Figlio della regina Vittoria, si trovò a gestire l'impero coloniale più grande del pianeta, compito che la fine della seconda guerra anglo-boera (1902) gli rese meno gravoso, ma che si complicò con il riarmo navale della Germania.

Contribuì a riavvicinare il Regno Unito agli Stati Uniti d'America, alla Russia, all'Italia e alla Spagna. Assunse anche delle iniziative di politica internazionale autonome e, coadiuvato dal ministro degli Esteri Lansdowne, concorse in modo decisivo alla stipula dellEntente cordiale con la Francia (1904).

Mantenne più che buoni i rapporti con gli Asburgo, ma nel 1908 contestò apertamente la decisione austriaca di annettersi la Bosnia ed Erzegovina (crisi bosniaca). Fece di tutto per conciliare le misure politiche contro il riarmo tedesco e conservare buoni i rapporti con il nipote, l'imperatore di Germania Guglielmo II.

Per le sue capacità diplomatiche fu soprannominato “Pacificatore” (Peacemaker). Per le sue parentele con diversi monarchi d'Europa, per cui risultava zio (naturale o acquisito) dello zar Nicola II di Russia, del Kaiser Guglielmo II di Germania e del re Alfonso XIII di Spagna, fu soprannominato Uncle of Europe (lo “zio d'Europa”).

La famiglia e la gioventù (fino al 1863)

Edoardo nacque il 9 novembre 1841 a Londra, a Buckingham PalaceAlmanach de Gotha 1899, Justus Perthes, Gotha, 1898, p. 43.. Sua madre era la regina Vittoria, l'unica figlia del principe Edoardo Augusto, e nipote del re Giorgio III. Suo padre era il principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, primo cugino e consorte di Vittoria. La coppia aveva già avuto una figlia, Vittoria Adelaide.

Il neonato fu battezzato Alberto Edoardo nella Cappella di San Giorgio del castello di Windsor il 25 gennaio 1842. A testimonianza delle origini germaniche sia del padre sia della madre, quattro dei sei fra padrini e madrine erano tedeschi, fra cui il re Federico Guglielmo IV di Prussia; i rimanenti due erano inglesi, benché appartenenti alla casata degli HannoverBrook-Shepherd, Lo zio d'Europa Edoardo VII, Milano, 1977, pp. 17-19..

Oltre al titolo di Principe di Galles, tradizionalmente assegnato all'erede al trono, Alberto Edoardo ricevette diversi altri titoliDuca di Cornovaglia, Conte di Chester e Duca di Rothesay che comprendeva i titoli di Conte di Carrick e Dublino, Barone di Renfrew, Lord delle Isole e Principe e Gran Custode di Scozia. Vedi Almanach de Gotha 1899, Justus Perthes, Gotha, 1898, p. 43. oltre al nomignolo di Bertie, diminutivo di Albert, il primo nome che da adulto rifiuterà.

Governanti e precettori del principino furono inglesi, ma essi non erano che i mezzi di un sistema educativo ideato da tedeschi. Edoardo, infatti, secondo le volontà del padre Alberto doveva essere allevato come un Coburgo. Compito non facile poiché, al contrario dei fratelli Vittoria Adelaide e Alfred, l'erede al trono si dimostrò «incredibilmente restio all'apprendimento»Brook-Shepherd, Lo zio d'Europa Edoardo VII, Milano, 1977, pp. 19-20, 23..

I primi viaggi in Europa

L'infanzia di Edoardo fu probabilmente grigia. I pochi momenti luminosi incominciarono durante l'adolescenza e vennero dall'estero. La prima delle esperienze di questo genere fu la settimana che egli trascorse tra il 20 e il 27 agosto 1855, all'età cioè di quasi 14 anni, a Parigi. La regina Vittoria e il suo erede furono festeggiatissimi, grazie anche all'alleanza con Napoleone III appena conclusa e alla comune partecipazione contro la Russia nella guerra di Crimea. Edoardo intervenne al ballo di corte a Versailles, rese omaggio alla tomba di Napoleone e partecipò a una battuta di caccia al cervo nella foresta di Saint-Germain. Ne riportò un ricordo sicuramente molto piacevoleBrook-Shepherd, Lo zio d'Europa Edoardo VII, Milano, 1977, pp. 25-27..

