Il Teramo Calcio 1913, meglio nota come Teramo, è una società calcistica italiana con sede nella città di Teramo. Milita in Serie D, il quarto livello del campionato italiano di calcio.
Il club venne fondato il 25 agosto 1929, ma la sua origine viene fatta tradizionalmente risalire al 1913 quando, per la prima volta, fu disputata una partita di calcio nella città di Teramo.La Storia, teramocalcio.net La squadra nel corso della sua storia ha militato principalmente in Serie C.
Nel palmarès della società figurano due campionati di Serie C2 (1985-1986 e 2001-2002) e tre campionati di Serie D (1973-1974, 1993-1994 e 2011-2012). Spicca, nel 1984 un secondo posto nel Trofeo Anglo-Italiano. Da segnalare un campionato di Serie C (Lega Pro) vinto sul campo giungendo al primo posto nell'anno 2014-2015, revocato in seguito dalla giustizia sportiva per tentato illecito nella penultima partita di campionato Savona-Teramo.
I colori sociali sono il bianco e il rosso. Disputa le sue gare interne nello stadio Gaetano Bonolis. Occupa il 99º posto nella graduatoria della tradizione sportiva dei club calcistici secondo i criteri della FIGC.
Storia
1913-1928: le origini del calcio teramano Alle ore 15.00 del 15 luglio del 1913, i teramani, per la prima volta in città, assistono ad una partita di calcio. In Piazza d'Armi, infatti, si affrontano, in gara amichevole, due formazioni di “bravi giovanotti” teramani; l'una in casacca biancoceleste, l'altra in casacca rossa; vince la prima, col rotondo risultato di 3-0. Il calcio ha ufficialmente fatto la sua comparsa a Teramo. La curiosa novità del giuoco del calcio, che pure incontra i favori del pubblico e pur segnalato dalla stampa locale non è, tuttavia, sufficiente a far nascere una struttura societaria articolata e affiliata alla Federazione, che faccia del foot-ball la sua attività principale e che partecipi a manifestazioni ufficiali.
Eppure, nel gennaio del 1914, il lungimirante prof. Giuseppe D'Alessandro, presidente della Gran Sasso, si era fatto prestare dal collega Giuseppe Pezzarossa, pioniere del calcio a Bari, un pallone da foot-ball e altri accessori, tra cui due reti per porta. Passato il fragore dei cannoni e il terrore della “inutile strage” della Grande Guerra, il Paese ricomincia a vivere e con esso il calcio. Tuttavia, nel periodo 1920/1924, il calcio teramano non riesce a decollare, limitandosi ancora ad attività di gare amichevoli. In verità riscuote grande successo il torneo di calcio organizzato dalle Società Sportive teramane nel 1921, ma il crescente entusiasmo per il calcio non porta ancora alla costituzione di una Società ufficiale, iscritta alla Federazione; anche perché, a Teramo, non vi è un vero e proprio campo di gioco.
L'uso della Piazza d'Armi viene concesso di rado e gli unici posti per giuocare al calcio si riducono ai cortili, ai giardini e agli spiazzi, come quelli dei “Tigli” o di Porta Madonna. Nel 1925 si svolge il primo campionato di calcio regionale, mentre nel 1926 la Lega Sud della Federazione riserva alla nostra Regione un Campionato di Seconda divisione, oltre ad Campionato di Terza Divisione e di Quarta Divisione. Manifestazioni tutte che non vedono la partecipazione di nessuna squadra della Città di Teramo. Nel 1928, finalmente, viene individuata un'area sulla quale allestire un terreno di gioco.
1929-1943: i primi anni di vita Il 25 agosto 1929 viene fondata l'Associazione Sportiva Teramo, società con proprio statuto, che il 5 settembre si riunisce in Assemblea generale ed elegge il proprio Consiglio Direttivo. Presidente viene nominato, per acclamazione, il cav. Francesco Paolone.
