Buie (in croato, veneto, tedesco e talvolta anche in italiano Buje, già Wege), chiamata anche Buie d'Istria, è una città di abitanti della Croazia situata nella parte settentrionale dell'Istria, tra i fiumi Quieto e Dragogna. Ai piedi del colle, sull'estremità del quale si estende il centro storico, passava la via Flavia dell'Antica Roma.Tuttora una via cittadina prende il nome di via Flavia, a ricordo dell'antica via romana. Per la sua posizione strategica, nel passato veniva definita la "Sentinella dell'Istria".

Geografia fisica Territorio Dalla città prende il nome il territorio circostante, denominato Buiese, compreso tra i fiumi Quieto e Dragogna. Il Buiese è ripartito in tre città e tre comuni: le città di Buie, Umago e Cittanova, e i comuni di Verteneglio, Grisignana e Portole. Il territorio comunale ha una superficie pari a 110 km². Il punto più alto è di 222 m s.l.m. e si trova a dal mare.

Clima Il clima è di tipo subcontinentale, caratterizzato da estati calde e soleggiate ma abbastanza ventilate ed inverni complessivamente miti. I venti caratteristici sono la bora, lo scirocco e il maestrale. La bora soffia da nordest verso sudovest recando un tempo asciutto e sereno; lo scirocco è un vento caldo che tradizionalmente porta pioggia, mentre il leggero maestrale soffia d'estate dal mare verso la terraferma.

Origini del nome Nel periodo romano l'insediamento veniva chiamato Bullea. Nel medioevo invece Castrum Uvege, Bugia, Bugle, Castrum Bulge. Durante il dominio veneziano il nome fu prima Buie e poi Buje. Buje fu il nome ufficiale anche nel periodo austriaco. Nel periodo italiano il nome ufficiale fu Buie o anche Buie d'Istria. Nel periodo jugoslavo e ora nella Repubblica Croata il nome ufficiale è bilingue: Buje in croato, Buie in italiano.

Storia

Storia antica Il primo insediamento urbano, in cima al colle, consisteva in un castelliere preistorico abitato dal popolo degli Histri che lo chiamarono Bulya. In epoca protostorica, il castelliere fu occupato dai Càtali: una delle tribù celtiche che si stabilizzarono in una buona parte dell'Istria in quell'epoca. Con l'arrivo dei romani, divenne Castrum romano col nome di Bullea.

Periodo veneziano e austro-ungarico

Venezia controllò Buie dal 1358, strappandola al Patriarcato di Aquileia, fino alla sua caduta, nel 1797. Risale al periodo veneziano la chiesa parrocchiale di San Servolo, con campanile separato, costruita nel XVI secolo sulle fondazioni di un tempio romano e ricostruita nel XVIII secolo in stile barocco. In quell'epoca la città fu inoltre fortificata: per la sua posizione strategica, fu soprannominata la "Sentinella dell'Istria".

In seguito al trattato di Campoformio (1797), Buie passò all'Impero austriaco. Nel 1803 fu occupata dalle armate francesi di Napoleone. Nel 1805 entrò quindi nel Regno Italico, inserita nel Dipartimento dell'Istria; in seguito, nel 1809 passò nelle Province illiriche, ricompresa prima nella Provincia di Trieste e quindi, dal 1811, nell'Intendenza d'Istria. Dopo la sconfitta di Napoleone, nel 1813 ritornò sotto il dominio dell'Impero austriaco.

Buie italiana

Buie fu un centro irredentista nell'Istria asburgica, e dopo la prima guerra mondiale la cittadinanza - in gran parte italiana - accolse di buon grado l'annessione della regione all'Italia. Buie venne inserita nella provincia di Pola, dove per alcuni anni (1923-1927) fu un mandamento all'interno del circondario di Parenzo, comprendente Cittanova, Grisignana, Umago, Verteneglio e tutte le loro frazioni.Regio decreto 18 gennaio 1923, n. 53, art. 1. Nel 1932 arrivarono l'acqua, la corrente elettrica e altri servizi primari grazie all'interessamento del governo centrale di Roma. Buie, come la maggior parte dell'Istria, divenne parte della diocesi di Parenzo e Pola.

