zeus. 13 A Demetra (II) Demetra 3 Breve invocazione a Demetra, con sua figlia Persefone, e preghiera affinché protegga la città. 14 Alla Madre degli dèi Rea o Cibele 6 Il poeta descrive come la divinità si compiaccia di strumenti musicali (crotali, timpani e flauti) e di fiere (lupi e leoni), quindi saluta lei e tutte le altre dee. 15 A Eracle cuor di leone Eracle 9 Breve biografia di Eracle: sua nascita a Tebe da Zeus ed Alcmena, le fatiche impostegli da Euristeo, e infine l'apoteosi e le nozze con Ebe. 16 Ad Asclepio Asclepio 5 Nascita di Asclepio da Apollo e Coronide e suo ruolo come dio guaritore. 17 Ai Dioscuri (I) Castore e Polluce 5 Concepimento e nascita dei Dioscuri, figli di Zeus e Leda. 18 A Ermes (II) Ermes 12 Si rammenta la nascita di Ermes da Zeus e Maia. 19 A Pan Pan 49 Vagabondaggi di Pan, dio semi-caprino, tra monti e boschi. Si ricorda quindi la sua nascita, frutto dell'unione in Arcadia tra Ermes e una ninfa che fuggì dopo il parto, atterrita dall'aspetto ferino del neonato; al che Ermes lo raccolse e lo portò sull'Olimpo, ove fu accolto con gioia da tutti gli dèi. 20 Ad Efesto Efesto 8 Ruolo di Efesto, dio artefice, come divinità civilizzatrice che ha insegnato al genere umano le arti applicate. 21 Ad Apollo (II) Apollo 5 Apollo è oggetto del canto da parte sia del cigno sia del poeta. 22 A Poseidone Poseidone 7 Poseidone come dio dei terremoti, dei cavalli e del mare. 23 A Zeus Zeus 4 Potenza e saggezza di Zeus. 24 A Estia (I) Estia 5 Invito a Estia affinché visiti e santifichi la casa del poeta. 25 Alle Muse e ad Apollo Muse ed Apollo 7 Le Muse ed Apollo sono divinità da cui originano i poeti e i cantori, così come i re originano da Zeus. 26 A Dioniso (III) Dioniso 13 Il poeta ricorda come le ninfe allevarono a Nisa il piccolo Dioniso e come ora lo seguano in corteo; infine, prega il dio di concedergli vita lunga e felice. 27 Ad Artemide (II) Artemide 22 Abilità di Artemide sia nella caccia sia nelle danze a Delfi, assieme alle Muse e alle Cariti. 28 Ad Atena (II) Atena 18 Nascita di Atena sull'Olimpo dal capo di suo padre Zeus. 29 A Estia (II) Estia 13 Estia, in quanto divinità del focolare, ha l'onore di trovarsi presso tutte le abitazioni sia divine sia umane; il poeta prega lei ed Ermes. 30 A Gea Gea 19 Il poeta celebra la feracità di Gea, dea della terra. 31 A Elio Elio 19 Nascita di Elio da Iperione e Eurifaessa (dalla cui unione nacquero anche Selene-luna e Eos-aurora) e suo ruolo come dio del sole. 32 A Selene Selene 20 Splendore di Selene, dea della luna. 33 Ai Dioscuri (II) Castore e Polluce 19 Si rammenta la nascita dei Dioscuri e il loro ruolo di divinità protettrici degli uomini, in particolare dei marinai in difficoltà. 34 Agli ospitiNon propriamente un inno; aggiunto in coda in alcuni manoscritti. — 5 Invito a ricordare come l'ospitalità (xenia) sia un dovere imposto dagli dèi. —
