Le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 1848 furono la 16° tornata elettorale quadriennale e si tennero martedì 7 novembre. Furono vinte da Zachary Taylor del Partito Whig ed originario della Louisiana, battendo l'esponente del Partito Democratico Lewis Cass del Michigan e l'ex presidente Martin Van Buren dello Stato di New York affiliato alla nuova formazione politica denominata Free Soil Party.

Il presidente uscente James Knox Polk, avendo raggiunto tutti i suoi principali obiettivi in un solo mandato e soffrendo di un declino irreversibile della propria salute, mantenne la sua promessa di non candidarsi alla rielezione.

Questa fu la prima volta il cui si votò lo stesso giorno (election day) in ognuno degli Stati federati degli Stati Uniti d'America, ed anche la prima volta che il giorno delle elezioni fu fissato per legge di martedì.

I Whig nel 1846-1847 avevano concentrato tutte le loro energie nel condannare le politiche di guerra di Polk; si impegnarono a cambiare politica il più rapidamente possibile. Nel febbraio del 1848 il presidente però sorprese tutti con il trattato di Guadalupe Hidalgo che pose fine alla guerra messico-statunitense e diede alla nazione il possesso di nuovi vasti territori (compresi quelli che ora sono gli Stati della California, del Nevada, dello Utah più parti sostanziose dello Wyoming, del Colorado, dell'Arizona e del Nuovo Messico).

I Whig in Senato votarono a maggioranza a favore dell'accordo stipulato; poi, con l'approssimarsi dell'estate, nominarono l'eroe della guerra Zachary Taylor come loro candidato. Taylor non prometteva altre guerre future, ma non condannò neppure il conflitto appena concluso né criticò l'operato di Polk, cosicché il Partito dovette seguire il suo esempio e adeguarsi, anche se non totalmente convinto. I Whig spostarono quindi la loro attenzione su una nuova questione scottante, se cioè la schiavitù dovesse o meno poter venire bandita dai nuovi territori appena acquisiti.

La scelta di Taylor fu fatta quasi per disperazione; egli infatti non aveva principi chiaramente identificabili con quelli Whig, ma risultò essere assai popolare nella guida dello sforzo bellico. I Democratici avevano alle spalle un periodo di successi, prosperità e l'acquisto sia dell'Oregon che degli Stati Uniti sud-occidentali. Una loro vittoria dovette quindi sembrare quasi certa, a meno che i Whig non avessero accolto dalla propria parte Taylor.

La sua vittoria lo rese uno dei due soli Whig ad essere eletto presidente prima che il Partito cessasse di esistere nel corso degli anni 1850; l'altro era stato William Henry Harrison alle elezioni presidenziali del 1840, anch'egli un generale eroe di guerra, ma era morto appena un mese dopo aver assunto l'incarico (il che rese la presidenza di William Henry Harrison la più breve di tutta la storia degli Stati Uniti d'America).

La presidenza di Zachary Taylor si sarebbe a sua volta interrotta bruscamente dopo soli sedici mesi a causa dell'improvvisa morte del presidente e pertanto essere sostituita dalla presidenza di Millard Fillmore. Nella mappa dei risultati a lato il colore giallo-marroncino segnala gli Stati vinti dal "ticket" presidenziale Taylor/Fillmore (15), mentre il blu denota quelli conquistati dall'accoppiata Cass/Butler (anch'essi 15). I numeri indicano il numero di voti elettorali assegnati a ciascuno Stato.

Nomination Whig I candidati Whig furono inizialmente i seguenti: Zachary Taylor, maggiore generale dell'United States Army per la Louisiana. Henry Clay, ex senatore per il Kentucky. Winfield Scott, Comandante generale dell'esercito statunitense per il New Jersey. Daniel Webster, senatore per il Massachusetts. John Middleton Clayton, senatore per il Delaware. John McLean, giudice associato della Corte suprema degli Stati Uniti d'America per l'Ohio. Il generale della guerra messico-statunitense Zachary Taylor fu un candidato risultato subito assai attraente, a causa dei suoi molto recenti successi sul campo di battaglia, tuttavia non era considerato appartenere a nessun partito e non aveva nemmeno mai votato in una qualsiasi elezione. Fu apertamente corteggiato sia dai Democratici sia dai WhigHolt, Michael F. (1999). The Rise and Fall of the American Whig Party: Jacksonian Politics and the Onset of the Civil War. Oxford University Press. .