Il 2 ottobre 1943, a seguito dell'armistizio di Cassibile, l'Istria fu occupata dalle forze militari tedesche sotto il comando del generale delle SS Paul Hausser, che la incorporarono nella Zona di operazioni del Litorale adriatico.

Dopo la seconda guerra mondiale

Dopo la seconda guerra mondiale la cittadina fu ricompresa nella "zona B" definita dalla Linea Morgan e quindi, dopo il trattato di Parigi del 1947, entrò a far parte della zona B del Territorio Libero di Trieste. Tale zona rimase soggetta fino al 1956 all'amministrazione militare jugoslava, con comandante della polizia Anton Ukmar. In seguito al Memorandum di Londra del 1956, l'amministrazione da militare divenne civile.

Le autorità jugoslave misero in atto una serie di misure che causarono il completo disarticolamento delle precedenti strutture sociali ed economiche, al fine di instaurare un regime rivoluzionario che nei primi anni s'ispirava esplicitamente al modello sovietico. Questa politica indusse gran parte degli italiani locali a scegliere la via dell'esodo abbandonando ogni proprio bene, come in altri territori dell'Istria.

Dopo l'esodo, le case rimaste disabitate furono ripopolate da croati e sloveni e - in minor numero - da popolazioni di altre nazionalità jugoslave come serbi, bosniaci e montenegrini. La questione confinaria fra Italia e Jugoslavia si risolse definitivamente col Trattato di Osimo (1975): Buie entrò quindi anche de jure nella Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, ricompresa all'interno della Repubblica Socialista di Croazia. L’area buiese, nonostante l’esodo, mantiene tuttora una numerosa comunità italiana, il cui numero oscilla tra il 20% e il 50% della popolazione: il primo dato è quello del censimento croato e il secondo è ricostruito da voci non ufficiali delle amministrazioni locali.

Storia contemporanea Nel 1991, nell'ambito del processo che portò alla dissoluzione della Jugoslavia, la Croazia dichiarò la propria indipendenza: ebbe quindi inizio il periodo delle cosiddette guerre jugoslave, che però non coinvolsero direttamente Buie e l'Istria.

Immediatamente a ridosso della dichiarazione d'indipendenza sorse un'accesa disputa tra Croazia e Slovenia per il possesso di alcuni appezzamenti di terreno a sud del fiume Dragogna, oggi nel comune di Buie: fra le frazioni di Mulini e Scrile vi è la casa del politico e attivista sloveno Joško Joras, che considera tale terreno parte della Slovenia. Tali dispute, assieme all'ancora irrisolto problema della definizione del confine marittimo tra i due Stati nel golfo di Pirano e dell'accesso sloveno alle acque internazionali, rallentarono il processo di entrata nell'Unione europea della Croazia, finché i governi dei due Paesi non si accordarono di rimettere la questione al giudizio di un arbitrato internazionale. Il 24 giugno 2011 venne accettata la candidatura della Croazia nell'Unione europea, che vi entrò a far parte il 1º luglio 2013.

Simboli

Lo stemma di Buie è costituito da uno scudo gotico di color bianco con sopra una croce porpora o rossa.

Oltre allo stemma comunale, un simbolo tradizionale del comune è stato il gonfalone di San Marco, donato dal comune di Venezia e issato sulla piazza principale il 15 agosto del 1933. Fino al 1945 il leone di San Marco è stato uno dei simboli ufficiali della cittadina.

