+ I cantieri dell'archeologia. Napoli preistorica Toledo - - - Napoli greca - Municipio Università Duomo Napoli romana Toledo Municipio Università Duomo Napoli bizantina - Municipio Università Duomo Napoli medievale - Municipio Università Duomo Napoli aragonese Toledo Municipio Università Duomo Durante gli scavi della metropolitana di Napoli sono stati rinvenuti numerosi reperti archeologici, attribuibili a diverse epoche della città partenopea.
Risalenti all'epoca preistorica, greca, romana, bizantina, medievale e aragonese, i reperti sono esposti all'interno della Stazione Neapolis, un piccolo ambiente museale facente parte del complesso del museo archeologico nazionale di Napoli.
La maggior parte dei reperti è stata portata alla luce durante gli scavi delle stazioni di Toledo, Municipio, Università e Duomo, ubicate nella parte meridionale della città.
Geografia
Napoli sorge presso l'omonimo golfo e, dominata a est dal massiccio vulcanico del Vesuvio, è delimitata a nord dalle appendici dell'Appennino Campano, con la collina di Capodimonte, a ovest dal golfo di Pozzuoli e dai campi Flegrei e a sud dalla penisola sorrentina.
Il primo nucleo storico partenopeo è ubicato lungo la costa, in località Falero, nel quartiere di Santa Lucia, nella zona del Chiatamone, dove si stabilirono alcune tribù preelleniche (III millennio a.C.), seguite da coloni greci (sec. VIII a.C.), i quali diedero origine al primo emporio commerciale. Il centro storico di Napoli, di origine neolitica e che racchiude una storia ultramillenaria, oggigiorno si estende su circa 1700 ettari, dei quali 981 sono dichiarati patrimonio protetto dall'UNESCO dal 1995..
Il centro storico napoletano si compone di due nuclei originali: il quartiere di Chiaia, dove sorse l'antica Partenope, poi detta Paleopolis o Palepoli, cioè Città Vecchia, e la zona dei decumani, dove nacque Neapolis, cioè Città Nuova, che comprende località quali piazza del Gesù Nuovo e piazza Dante.
La tratta bassa della metropolitana di Napoli, che da Dante corre fino a Garibaldi, serve grosso modo la zona dei decumani e i quartieri di San Giuseppe, Porto e Pendino che, costituendo l'impianto urbanistico greco, sono ricchi di reperti archeologici.
Fasi storiche
Le origini Su preesistenti insediamenti risalenti all'Eneolitico (III millennio a.C.), seguiti da un emporio commerciale rodio sull'isolotto di Megaride (IX secolo a.C.), nell'VIII secolo a.C. i Cumani fondarono un insediamento sulla collina di Pizzofalcone, che divenne la città di Partenope. Il nome derivava da Partenope, la sirena che, secondo una tarda tradizione mitologica, si sarebbe suicidata dopo essere stata respinta da Ulisse, rimasto insensibile al suo canto.. Disponibile su Wikisource.
Affermò a tal proposito lo storico italiano Carlo Celano:.
Napoli greco-romana
Successivamente, accanto a Partenope si sviluppò Neapolis (dal greco Νεάπολις, nuova città), che divenne uno dei principali centri della Magna Grecia e un importante porto del Mediterraneo. La città mantenne a lungo la propria identità e le proprie tradizioni greche, sviluppando un impianto urbano caratterizzato da cardi e decumani.
L'abitato comprendeva edifici pubblici, aree sacre, abitazioni e strutture destinate alle attività commerciali. L'agorà si trovava nell'area dell'attuale piazza San Gaetano, nel cuore dell'antica città..
Nel corso del IV secolo a.C. Neapolis entrò progressivamente nell'orbita di Roma. Dopo la conquista romana, la città mantenne numerosi elementi della propria cultura greca, continuando a svolgere un ruolo importante nei traffici commerciali e nella vita culturale dell'Italia meridionale.