Alla fine Taylor si dichiarò essere un Whig e così gli riuscì di ottenerne facilmente la nomina; ricevette infatti 171 voti dei delegati sconfiggendo i politici concorrenti ben più esperti Clay, Scott, Webster e altriOurcampaigns Accesso: 11 giugno 2016. Votazioni per la presidenza Nome Zachary Taylor H. Clay W. Scott D. Webster J. M. Clayton J. McLean AstenutiAffiliazione Partito Whig Whig Whig Whig Whig Whig Whig1º scrutinio 111 97 43 22 4 2 112° 118 86 49 22 4 0 113° 133 74 54 17 1 0 114° 171 (58.97%) 32 (11.03%) 63 (21.72%) 14 (4.83%) 0 (0%) 0 (0%) 10 (3.45%)Margine 0 (0.00%) -139 (-47.94%) -108 (-37.25%) -157 (-54.14%) -171 (-58.97%) -171 (-58.97%) Dopo che Webster rifiutò la candidatura alla vicepresidenza, Millard Fillmore ricevette la nomina del Partito battendo, tra gli altri, Abbott Lawrence, un dirigente del Massachusetts, soprannominato "Cotton Whig" a causa della sua opposizione alla schiavitù percepita come troppo mite.

+ Votazioni per la vicepresidenza Votazione 1° 2° M. Fillmore 115 173 A. Lawrence 109 87 Astenuti 16 24 Andrew Stewart 14 0 T. McKean T. McKennan 13 0 G. Evans 6 2 J. Sergeant 6 1 J. M. Clayton 3 3 H. Fish 2 0 R. Choate 1 0 T. Ewing, Sr. 1 0 S. Foot 1 0 T. B. King 1 0 G. Lunt 1 0 J. Young 1 0

Candidati del Partito Whig, 1848 per Presidenteper Vice Presidente Maggiore generale dell'United States Army(1846–1849) 14°Capo ufficio di gabinetto per lo Stato di New York(1848–1849)Manifesto elettorale Democratici L'ex presidente Martin Van Buren cercò attivamente di ottenere nuovamente la nomination Democratica, tuttavia non riuscì ad aggiudicarsi tutti i delegati di New York su un programma anti-schiavitù, con metà dei delegati invece scelti tra i favorevoli alla schiavitù. Sapendo che senza l'appoggio integrale della delegazione di New York gli sarebbe stato estremamente difficile vincere la nomina alla Convention, decise di abbandonare il Partito Democratico per costituire il Free Soil Party.

Alla Convention democratica, Lewis Cass risultò il preferito e fu nominato già al quarto scrutinio. Cass era stato sia governatore del Michigan sia senatore, oltre che segretario alla Guerra durante la presidenza di Andrew Jackson e, dal 1836 al 1842, anche ambasciatore in Francia (durante la monarchia di luglio). Il Comitato nazionale democratico fu scelto ufficialmente nel corso di questa Convention.

+ Votazioni per la presidenza Votazione 1° 2° 3° 4° L. Cass 125 133 156 179 L. Woodbury 53 56 53 38 J Buchanan 55 54 39 33 J. Calhoun 9 0 0 0 W. J. Worth 6 6 5 1 G. M. Dallas 3 3 0 0 W. O. Butler 0 0 0 4 Astenuti 39 38 37 35

Gli fu affiancato il generale W. O. Butler che ricevette 169 preferenze da parte dei delegati, battendo altri cinque candidati, tra cui il futuro vicepresidente William R. King (nella presidenza di Franklin Pierce) e il futuro presidente degli Stati Confederati d'America Jefferson Davis.

+ Votazioni per la vicepresidenza Votazione 1° 2° Totale W. O. Butler 114 169 290 J. A. Quitman 74 62 0 W. R. King 26 8 0 J. Y. Mason 24 3 0 James Iver McKay 13 11 0 J. Davis 1 0 0 I Democratici adottarono un programma politico che passò sotto un vistoso silenzio il tema controverso della schiavitùDemocratic Party Platform of 1848 at The American Presidency Project e con lo stesso Cass sospettato di inclinazioni pro-schiaviste; molti dei Democratici anti-schiavitù fuoriuscirono pertanto dalla convenzione di Baltimora per dare vita al Free Soil Party. Van Buren fu scelto come candidato con il programma politico del Free Soil.