Storia della tradizione Tradizione manoscritta Una trentina di manoscritti hanno trasmesso il testo degli Inni Omerici. Di questi, sedici sono testimoni indipendenti. Oltre ai suddetti Inni Omerici, essi tramandano anche gli Inni di Callimaco, gli Inni orfici, gli Inni di Proclo e le Argonautiche orfiche. Non si sa con certezza quando questa silloge sia stata composta, sebbene gli studiosi si dividono tra due secoli: il V secolo, in cui visse ed operò Proclo e il XIII secolo, in cui si sarebbe formato l'archetipo. Dall'analisi delle varie copie dei manoscritti, in cui sono visibili errori e lezioni in comune, si potrebbe ipotizzare per un capostipite in minuscola. Uno dei manoscritti più importanti è il codice M o Leidensis 22, degli inizi del XV secolo, che segue una tradizione diversa e contiene i versi finali dell'inno 1 e lInno a Demetra, seguito dagli altri inni fino all'inno 18.4. Un altro iparchetipo ricostruito è Ψ, da cui discendono tre famiglie, denominate f, x e p. Sedici manoscritti, contenenti gli Inni, giunsero in Italia nel XV secolo. I manoscritti che ci hanno conservato il testo degli Inni, secondo lo schema di Allen (Homeri Opera, recognovit T. W. Allen, vol. V, Oxonii 1912), sono i seguenti:
A = Parisinus 2763 At = Athous in monasterio Vatopedi 587 B = Parisinus 2765 C = Parisinus 2833 D = Ambrosianus 120 B 98 E = Estensis 144 G = Vaticanus Reginae Suec. 91 Γ = Bruxellensis 74 (11377-11380) H = Harleianus 1752 J = Estensis K = Laur. 31.32 L1 = Laur. 32. 45 L2 = Laur. 70.35 L3 = Laur. 32.4 L4 = Laur. Aedil. 220 L5 = Laur. 32.7 M = Leidensis 22 Mon = Monacensis 333 N = Leidensis 28 O = Ambrosianus 845 C 10 P = Vaticanus Palat. 179. Π = Parisinus suppl. graec. 1095 Q = Ambrosianus 734 S 31 R1 = Riccardianus 53 K ii 13 R2 = Riccardianus 52 K ii 14 R3 = Riccardianus 3195 (nunc 3020) S = Vaticanus 1880 T = Matritensis 4562 V1 = Venetus 456 V2 = Marginalia editionis principis Ven.ix.
Tradizione indiretta La tradizione indiretta si avvale principalmente della citazione presente in Tucidide, storico greco del V secolo a.C., ed in Diodoro Siculo, storico greco del I secolo a.C.
Tucidide cita i vv. 146-150 e 165-172 dellInno ad Apollo:
Diodoro Siculo, invece, ne parla così:
Tradizione papiracea I papiri che tramandano solo alcuni versi dell'Inno a Demetra sono due: il P. Berol. 13044 ed il P. Oxy. 2379. Il primo riporta i vv. 8-18, 33-36, 55-56, 248-249, 256-262, 268, 418-424; invece il secondo riporta solo i vv. 402-407. P.G.
Fortuna Secondo lo storico della cultura Aby Warburg, l'inno a Venere, conosciuto in Italia nel XV secolo, ispirò il letterato Poliziano, che gli ispirò un poema elogiativo nei riguardi di Simonetta Vespucci e Giuliano de' Medici.
Gabriele D'Annunzio inserì nella sua raccolta Primo vere la traduzione di quattro inni omerici, ovvero lInno a Selene, lInno ad Artemide, lInno ad Erme e lInno ad Apollo.
Note
Bibliografia Edizioni critiche Homeri Opera, recognovit T. W. Allen, vol. V, Oxonii 1912. Hesiod, The Omeric Hymns and Homerica, with an English Translation by H. G. Evelyn-White, London-Cambridge (Mass.) 1914, 1936 (2ª edizione). The Homeric Hymns, edited by T. W. Allen - W. R. Halliday - E. E. Sikes, Oxford 1936. Homère, Hymnes, texte établi et traduit par J. Humbert, Paris 1936. Homerus, Homerische Hymnen, herausgegeben von A. Weiher, München 1951, 1989 (6ª edizione). Inni Omerici, a cura di F. Càssola, Milano, 1975, 1994 (2ª edizione).