Durante l'età romana Napoli e il territorio circostante divennero inoltre luoghi di soggiorno privilegiati per l'aristocrazia romana. Nell'area furono costruite numerose ville, tra cui la villa imperiale di Pausilypon, mentre la città continuò a svilupparsi attraverso la costruzione e la trasformazione di edifici e infrastrutture.
Napoli bizantina
Nel 476 d.C. si verificò la caduta dell'Impero romano d'Occidente: Odoacre, re degli Eruli, depose l'imperatore Romolo Augusto e lo mandò in esilio proprio sull'isola di Megaride, dove morì..
Dopo la deposizione di Romolo Augusto, Odoacre riconobbe formalmente l'autorità dell'imperatore d'Oriente Zenone, al quale inviò le insegne imperiali. Napoli rimase quindi nell'orbita dell'Impero bizantino e conservò per lungo tempo la propria tradizione culturale e linguistica greca..
La città riuscì a mantenere la propria autonomia rispetto ai Longobardi e ai Vandali, nonostante i numerosi conflitti che interessarono l'Italia meridionale. Dopo una fase di crescente autonomia, nel 615 Napoli si dotò di un proprio governo ducale. Il ducato napoletano mantenne rapporti con l'Impero bizantino, pur acquisendo progressivamente una maggiore autonomia politica..
Le trasformazioni urbanistiche di questo periodo contribuirono alla stratificazione archeologica della città. Strutture di epoca greca e romana furono riutilizzate, modificate o inglobate nelle nuove costruzioni, lasciando numerose testimonianze individuate anche dagli scavi della metropolitana.
Napoli normanno-sveva
Nei secoli del ducato Napoli mantenne la propria autonomia e si trovò spesso coinvolta nei conflitti tra le diverse potenze dell'Italia meridionale. Nel 1030 il duca Sergio IV di Napoli concesse un territorio al mercenario normanno Rainulfo Drengot, che vi fondò Aversa..
Nel corso dell'XI secolo i Normanni estesero progressivamente il proprio dominio sull'Italia meridionale, dando origine al Regno di Sicilia. Ruggero II assunse il titolo di re nel 1130 e consolidò il proprio controllo sui territori meridionali..
Nel 1194 Napoli passò sotto il dominio degli Svevi. Dopo Enrico VI, il regno fu governato dal figlio Federico II, che nel 1224 fondò lo Studium napoletano, destinato a diventare una delle principali istituzioni culturali della città..
Dopo la morte di Federico II e la successiva crisi dinastica, nel 1266 il papa Clemente IV assegnò il regno a Carlo I d'Angiò..
Napoli angioina
Con Carlo I d'Angiò Napoli divenne la capitale del Regno di Sicilia e conobbe una profonda trasformazione urbanistica e monumentale. Furono costruiti nuovi edifici religiosi e civili e venne edificato il Castel Nuovo, destinato a diventare una delle principali residenze della monarchia angioina..
Durante il regno di Carlo II furono effettuati nuovi interventi sul Castel dell'Ovo e sul Castel Nuovo. Sotto Roberto d'Angiò, Napoli divenne inoltre un importante centro culturale, frequentato da artisti e intellettuali come Francesco Petrarca, Giotto, Giovanni Boccaccio e Tino di Camaino.
Le trasformazioni dell'età angioina lasciarono numerose testimonianze archeologiche, alcune delle quali sono state individuate durante gli scavi per la realizzazione della metropolitana.
Napoli aragonese
Agli Angioini succedette la dinastia aragonese. Nel 1442 Alfonso V d'Aragona conquistò Napoli e assunse il titolo di re di Napoli, dando inizio a una nuova fase di sviluppo politico, economico e culturale della città.
Durante il periodo aragonese Napoli fu interessata da importanti interventi urbanistici e architettonici. Tra questi rientrano la costruzione e il potenziamento delle fortificazioni, la trasformazione del Castel Nuovo e la realizzazione della porta Capuana durante il regno di Ferdinando I..