Candidati del Partito Democratico, 1848 per Presidenteper Vice Presidente Senatore per il Michigan(1845–1848) Ex membro della Camera dei Rappresentantiper il 13º distretto del Kentucky(1839–1843)Campaign

Free Soil Party Il Free Soil si costituì durante queste elezioni per opporsi ad un'ulteriore espansione della schiavitù nei territori occidentali. Gran parte del suo sostegno proveniva dai "Barnburners" democratici scissionisti anti-schiavisti, tra cui l'ex presidente Martin Van Buren, e dalla fazione "Conscience Whigs". Il nuovo movimento fu guidato da Salmon P. Chase e John Parker Hale e tenne la sua Convention a Utica (New York) e Buffalo.

Il 22 giugno Van Buren sconfisse Hale grazie a 154 preferenze dei delegati a suo favore contro 129, mentre Charles Francis Adams, Sr., il cui padre (John Quincy Adams) e il nonno (John Adams) avevano entrambi ricoperto il ruolo di presidente, fu invece scelto come candidato vicepresidente.

+ Votazioni Free Soil Votazione per la presidenza Votazione per la vicepresidenza M. Van Buren 244 C. F. Adams, Sr. 467 J. P. Hale 183 J. R. Giddings 23 C. F. Adams, Sr. 13 Altri 4 Van Buren sapeva che i Free Soilers non avevano alcuna possibilità di vincere, ma la sua candidatura avrebbe diviso il voto Democratico e favorito così il successo dei Whig. Invecchiato e amareggiato, a Van Buren non importava di mettere fine a una vita di solidarietà e appartenenza di partito; detestava Cass e il principio di sovranità popolare sulla questione schiavista con uguale intensitàThey Also Ran, Irving Stone, pg. 263.

Candidati del Free Soil Party, 1848 per Presidenteper Vice Presidente 8°Presidente degli Stati Uniti d'America(1837–1841) Ex senatore statale del Massachusetts(1844–1845)Manifesto elettorale Liberty Party

+ Votazione del Liberty Party Votazione per la presidenza J. P. Hale 103 G. Smith 41 Altre nomination

Appuntamento elettorale La campagna elettorale fu combattuta senza molto entusiasmo e praticamente senza alcuno scontro. Nessuno dei due grandi partiti fece uno sforzo per aggregare gli elettori in difesa di qualsiasi principio importante.

I sostenitori Whig, tra cui i futuri presidenti Abraham Lincoln e Rutherford Hayes, propagandavano la posizione di Taylor opposta allo spoil system tradizionale nella democrazia jacksoniana e messo in pratica dai Democratici negli Stati Uniti meridionali. Al Sud sottolinearono il fatto che il candidato Whig era un proprietario di schiavi della Louisiana, mentre al Nord di contro mettevano in risalto la sua disponibilità a lasciare al Congresso la decisione sulle questioni più importanti (cosa che in seguito non fece).

I Democratici continuarono a ripetere, come già facevano da molti anni, la loro opposizione a una banca nazionale, ad alti dazi doganali e alle sovvenzioni federali per i miglioramenti infrastrutturali locali. I Free Soilers bollarono entrambi i principali avversari come agenti degli schiavisti, sostenendo che i ricchi piantatori stabilivano le priorità di entrambi i partiti, ignorando l'uomo bianco ordinario. Dovettero destreggiarsi riguardo alla nota reputazione di Van Buren a scendere a compromessi con lo schiavismo.

I Whig ebbero il vantaggio di mettere in luce le glorie militari di Taylor, il quale rimase da parte sua sempre assai vago sui temi programmatici; la campagna fu dominata per lo più da attacchi personali tra i contendenti, con i Democratici che definirono Taylor volgare, ignorante, crudele e avido, mentre i Whig attaccarono Cass per i suoi guadagni illeciti e la palese disonestà. La divisione dei Democratici sulla questione della schiavitù permise però a Taylor di dominare gli Stati Uniti d'America nord-orientali.

I Free Soilers si presentarono al voto in soli 17 dei 29 Stati con il suffragio popolare, rendendo matematicamente possibile per Van Buren vincere la presidenza, anche se nessuna speranza in pratica; tuttavia il Partito fece una campagna vigorosa, in particolare nelle tradizionali roccaforti democratiche nel Nord-Est.