Monumenti e luoghi d'interesse

Il centro storico Il centro storico è la parte più antica della città. Al centro vi è piazza San Servolo, che ospita il duomo di San Servolo con il suo campanile staccato dalla chiesa. Alla destra del duomo si trova l'edificio che fino a pochi anni fa ospitava la scuola elementare e media con lingua d'insegnamento italiana, mentre alla sinistra vi è un edificio con una finestra in stile veneziano e le pareti dipinte di un motivo a quadretti, come è tipico delle case veneziane. La particolarità della piazza è che contiene tre leoni marciani scolpiti in pietra: uno sul campanile, uno sull'edificio dell'ex scuola e uno su di un pilo portabandiera posto in mezzo alla piazza. La piazza divide il centro storico in due rioni: a sinistra la parte chiamata "Villa" e a destra quella detta "Cornio".

Architetture religiose

Il duomo di San Servolo Il duomo di San Servolo, con campanile separato, fu costruito nel XVI secolo, nel periodo veneziano, sulle fondazioni di un tempio romano. Nel XVIII secolo la chiesa venne ricostruita in stile barocco. Conserva diverse sculture gotiche del XIV e XV secolo, e un dipinto barocco con il panorama del paese. Nella piazza bassa si erge invece la chiesa di Santa Maria, di fine XV secolo, decorata con un portone del XVI secolo in stile rinascimentale, e con otto immagini con motivi biblici del XV secolo all'interno.

Il duomo è a navata unica. Prima della ristrutturazione del XVIII secolo aveva tre navate. Sulle facciate esterne della chiesa sono incastonati gli elementi di una precedente chiesa romanica, che a sua volta venne costruita sulle fondamenta di un tempio dell'epoca romana.Sulla parete sinistra vi è incastonata la stele dei fratelli Valeri e la lapide di Cepuleio. Vi è murata sulla facciata laterale sinistra una pietra tombale del periodo medievale che reca, scolpiti in rilievo, i simboli del lavoro nei campi.

La facciata frontale risulta incompleta. L'unica parte che è stata portata a compimento rispetto al progetto iniziale è il portale, il cui arco raffigura una conchiglia. Il portale è opera del capomastro buiese F. Urizio.

L'organo del duomo, che è stato costruito nel 1791 da Gaetano Callido, è stato uno dei primi organi dell'Istria a venir restaurato nel 1997 grazie ai mezzi stanziati dalla Regione Veneto nell'ambito dei programmi avviati con la legge Beggiato. L'organo è dipinto e illustra strumenti e simboli musicali.

Gli altari sono sette. Quello principale è monumentale, in marmo, decorato con le statue del patrono san Servolo e di san Sebastiano. Sono opera dello scultore veneziano Giovanni Marchiori e sono del 1737. A destra rispetto all'altare maggiore, in una vetrinetta, un altorilievo raffigura la strage degli innocenti: è un'opera del Settecento, attribuita a un maestro scalpellino e pittore di scuola tirolese. Sopra il bassorilievo vi è un dipinto con la raffigurazione della morte del vescovo Negri, che venne commissionato dal vescovo stesso, il quale resse la diocesi di Cittanova dal 1732 al 1742, ed è importante perché è l'unica opera a raffigurare una veduta di Buie di quel tempo.

San Servolo San Servolo è il patrono della città e si festeggia il 24 maggio.

San Servolo era un giovane cristiano dell'antica Tergeste, oggi Trieste. Secondo la leggenda, all'età di dodici anni si ritirò in una grotta, dove rimase un anno e nove mesi pregando e digiunando. Al rientro a casa incontrò un enorme serpente, che si dileguò non appena egli si fece il segno della croce. Nel 284, a soli quattordici anni, fu martirizzato. Alcune reliquie vennero portate a Buie, e oggi sono conservate nell'altare maggiore.

Il campanile Il campanile è distaccato dal duomo ed è alto 48 metri. Possiede uno dei tre leoni di San Marco e vari altri fregi. Anticamente era un punto di vedetta e diede a Buie l'appellativo di "Sentinella dell'Istria". Dal momento che era un ottimo osservatorio per spiare le mosse dei vicini, nel 1414 su richiesta dei piranesi la Repubblica di Venezia ne concesse la demolizione. In seguito alle proteste dei cittadini, fu ricostruito nel 1480 sulle rovine del precedente.

La chiesa della Madonna della Misericordia