Edoardo si vide concedere ben presto permanenze all'estero più lunghe. Il 26 luglio 1857, per esempio, insieme con un gruppo selezionato di coetanei, partì per Königswinter, sul Reno, in Prussia. Da quella località si spostò a Johannisberg (Geisenheim), dove fu ospite dell'ottantaquattrenne principe di Metternich. Da qui, insieme con gli amici, andò in Svizzera da dove raggiunse i contrafforti del Monte Bianco. Più a est valicò il passo della Grosse Scheidegg e, infine, prese la strada di casa. Edoardo e il suo gruppo tornarono in patria sbarcando a Dover il 27 ottobre 1857Brook-Shepherd, Lo zio d'Europa Edoardo VII, Milano, 1977, pp. 29-30..

Il viaggio successivo lo portò in Italia e nel Mediterraneo e si svolse nei primi sei mesi del 1859. Accompagnato da due ufficiali e dal suo insegnante di latino, Edoardo partì per Roma il 10 gennaio. Giunto nella capitale dello Stato Pontificio visitò, senza molto entusiasmo, i monumenti classici, i musei e le chiese principali. Partecipò alla festa popolare di mezzaquaresima e due volte la settimana andava all'opera, dove prediligeva Verdi e Bellini. Durante il periodo romano del viaggio, che si protrasse fino alla fine di aprile, fu anche ricevuto dal papa Pio IX. Tre settimane più tardi Edoardo ricevette la più alta onorificenza del Regno di Sardegna (che con Francia e Gran Bretagna aveva partecipato alla guerra di Crimea), il collare dell’AnnunziataCalendario reale per l'anno 1861, Ceresole e Panizza, Torino, s.d. ma 1861, pag. 179.. Durante il viaggio di ritorno si incontrò con il cugino, il re Pietro V del PortogalloBrook-Shepherd, Lo zio d'Europa Edoardo VII, Milano, 1977, pp. 30-32..

Il viaggio in America del nord

Dopo avere frequentato per un breve periodo il Christ Church College di Oxford, Edoardo fu inviato nel 1860, a quasi 19 anni, nella colonia britannica del Canada e negli Stati Uniti. Fu un evento senza precedenti: mai un erede al trono era stato oltre Atlantico. Passato il confine tra Canada e USA il 20 settembre, il principe ereditario ricevette dalla madre il titolo di Barone di Renfrew. Visitò Detroit, Chicago, Cincinnati, Pittsburgh, St. Louis, Baltimora e Washington dove arrivò il 3 ottobre e dove fu ospite alla Casa Bianca. Visitò la tomba di George Washington e partì per New York, tappa finale e punto culminante del viaggioBrook-Shepherd, Lo zio d'Europa Edoardo VII, Milano, 1977, pp. 32-34..

A New York ebbe un'accoglienza euforica, così come l'aveva avuta a Saint Louis, e il 12 ottobre partecipò al gran ballo in suo onore alla New York Academy of Music. Il risultato del viaggio fu importante, poiché Edoardo sul piano politico contribuì a riavvicinare i due Paesi e su quello individuale apparve per la prima volta come una personalità internazionaleBrook-Shepherd, Lo zio d'Europa Edoardo VII, Milano, 1977, pp. 34-36..

Lo scandalo di Curragh e il matrimonio

Nel 1861 Edoardo fu mandato per dieci settimane al campo militare di Curragh, nella contea di Kildare (Irlanda), affinché allargasse le sue conoscenze in campo militare. In questa occasione ebbe una fugace relazione con un'attrice dublinese, Nellie Clifden. La notizia trapelò e fece scandalo a corte, soprattutto nella famiglia del padre. Costui, il 25 novembre, probabilmente già malato della patologia che di lì a poco lo avrebbe ucciso (febbre tifoide), si recò a Cambridge per incontrarsi con il figlio che seguiva le lezioni al Trinity College. Il principe Alberto discusse con Edoardo della sua “abiezione morale”. Fu l'ultima occasione in cui i due si parlarono, poiché dopo quest'incontro Edoardo rivide il padre una sola volta, a tre settimane di distanza, sul letto di morte nel castello di WindsorBrook-Shepherd, Lo zio d'Europa Edoardo VII, Milano, 1977, pp. 36-37..

