Lorto botanico di Padova, fondato nel 1545, è il più antico orto botanico al mondo ancora nella sua collocazione originaria ed uno dei più antichi in assolutoL'orto botanico di Pisa, sebbene sia stato fondato l'anno precedente, si trova nella sua posizione attuale solo dal 1591.. Situato in un'area di circa 2,2 ettari, si trova nel centro storico di Padova, nei pressi del Prato della Valle. Dal 1997 è Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Storia

L'Orto botanico di Padova nasce per la coltivazione delle piante medicinali che costituivano la maggioranza dei "semplici", medicamenti provenienti dalla natura. Per tale ragione la denominazione primitiva dell'orto è "Giardino dei Semplici" ("Horti Simplicium").

L'ateneo padovano, fondato nel 1222, era già largamente famoso per lo studio delle piante, in particolare per l'applicazione di queste alle scienze mediche e farmacologiche. Quando l'Orto fu fondato regnava una grande incertezza circa l'identificazione delle piante usate dai celebri medici dell'antichità: erano frequenti errori e frodi, con gravissimi danni per la salute dei pazienti. L'istituzione di un orto medicinale fu sollecitata su richiesta di Francesco Bonafede, che allora ricopriva la cattedra di Lettura dei Semplici presso l'Università di Padova, per facilitare l'apprendimento ed il riconoscimento delle piante medicinali autentiche rispetto alle sofisticazioni. Nel 1545 un decreto del senato della Repubblica di Venezia ne approva la costituzione: i lavori sono immediatamente avviati.

Il primo custode dell'orto è, nel 1547, Luigi Squalermo detto Anguillara, che fa introdurre 1800 medicinali. Nel 1551 all'Anguillara viene affiancato Pier Antonio Michiel, già creatore di un mirabile giardino privato, conoscitore e amatore delle specie vegetali e autore di un eccellente erbario illustrato.

L'Orto, per la rarità dei vegetali contenuti e per il prezzo elevato dei medicamenti che da essi venivano ricavati, era oggetto di frequenti furti notturni, nonostante le severe pene comminate dalla legge. Per tale ragione fu edificato un muro di recinzione circolare, tutt'oggi visibile e caratterizzante da qui il nome di "Hortus Cintus".

Nel corso dei secoli, l'Orto botanico di Padova si è situato al centro di una fittissima rete di relazioni internazionali, esercitando un ruolo preponderante nell'ambiente della ricerca nello scambio di idee, di conoscenze e di piante. Per tali motivazioni nel 1997 è stato inserito dall'UNESCO nella lista dei patrimoni dell'umanità come bene culturale, costituendo una testimonianza eccezionale di una tradizione culturale inveterata da secoli (criterio iii) ed inoltre testimonia uno scambio di influenze cruciali nell'area culturale delle scienze botaniche (criterio ii); a tal proposito vedere le Linee guida operative della Convenzione del patrimonio mondiale. La motivazione in base alla quale l'orto botanico fu inserito nella lista dei patrimoni dell'umanità è la seguente:

Nell'ottobre 2014 è stata inaugurata la nuova ala dell'Orto botanico, denominata "Giardino della Biodiversità".

Orto antico

La struttura odierna dell'orto mantiene sostanzialmente quella del progetto iniziale, opera di Daniele Barbaro, anche se presto modificata parzialmente dal Michiel: un quadrato inscritto in un cerchio rimanda all'ideale di un Hortus Conclusus, luogo paradisiaco destinato ad accogliere coloro che ricercassero il rapporto tra l'uomo e l'universo.

L'Orto ha attualmente una superficie di quasi 22.000 metri quadrati e contiene oltre 6.000 piante coltivate, raccogliendo 3.500 specie differenti; che rappresentano, seppur in forma ridotta, una parte significativa del regno vegetale. La struttura è circondata da un muro circolare costruito nel 1552 per arginare i furti di erbe medicinali. All'interno quattro spalti sono a loro volta suddivisi in aiuole. Al centro una piscina per le piante acquatiche viene alimentata da un fiotto d'acqua calda proveniente da una falda posta a quasi trecento metri sotto il livello dell'orto.