Ora Teramo ha una società di calcio e anche un terreno di giuoco e così, il 27 ottobre 1929, alle ore 15.00, viene inaugurato il nuovo impianto sportivo, il "Comunale". La A.S. Teramo, che ospita la U.S. Osimana, si impone per 2-1; la prima rete della storia del Teramo la mette a segno la mezzala Gaiani II, un fornaio di origine felsinea. Seconda amichevole al Comunale il 3 novembre 1929, contro la Cluana Portocivitanova; più che il risultato finale (4-0), da segnalare il particolare curioso che la squadra teramana indossa una casacca giallorossa.
Nella stagione 1929/1930, la prima della sua storia, la A.S. Teramo partecipa al campionato di Terza Divisione Marche-Abruzzo. I colori societari sono ancora il giallo e il rosso, la squadra teramana infatti assumerà i colori biancorossi solo nella stagione successiva quando l'A.S. Teramo si trasformerà in Associazione Sportiva Società Ginnastica Gran Sasso Teramo. Domenica 17 novembre 1929 il Teramo disputa la sua prima partita di campionato, ospitando al Comunale, ampliato nel frattempo grazie ad una tribuna di legno interamente pagata dalla società, gli anconetani della Emilio Bianchi, con il risultato finale di parità, 1 a 1. Un mese dopo, giovedì 26 dicembre, va in scena, in un incontro amichevole, il primo derby contro la S.S. Pro Italia di Giulianova. Pochi forse sanno che si trattò del primo derby tra i teramani in maglia giallorossa e i giuliesi in maglia azzurra. L'ambiente è elettrico, il Comunale è stracolmo e sono moltissimi i tifosi arrivati dalla città costiera. Sulla tribuna si verificano incidenti già prima della partita. Atmosfera elettrica e tensione alle stelle, caratteristiche peculiari di una rivalità che accompagna la storia del Teramo Calcio e la sua tifoseria da ormai cento anni. Per la cronaca il risultato finale fu di 1-1, con il Teramo acciuffato nel finale dal col gol di Coppola. Il 1930 rappresenta per la Teramo calcistica, un anno molto importante, il 6 aprile infatti, presso lo stadio Comunale, si svolge una solenne manifestazione per l'inaugurazione del gagliardetto sociale dell'A.S. Teramo, alla quale partecipano tra gli altri l'allora Prefetto di Teramo Natali e il Vescovo Micozzi. La stagione 1929/1930 vide il Teramo perdere il treno per la Seconda Divisione alle ultime battute e, a causa della difficile situazione economica, l'A.S. Teramo chiude i battenti dopo una sola stagione. Ma i teramani hanno voglia di calcio.
Nell'agosto del 1930 l'ormai fallita A.S. Teramo diventa Associazione Sportiva Società Ginnastica Gran Sasso Teramo, dal nome della “Società per l'Educazione fisica e Sport Gran Sasso d'Italia”, alla quale gli appassionati di calcio teramani si erano rivolti per allargare il campo delle proprie attività sportive creando una sezione calcio. A metà settembre la formazione del A.S.S. Ginnastica Gran Sasso Teramo è pronta, formata completamente da giocatori teramani pronti a vender cara la pelle sul terreno del glorioso Comunale. Anche i colori sono quelli che ancora oggi ci appartengono, il bianco e il rosso, i colori di Teramo. In quella stagione il Teramo milita nella Seconda Divisione Marche Umbria Abruzzo senza grandi risultati, anzi, una profonda crisi economica e societaria ostacola il cammino dei biancorossi. Le stagioni successive sono stagioni difficili e piene di problemi per il Teramo. Tra mancate iscrizioni ai campionati di seconda e terza divisioni e partite giocate a ranghi ridotti, l'A.S.S. Ginnastica Gran Sasso Teramo non riesce a prendere vita completamente. Nel 1935, la conclusione del campionato abruzzese di seconda divisione decreta la fine della società Gran Sasso e nella stagione 1935/1936 Teramo resta al palo senza una squadra e senza una società.
I teramani però dovranno aspettare poco: verso la metà del 1936 uno “storico” telegramma di Francesco Paolini, grande appassionato e artefice della rinascita calcistica teramana, dà agli sportivi la notizia. Nasce l'Associazione Polisportiva Interamnia, che giocherà nella Prima divisione Abruzzese. Dopo due stagioni l'"Interamnia" nel 1939 approda per la prima volta in Serie C. Cambia anche la denominazione, ora la prima squadra della città di Teramo si chiama Associazione sportiva Teramo. Quest'ultima denominazione resterà immutata fino all'interruzione dell'attività calcistica a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale.