La città divenne inoltre un importante centro culturale del Rinascimento, attirando artisti, letterati e studiosi. Le trasformazioni urbanistiche di questo periodo contribuirono alla stratificazione archeologica del centro storico, di cui alcuni resti sono stati riportati alla luce durante gli scavi della metropolitana.
Quadro generale Linea 1
Salvator Rosa
Nel 2000, durante gli scavi per la realizzazione della stazione di Salvator Rosa, sono emersi i ruderi di un ponte romano, in seguito restaurato,. probabilmente facente parte della via Antiniana (in età romana detta Neapolis-Puteolim per colles), che, partendo da Pozzuoli, risaliva per la Loggetta e la Canzanella, superava le colline del Vomero e ridiscendeva fino a piazza Dante..
Nel XVIII secolo le rovine del ponte furono inglobate in un palazzo e diverse parti della struttura vennero riutilizzate per vari scopi, tra cui la realizzazione di nicchie e mangiatoie per animali.
Dante Gli scavi effettuati a piazza Dante hanno portato alla luce frammenti ceramici databili in un arco di tempo compreso tra il XIII e il XVI secolo, periodo durante il quale a Napoli si susseguirono le dominazioni sveva, angioina e aragonese..
Le ceramiche sono per la maggior parte di manifattura locale; sono presenti anche protomaioliche importate dalla Puglia e maioliche arcaiche toscane, a testimonianza della crescita degli scambi commerciali che interessò la città in quell'arco di tempo.
Sono presenti sia manufatti di uso quotidiano, utilizzati nei conventi che si trovavano nei pressi, sia vasellame pregiato destinato all'uso esclusivo di persone facoltose e aristocratici. Le decorazioni presentano linee e spirali dipinte in rosso, oppure sono assenti, nel caso delle ceramiche acrome. Tra i reperti rinvenuti figurano inoltre esemplari decorati con il motivo detto «spiral ware», molto diffuso nel Mezzogiorno, caratterizzato da spirali incrociate in bruno e verde.
Toledo
Negli scavi della stazione di Toledo sono emersi numerosi reperti archeologici, attribuibili a diverse epoche della storia della città, da quella preistorica a quella romana, fino all'epoca bizantina e aragonese.
Durante gli interventi di scavo è stata rinvenuta parte delle fortificazioni aragonesi della fine del XV secolo, in particolare un bastione che, già in epoca bizantina, era sepolto sotto una coltre di sedimenti.
Oltre alle fortificazioni sono state portate alla luce le mura di scantinati di edifici risalenti al XVI secolo, attribuibili agli interventi edilizi promossi da Pedro Álvarez de Toledo y Zúñiga (detto Don Pedro) in occasione della costruzione di via Toledo. Queste strutture inglobano elementi riconducibili all'epoca romana, costituiti da blocchi di tufo giallo napoletano alternati a fasce di laterizi, probabilmente appartenenti a un edificio termale del II secolo d.C.
Sempre in occasione della costruzione della stazione è stato rinvenuto, in via Armando Diaz, un paleosuolo caratterizzato da tracce incrociate di arature, associate a frammenti di ceramica del Neolitico. I reperti ceramici sono inoltre riferibili alla facies di Diana.
Municipio
Gli scavi della stazione di Municipio si sono rivelati particolarmente fruttuosi, tanto da essere definiti dagli archeologi dei «pozzi di san Patrizio». Solo in questo scavo sono state rinvenute molte migliaia di frammenti ceramici.
Il primo ritrovamento all'interno degli scavi, avviati nel 2003, è costituito da una barca lunga dieci metri, risalente al II secolo d.C., portata alla luce capovolta e molto simile a quella rinvenuta nel 1982 a Ercolano. Grazie all'imbarcazione è stato possibile definire con maggiore precisione l'antico profilo della costa in loco.