Numerose sono le piante introdotte per la prima volta in Italia attraverso l'Orto botanico.Fra queste il Ginkgo , la magnolia, la patata, il gelsomino, l'acacia e il girasole.

Alberi storici

Nell'orto botanico dell'Università di Padova sono presenti alcune piante notevoli per la loro longevità, comunemente indicate come alberi storici. Ciascuna di queste, come tutte le piante conservate nell'Orto, reca un'apposita etichetta con il nome scientifico della specie, la famiglia di appartenenza, le iniziali del catalogatore che per primo la ha descritta ed infine l'anno di impianto nell'Orto. Si possono ammirare i seguenti esemplari, elencati in ordine cronologico.

Palma di Goethe, Chamaerops humilis Messa a dimora nel 1585, è attualmente la pianta più vecchia presente nell'Orto botanico patavino ed è situata in un'apposita serra ottagonale presso la Porta Nord, nel settore delle piante medicinali. È nota universalmente come "Palma di Goethe" da quando il poeta tedesco, dopo averla ammirata nel 1786, formulò la sua intuizione evolutiva nel "Saggio sulla metamorfosi delle piante" pubblicato nel 1790. I suoi vari fusti raggiungono l'altezza di 12 metri.

Robinia, Robinia pseudoacacia L'esemplare dell'Orto botanico di Padova è la prima acacia (o robinia) introdotta in Italia; risale al 1662Pignatti Flora d'Italia, volume 1, Edagricole Bologna 1982, ossia appena sessanta anni dopo la sua introduzione in Europa per opera del giardiniere del re di Francia Enrico IV, Jean Robin, dal cui cognome Carlo Linneo formò il nome del genere Robinia. Da questo esemplare nel 1750 furono tratti i semi utilizzati per introdurre la specie in Germania, secondo le intenzioni dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria. Nel 1788, un esemplare derivante da un seme dell'albero padovano fu introdotto nell'orto botanico dell'Arcispedale di Santa Maria Nova di Firenze, successivamente trapiantato in quello del Giardino dei Semplici. Autore di questa introduzione in Toscana fu Ottaviano Targioni-TozzettiPer l'introduzione in Germania e in Toscana si veda: Antonio Targioni-Tozzetti, Cenni storici sulla introduzione di varie piante nell'agricoltura ed orticoltura toscana, Tipografia Galileiana di M. Cellini e C., 1853 (consultabile su Google Libri a pagina 247).

Platano orientale, Platanus orientalis Messo a dimora nel 1680 nell'Arboreto, nei pressi dell'ingresso: rappresenta una delle piante più vetuste presenti nell'orto. Albero particolarmente imponente, con la peculiarità di possedere un fusto cavo, conseguenza di un fulmine. Tuttavia la pianta continua a vegetare, poiché la parte più interna del legno non è più funzionante, dunque non più necessaria. La parte esterna è sede dei tessuti di conduzione funzionanti.

Magnolia, Magnolia grandiflora Indicata come magnolia sempreverde, l'esemplare più antico presente nell'Orto risale al 1786 ed è ritenuto uno dei primi introdotti in Italia, se non il primo in assoluto. Si trova tra le porte Ovest e Sud; non ha grandi dimensioni, tuttavia è dotata di vistose radici. Altri due esemplari messi a dimora agli inizi dell'Ottocento si possono ammirare presso l'ingresso dell'Orto.

Cedro dell'Himalaya, Cedrus deodara Situato tra la Montagnola e la Fontana delle Quattro Stagioni, fu messo a dimora nel 1828, fu il primo esemplare di tale specie tradotto in Italia. In questi ultimi anni ha sofferto uno stress idrico dovuto all'abbassamento della falda idrica, a causa delle costruzioni realizzate nelle vicinanze. A tale scopo è stata messa in atto una complessa operazione di risanamento e rivitalizzazione di questa storica pianta.