Il campionato di serie C della stagione 1940/1941 è l'ultimo disputato dal Teramo prima del precipitare degli eventi bellici: i campionati calcistici nazionali riprenderanno solo a guerra conclusa, nel 1945.
1944-1947: il dopoguerra Nell'euforia susseguente la Liberazione e la fine della guerra, il calcio teramano riprende nuovo vigore e nuovo slancio e nell'estate del 1945 viene organizzato un torneo a cui parteciparono alcune squadre direttamente organizzate dai partiti politici: caldo ovviamente è l'incontro che vede di fronte la squadra della DC e quella del PCI. Sul fronte del calcio professionistico la squadra biancorossa riparte dalla Prima divisione e il campionato viene strutturato in tre gironi: un girone marsicano, uno montano e uno marino.
Nel dopoguerra la stella dell'Interamnia si spegne e la squadra prende il nome di Libertas Teramo ritrovando nella Prima divisione la seconda squadra di Giulianova, mentre il Giulianova Calcio militava in serie C. Nel dopoguerra solo il “Messaggero” ricominciò a piccoli passi, ad interessarsi di calcio giocato ma nonostante ciò i risultati e gli incontri di quegli anni sono scarsamente raggiungibili ai posteri.
La stagione 1946/1947 si apre con una fusione dalla quale la squadra di Teramo esce con una diversa denominazione. Il Presidente della Libertas Teramo, Ernesto Fumo, e alcuni componenti dell'A.S. Gran Sasso Teramo decidono di fondere i due sodalizi: nasce così la S.S. Teramo che provvede subito ad inoltrare la domanda per l'ammissione alla Serie C.
Il 27 agosto 1946 la F.I.G.C. comunica l'ammissione della S.S. Teramo al campionato di Serie C. Il Teramo disputa una stagione di tutto rispetto giocando a tratti un calcio esaltante anche contro formazioni con un tasso tecnico più elevato. La permanenza in Serie C è raggiunta a fine stagione senza patemi d'animo.
1947-1955: l'inferno della Prima Divisione e il ritorno in IV Serie Nella stagione successiva (1947/48), la S. S. Teramo milita nel girone Q e la società punta nuovamente su elementi locali, teramani veri pronti a vender cara la pelle indossando la casacca della propria città.
Anche la suddetta stagione si conclude ottimamente per il Teramo visto che arrivò fino al quarto posto in classifica. Come per quasi tutte le altre squadre del girone però ai biancorossi aspetta una retrocessione indiretta in Promozione Interregionale vista la decisione della Federazione di ridurre i gironi della serie C, da 15 a 4. Il Teramo quindi viene inserito nel Girone L del campionato di Promozione Interregionale che in pratica rappresentava la quarta serie nazionale.
Le stagioni 1948/49 e 1949/50 rappresentano per i biancorossi e soprattutto per la società un periodo di cambiamenti, sia societari ma soprattutto economici, con problemi monetari che influirono inevitabilmente anche sui risultati del campo.
Il 1950/51 è l'anno della retrocessione dalla Promozione appunto al Campionato di Prima Divisione. Un inferno vero e proprio dove il Teramo, pur avendo una rosa di tutto rispetto, è costretto a vivere per diverse stagioni. L'imperativo per la stagione in corso era solo uno: vincere e tornare nella categoria che spettava al Teramo. In prima divisione infatti i biancorossi ritrovano i “cugini” del Giulianova, ma sono costretti anche a calcare campi di città e paesi al limite del giocabile. Ma il Teramo raggiunge l'obiettivo promozione: alla fine del campionato la squadra vince lo spareggio con il Pratola e torna dopo solo una stagione in Promozione. Nella stagione 1952/53 la S.S. Teramo non riesce per un pelo a vincere il campionato, superato nell'ultima giornata decisiva dal Sulmona Calcio.