Lo scandalo di Curragh sollecitò a corte il problema del matrimonio del Principe di Galles. L'aspirante fidanzata doveva rispettare i seguenti requisiti: non essere cattolica, appartenere a un regno con il quale la Gran Bretagna aveva buoni rapporti, essere elegante e piacere a Edoardo. Dopo un'estenuante ricerca la scelta cadde sulla principessa Alessandra, figlia maggiore del re Cristiano IX di Danimarca. Si profilava però una difficoltà: il Paese dal quale proveniva la principessa non aveva buoni rapporti con la Prussia, e la Germania era la terra di origine dei reali inglesi (dopo qualche anno sarebbe, infatti, scoppiata la seconda guerra dello Schleswig fra Danimarca e Prussia)Brook-Shepherd, Lo zio d'Europa Edoardo VII, Milano, 1977, pp. 38-39..

La regina Vittoria, tuttavia, si accontentò e Edoardo vide per la prima volta Alessandra nel settembre 1861. L'occasione fu una visita combinata alla cattedrale di Spira, nel territorio della Baviera occidentale. Un anno dopo Edoardo e Alessandra erano fidanzati ufficialmente. Le nozze furono celebrate il 10 marzo 1863 nella cappella di San Giorgio del castello di WindsorBrook-Shepherd, Lo zio d'Europa Edoardo VII, Milano, 1977, pp. 39, 41..

La vita in Inghilterra

Alessandra era sorella di Dagmar, che nel 1866 sposerà l'erede al trono di Russia, il futuro Alessandro III. Edoardo, quindi, era cognato di quest'ultimo e sarà zio dell'ultimo Zar, Nicola II. La sorella maggiore di Edoardo, Vittoria Adelaide, aveva intanto sposato nel 1858 il futuro imperatore di Germania, Federico Guglielmo. La coppia l'anno dopo aveva avuto il primo figlio, Guglielmo, che sarà l'ultimo imperatore tedesco. Anche di quest'ultimo Edoardo era zio. Per queste e altre parentele, Edoardo VII fu detto lo “zio d'Europa”.

La coppia dei principi di Galles designò Marlborough House, a Londra, come proprio palazzo di rappresentanza, mentre la vera loro dimora finì con l'essere Sandringham House, nel Norfolk. A Londra Edoardo dimostrò subito la sua originalità promuovendo la fondazione del circolo di Marlborough che diventò uno dei club più anticonformisti della capitale. Il Principe di Galles praticava la caccia e gli sport nautici, ma fu la sua inclinazione per le corse di cavalli, aborrita dalla regina Vittoria, che lo avvicinò alle masse degli inglesiBrook-Shepherd, Lo zio d'Europa Edoardo VII, Milano, 1977, pp. 45, 50-52..

A neanche un anno dal matrimonio, l'8 gennaio 1864, alla coppia dei principi di Galles nacque, prematuramente, il loro primo figlio, Alberto Vittorio Cristiano Edoardo, che più tardi divenne duca di Clarence e che morì di polmonite nel 1892. A breve distanza l'uno dall'altro nacquero gli altri cinque figli. Il secondogenito fu Giorgio Federico Ernesto Alberto, nato il 3 giugno 1865 che diventerà il re Giorgio V; poi fu la volta della principessa Luisa, nata il 20 febbraio 1867, della principessa Vittoria, nata il 6 luglio 1868, della principessa Maud, nata il 26 novembre 1869, e di Alessandro Giovanni che, nato il 6 aprile 1871, sopravvisse un solo giorno.

Le amicizie femminili Al tempo della nascita dell'ultima figlia, Maud, le amicizie amorose di Edoardo erano diventate troppe perché fosse possibile soffocare i pettegolezzi. In quel periodo infatti si cominciò a fare apertamente il nome della prima delle donne di spettacolo che entrarono nella sua vita, la cantante di operetta Hortense Schneider. Più duraturo e pubblico fu invece il rapporto con l'attrice francese Lillie Langtry: i due si incontrarono il 27 maggio 1877 a una cena e da quella sera la relazione durò poco meno di 13 anniBrook-Shepherd, Lo zio d'Europa Edoardo VII, Milano, 1977, pp. 61, 63..