Ginkgo, Ginkgo biloba Secondo la tradizione il maestoso ginkgo situato all'interno della Porta Nord venne importato in Padova nel 1750. Si tratta di un esemplare maschile su cui, verso la metà dell'Ottocento, fu innestato a scopo didattico un ramo femminile. La sua caratteristica forma a cono fu persa a causa di un fulmine. Lo stesso Wolfgang Goethe, affascinato dalla maestosa pianta le dedicò uno scritto.

Metasequoia, Metasequoia glyptostroboides Specie introdotta nell'Orto botanico nel 1961, situata presso la Porta Sud, a ridosso del muro circolare, nel settore che ospita le piante medicinali. Può raggiungere i 35 metri di altezza. L'habitat ideale è costituito da terreni ricchi di acqua: per tale motivo è detto "Abete d'acqua".

Cipresso calvo, Taxodium distichum All'interno dell'Orto si trovano alcuni vetusti esemplari di cipresso calvo: uno nel settore delle piante dei Colli Euganei, presso la Porta Sud, e tre presso il Ponte d'Ingresso, lungo il canale. Sempre presso il canale si trova un quarto individuo, leggermente diverso dagli altri per la forma più rotondeggiante (e non ovale) delle pigne coriacee.

Collezioni piante insettivore (Queste piante sono ospitate nella prima delle serre ottocentesche, posta poco oltre la Porta Nord); piante medicinali e velenose (Rappresenta la diretta continuazione dellorto medicinale, comprende piante molto utilizzate in passato); piante dei Colli Euganei e Rare (uno dei ruoli fondamentali degli orti botanici è quello di far conoscere al pubblico le specie vegetali più caratteristiche presenti nel territorio, al fine di preservarle); piante introdotte (Essendo al centro di una fitta rete di scambi internazionali lorto ebbe un ruolo chiave nell'importazione ed introduzione nonché acclimatazione di specie esotiche).

Ambienti

Le piante, per loro stessa definizione, sono legate all'ambiente, di cui diventano caratteristica prevalente insieme alla fauna. Le caratteristiche ambientali sono determinate dal tipo del suolo, dalla temperatura, dalla quantità di acqua e dall'irraggiamento solare. Nell'orto sono stati ricostruiti alcuni ambienti naturali dove sono coltivate le piante che li caratterizzano.

Macchia mediterranea Si tratta della vegetazione attualmente più diffusa lungo le coste del Mediterraneo, ove il clima è caratterizzato da estati calde e aride e da precipitazioni concentrate nei mesi invernali. La macchia mediterranea si presenta come un insieme fitto di cespugli, arbusti e alberi sempreverdi. La ricostruzione nell'orto botanico di una parte di questo ecosistema è stata possibile sfruttando un luogo in prossimità dell'ingresso, all'esterno del muro circolare, protetto dall'edificio museale e riparato dai venti freddi. Troviamo piante come: l'oleastro (Olea europaea), il lentisco (Pistacia lentiscus), la palma nana (Chamaerops humilis). Troviamo ancora il leccio (Quercus ilex) e il corbezzolo (Arbutus unedo), arbusti aromatici come il mirto (Myrtus communis), la lavande (Lavandula stoechas).

Roccera alpina (Alpinum) Il settore che documenta questo ambiente è situato di fronte alla serra tropicale (serra delle orchidee). Si possono ammirare molte specie dalla fioritura prolungata come le sassifraghe (Saxifraga), la stella alpina (Leontopodium alpinum), varie campanule e molte altre ancora. Accanto alla roccera alpina è stato costruito un piccolo lembo di torbiera, ambiente caratterizzato da suoli acidi imbevuti di acqua, comune nelle regioni temperato-fredde ed artiche. La vegetazione è caratterizzata da particolari muschi: gli sfagni (Sphagnum), o “Muschi delle Torbe”. L'accumulo delle loro parti morte e parzialmente carbonizzate, assieme ai detriti vegetali e a resti di animali, costituisce la torba. Si possono qui vedere varie specie di questi ambienti: piante insettivore come la drosera (Drosera rotundifolia) e la pinguicola (Pinguicula vulgaris), eriofori (Eriophorum spp.), giunchi (Juncus spp.), il trifoglio fibrino (Menyanthes trifoliata) e alcuni salici (Salix spp.).

Ambiente d'acqua dolce